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giovedì 9 giugno 2011

CALCIOSCOMMESSE – LA PREVEGGENZA DE “IL NUOVO DI PARMA”

Già venerdì scorso il settimanale, in un articolo di Boellis, aveva abbinato Parma-Bari all’inchiesta di Cremona. L’interpretazione della responsabilità oggettiva dei club

nuovo(gmajo) – Vediamo se finalmente riusciamo a dare a Cesare quello che è di Cesare. O meglio, in questo caso diamo ad Antonio quello che è di Antonio. Boellis. Il giornalista, direttore di parmaoggi.it, corrispondente di Tuttosport e tenutario della pagina sportiva de “Il Nuovo di Parma”, su quest’ultimo settimanale aveva già abbinato la partita Parma-Bari all’inchiesta sul calcioscommesse di Cremona, scrivendone sul numero in edicola fin da venerdì scorso, battendo sul tempo il vortice dei media, che solo ieri, con lo sviluppo dello tsunami, ha ritirato a mano quella gara, dopo le “veline” in merito alle intercettazioni del calciatore biancorosso Bellavista. Il quale, come mi ha puntualizzato nottetempo il nostro lettore Arcobaleno 78, non aveva previsto il clamoroso risultato (1-2) come avevo scritto ieri io nella fretta, fidandomi di altra autorevole fonte che così aveva interpretato, e di questo nuovamente mi scuso. Un altro tema toccato da Boellis nel suo pezzo “preveggente” riguarda la responsabilità oggettiva dei club coinvolti: l’interpretazione direi “classica” del famoso Avvocato Grassani di Bologna, di cui si trovano interessanti virgolettati sul Nuovo, è diametralmente opposta a quella più “avveniristica” del suo collega Chiacchio del foro di Napoli, letta sulla Gazzetta di Parma di ieri, secondo cui questa volta sarà interpretata. Cioè pagherebbero solo i calciatori, che, con la loro condotta, hanno remato contro la propria squadra e non a favore. All’interno la trascrizione degli articoli citati

Pallone nel fango

L’ILLUSIONE DEL CALCIO TRA SCOMMESSE E DEBITI

Inchiesta a Cremona. Sospetti anche su Parma-Bari, ma è tutto regolare

di Antonio Boellis (da Il Nuovo di Parma di venerdì 3 giugno 2011)

Dopo Piazza Fontana, il caso Gladio e Abu Omar, il Gip del tribunale di Cremona, Guido Salvini, torna alla ribalta della cronaca nazionale con lo scandalo calcio scommesse. Un vero e proprio tsunami che ha gettato ulteriore fango sul sistema calcio. Un sistema pieno zeppo di debiti e politiche insensate. Un colabrodo. Difetti e vizi di un mondo che sistematicamente viene travolto da scandali di ogni tipo. E così, dopo calciopoli è il momento del calcio scommesse: un terremoto che rischia di ridisegnare i campionati di serie B e Lega Pro; di comminare squalifiche pesanti a giocatori in attività; di allontanare ulteriormente i tifosi dagli stadi e anche dalle tv. Insomma, la credibilità del calcio è ai minimi storici, senza dimenticare gli effetti “devastanti” e “oscuri” della Tessera del Tifoso che ha svuotato ulteriormente gli stadi, a differenza di quanto sostiene il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un ulteriore conferma di come il mondo del pallone sia pieno di falsità e ignoranza. Nell’inchiesta sono coinvolti nomi eccellenti di ex calciatori (Bellavista, Bettarini, Doni e Signori), ma non è questo l’argomento che vogliamo sviluppare. A noi interessa sottolineare l’illusione del giocattolo calcio e il non coinvolgimento del Parma Fc.
Partiamo dal primo punto: l’industria calcio produce milioni di debiti e se non vi fossero i diritti tv il pallone sarebbe già scoppiato; gli arbitri commettono errori grossolani ma nessuno si decide a introdurre la tecnologia sui campi di gioco; Sepp Blatter (75 anni) è stato rieletto presidente della Fifa malgrado su di lui vi fossero pensati sospetti e accuse di tangenti; gli stadi italiani sono tra i peggiori d’Europa e la legge in materia continua ad essere impigliata nelle reti del Parlamento; infine il calcio scommesse. Alzi la mano chi non ha mai avuto il dubbio che una partita di calcio fosse solo una grande farsa? Il calcio come il wrestling? Dubbi che la passione per questo sport impedisce di dare risposte. In realtà siamo di fronte ad una farsa gigantesca, dove sono coinvolti migliaia di atleti e dirigenti, tutti attori di un film di fantascienza.
Torniamo all’inchiesta di Cremona: negli atti della procura non compare il nome del Parma, per fortuna. Eppure nei mesi scorsi la lente di ingrandimento degli inquirenti lombardi aveva indirizzato le proprie attenzioni proprio sulla città ducale. Era il 3 aprile e al Tardini si giocava Parma-Bari. I pugliesi vinsero 2-1 con un gol di Alvarez in pieno recupero. A fine partita, nel tunnel che porta negli spogliatoi, scintille tra Morrone e il parmigiano Marco Rossi (in prestito al Bari). “Mi state accusando di aver fatto il professionista” urlò Rossi. Stando a quanto apprendiamo da fonti qualificate, la partita Parma-Bari è finita sotto indagine in quanto, oltre alla lite Morrone-Rossi, ci sarebbero alcune telefonate di giocatori pugliesi all’ex capitano biancorosso Antonio Bellavista (indagato per associazione a delinquere); telefonate che a quanto pare miravano proprio alla partita Parma-Bari. Dopo mesi di indagine, però, gli inquirenti non hanno riscontrato reati di alcun tipo, se non una serie di anomalie come appunto la rissa tra Morrone e l’ex Rossi. Tutto qui.
“Anche se il club è estraneo ai fatti, risponde dell’operato dei tesserati - spiega al telefono l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo - Se verrà accertato che uno o più tesserati hanno alterato la regolarità delle competizioni a cui hanno preso parte la società sarà penalizzata per responsabilità oggettiva. La tempistica? L’esperienza di Calciopoli 2006 ci consente di dire che anche questo filone d’inchiesta, ove arrivassero i deferimenti dovrebbe concludersi tra fine giugno e primi di luglio. Tempo utile in caso di condanna per formulare organici e campionati. In ambito sportivo è automatico, se la società tessera soggetti che poi alterano o tentano di alterare regolarità delle partite, che questa stessa ne risponde a titolo oggettivo”. Benvenuti sul pianeta calcio. Antonio Boellis (da Il Nuovo di Parma di venerdì 03.06.2011)

LA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA QUESTA VOLTA ANDRA’ INTERPRETATA
Da Gazzetta di Parma di mercoledì 8 giugno 2011
chiacchio gazzetta di parmaAl deferimento nessuno potrà sfuggire, ma sulla sanzione, accertato l’illecito, si dovrà valutare perché stavolta i tesserati coinvolti “lavoravano” per danneggiare e non favorire la loro squadra. Edoardo Chiacchio, avvocato del Foro di Napoli, esperto di diritto sportivo, uno scandalo delle scommesse lo ha già vissuto, quello del 2004: ma nella nuova bufera che sta facendo tremare il calcio professionistico evidenzia una fattispecie diversa rispetto ai casi del passato di «responsabilità oggettiva». «Fino ad oggi ci siamo trovati di fronte a soggetti che tendevano ad ottenere vantaggio per la loro società – spiega l'avvocato – in questo caso il tesserato che svolge attività illecita non aveva come finalità far vincere la squadra, anzi spesso l'obiettivo era farla perdere per ottenere vantaggi personali di natura economica». In questo scandalo, ribadisce però l’esperto, i tesserati agivano in maniera molto diversa rispetto ai casi del passato. «La giustizia sportiva dovrà valutare su un campo abbastanza nuovo – sottolinea il legale – su cui i precedenti non abbondano. Mi chiedo: è ugualmente sanzionabile la responsabilità oggettiva in casi come questi o si possono trovare limiti che consentano di escludere le società, nella pratica danneggiate, dalle sanzioni? La risposta spetta agli organi giudicanti».E il processo sportivo – che prenderà il via quando arriveranno le carte da Cremona – potrebbe arricchirsi dei cosiddetti «terzi interessati», tutti quei club tra serie B e Lega Pro che si sono già messi in fila confidando nelle disgrazie altrui. (da Gazzetta di Parma di mercoledì 8 giugno 2011)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
casualmente su Sportiitalia ho seguito un intervista con Gianfranco Colomba inerente al calcio scommesse. Essendo un tifoso che comincia ad accumulare una certa esperienza nel settore ricordo che Gianfranco Colomba nel maggio 1980 venne condannato a 3 mesi assieme a Petrini e Savoldi (che presero 6 mesi ) per aver partecipato alla combine di Bologna Juventus (pareggio) con altri giocatori. Oltre ai succitati facevano parte del clan: Dossena (a libro paga tuttora del Parma) Paris e Zinetti.
Ora mi sta bene l'omertà dell'ambiente sportivo parmigiano (oltre a quello nazionale) che o non ricorda o fa finta di non ricordare. Capisco l'idillio che Parma ha per Colomba in questo momento, ma intervistarlo in quanto paladino dell'onestà e suggeritore di rimedi per sanare questo calcio malato mi sembra un po'troppo.
Informazioni tratte da " Nel fango del dio pallone" di carlo Petrini.
Parmageddon

Gabriele Majo ha detto...

Salve Parmegeddon, non ho avuto modo di vedere l'intervista da Lei citata a Colomba, anche se qualche tempo fa, in uno scambio epistolare con un collega owner di un forum su internet bolognese, questi mi aveva ricordato quella antica macchia dell'attuale allenatore crociato. In quei giorno andai a rinfrescarmi la memoria su Wikipedia, dove al riguardo, si legge: "Durante la sua permanenza al Bologna è anche coinvolto marginalmente, assieme alla sua società, nello scandalo del calcio italiano del 1980". Frase piuttosto soft rispetto a
quelle abitualmente più colorite di Petrini. Colorite ma non sempre suffragate da prove: a proposito di Calciopoli (quando scrissi del Dossier che mi commissionò Baraldi) ebbi a fare dei riferimenti traendoli dal libro a sua firma "Calcio nei Coglioni", prestatomi da Marco Balestrazzi di Tv Parma, al quale prima o poi lo restituirò, ma poi venni salvato in corner da alcuni colleghi che mi segnalarono alcune imprecisioni e/o aggiornamenti rispetto a quanto ivi contenuto. Insomma, ogni tanto bisogna controllare la potabilità della fonte cui ci si abbevera. A memoria non ricordo bene quei fatti e ora sto rispondendo diciamo così in presa diretta, ma mi pare di aver capito che il giovane Colomba ci finì in mezzo per una sorta di errore di gioventù. Ma non vorrei, dicendo così, essere a mia volta condizionato dall'impressione più che positiva che Colomba mi ha fatto, prima di tutto dal punto di vista umano, dopo il suo arrivo al Parma. Ed io ero piuttosto scettico su di lui, visto che lo consideravo facente parte di un certo giro del mondo del calcio, per il quale non simpatizzo molto. Io penso che una seconda opportunità possa (debba) essere concessa a tutti: a 47 anni suonati difficilmente mi capita di ripetere le stesse marachelle di quando ne avevo 17 (o forse sì), sicché con una certa clemenza penso che si possa anche sorvolare su fatti del 1980. Ciò non toglie che intervistarlo proprio su questo tema, senza fare riferimento a quella sua esperienza (io non so se l'abbiano fatto o meno, ma rispondo in base agli elementi da Lei forniti) non sia proprio il massimo. Circa Dossena non so se sia ancora, in effetti, a libro paga del Parma (in senso lato in quanto era - o è - un consulente e non un dipendente), ma sapevo di una frenata (è un po' che non se ne sente parlare) del progetto Cina del Parma FC di cui era il responsabile. Grazie per il contributo Gmajo

Anonimo ha detto...

Salve Majo e grazie per la risposta. Non era sicuramente mia intenzione screditare l'attuale allenatore del Parma che anche a me ha fatto un'ottima impressione ed è nella mia personale lista dei monumenti da fare una volta candidatomi sindaco (non so ancora quando)alla pari di Mister Ranieri che fece anche lui un miracolo servito poi a poco. Condivido il taglio spettacolare del libro di Carlo Petrini anche se poi la sentenza della commissione disciplinare di Milano è un atto ufficiale e i 3 mesi di sospensione dati a Colomba sono ancora li da vedere e verificare.Quindi pulito pulito non era.Senza ulteriori polemiche... mi sembrava fuoriluogo quell'intervista.Io non l'avrei concessa.Avrei gentilmente (sempre in stile Colomba)declinato l'invito. Grazie.
Parmageddon

Gabriele Majo ha detto...

Buonasera Parmageddon e grazie per l'ulteriore contributo: avevo perfettamente intuito che non c'era da parte sua spirito polemico o volontà di screditare Franco Colomba. Del resto sia pure in modo lieve egli, in effetti, è stato coinvolto nel caso di calcio scommesse dell'80 di cui ricordo bene la drammaticità (arresti effettuati dopo le partite) delle immagini diffuse dalla Rai. La condanna di Colomba - giovane probabilmente trascinato nella vicenda da più scafati colleghi - a tre mesi fu la più lieve sia nella sentenza di primo grado che nell'appello (in questo caso a pari de-merito con Oscar Damiani, cui fu scontato un mese). Andarono assolti Agostinelli, Antognoni e Pallegrini in entrambi i gradi di giudizio così come l'allora ds del Bologna Riccardo Sogliano, che a me riesce difficile assolvere per il sacrilegio di aver cancellato la Croce dalla gloriosa casacca del Parma pochi anni dopo i fattacci che stiamo ricordando... Sul fatto dell'intervista non sarei così giacobino, se ci fosse l'onestà intellettuale di riconoscere, senza paura, l'antipatico precedente. Fare gli "indiani" non è bello, ma considerato che è stato solo lambito (i colpevoli hanno subito condanne sportive ben maggiori) tutto sommato una assoluzione ci può anche stare... Buonaserata Gmajo