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venerdì 18 gennaio 2013
LAGUARDIA: “VISTO CHE GHIRARDI E’ IN CONCORSO CON VIGNALI, MICA POTEVAMO NOTIFICARE L’AVVISO PRIMA A LUI CHE ALL’EX SINDACO. QUESTE SONO COSE OVVIE, MA ORA RICEVERA’ IL 415 BIS…”
(gmajo) – Giustamente i colleghi che si occupano di giudiziaria – dopo la conferenza stampa odierna del procuratore capo di Parma Gerardo Laguardia, che ha incontrato informalmente i cronisti come ogni venerdì, consentendo solo di poter essere registrato in audio, ma non in video (i cameramen sono rimasti fuori dal suo ufficio in Procura) – hanno messo in risalto la principale novità emersa e cioè che durante una ispezione in una abitazione di Luigi Giuseppe Villani sarebbero stati rinvenuti degli estratti conto dello spesso procuratore. Il quotidiano on line parma.repubblica.it, che a differenza nostra e di gazzettadiparma.it non usa il condom del “condizionale” azzarda: ‘Servivano per una possibile "macchina del fango"?’ Verso la conclusione dell’appuntamento con i media il procuratore Laguardia, per la gioia dei nazionali che sull’argomento ci sguazzano, ha pure chiarito che l’ex sindaco Vignali avrebbe chiesto alla Macrì (noi preferiamo non utilizzare definizioni) il numero di telefono dell’allora premier Berlusconi, poiché lui non ce l’aveva e lei sì.
CONTINUA ALL'INTERNO
Questo dopo qualche puntualizzazione a mezzo stampa della medesima, dopo la conferenza congiunta di Laguardia-Geremia, poche ore dopo l’ultimo terremoto giudiziario che ha di nuovo sconvolto Parma dopo le precedenti scosse telluriche dei mesi scorsi. Noi di stadiotardini.it siamo arrivati un po’ in ritardo in Procura, ma giusto in tempo per ascoltare i distinguo di Laguardia a proposito del coinvolgimento nell’inchiesta di Tommaso Ghirardi, presidente del Parma FC, che come ricorderete, attraverso una nota, aveva fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria e di aver saputo solo a mezzo stampa di essere finito negli ingranaggi di Public Money, peraltro respingendo ogni addebito e professando la sua totale estraneità su condotte illecite nei normali rapporti istituzionali con il Sindaco. Prima di trascrivere le parole del Procuratore, sottolineo, sia pure da giornalista, come sia un malvezzo tutto italiano quello di dare alla stampa nomi di possibili indagati prima che gli stessi ricevano la prevista comunicazione. Detto questo, però, c’è modo e modo di replicare agli addebiti, senza cadere in atteggiamenti puerili: nella nota di Parmacotto, ad esempio, viene ammessa la circostanza della regalia di Marco Rosi a Pietro Vignali di una notte in albergo, e non puerilmente negata, ma con decisione viene respinta che la stessa possa essere una compensazione per favori in precedenza ricevuti (nella fattispecie per il famosissimo dehors di Via Farini). Ma diamo la linea a Laguardia…
“Beh, non ha ricevuto niente: è chiaro, visto che era in concorso con Vignali, potevamo mica notificare l’avviso a Ghirardi prima di notificarlo a Vignali... Queste sono cose che sono ovvie, adesso gli arriverà… C’è un concorso… Adesso tutti i 17 o 18 o quelli che sono che non sono toccati dalla misura cautelare, arriverà l’avviso, probabilmente con un 415 bis, e presentarsi, se vogliono, a rendere interrogatorio. Ormai l’indagine, salvo sempre che non salti fuori qualcosa durante l’interrogatorio, è conclusa”.
L’imputazione è solo concorso in peculato?, chiede il collega Jonathan Belletti di Radio Bruno. “Per Ghirardi?”, si sincera Laguardia, che, dopo la risposta affermativa, riprende: “Sì, solo per quell’episodio lì, il singolo episodio”. Proprio mentre stavo per iniziare io a metterci il naso il Procuratore domanda scusa perché per alcuni istanti deve interrompere la conferenza. Appena torna alla scrivania provo a porre i miei dubbi sulla questione: non ho mai nascosto anche in passato le mie perplessità sull’andirivieni di un professionista che stimo e che continuo a stimare ancora oggi come Alberto Monguidi, a propria volta fino nell’elenco degli indagati per questo pasticcio, passato dal Comune al Parma Calcio e quindi di nuovo in Municipio: forse sapere qualcosa di più sulla formula di questi passaggi potrebbe aiutarci a capire qualcosa di più, perché teoricamente il giornalista, oggi a capo della struttura comunicazionale della Lega Serie B, avrebbe potuto riprendersi il suo posto alle stesse identiche condizioni economiche di prima del “prestito” al club (chiamiamolo così, in gergo calcistico, anche se non mi è chiaro ed è quello che cercavo di capire oggi come si fosse interrotto e ripreso il rapporto), oppure, la valorizzazione al Parma ha comportato un sostanzioso aumento della sua retribuzione? Sentiamo di nuovo le parole di Laguardia: “Con che formula fosse passato dal Comune al Parma e poi di nuovo in Comune non lo so: lui, era addetto stampa del Parma, e prima ancora in Comune, però sui passaggi precedenti non lo so. Quello che so è che, ad un certo momento, Vignali lo rivuole in Comune, però lui, per tornare in Comune, vuole un determinato stipendio, che non so se era superiore al primo, comunque uno stipendio da dirigente, che il Comune non poteva dargli, con quella qualifica e allora si mettono d’accordo Vignali e il presidente di addossare al Parma Calcio una parte di questo compenso, quindi il Comune pagava una parte e il resto lo pagava il Parma Calcio, però, per fare questo, il Comune ha rinunciato a dei crediti che aveva verso il Parma Calcio. Capito com’è il giro? Il Comune aveva dei crediti, il Parma pagava la differenza: però questa differenza veniva scalata da crediti che il Comune aveva verso il Parma Calcio. Questo è il meccanismo”. Già che c’eravamo abbiamo chiesto lumi al Procuratore anche circa le imputazioni di altri indagati di Public Money che vantano un passato nel Parma Calcio e cioè Emanuela Iacazzi (nella stagione 2004-05 in servizio nella struttura marketing-commerciale, di cui il fu stadiotardini.com aveva parlato in un pezzo di cronaca rosa del 12 giugno 2011 dopo che l’aveva vista quale accompagnatrice del Sindaco alla cena al ristorante Romani dell’Associazione Parma Club Petitot, non a caso cliccatissimo nelle ultime ore, poiché digitando le parole Emanuela Iacazzi è il primo risultato offerto dal motore di ricerca Google) e Riccardo Ragni (già a capo della stessa struttura marketing e commerciale sempre in epoca dell’Amministrazione Straordinaria). Ecco di nuovo Laguardia: “Anche lei è stata pagata da una delle partecipate, non mi ricordo se Alfa o quale…”. Colleghi di giudiziaria si inseriscono nella conversazione parlando di “consulenza fittizia”. Il Procuratore annuisce. Un buontempone ironizza sul cognome… Riprende, più seriamente, la collega di prima: “Curava l’immagine di Vignali invece di svolgere il lavoro per la quale era stata assunta, cioè addetta alle relazioni esterne: promuoveva l’immagine di Vignali in giro, per cui c’è una consulenza fittizia”. Laguardia riprende: “Lavorava per Vignali, pagata da una partecipata”. In quei giorni, in effetti, ricordo di aver chiesto informazioni sull’inquadramento della Iacazzi in Comune e le risposte furono un po’ evasive, meno sull’altro quesito pruriginoso (che di più mi interessava nei panni del Gossip Writer) se fosse o meno la “morosa di Vignali”, ipotesi che non mi venne smentita, ma neppure negata. Conclusi così quel pezzo, per certi versi profetico o descrittivo di un certo status quo: “Insomma, relazione o non relazione che sia tra i due (Vignali e la Iacazzi) , il feeling, anzi il file rouge che unisce il Palazzo Municipale e la società di Piazzale Risorgimento è sempre più stretto. Dopo gli scambi simil- calciomercato, con Alberto Monguidi sul binario di andata e ritorno, anche un qualcosa tinto di rosa… E se son rose fioriranno…” Diciamo che le rose sono sbocciate, ma con molte spine…. Passiamo a Riccardo Ragni. Dice Laguardia: “Anche lui sta nella stessa situazione. Sono tutte uguali: è un elenco di persone che rientrano tutte nella stessa tipologia…”. Gabriele Majo
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