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martedì 17 aprile 2012

“IRRAZIONALE SOSPENDERE TUTTI I CAMPIONATI PROFESSIONISTICI PER LA MORTE DI MOROSINI”

La riflessione del nostro lettore “Parmigiano”: “Oltretutto è un pericoloso precedente: d'ora in poi infatti, qualora in occasione di una gara di calcio dovesse morire improvvisamente un giocatore, bisognerebbe sospendere di nuovo tutti i campionati professionistici”

(Parmigiano) Egr. Majo, vorrei estendere le mie riflessioni in merito alla decisione di Abete in occasione della tragica scomparsa di Morosini sabato scorso. Penso che sia stato profondamente sospendere tutti i campionati professionistici di calcio ed ora le spiego il motivo, per cui aspetti a stracciarsi le vesti perché alla fine della lettura di questo commento
probabilmente sarà d'accordo con me. Una partita di calcio, una gita in campagna, una visita ai parenti, andare a lavorare, uscire per fare la spesa, leggere un libro, una cena tra
amici, guardare la televisione, fare l'amore, andare in pizzeria, un giro in bici, una messa,
andare al cinema e chi più ne ha più ne metta sono tutti eventi in cui ognuno di noi svolge
la propria vita quotidiana. Durante ciascuna di queste circostanze tutto può andare via liscio oppure possono insorgere problemi di qualsiasi tipo, dai più banali contrattempi a vere e proprie tragedie: in ogni caso la vita va avanti. Gravi incidenti o morti improvvise
avvengono quotidianamente ma per questo nessuno si sognerebbe mai di annullare le gite in campagna o le visite ai parenti, impedire di recarsi al lavoro o a fare la spesa,
sospendere la lettura dei libri o l'organizzazione di una cena tra amici, vietare di guardare
la televisione o di fare l'amore, proibire di andare in pizzeria, abolire i giri in bici, cancellare
le messe o chiudere i cinema…

Continua la lettura all’interno

Nel caso di una partita di calcio però si è pensato bene di annullare tutti i campionati e nessuno ha spiegato il perché di questa decisione. Senza
negare il dispiacere per la morte di un giovane trovo irrazionale, immotivata ed assurda la
scelta di sospendere tutti i campionati per una morte improvvisa: si tratta infatti di un
evento assolutamente naturale che non può essere né previsto né imputato ad alcunché,
pertanto in questa decisione viene meno anche la necessità della condanna. A questo
punto se durante le prossime gare dovessero capitare altri eventi del genere bisognerebbe
per coerenza cancellare definitivamente tutti i campionati: saremmo arrivati dunque alla
follia pura.
In questi giorni non ho sentito una dichiarazione motivata che giustificasse la scelta di
sospendere tutti i campionati né dalla lettura degli articoli dei quotidiani relativi a questa
vicenda è emersa la benché minima spiegazione alla stolta decisione di Abete, che ha
dimostrato così di dirigere la FIGC in maniera umorale, puerile ed improvvisata. La scelta
più razionale, matura e precisa sarebbe stata invece quella di sospendere la partita in cui
è avvenuto il decesso e di disporre l'osservanza di un minuto di silenzio all'inizio di tutte le
gare professionistiche di calcio facendo indossare a ciascun giocatore la fascia nera al
braccio in segno di cordoglio. Questi provvedimenti, che tra l'altro vengono regolarmente
presi ogni volta che un lutto colpisce il mondo del calcio e che sono sempre appropriati ed
efficaci, hanno perso definitivamente la propria valenza con la decisione della FIGC di
sabato scorso che ha rappresentato oltretutto un pericoloso precedente: d'ora in poi infatti
qualora in occasione di una gara di calcio dovesse morire improvvisamente un giocatore
bisognerebbe sospendere tutti i campionati professionistici, pena smascherare che la vera
motivazione del provvedimento preso sabato scorso sia stata la vile paura che tale destino
possa colpire chiunque anziché il doveroso cordoglio verso il giocatore e la sua famiglia.
Se così non fosse infatti non si capisce perché non vengano sistematicamente sospesi
tutti i campionati ogniqualvolta un calciatore muoia: è forse meno doloroso un decesso per
sclerosi multipla di uno per arresto cardiaco? La triste verità di tutto ciò invece è che il
motivo della sospensione di tutti i campionati di calcio professionistico sia stato lo
sgomento per la modalità anziché per la morte in sé del povero calciatore: la massa ha
cioè appreso che un giovane sano possa morire improvvisamente ed è sprofondata di
colpo nella disperazione di scoprire la terribile aleatorietà della propria esistenza. La cosa
più terribile però sarebbe se nessuno alzasse la voce per dire come stanno realmente le
cose, ma soprattutto se non si udisse alcuno che risvegliasse la speranza nel cuore di
ciascuno: ALITHÒS ANÈSTI! (di Parmigiano)

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Irrazionale sarebbe stato fare finta di nulla, il Moro non era un calciatore?

drums ha detto...

bah io in gita o a fare una scampagnata se mi muore un amico non ci vado.....il foot ball DEVE essere divertimento e questo con la morte c'entra poco,ma veramente poco....poi se vogliamo parlare dell'apoteosi dell'ipocrisia alla quale in queste ore abbiamo assistito ....allora d'accordo.

Parmigiano ha detto...

Buondì Majo, la ringrazio sentitamente per il risalto dato alla mia lettera. Nel secondo periodo dopo l'avverbio "profondamente" va messo l'aggettivo "sbagliato" che è stato da lei involontariamente perso nella trascrizione del testo che, per il resto, è stato perfettamente e fedelmente riportato alla lettera. Per quanto riguarda invece i due commenti del Sig. Anonimo e del Sig. drums rispettivamente delle ore 10:54 e 11:16 mi sembra di poter dire che si siano fermati alla lettura del solo titolo oppure che non abbiano avuto la pazienza di leggere tutta la lettera. Per questo rispondo al primo ribadendogli che a mio parere la scelta giusta da prendere sarebbe stata quella di sospendere la partita in cui è avvenuto il decesso e far rispettare un minuto di silenzio su tutti gli altri campi facendo inoltre indossare ai giocatori la fascia nera al braccio in segno di lutto e questo non sarebbe stato certo "fare finta di nulla" come dice lui. Al Sig. drums invece ribadisco che come nessuno lo obbligherebbe a continuare una scampagnata durante la quale fosse deceduto un proprio caro senza peraltro cancellare per questo motivo tutte le scampagnate della terra, così trovo inopportuno sospendere tutte le partite di calcio professionistico in Italia per la morte di causa naturale di un giocatore. Sul fatto inoltre che il football debba essere solo un divertimento non mi trova affatto d'accordo poichè se stiamo parlando di calcio professionistico ci riferiamo proprio ad una professione, altrimenti si parlerebbe solamente di calcio amatoriale e secondo il suo ragionamento ogni giorno intere categorie di lavoratori dovrebbero essere esonerate dallo svolgere la propria attività perchè almeno uno di loro in Italia muore per cause naturali. Ovviamente questo ragionamento non sta in piedi. Cordialmente, Parmigiano.

drums ha detto...

Si ad una professione che ogni domenica porta migliaia di persone allo stadio a DIVERTIRSI...altrimenti non ci andrebbe nessuno,no?
Poi se ad ogni idea diversa si dice che il post non è stato letto forse ci vorrebbe una riflessione...e meno conclusioni ridicole e che "non stanno in piedi" come le sue ultime 6 righe signor Parmigiano.
In ogni caso la chiudo qui.

edoardo ha detto...

Ma sai purtroppo qua si parla del pietoso concetto "morto di serie a e morto di serie b" la morte di un giocatore di calcio in diretta televisiva e' un qualcosa di raro da sbattere in prima pagina e magari da farci qualche bel programmino strappalacrime sulle disgrazie altrui ben confezionato con qualche musichetta comuovente...si e' visto tanto di quel trash in questi giorni da far invidia al miglior Alfonso Signorini....se invece schiatta un impiegato nella stessa maniera in ufficio o magari perche no allo stadio a qualcuno interessa????si chiuduno gli uffici per una giornata?si chiudono gli stadi per una giornata?comunque quello che e' capitato al povero Morosini e' molto brutto...Ciao gabriele

Anonimo ha detto...

Ma vai AF...lo tu e i precedenti, mi sembri scemo e non ti rendi conto di quel che dici e scrivi. Pescarese doc

Anonimo ha detto...

Anche se non approvi il post rimani sempre scemo. Pescarese doc

Anonimo ha detto...

sono perfettamente in accordo con il parmigiano, perchè l'evento rientra nell'ordine naturale anche se compresibilmente tragico, della vita. la paura e l'ipocrisia di ritenerci immuni da quanto successo è ancora più evidenziata dal voler cancellare per un giorno quello che a questo punto viene additato come la causa della morte di un povero ragazzo, che credo avesse trovato l'espressione della sua gioia di vivere proprio nello svolgere una professione a lui estremamente cara; per poi tra pochi giorni ritornare sugli spalti a gridare contro tutto e tutti, nell'indifferenza generale per quanto appena successo

Parmigiano ha detto...

Caro drums, non vorrei essere frainteso per cui ripeto bene il senso del mio scritto: quando dico che il ragionamento non sta in piedi non mi riferisco alla sua affermazione ma ad un concetto conseguente che ho semplicemente ipotizzato rendendolo volutamente assurdo. Mi dispiace che lei pensi che volessi liquidarla con disprezzo quando il mio intento era semplicemente quello di alimentare un dibattito costruttivo e mi scuso se con la mia affermazione l'ho offesa: anzi a pensarci bene devo dire che il suo commento delle 11:16 esprime un fraintendimento dovuto ad una mia poca chiarezza. Anzichè scrivere che "nessuno si sognerebbe mai di annullare le gite in campagna" avrei dovuto specificare che mi riferivo a TUTTE le gite in campagna, ESCLUSA OVVIAMENTE quella in cui per ipotesi fosse avvenuta una disgrazia, ma pensavo che nello svolgimento del mio ragionamento questo concetto fosse sufficientemente comprensibile: evidentemente non era così. Spero di aver chiarito il fraintendimento ed aver riparato il motivo del suo risentimento nei miei confronti. Cordialmente, Parmigiano.

Parmigiano ha detto...

Caro Pescarese doc, immagino che il suo cordiale insulto (con cordiale intendo ovviamente l'etimologia "proveniente dal cuore") fosse rivolto a me e raccolgo tutto il suo sdegno nei miei confronti perchè sono certo che la sua rabbia sia assolutamente genuina e sincera. Non voglio dunque tirarmi indietro di fronte a tutto il suo livore in quanto immagino che lei abbia inteso la mia riflessione come un'offesa rivolta a tutta la comunità di tifosi che è stata colpita direttamente da questa enorme tragedia: la sua rabbia si spiega ancor più se lei sabato scorso ha assistito in diretta agli eventi. Vorrei solamente ribadire che il mio discorso non vuole sminuire né tanto meno denigrare la manifestazione di dolore che tutti i tifosi presenti a Pescara stanno vivendo in queste drammatiche ore, ma ho voluto approfondire il motivo dello shock generale provocato da quel tristissimo evento di cui, lo ribadisco, non ho voluto spendere nemmeno una parola. Si tratta infatti di una enorme tragedia e nessuno può metterlo in discussione. Quello che voglio è cercare di far aprire gli occhi di fronte ad un inconscio e collettivo senso di smarrimento e disperazione perché é il messaggio che lo stesso Morosini vorrebbe trasmettere: ricordatevi che, se veramente Cristo è risorto (e l'esclamazione "Alithós Anésti!" vuol dire proprio questo) lo smarrimento e la disperazione lasciano lo spazio alla fiduca e alla speranza che vince ogni tipo di morte. Cordialmente, Parmigiano.