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venerdì 10 giugno 2011

MONS.MAZZA: “NON SI PUO’ BUTTARE A MARE LO SPORT PERCHE’ QUALCUNO SI COMPORTA MALE”

Il Vescovo di Fidenza, che è Direttore dell'Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport, lo ha detto a Tv Parma a margine del convegno Lo Sport per la Vita. C’era anche Leonardi
convegno fidenza(gmajo) – “Certamente non possiamo buttare a mare lo sport perché qualcuno si comporta male”: lo ha detto mercoledì sera il Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza, che riveste l’importante ruolo di direttore dell’Ufficio Nazionale della Cei (Congregazione episcopale italiana) per la pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport, nonché Cappellano Olimpico, al microfono di Tv Parma, a margine del convegno “Lo Sport per la Vita – Vivere da Campioni fino all’ultimo”, che si è svolto al Ridotto del Teatro Magnani della città borghigiana, alla presenza dell’Amministratore Delegato del Parma Fc Pietro Leonardi, del preparatore atletico della Dinamo Kiev Vincenzo Pincolini, di Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, dell’assessore alla cultura, turismo, politiche giovanili e scolastiche del Comune di Fidenza Lina Callegari, con tanto di sciarpa tricolore, in sostituzione del Sindaco Cantini, assente, così come pure non c’era l’annunciato calciatore crociato Stefano Morrone. Moderatore il giornalista della Rai Tv Luca Ponzi. Continua all’interno con la chiosa di Majo


ciukito fidenzaPur essendo un avventore abbastanza assiduo (pur nella sporadicità) del Bar Ciukito di Fidenza, abituale ritrovo del caleidoscopio politico borghigiano, non avevo per tempo appreso, e dunque inserito in scadenziario il convegno di mercoledì sera, (annunciato in una breve nella pagina di Fidenza della Gazza) che, in questi flatulenti tempi di calcio scommesse era particolarmente di attualità: del resto il lavoro svolto dalla giovane corrispondente di Tv Parma, di cui ignoro le generalità perché non sono apparse in sovraimpressione (e in un caso è stata pure “doppiata” da Marco Balestrazzi), era incentrato proprio su questa tematica, al di là di sport per la vita fidenzaqualche suggerimento di rito, immagino dettato dalla redazione centrale, sul calcio mercato, nella intervista a Pietro Leonardi, di minuti 1,23, diffusa in due spezzoni nei Tg in onda ieri sulla emittente cittadina (appunto la parte “mercantile” nella pagina sportiva, mentre i riferimenti all’indagine di Cremona sono stati inseriti in cronaca, assieme ad una non celata bacchettata di Balestrazzi a Buffon, che politicamente parlando non la pensano proprio esattamente nello stesso modo). La versione tutta d’un fiato, invece, era disponibile sulla web tv del Parma FC, la quale, una volta tanto, gazzettadiparma itanziché fungere da service, si è servita del servizio della emittente di Via Mantova. Facendo sinergia Gazzettadiparma.it, stesso gruppo editoriale di Tv Parma, a lungo ieri aveva aperto la propria home page con il titolo: Leonardi e il calcio scommesse: “Non abbiamo nulla da temere”, valorizzando, così, l’esclusiva della consorella, di cui ha riproposto il video on line. A prima vista quella di Leonardi poteva sembrare la classica excusatio non petita, ma ad ogni buon conto quanto sostenuto dal Plenipotenziario è sostanzialmente vero, dal momento che, il Parma, nelle partite chiacchierate, è sempre leonardi fidenza tvparmauscito sconfitto (Bari e Lecce), sicché non avrebbe certo avuto vantaggi da eventuali condotte scorrette. Certo alla luce delle intercettazioni il già poco edificante rientro negli spogliatoi di Morrone e Marco Rossi nella gara Parma-Bari ha assunto contorni più sinistri agli occhi di qualche osservatore, ma di qui a pensare che il motivo del contendere fosse legato al gioco sporco delle scommesse ce ne passa. Almeno: io, a naso (che non mi manca) sono più propenso a credere ad uno scazzo conseguenza del rocambolesco finale. Inserisco qui una breve riflessione che mi è venuta in mente dopo aver ascoltato, in questi giorni, le convinzioni di chi indaga sul fatto che in serie A ci siano partite in cui un certo 09risultato (il pareggio, of course) può essere tacitamente concordato per la convenienza delle due squadre, ma questo, hanno specificato, non c’entra niente con le scommesse. Vabbè: mi pare venga sfondata una porta aperta. E’ logico, in una competizione a tappe, come è il Campionato, che ci possano essere delle gare dove il pareggio “tatticamente” può essere il risultato migliore per entrambi i contendenti che dunque si accontentano per non farsi male (così come nel ciclismo non è che vai al massimo per tutto il percorso). Io non ci trovo nulla di male: ad esempio, in Bologna-Parma non si può certo 05dire che, specie nel secondo tempo, le due squadre si siano aggredite, ma se il pareggio poteva risultare decisivo per l’obiettivo finale perché rischiare di perdere cercando di vincere? E’ ovvio che questo ragionamento lo fa chiunque, scommettitori inclusi: ecco, dunque, il fioccare di puntate su un certo pareggio che può essere logico. Visto che va di moda il cosiddetto “over”, forse, non sono certi 0-0 annunciati a doverci far mettere sull’attenti, quanto strane combinazioni di risultati con gare ricche di gol. Se poi abbinate a queste ci sono puntate anomale il gioco è leonardi tvparma fidenzafatto. Ma torniamo al convegno dell’altra sera, di cui speriamo di trovare oggi sulla Gazzetta di Parma (mentre scrivo nottetempo non ho ancora avuto modo di verificarlo) un dettagliato resoconto. Per ora accontentiamoci delle parole a margine raccolte dalla cronista di Tv Parma: a Leonardi ha provato a chiedere: “Ma in un calcio dove ci sono così forti interessi economici ci sono anche partite combinate?” A parte che se anche lo pensasse non avrebbe mai risposto di sì, il dirigente ha con decisione sancito: “Io non ho mai pensato questo: ho sempre pensato ad un calcio pulito, ad una situazione fatta di onestà, per cui, con orgoglio, da 20 anni faccio questo e sono convinto di questo”. Annotiamo. E tiriamo leonardi fidenza oltre. Anche oltre il mercato, perché quelle sono parole che se le porta via il vento: anche perché poche ore dopo aver ribadito in tutte le lingue del mondo che Giovinco rimane, la fantomatica Radio Mercato avrebbe ribadito della ferrea volontà della Juve – su precisa richiesta di Conte – di riportarlo alla base. E già abbiamo spiegato che detenere metà del cartellino non significa matematicamente riuscire a trattenerlo qui. Il tormentone Giovinco sarà come una di quelle orecchiabili canzonette colonna sonora delle nostre estati. Preso atto che secondo l’AD “la squadra che si radunerà l’11 luglio sarà all’altezza della situazione”, torniamo a Mons. Mazza, che è la più autorevole voce dei Vescovi in campo mons mazzasportivo. Eccovi, a seguire, il suo botta risposta con la cronista di Tv Parma, con il consiglio di focalizzare l’attenzione su quanto affermato dal presule dopo la seconda domanda, e cioè: “Lo sport moderno ha bisogno di soldi: sport, spettacolo e televisione sono tre elementi che si combinano tra loro e lo sport diventa uno spettacolo che richiede molti soldi…”
Qual è il ruolo dello sport oggi, in una società come la nostra?
“E’ un ruolo sempre più importante, anche persuasivo, perché risponde a dei bisogni, a leonardi pincolini fidenzadelle esigenze a dei desideri molto diffusi nelle varie fasce sociali, sia quelle popolari che a livello medio e superiore. Lo sport diventa una attività che fa parte integrante della vita, perché noi siamo abituati a vivere una vita piuttosto sedentaria, piuttosto programmata, per cui abbiamo bisogno che il nostro corpo si muova”.
Il fatto che lo sport muova tanti soldi crede che ne determini anche gli interessi?
“Questo è un fatto molto moderno, diciamo, perché lo sport antico non aveva soldi, aveva mons mazza tv parmaaltre cose, diciamo. Lo sport moderno, invece, per essere quello che è, ha bisogno di soldi. Senza soldi non sarebbe quello che è. Questa è la prima cosa. Secondo: i soldi ci sono per un altro importante aspetto, cioè lo spettacolo. Sport, spettacolo, televisione: ecco, questi tre elementi si combinano in modo che lo sport diventa uno spettacolo che richiede molti soldi, perché gli attori sono tanti, gli strumenti messi in atto sono tanti, e le risorse sono decisive. Quindi occorre anche qui non stupirsi di quello di cui non ci si bisogna stupire, ma nel contempo vigilare che non ci siano delle sproporzioni tra quello che è un bello e sano spettacolo e quello che è investimento sullo sport, che è fuori dalla natura stessa dello sport”.
Lei è ottimista? Crede che ci sia ancora la possibilità di uno sport pulito?
“Certamente non possiamo buttare a mare lo sport perché qualcuno si comporta male”
(Da Tv Parma: trascrizione integrale, a cura di Gabriele Majo, per www.stadiotardini.com della intervista rilasciata da Mons. Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, dopo il convegno “Lo Sport per la Vita – Vivere da Campioni fino all’ultimo”)

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