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domenica 22 luglio 2012

NON SOLO CALCIO NELLA “PARMIGIANIZZAZIONE” DI LEVICO: C’E’ ANCHE LA LIRICA. IERI SERA SUCCESSO PER LA TRAVIATA DI VERDI AL TEATRO PALALEVICO

IL VIDEO AMATORIALE DI “LIBIAMO NEI LIETI CALICI” – ALL’INTERNO LA FOTOGALLERY AMATORIALE

LEVICO TERME – dal nostro inviato Gabriele Majo – In realtà Parma non c’entra un bel niente con il successone della Traviata di Giuseppe Verdi, andata in scena ieri sera, sabato 21 luglio 2012, al PalaLevico grazie alla organizzazione della Associazione musicale “Aurona”, il cui presidente è Flavio Vadagnini, che nell’ospitare stadiotardini.com, ha spiegato che in realtà l’evento era già stato programmato oltre tre mesi fa, senza che fosse a conoscenza che la squadra crociata, con il suo ampio seguito di tifosi, sarebbe stata in Valsugana in quella data. Peccato, perché, anche i vari parmigiani saliti in Trentino – e si sa quanto l’opera lirica ci piaccia – a propria volta non erano informati dell’opportunità di poter abbinare una serata da melomani a un pomeriggio da calciofili. Il Teatro del PalaLevico (stupenda ed esemplare struttura da imitarsi) era sì gremito pressoché in ogni ordine di posto, ma ad aggiungersi a diversi “indigeni” c’erano tanti turisti, soprattutto stranieri, ma, purtroppo, non abbiamo individuato parmigiani.

Continua la lettura all’interno

DSC01915Peccato, perché sicuramente avrebbero potuto apprezzare lo spettacolo (la regia era di Mirko Corradini) che mi ha colpito – ma attenzione non sono certo uno specialista della materia – per l’allestimento moderno con i vari protagonisti, a partire dalla appaluditissima protagonista Violetta (il soprano Maria Letizia Grosselli), proseguendo con il suo “innamorato” Alfredo Germont (il tenore Federico Lepre) e il di lui padre Giorgio (il baritono Walter Franceschini), vestiti con abiti contemporanei e non d’epoca. A fare da coreografia, a parte lo stesso coro lirico G. Verdi di Bolzano, i Musici Cantori Trento e l’Orchestra Trentina (maestro concertatore e direttore Claudio Vadagnini), anche due ancelle-ballerine (allieve della Scuola Estro Teatro), dal vago sapore di tragedia greca, che accompagnavano la scena, dimenandosi su delle amache, principale elemento coreografico dell’allestimento. Come chiosò Julia Roberts – nei panni della giovane prostituta Vivian Ward, salvata da Edward Lewis (Richard Gere) in Pretty woman – il triste epilogo di Violetta Valery “fa attorcigliare le budella”, con la sua morte tra le braccia del suo unico vero amore, sotto gli occhi del padre.

 

 

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