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giovedì 12 aprile 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-NOVARA 2-0: “SCUSATEMI, MA DI UN TEMPO NON MI ACCONTENTO…”

“Basterà il “mercoledì da leoni” per spazzar via il fantasma di Gasperini? Leonardi in proposito ieri sera è stato categorico nel confermarlo, tirando a mano la solita vecchia storia che c’è qualcuno che vuole destabilizzare l’ambiente affermando il contrario. Ma chi? Bargiggia? Ma cosa gliene impiperà mai a lui del Parma, al punto da aprirci un pezzo su Studio Sport, ripreso con grande enfasi da Mediaset Sport? Poi Leonardi ha punzecchiato (direttamente) Guidolin e (indirettamente) il suo pigmalione Wanny Zagnoli, quando ha definito (per l’ennesima volta) Donadoni il miglior allenatore da quando allena a Parma. Sì, ma se si chiede una impronta di gioco propositiva ad una squadra non può certo bastare la modesta, tentennante, ripresa di ieri. Col Novara. Penultimo in classifica…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Chi, purtroppo per lui, vanta la mia medesima veneranda età si ricorderà di quel vecchio spot televisivo (quando ancora si chiamavano “réclame”) della Ignis, trasmesso durante Carosello (voto 10) rigorosamente in bianco e nero, in cui alla conclusione di una serie di estenuanti prove, a cui era sottoposto da un cliente rognoso, un malcapitato commesso sbottava con un “Scusi sa, ma lei è incontentabile…” E l’Incontentabile lo fulminava con un “Sempre!” (gli appassionati del vintage lo possono trovare cliccando qui). Ebbene, io sarò come l’Incontentabile del vecchio spot Ignis: lo sono e lo sarò sempre. Anche dopo Parma-Novara, perché, scusatemi, ma io di un solo tempo non mi accontento. Chi è riuscito a vedere la prima frazione mi ha osannato la prova leonina dei crociati: io, purtroppo, me la sono persa, poiché alle calcagna di Cristiano Militello (bel bottino, vero? E sarebbe stato ancor migliore se gli zelanti steward di Perrone mi avessero consentito l’accesso ai distinti – grazie alla intercessione di Lady Communication Maria Luisa Rancati – qualche minuto prima, ma meglio tardi che mai, del resto sono Incontentabile. Sempre!, proprio come Giampiero Albertini, l’attore dai lineamenti duri ed espressivi, protagonista della campagna pubblicitaria Ignis dal 72 al 76) e poi con una serie di problematiche di connessione alla rete wireless (voto alla Vodafone in zona Tardini durante le partite: 0; voto a me stesso per non sapermi districare nelle configurazioni di rete: 0) che mi hanno interdetto la visione di cotanto spettacolo. E quindi mi sono dovuto accontentare (proprio io che sono Incontentabile) della sola seconda frazione. Che certo non mi ha accontentato, non solo per la mia indole Incontentabile, ma perché farsi sottomettere dalla penultima della classe non mi pare proprio edificante...

Continua la lettura all’interno

gli incontentabiliDiciamo pure che quella che nella sala conferenze Roberto Donadoni avrebbe definito la dimostrazione che sappiamo soffrire, è stata una vera e propria sofferenza. Perché i piemontesi saranno anche con un piede e tre quarti nella fossa (tranquilli, c’è il Calcioscommesse, si sa mai…), ma nel secondo tempo, oltre al calcio di rigore sbagliato da Rigoni (che fosse per la consonante?), gli avversari hanno saputo costruire almeno altre due o tre azioni da applausi, oltre a costringere i nostri costantemente nella propria metà campo. Il coach ha cercato di allontanare il discorso, durante il rendez vous con i giornalisti, ma per me il fatto di accontentarsi di una sola parte di gara (problema che ci è costata parecchi punti in passato, anche durante la gestione di chi lo ha preceduto sulla panchina) proprio non va giù. E ho la netta sensazione che il Parma si sia accontentato. Io non mi accontento della motivazione del mister, ripetuta un paio di volte ieri sera, e cioè che avevamo speso tanto su campi pesanti a Udine e nel primo tempo. Secondo me il solito difetto si è palesato ieri sera. Vale sempre il discorso che se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un mezzo di locomozione, però avrei voluto vedere cosa sarebbe accaduto se Mirante non avesse respinto con une elegante gioco di piedi la sciagurata conclusione dal dischetto di Rigoni. Sul 2-1, con l’aria che stava tirando, avremmo dovuto dimostrare di saper soffrire ancora di più. Ricordo, infatti, che al Genoa (al Genoa, che sta cercando di emulare l’impresa di un anno fa dei doriani…) bastarono un penalty e sette minuti di recupero per recuperare i tremebondi calciatori crociati. Vabbé che ieri sera erano leonini, ma si sa mai... Sto un po’ insistendo con i “leonini” perché mi è capitato di leggere su fcparma.com il titolo (riferito a ieri) “Un mercoledì da Leoni”: poi che non si dica che non sanno fare comunicazione… (Lo dico per coloro che li hanno infilati nel mirino nello spazio commenti alla notizia sui non convocati postata ieri). Loro, infatti, hanno esaltato, come è giusto che sia, il proprio prodotto offerto. Mica ci potevano dire che era scadente, o in parte fallato. La descrizione (“Dopo la vittoria con la Lazio il Tardini regala un’altra serata di festa, archiviando così la bruciante sconfitta del Friuli. Il Parma mette in cassaforte tre punti fondamentali per la salvezza, vede Giovinco toccare quota 11 reti, e mette in lista marcatori anche Jonathan (il sedicesimo giocatore crociato in gol in questa stagione). Non poteva esserci festa migliore anche per Mirante, che dopo aver già parato invano due rigori, mette il suo sigillo al successo con il Novara chiudendo la porta a Rigoni. Ora il pensiero è già a Palermo. Dopo un mercoledì da Leoni vogliamo una domenica di corsa, coraggio e intensità. Per farci sorridere ancora”) a me è parsa una elegia da Filmato Luce, ma, ripeto, il miracol mostrato, ahimè, me lo sono perso (e quella è colpa mia), ma avrei apprezzato se il miracolo fosse durato per l’intero tempo previsto, non solo per metà. Del resto anche sulla GdP il titolone è “Al Parma bastano 45’ per battere il Novara”. Sulla stessa lunghezza d’onda Ugo Russo, inviato di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, di recente tornato in cabina, dopo che nella cabina di Radio Rai di Livorno, a metà settembre, stava per lasciarci le penne a causa di un gravissimo malore che per fortuna non gli ha lasciato segno alcuno e che superato un periodo di convalescenza non gli ha impedito di tornare sui campi. Per chi non lo avesse ancora ascoltato consiglio la visione del filmato amatoriale, perché la sintesi che ha saputo fare al nostro microfono è stata magistrale (segno che ha dimestichezza ad improvvisare, anche se ho notato che durante la trasmissione, tra un collegamento e l’altro, si preparava in parte scrivendo quello che poi avrebbe detto al microfono, anziché buttarsi “senza rete”), così come emozionante il racconto di uno che è tornato alla vita, dopo aver toccato da vicino la morte. Dopo questa disavventura Ugone Russo ( come è stato ribattezzato dagli amici di Tuttoilcalcioblog.it, cui, come consolidata consuetudine, ho girato i riflessi filmati amatoriali dei collegamenti in trasmissione e la stessa conversazione avuta post gara) ha scritto un libro che sarà presentato in Campidoglio a Roma, al Coni di Milano e al Palazzo della Provincia di Torino: e proprio noi di stadiotardini.com, che già un anno fa curammo l’evento per il vernissage all’Auditorium del Carmine di “Clamoroso al Cibali”, siamo stati incaricati di tirare le fila per il suo “Un microfono e due facce”. Due facce non sta al Parma di ieri (stupendo prima, mediocre, nella sofferenza, dopo) quanto alla sua vita doppia di artista da palcoscenico prima e radiocronista poi. Il rocambolesco finale di Catania – con il Lecce in rimonta e vincente al fotofinish, in una gara che ai maliziosi ha fatto balenar qualche sospetto – rende ancora appassionante il finale di stagione in coda. Le distanze, infatti, rimangono immutate, +5 e uno scontro diretto da giocare, perché alla vittoria del Parma è seguita la vittoria del Lecce, che cerca di evitare il patibolo. L’altalena ci ha visto di nuovo sorpassare la Fiorentina e il Genoa (pari interni), ma come ha chiosato l’allenatore nel dopo gara “ci sono ancora 18 punti disponibili. E sono tanti”. Specie se i salentini confermeranno i recenti exploit e il Napoli, un po’ in sfacelo, potrebbe allungare la loro serie positiva. Piovani aveva provato a buttar lì a Donadoni che forse tutto sommato è meglio, perché se questa squadra perde gli stimoli poi non fa bene. Anche se è altrettanto vero che le grandi tensioni hanno provocato degli tsunami mentali in un bicchier d’acqua. Joanthan, da noi immortalato a fine gara (poco prima avevamo “flashato” anche l’ex Massimo Paci), ha onorato la sua prestazione da Atleta di Dio inginocchiandosi e segnandosi dopo il gol. Una bella soddisfazione per lui, dopo un impatto non certo positivo, anche per via di quella patente che Andrea Schianchi gli aveva cucito addosso di “parcheggiatore della Pinetina”. Sperema ben per Mariga, credo che domani si avranno gli esiti degli accertamenti per la distorsione al ginocchio, anche se mi è parso un po’ ottimista Donadoni (“Perché lei sa già che non l’avremo?”), nel rispondere a Razzini che gli chiedeva come sostituirlo. A proposito di Donadoni: se da una parte si è accontentato della prova (anche nella brutta ripresa) dei suoi (“Sono prestazioni importanti e ci devono far capire che per noi sono possibili e che bisogna avere solo la pazienza di ripeterle”), da un’altra non si è accontentato (voleva far concorrenza a me e ad Albertini ,ma non quello che favorì il suo ingaggio da Ct) di Mirante: al quale ha fatto sì i complimenti per il rigore con cui ha celebrato degnamente la sua 100^ presenza con le variopinte maglie che l’Erreà propone per i portieri del Parma, ma nello stesso tempo gli ha fatto un pubblico rimbrotto (dopo quello privato) per il finale: “Mi ha fatto soffrire solo alla fine e glielo ho detto perché voglio che non si lasci nulla”. Basterà il “mercoledì da leoni” per spazzar via il fantasma di Gasperini? Leonardi in proposito ieri sera è stato categorico nel confermarlo, tirando a mano la solita vecchia storia che c’è qualcuno che vuole destabilizzare l’ambiente affermando il contrario. Ma chi? Bargiggia? Ma cosa gliene impiperà mai a lui del Parma, al punto da aprirci un pezzo su Studio Sport, ripreso con grande enfasi da Mediaset Sport? Poi Leonardi ha punzecchiato (direttamente) Guidolin e (indirettamente) il suo pigmalione Wanny Zagnoli, quando ha definito (per l’ennesima volta) Donadoni il miglior allenatore da quando allena a Parma. Sì, ma se si chiede una impronta di gioco propositiva ad una squadra non può certo bastare la modesta, tentennante, ripresa di ieri. Col Novara. Penultimo in classifica. Gabriele Majo (Incontentabile. Sempre.)

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Majo parliamoci chiaro, questa è una squadra di brocchi nei piedi e soprattutto nella testa!! al di la dell'allenatore che siede sulla panca! E per di più hanno scarsa voglia di impegnarsi TUTTO L'ANNO per la causa!! Se si sbattessero di più, la metà classifica (e quindi un campionato relativamente tranquillo) nn sarebbe certo un'utopia

Disincantato da sempre con ghirardi

Gabriele Majo ha detto...

Caro Disincantato,

infatti non vorrei che si equivocasse il mio pensiero. Per me il problema (di quest'anno) non è certo la gestione tecnica, per cui non vorrei che si fraintendesse che io stia tirando la volata a Gasperini e facendo la forca a Donadoni. Io avrei tenuto Colomba, è vero: ma ora che c'è Donadoni mi sta bene lui e non vorrei che venisse cambiato. Mi disturbano le voci che girano attorno a lui e se le riporto non è per destabilizzare l'ambiente, quanto perché già in passato a certi "rumor" sono seguite certe azioni, poiché Ghirardi, come da ammesso pubblicamente da lui stesso a Tv Parma, siccome è il padrone e quello che ci mette i soldi può decidere di cacciare l'allenatore se non gli dà le risposte che si attende.
Ciò non toglie, però, che pur simpatizzando per Donadoni (le sue conferenze stampa sono quelle nelle quali mi sono trovato ad interloquire meglio ed apprezzo come sappia rispondere anche a certe domande un po' fuori dalle righe che gli propongo) non possa (del resto come facevo anche con Colomba) rinunziare ad esercitare il mio diritto/dovere di critica. Io di ieri sera non ho un bel ricordo perché ho perso il primo tempo, ma mi sarebbe piaciuto vedere una ripresa diversa. Da Incontentabili. Cosa che non c'è stata. Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

Figa "Un mercoledì da leoni" secondo lei è un bel titolo da scaldare gli animi? Mò par favòr, Majo.

Anonimo ha detto...

Buongiorno Majo
questa vittoria secondo me non dev essere sminuita ma merita che gli venga riconosciuto(posto che ti quoto quando dici che essere propositivi e costruttivi non basta per un tempo...ma ormai a questa lagna della mentalità non m interesso più ..voglio solo la salvezza e che arrivi anche con il catenaccio alla Nereo rocco.. ad impostare la squadra sui dettami "ghirardiani" odonadoni o gasperini o chi non sò ..avranno il tempo di lavorarci a Levico terme) ,vero che il novara insieme al cesena è una delle "praticamente retocesse"ma anche in virtù dei nostri stessi limiti dobbiamo essere moderatamente soddisfatti,dal momento che almeno stavolta i nervi sono rimasti saldi e la concentrazione è rimasta alta ,ci hanno abituato ad exploit come parma bari lo scorso anno, e il recente cesena parma...è vero che nel secondo tempo come dici tu majo abbiamo lasciato un pò troppospazio al novara ma stavolta penso che si possa dire che la vittoria sia stata meritate e indiscutibile,anche in virtù del nmero dioccasioni gol create...poi c è sempre il problema che non si finalizzano ,ma ormai possiamo anche fare a meno di rimarcarlo perchè è un problema conclamato al quale per porvi rimedio bisognerà aspettare la fine del campionato operando in sede di calciomercato... insomma intanto respiriamo e speriamo che questi 3 punti possano essere un inizione di fiducia per questo balbettante parma...speriamo domenica di portare a casa qualcosa da palermo ...endando là senza la presunzione di dover fare la partita a tutti i costi...il palermo per certi versi potrebbe non aver nulla più da chiedere a questo campionato che stancamente anche loro stanno conducendo in porto....quindi se andiamo là..guardinghi e attenti ....senza svegliere il can che dorme .....magari con il minimo sforzo il "minimo sindacale "lo portiamo a casa... e sarebbe vitale
cordiali saluti
Filippo1968

Vladimiro ha detto...

Definire Donadoni meglio di Guidolin é una bestemmia. Leonardi dovrebbe essere querelato.

Alle ha detto...

Come mai lo striscione della nord pro Lucarelli tra il primo ed il secondo tempo? si faceva riferimento alla partita di Udine.
ne sa nulla Majo?
grazie

Gabriele Majo ha detto...

Alcune risposte in ordine sparso.
* Alle - A quanto mi risulta lo striscione "Udine: Lucarelli... Esempio per tutti!" si riferisce alla riverenza finale mostrata dal Capitano (ormai Morrone è stato degradato, visto che va sempre in panca) nei confronti di quella quindicina di No Tesserati (Boys) riusciti ad accedere allo stadio Friuli e accomodatisi nel settore Distinti. Gli altri suoi compagni hanno imboccato gli spogliatoi, ma Lucarelli non ha lesinato il doveroso saluto. E immagino che i Boys vogliano che la squadra intera segua il suo virtuoso esempio.
* Vladimiro, simpatica l'idea della querela: in effetti anche per me Guidolin è migliore di Donadoni. Ma il calcio, si sa è opinabile... Mi stupisco, però, che l'AD ritenga Donadoni migliore anche di Marino...
* Filippo, non sminuisco la vittoria, ma scottato dai recenti precedenti stagionali preferisco meglio inquadrarla, senza farmi trascinare dall'entusiasmo e condizionato solo dallo "spettacolo" che ho visto, appunto il secondo tempo di sofferenza. No, perchè quando si soffriva con Guidolinm (si soffriva?) non andava bene, mentre queste sofferenze propositive (indova?) piacciono a tutti. Mi piacerebbe che come si invoca univocità decisionale per gli arbitri si fosse altrettanto coerenti nel giudicare le varie prestazioni, senza farsi trascinare da personalismi, simpatie o antipatie. Ripeto: non ho visto il miracol mostrato nella prima parte della gara, ma il fatto che per l'ennesima volta si sia caduti (senza conseguenze solo perché Rigoni ha calciato un rigore da querela, come direbbe Vladimiro...) nel solito errore di perdere il mordente nella seconda parte della gara non mi fa essere soddisfatto. E i problemi endemici si sono ripetuti anche ieri, quindi io non mi esalterei più di tanto. tutto lì. No, perché aprendo la caccia al Catania non vorrei che seguissero altre prestazioni deludenti...
*) No, anonimo delle 18.24, quel titolo stereotipato e sfruttato non mi esalta. Né credo possa attecchire più di tanto. Però se la mission è esaltare la propria mercanzia è azzeccato. Un mercoledì da leoni. A metà, però...
Cordialmente Gmajo

Alle ha detto...

Puntuale, preciso, rapido ed esauriente come sempre!
grande Majo!
grazie

Gabriele Majo ha detto...

Grazie Alle, estendo i ringraziamenti a Lefebrve che ha collaborato a mettere insieme le giuste nozioni per la risposta... Gm

Anonimo ha detto...

si certo majo ho compreso il senso del tuo discorso che tanto per cambiare condivido in tutto....il mio era solo un commento per quello che ho sentito ieri allo stadio(che poi bene o male è la voce del pensiero comune quello che senti all "ennio")dai "colleghi"in nord,e da quello che ho letto nei vari forum che frequento,anch io ho notato questa costanza nel affermare che" almeno adesso si vede giocare "....e ti dirò che come accade te "stadiotardini.com" vengo accusato di essere "pro Colomba"perchè non ne caldeggiavo l esonero,e perchè ritengo e affermo "fortemente" sui gradoni durante l intervallo che mi diverto poco come prima, che si vede giocare sì diversamente ma non meglio di prima e soprattuto la resa è la stessa...ma anche inferiore tralasciando le considerazioni sul valore della squadra che influenzano magri il giudizio sull Donadoni....il mio appunto sul conferire il giusto peso ai tre punti di ieri...non era riferito alla tua opinione ma bensì al fatto che almeno stavolta la squadra ha risposto presente sul campo vincendo come da pronostico........poi capisco iltuo essere incontentabile,e per certi versi lo sono anch io ma ormai sto bevendo da questo calice amaro da settembre....e sono rimasti pochi sorsi da mandar giù.... non pretendo più nulla da questa squadra in termini di crescita o di estetica(questa mai pretesa) se non di poterla tifare ancora in serie A il prossimo anno...se vuoi accomodarti anche tu ci turiamo il naso insieme mi dai una mano a finire l ultimo sorso
CIAO
filippo1968

Luca Russo ha detto...

L'odierna lettura della Gazzetta dello Sport e della Gazzetta di Parma, mi ha dato lo spunto per un paio di considerazioni che spaziano dal calcio scommesse all'atteggiamento che la squadra dovrebbe proporre da qui alla fine del campionato.

Sulla rosea leggo che alcuni club di A, tra cui anche il Parma, vorrebbero ridiscutere i termini della responsabilità oggettiva. Marco Iaria, autore del trafiletto in questione, fa notare come molte di quelle squadre siano in qualche modo coinvolte dallo scandalo partite truccate. Come dissi in tempi non sospetti, spero che sia fatta giustizia ad ogni livello. Senza distinzioni di squadra, appeal mediatico, audience o bacini d'utenza. Se il Parma è responsabile di un qualche comportamento "delittuoso", ed è comunque da provare, è giusto che paghi. Ma che paghino TUTTI. Dalle presunte big alle cosiddette provinciali.

Detto questo, passo a Jonathan. Sulla GdP è stata riportata, a firma di Michele Ceparano, una frase riferita ieri al termine di Parma-Novara dal nostro fluidificante di destra: "Sì, perché adesso può bastarci qualche pareggio. Ma noi non dobbiamo fermarci qui". Potrebbe bastarci cosa? Beh, se è questo l'atteggiamento che il Parma pensa di poter proporre da qui al 13 Maggio, scordiamoci pure una volata salvezza alla camomilla. E, anzi, prepariamoci al peggio. Il Lecce, contrariamente a quel che mi aspettavo, ha incrementato la frequenza dei suoi passi ed ha alzato sensibilmente la quota salvezza. Potrebbero non bastare quarantadue punti per salvarsi, anche il Chievo - che qualcuno con fare un po' affrettato aveva già iscritto al prossimo campionato di A - rischia di essere risucchiato dall'uragano retrocessione. Quindi, perché accontentarsi di "qualche pareggio"? Dice bene Piovani quando sostiene che questa squadra rende di più quando è con l'acqua alla gola. E fa bene Majo a rimarcare le manchevolezze della squadra nella seconda parte di gara. Una formazione come la nostra non può permettersi di amministrare un doppio vantaggio con la penultima della classe, lasciandole almeno un paio di occasioni, rigore compreso, per rientrare in partita. Oltretutto lo stesso Donadoni non più tardi di una o due settimane fa aveva richiesto ai suoi, titolari e panchinari, massimo impegno durante le rispettive esibizioni (che durassero 10, 20 o 90 minuti). Impegno che ieri è stato profuso part-time (dalla Curva tutti ipotizzavamo un remake delle sfide del Piola e del Ferraris). E non si dica che il secondo tempo è la prova scientifica che anche il Parma sa soffrire, perché si può subire (e quindi soffrire) un avversario che, spinto dalla necessità di ribaltare l'andamento del match, imponga il suo gioco su quello degli avversari, non uno che invece altro non fa che sfruttare l'atteggiamento vagamente presuntuoso di una squadra che pensa di aver già messo in tasca i tre punti. ----> CONTINUA

Luca Russo ha detto...

SEGUE -----> Domenica andiamo a far visita al Palermo. A dispetto della tradizione che ci vede quasi sempre sconfitti al Barbera (impianto dal quale spesso usciamo con le ossa malmesse), è l'occasione buona per infilare uno scatto e mettersi alle spalle il gruppo delle pericolanti. La gamba non ci mancherebbe. La capacità di restare concentrati e lucidi per novanta minuti, forse sì. E se a questo punto della stagione è più facile ripristinare livelli sufficientemente decenti di attenzione e applicazione piuttosto che ritrovare una condizione fisica apprezzabile, perché non andare al Barbera con la voglia di far saltare il banco? Il Palermo ieri sera dopo undici partite è tornato a chiudere una gara senza subire reti. Il ché vuol dire ben poco al cospetto della scarsa vena realizzativa della Fiorentina degli ultimi tempi. Ma potrebbe voler dire tanto se il Parma in avanti dovesse essere uguale a quello che si esibito contro Lazio e Novara. Dobbiamo provarci, ma con convinzione. La salvezza, anche se nessuno a questo punto se lo sarebbe immaginato, passa pure da Palermo. Con l'augurio che stasera il Cagliari faccia uno scherzetto al Bologna e si approssimi alla gara del Tardini (in programma il 22 Aprile) senza più l'ansia di dover fare punti ad ogni costo.

Gabriele Majo ha detto...

Quoto pressoché interamente la lucida analisi di Luca Russo. Tranne che nella parte relativa al risultato di stasera. io opterei per un pari. Meglio che stia lontano dalla zona calda il Bologna, con i quali vantiamo, ehm., qualche credito... Vedesi le ultime stagioni... So che sono ragionamenti che una persona onesta come te certo non vorrà sentire, però... Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

Mancano sei partite alla fine certi discorsi pur interessanti io li rimandereialmenoafine aprile (dopo Lecce-Parma), non capisco certe posizioni,a favore o contro certi allenatori,Colomba andava cambiato non tanto per i punti che bene omale aveva raggranellato ma per la gestione del gruppo in primis e per aver "battezzato" come perse alcune partite con le grandi schierando formazioni diciamo "strane",il suo modulo predeveda Modesto Valiani, la controfigura di Amauri (Pellè)e faceva fatica ad aggiungere Biabiany a Giovinco,di Borini non se ne parlava nemmeno... per il resto è stato straordinario il suo apporto nel finale di stagione scorsa e molti di noi hanno scambiato una serie di circostanze fortunate ( da cui è poi nata maggior autostima e concretezza) per una grande abilità tattica del tecnico ( di spettacolo non parliamone, non si poteva pretenderlo).Il tormentone Guidolin ( come quello di segno opposto su Malesani)ormai credo appartemga al passato remoto di questa città, le circostanze della separazione da Guidolin sono chiare, le ultime dichiarazioni di dopo Udinese-Parma non sono parse in linea con l'immagine di lealtà e sportività che vanta (a parole) il tecnico di Castelfranco cui riconosco i risultati ma certamente non rimpiango nè la sua cantilena lamentosa nè la sua psedo modestia da chierichetto.
Lancio una provocazione"innovativa", prendiamo un allenatore di prima categoria (Gasperini-Tesser-Mandorlini) per la primavera facciamo un triennale e fra tre anni allenatore e i migliori giovani tutti in prima squadra costituiamo la nostra "cantera" investendo nel settore giovanile creando un modulo di gioco ed uno stile.
Angioldo

Gabriele Majo ha detto...

Ringrazio Angioldo per il Suo intervento, anche perché mi consentirà di dimostrare a quell'individuo da me tempo addietro definito Imbecille che il lettore che il nuovo lettore-attivo che abbiamo acquisito dall'enorme serbatoio di gazzettadiparma.it (grazie alla mediazione di "parmigiano") ed il sottoscritto siamo due persone diverse.
Angioldo, poi, è solo da poco tempo che si è aggiunto alla nostra piccola famigliuola di stadiotardini.com: ci fosse stato da più tempo saprebbe come l'argomento Colomba - nei giorni dopo il suo esonero da me subito ribattezzato "capriccio presidenziale" o deciso "di pancia" - sia stato direi aspramente dibattuto in questo spazio web. Non si tratta, Angioldo, di essere a favore o contro un allenatore: io come mi ero schierato apertamente pro Colomba dopo una decisione di Ghirardi a mio avviso immotivata ed avventata (e i fatti concreti stanno dimostrando che il problema non stava certo nel manico "tecnico" della squadra, né prima, né dopo la rivoluzione) così oggi sto con Donadoni, che è l'attuale allenatore del Parma. E le voci sull'arrivo di Gasperini - su questo sito ampiamente riportate - mi danno un certo fastidio perché qualora si dovesse di nuovo cambiare il conducente sarebbe l'ennesima dimostrazione della emotività e della mancanza di programmazione (preferisco mantenermi nei limiti consentiti dalla deontologia professionale...) della società. Detto questo, gentile Angioldo, non sono per nulla d'accordo con la sua valutazione dell'operato di franco Colomba: soprattutto per quello che Lei asserisce a proposito della scorsa stagione. Perché, caro Lei, il cambiamento di mentalità del Parma, un anno fa, è stato decisamente più evidente rispetto a quanto accaduto nella presenta stagione dopo il cambio in corsa voluto dal padrone (cfr. sua telefonata a Bar sport, e quel suo voler a tutti i costi cacciare Colomba ha pure scompaginato i piani di Leonardi che aveva programmato di finire con il Salvatore dell'anno precedente per poi virare su Gasperini col quale, secondo indiscrezioni giornalistiche, c'era già più di semplici chiacchierate).
Il concetto di "gioco" della squadra è assai aleatorio e, come si suol dire, de gustibus... Tuttavia, a mio giudizio - professionale e non personale, perché non me ne impipa nulla - le migliori prestazioni di quest'anno sono state sotto la guida di Colomba (capolavoro massimo, la gara con l'Udinese all'andata); con Donadoni, ad inizio mandato, abbiamo raccolto più punti di quanto meritassimo per quello che la squadra aveva mostrato; viceversa, nella seconda, ha raccolto decisamente di meno, anche per via di certe vessazioni arbitrali che avrebbero però finito per scoperchiare ulteriormente il coperchio dei vistosi limiti - a mio avviso soprattutto caratteriali - di questa squadra mentalmente psicolabile. Ma il giochino è meglio Colomba o meglio Donadoni non mi appartiene: certo non trovo corretto - e lo rimarco - quando si sputa sul piatto sul quale si è abbondantemente mangiato. E quel piatto è Colomba, grazie al cui buon senso il Parma rimase in serie A l'anno scorso, raddrizzando una stagione che sembrava ragionevolmente compromessa e conducendo la squadra a quella velocità media che era normale che avesse visto il materiale a disposizione.
CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

PROSEGUE
Altro luogo comune, peraltro fomentato da chi sostiene le tesi care alla società, è che Colomba non sapesse valorizzare la rosa a disposizione. Per me è una castroneria di proporzioni colossali. Il precedente tecnico, avendo avuto modo di lavorare in estate sul suo parco giocatori, si era fatto, come era giusto che fosse, dei convincimenti creando delle gerarchie. Come avviene, peraltro, in un qualsiasi club. Come ha detto Piovani nell'epitaffio pronunziato a Bar Sport ci ricorderemo di Colomba per aver messo Giovinco seconda punta e di Donadoni per avere riciclato Valdes regista. Scusate, ma la differenza mi pare enorme. Uno ti ha valorizzato quello che con Marino stava diventando un talento inespresso, l'altro, avendo bisogno di un regista (ed evidentemente non contento di Musacci, che per un certo lasso di tempo era andato di moda tra i detrattori di Colomba, peraltro scordatisi che fu proprio lui a farlo debuttare e ad utilizzarlo) ci ha messo Valdes. Peraltro andando a togliere un combattente, un simbolo, come Morrone, che avrà anche i piedi non buoni come quelli del maiale, ma che in campo si faceva sentire.
Il problema è l'arroganza del calcio propositivo a tutti i costi. Si può stupire anche con un buon contropiede. E si stupisce di più se si mantengono basse le aspettative, non se si alza l'asticella come in modo autolesionistico è stato fatto dopo la cacciata di Colomba. L'ho scrissi allora e lo ripeto: se al termine di questo campionato il Parma non dovesse essere almeno decimo, cioè dalla parte sinistra della classifica, sarebbe un fallimento tecnico totale. Prima di tutti del presidente che ha mandato via l'allenatore.
Quindi la discussione, caro Angioldo, non è se è più bravo Colomba o Donadoni, che non porta da nessuna parte...
Però trovo oltremodo riduttivo liquidare il salvataggio dell'anno passato come fa Lei, parlando di "una serie di circostanze fortunate". E poi Colomba non aveva certo puntato la pistola alla gola del suo datore di lavoro. Se non gli piaceva perché il suo cognome non è altisonante come quello di Donadoni (peraltro da calciatore) avrebbe dovuto, al termine del passato campionato, tirar fuori gli attributi e lasciare a casa l'artefice del miracolo. Scelta impopolare? Può darsi. Ma nel minuto in cui lo si conferma (e non stiamo parlando di un allenatore emergente, straniero o sconosciuto, ma di un tecnico che è da un po' di tempo che naviga nel mondo del calcio) poi lo si deve difendere fino in fondo, senza lasciarsi trascinare dall'umoralità. La famosa sanguigna telefonata a Bar Sport credo fosse piuttosto evidente in questo senso. Se un tecnico "di categoria" come Colomba prevedeva nel suo modulo l'impiego di onesti lavoratori e non fuoriclasse non poteva che essere un vantaggio per un club dalla gestione parsimoniosa-virtuosa, che bada prima di tutto al bilancio economico. Egli, infatti, senza tante pretese ti guidava tranquillamente la squadra in porto (la salvezza) senza pretendere di avere Messi (si accontentava della sua controfigura, Giovinco, ribadisco valorizzata al massimo). Se dovessero prendere Gasperini crede che si accontenterebbe di quella che è l'attuale rosa? Per avere ambizioni di un certo tipo serve anche una rosa adeguata. Colomba, probabilmente, ha avuto il torto di dirlo a Ghirardi e si è vista come è andata a finire ("mi ha detto qualcosa che non mi è piaciuto e io l'ho mandato via perché sono il presidente"). Poi che avesse battezzato certi incontri già persi è un'altra di quelle barzellette messe a bella posta in giro da chi si fila la società e mi stupisco che una persona che fa funzionare il cervello come Lei, Angioldo, ci possa cascare...
CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

PROSEGUE
...Così come sul tormentone Guidolin. Signori, questi era il vero valore aggiunto, al di là della sua cantilena, delle sue manie scaramantiche (messe in circolo per screditarlo), e della sua pseudo modestia da chierichetto, come dice Lei. Questi, quando ha "nasato lo straccio" non essendo un coglione, si è dato da fare e l'ha messo in quel posto (scusate la prosa terra terra, ma efficace) a chi aveva già programmato un futuro senza di lui, salvo poi tornare sui propri passi (chiamasi programmazione, progettualità) quando questi ha raggiunto l'ottavo posto. Ma signori miei, se per un intero campionato - ad iniziare dalla palese delegittimazione di Inter-Parma, terza giornata - ci sono segnali di scontentezza di un certo tipo, cosa doveva aspettare il Don ? Che gli dessero il benservito e arrivederci? No, nasato lo straccio si è dato da fare e si è costruito un futuro. Chiamalo scemo... Ma se la proprietà credeva così tanto in lui doveva negargli l'opportunità di andare via (aveva un altro anno di contratto). Certo quando tra moglie e marito non si va d'accordo è meglio divorziare, ma dopo che il marito si è fatto un certo numero di amanti, poi è colpa della donna quando, stufa, se ne trova uno lei? Beato Lei, Angioldo, se vede così chiare le torpide circostanze della separazione da Guidolin. Ha ragione, appartiene al passato remoto: ma quel passato remoto è stato scritto in un certo modo e i "danni" li stiamo pagando ancora dopo tre anni, senza che si sia trovata una precisa fisionomia tecnica. Leonardi dice che Gasperini non viene? Le parole le porta via il vento... Che interesse aveva Bargiggia a mettere in circolo la notizia di Gasperini, tra l'altro all'indomani che Piovani (che sappiamo tutti essere addentro le cose societarie al punto da essere invitato al pranzo di squadra di Pasquetta) aveva celebrato il funerale di Donadoni a Bar Sport?
Sposo, invece, la sua provocazione innovativa, al di là dei nomi elencati: in effetti sarebbe davvero una bella cantera quella da Lei suggerita, ma temo che sia una idea "un po' troppo avanti".
Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

Torbido Majo,torbido non torpido....

Anonimo ha detto...

Ciao Gabriele.

Mi voglio soffermare su un tuo pensiero che mi ha colpito: "se al termine di questo campionato il Parma non dovesse essere almeno decimo, cioè dalla parte sinistra della classifica, sarebbe un fallimento tecnico totale".

La domanda mi sorge spontanea: al di là dei vari Colomba o Donadoni (per me il buon Roberto è avanti), credi davvero che questo Parma valga il decimo posto?
Io sinceramente sono perplesso di ciò non tanto per gli 11 titolari (ci mancano: un difensore centrale da salto di qualità, un regista vero e un centravanti vero) ma soprattutto per i rincalzi che a me fanno molta "paura".

Secondo me questo è un Parma superiore a 4-5 squadre...ed alla pari con altre 2-3. Nulla più. Il decimo lo posto non lo vedo (e non lo vedevo), sinceramente, nelle nostre possibilità.

Francesco.

Gabriele Majo ha detto...

Ancora due verbi che, nell’uso, spesso si confondono: intorbidire e intorpidire. Come “collezionare” e “collazionare” sono verbi denominali perché derivati da nomi (o sostantivi). Per il loro significato e il corretto uso, questa volta, diamo la “parola” al “Treccani” in rete:

INTORBIDIRE v. tr. e intr. [der. di torbido] (io intorbidisco, tu intorbidisci, ecc.). – Variante di intorbidare, in passato meno com. di questa forma, oggi invece altrettanto frequente (e spesso preferita), soprattutto negli usi fig. e nell’intr. pron.: i. le cose, la mente, la situazione; gli occhi, sotto la fronte corrucciata, gli si erano intorbiditi (Stuparich).

INTORPIDIRE v. tr. e intr. [der. di torpido] (io intorpidisco, tu intorpidisci, ecc.). –

1. tr. Rendere torpido, diminuire la sensibilità e la prontezza di movimento del corpo o d’una sua parte: il freddo, l’inerzia intorpidiscono le membra. Fig., infiacchire, rendere lento, pigro, riferito in genere alle facoltà intellettuali: l’indolenza intorpidisce la mente, lo spirito, la volontà.

2. intr. (aus. essere) Divenire torpido, essere preso da torpore fisico o spirituale: famiglie aristocratiche che intorpidivano nell’eccessivo benessere; anche con la particella pron., soprattutto nel sign. proprio: stando fermo al freddo mi si sono intorpidite le gambe. ◆ Part. pass. intorpidito, anche come agg.: membra intorpidite; volontà intorpidita; avere il cervello intorpidito.
(da http://faustoraso.blogspot.it/2011/08/intorbidire-e-intorpidire.html)

Gabriele Majo ha detto...

Ciao Francesco,
per quelle che erano le mie aspettative, dopo aver "soppesato" ad inizio stagione la squadra (e le sue concorrenti) mi sarei accontentato di stare anche, al termine del campionato, nelle posizioni di testa della parte destra dello schermo della classifica, visto che per me il traguardo alla portata era il 12° posto.
Chi ha alzato l'asticella delle aspettative, portandolo al 10° è stato il padrone. Nelle sue parole (i proclami dopo l'avvicendamento tecnico) e nelle sue azioni (appunto l'esonero). A questo si sommi che la rosa è stata ottimizzata a stagione in corso. Per cui ribadisco: a fine stagione se non siamo a sinistra è un fallimento "tecnico". Ma non certo del tecnico o dei tecnici, giacché a mio modesto avviso vanno ricercate in altre componenti le principali responsabilità.
Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

Simpaticissimo direttore, si vada a rivedere la formazione schierata da Colomba a S.Siro per Milan-Parma (alla vigiglia di Parma-Cesena) e capirà a coasa lludo quando dico di partite battezzate perse, per il resto le sue opinioni sono rispettabili (anche se tutt'altro che condivisibili) non me ne voglia....continuo a "far funzionare il cervello" secondo le sue potenzialità mettendoci un pizzico di passione (cuore) ,intuito ed esperienza....
Ben sapendo che l'ultima parola è comunque la Sua (ci mancherebbe altro!!) mi rendo conto che nel mondo iperopinabile del Calcio le antipatie personali a volte travolgono i dati oggettivi ( ma vale anche per Lei, fatta salva la Sua indiscussa professionalità), continuo a seguirla con simpatia specie nelle sue valutazioni di quel che accade in campo piuttosto che nei gossip da retrobottega di cui vivono alcuni suoi colleghi ( non sempre altrettanto affidabili) e cui Lei spesso dà troppo rilevanza.Capisco il suo trasporto nelsostenere le Sue deduzioni ma nella Sua posizione l'attenta valutazione degli argomenti contrari non toglierebbe nè visibilità nè autorevolezza al Suo pensiero,contenga l'ironia e si rassegni all'idea che la grande popolarità universale del Calcio è dovuta anche (direi soprattutto) al fatto che chiunque (con le dovute eccezioni) si sente esperto pur occupandosi professionalmente di tutt'altro.Presenti inclusi ovviamente!!
La saluto con cordialità, perdoni le amichevoli punzecchiature.....a beneficio di chi (onorandomi)mi aveva identificato in Lei
Angioldo

Vladimiro ha detto...

Gentile Majo, oggi ho seguito la conferenza stampa di Zaccardo sul sito del Parma. Zaccardo dice che la squadra punta a far bene perché vuol far parlare di sé e vuole sorprendere. Questo é un passaggio che mi ha colpito molto. Ai calciatori devono ripetergliele di continuo queste fregnacce (tanto per usare un termine romanesco caro alla stanza dei bottoni). Leonardi é da un po' che insiste con la voglia di stupire. Ghirardi non ne parliamo, a essere nell'anonimato non ci sta, lui vorrebbe una squadra come l'Udinese, provinciale, ma capace di stare nei piani altissimi per essere tutti i giorni sui gionali e sulle tv. Ora dico io l'ambizione é giusta, tutti vorremmo che il Parma facesse bene, però mi sembra che qui siamo un po' fuori binario e un po' esagerati. Io voglio un Parma umile, che lotti con il coltello tra i denti, che non molli mai. Altro che le balle sul calcio propositivo. L'Udinese é arrivato dove é arrivato attraverso l'umiltà, l'equilibrio, scelte oculate, investimenti mirati, allenatori sostenuti e difesi (salvo rare eccezioni) e soprattutto poca arroganza e poco spasimo di apparire.

Luca Russo ha detto...

"Se dovessero prendere Gasperini crede che si accontenterebbe di quella che è l'attuale rosa? Per avere ambizioni di un certo tipo serve anche una rosa adeguata. Colomba, probabilmente, ha avuto il torto di dirlo a Ghirardi e si è vista come è andata a finire ("mi ha detto qualcosa che non mi è piaciuto e io l'ho mandato via perché sono il presidente")."

Riparto da questo passaggio per lanciare un sospetto. Che Colomba abbia detto a Ghirardi che al valore di certe ambizioni deve corrispondere una rosa dalla cifra tecnica di valore maggiore o al più uguale, credo non si possa più negare. Ma ho il vago sospetto che anche Donadoni si sia permesso di far notare al suo datore di lavoro la pochezza qualitativa della rosa alle sue dipendenze. Da qui, secondo me, nascono le voci che vorrebbero Gasperini sulla panca del Parma l'anno prossimo. Donadoni non vuole piegarsi alle condizioni dettate dal Pres ed il Pres di tutta risposta cambia di nuovo il manico. Ghirardi evidentemente è convinto che sia l'allenatore a far grande la squadra e non la squadra ad amplificare i meriti dell'allenatore. Io credo, molto banalmente, che la verità stia nel mezzo. Ma Ghirardi deve convincersi che col materiale umano e tecnico che mette a disposizione degli allenatori che si alternano alle sue dipendenze, non si può andare molto oltre la salvezza (il chè mi starebbe anche bene se non fosse proprio lui ad alzare sistematicamente l'asticella dei nostri traguardi). E soprattutto non si può tirar fuori ogni tanto la storia del Progetto Parma. Ma quale progetto? Ammesso che se ne voglia edificare uno, si punti, MA SERIAMENTE, sul settore giovanile. Un Destro non ce l'abbiamo anche noi???

In chiusura vorrei lanciare un altro mezzo sospetto: la vittoria casalinga del Palermo è quotata a 2.20, quella esterna del Parma a 3.85...sono troppo malizioso se dico che stiamo approssimandoci ad un pareggio preconfezionato?

Gabriele Majo ha detto...

Vladimiro, traditore... Le conferenze del Parma deve seguirle qui, non altrove... Scherzo :) Anche perché quel passaggio, purtroppo, nel nostro video amatoriale è incompleto (è la prosecuzione di quello su Panucci, dove abbiamo messo in risalto la prima delle domande di Angella), però su questo tema, più tardi facilmente faremo un post appositamente dedicato. Sulla ricetta che Lei propone sono pienamente d'accordo con Lei. Il fatto è che questo campionato - comunque avvincente, pur nella sua modestia - potrebbe terminare sia con degli allori (la tanto anelata 10^ posizione) sia con dei dolori (i troppi sospiri per salvarsi o addirittura peggio ancora). E in questo mare navigano in tanti... Comunque sia, vista l'asticella delle aspettative alzate ufficialmente, in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo proclamato dai vertici in sede di ingaggio di Donadoni (e condiviso e pienamente sposato dall'allenatore) si potrà chiaramente parlare di fallimento tecnico della stagione. Ovviamente dovrò diventare (prendendo esempio da altri più avvezzi) bravo a fare elegie qualora ce la facessero. E Zaccardo non ha tutti i torti, visto che stiamo ragionando di una grande ammucchiata...
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

quoto vladimiro grande commento....purtroppo...bisognerebbe investire qualche soldo in più e mi sà propio che ghirardi non può....se anche quest anno sul mercato verranno messi a disposizione 4 milioni come l ultima campagna acquisti...non c è leonardi che tenga(e qui mi chiedo a cosa serve un A.D. con 5 anni di contratto se ha le mani legate per via del bilancio?) ....il "progetto"non avrà mai modo di partire..e poi basta con sta lagna dello stupire....che parlino...anzi.. che ripetano di meno e siano più concreti sul campo,
Filippo1968