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lunedì 26 settembre 2011

SUDDITANZA PSICOLOGICA E AUTOGOL COMUNICAZIONALI

D’accordo: Kjaer andava espulso, per doppia ammonizione, e considerata la cacciata di Giovinco di una settimana fa al Tardini non c’è stata certo uniformità di giudizio. Ma serve lamentarsene in Tv?

sudditanza(gmajo) – Sono d’accordo su un punto con il Presidente Ghirardi: le televisioni (ma anche la carta stampata, a mio parere) è giusto che diano più spazio alle società mediopiccole. Sono d’accordo anche su un altro punto: Kjaer, ieri sera, avrebbe dovuto essere espulso per doppia ammonizione, esattamente come a Giovinco era successo sullo stesso palcoscenico del Tardini una settimana fa. Non possiamo certo dire che ci sia stata uniformità di giudizio. E questo è assodato. Tommaso, ieri sera a Controcampo (ampia sintesi del suo intervento su fcparma.com), è stato chiamato per dire la sua sulla sudditanza psicologica e lui la sua l’ha detta, attribuendo la decisione di Orsato di Schio (per Paolo Grossi della GdP voto 6) proprio a questo antico (supposto) costume della classe arbitrale italiana. Ricordando quanto avvenuto dopo le esternazioni di un anno fa – diciamo così, a reti unificate – dopo Parma-Napoli rimango dell’idea che si tratti di un autogol, che poi in un qualche modo si paga sul campo, visto il rigore inesistente concesso alla Samp, peraltro per volere di Eupalla sprecato da Maccarone. Vale la pena avere spazio nelle Tv nazionali – come società medio piccole – per andare a lamentarsi esattamente come fanno le Genoveffe dei torti presunti o reali subiti?
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Cioè la sacrosanta visibilità reclamata è solo per poter meglio cantarne due agli arbitri? Io credo che l’opportunità dovrebbe essere utilizzata anche per altri fini e non solo per le solite lamentele che alla fine finiscono per essere solo un alibi. E’ vero che con la Roma in 10 per buona parte della gara la medesima avrebbe potuto svilupparsi con tutt’altro copione, ma è pure vero che, come argomentavo stamani, il Parma è ancora convalescente e non guarito, sicché non so quanto ragionevolmente avrebbe potuto essere in grado di sfruttare a proprio favore l’inaspettata superiorità numerica, considerato anche che l’avversario era la Roma e Liedholm secoli fa predicava che in 10 si gioca meglio che in 11… Detto questo: a mio avviso andare a stuzzicare gli arbitri, pur avendo una sacrosanta ragione, è un po’ come andarsi a cercare del freddo per il letto in inverno (d’estate è gradevole) e allontana le altrettanto sacrosante riflessioni sul perché di questo deludente avvio che è giusto fare a tutti i livelli. Gabriele Majo

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