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EURO 2012 – TALVOLTA L’IMPORTANTE NON E’ QUELLO CHE RACCOGLI ALLA FINE DELLA CORSA, MA QUELLO CHE PROVI MENTRE CORRI. GRAZIE ITALIA
(Luca Russo) – Non hanno vinto i più forti. E nemmeno i più bravi. Hanno vinto quelli che avevano ancora abbastanza carburante nel serbatoio. L’Italia è arrivata spremuta come un limone all’ultimo atto di questo europeo che comunque resterà fantastico e indimenticabile per i colori azzurri. La Spagna, al contrario, di energie da versare in campo ne aveva ancora tate, tantissime. Forse troppe. Facciamo un passo indietro. Al Dicembre 2010. Fuentes, medico spagnolo (specializzato in ginecologia e medicina dello sport) arrestato nell’ambito dell’Operacion Galgo, dal carcere fa tremare tutto lo sport spagnolo. Come? Dichiarando che ‘se parlo io, per la Spagna non ci sono né europei, né mondiali’. Non voglio entrare nel merito di una vicenda di cui chiunque, col supporto della web, può informarsi. E magari farsene un’idea. La questione, in questa sede, è un’altra. La Spagna è campione d’Europa. Bene, bravi, complimenti. In novanta minuti non ce l’hanno mai fatta vedere. Nei primi quindici quasi sembrava che la finale fosse tra gli iberici ed il nulla.
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Gli sono bastate due reti per centrare un inedito triplete (le altre due sono arrivate quando le orecchie della coppa erano già colorate di giallo e di rosso e per questo ci permettiamo di dire che fanno sì risultato, ma non fanno tanto testo): la prima arrivata nel loro momento migliore, la seconda giunta quando l’Italia dava l’impressione di poter rientrare in partita a piccoli passi. Dopo il gol di Jordi Alba gli azzurri sono spariti dal campo. Quasi evaporati. Ed a nulla sono valsi i cambi operati da un Prandelli che non sapeva a quale santo votarsi per riprendere il filo della partita. Uno di questi cambi l’abbiamo bruciato dopo appena venti minuti per via di
un problema muscolare accusato da Chiellini. Che qualche segnale di cedimento l’aveva già mostrato in occasione del primo timbro spagnolo. Fabregas l’ha saltato con disarmante facilità e con altrettanta disinvoltura l’ha messa in mezzo per Silva che a porta vuota ci ha freddati. Vantaggio meritato. Raddoppio un po’ meno. Diciamocela tutta: è arrivato quando Pirlo e De Rossi le misure alla linea mediana iberica erano riusciti a prenderle. Però quando da una parte c’è una squadra che non si regge in piedi e dall’altra ce n’è una
che a mille ci è andata dal primo all’ultimo minuto dell’intera manifestazione, non c’è modulo, gabbia o equilibrismo tattico che tenga. Normale, dunque, rientrare negli spogliatoi con un passivo di due reti. Nella ripresa la Spagna ha continuato a far correre la palla e ad inseguire i nostri, pressandoli in modo asfissiante, quando la sfera era in territorio italiano. Anche sul 3-0 ed anche sul 4-0. Roba da non credere. Su una sponda giocatori con la schiena piegata, le mani sulle gambe e la bocca che sbuffava ad ogni primo piano regalatoci dalla regia
internazionale. I nostri. Sull’altra gente che avrebbe corso fino a domattina se l’arbitro non avesse decretato la fine delle ostilità. Gli spagnoli. Non voglio fare della dietrologia a buon mercato, però (tenendo conto anche di quel che è riportato all’inizio del pezzo) qualche dubbio è lecito nutrirlo se una squadra arriva all’ultimo atto di un torneo come l’Europeo e lo affronta con le batterie al massimo della carica, come se i venti giorni precedenti li avesse passati in qualche resort a cinque stelle tra un tuffo in piscina ed un cocktail a bordo vasca. Comunque è
andata come è andata. Ed in mancanza di prove (su cui si potrebbero costruire ipotesi interessanti e, soprattutto, fondate) è il campo a suggerirci chi è il più forte, chi è il più bravo e chi merita di sollevare la coppa al cielo. Questa sera, al di là di quelli che sono e resteranno i miei dubbi, la Spagna non ha rubato niente. Stop. Quanto all’Italia, non dimentichiamoci quale è stata la prefazione al nostro europeo: lo scandalo scommesse, il blitz della Polizia a Coverciano, l’allontanamento di Criscito dal ritiro, il terremoto che provocò l’annullamento
dell’amichevole parmigiana col Lussemburgo, la disfatta di Zurigo e l’infortunio di Barzagli. A dispetto di tutto questo, in finale ci siamo arrivati. Peraltro con pieno merito. E grazie a: Buffon, De Sanctis, Sirigu, Abate, Balzaretti, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Maggio, Ogbonna, De Rossi, Diamanti, Giaccherini, Marchisio, Montolivo, Thiago Motta, Nocerino, Pirlo, Balotelli, Borini, Cassano, Di Natale, Giovinco e Prandelli. Loro ci hanno portati fin qui. Ad un passo dal paradiso. Dopo un viaggio con qualche intoppo ma anche tante belle emozioni. Che ci ha lasciati comunque soddisfatti, contenti, in qualche modo felici. Perché talvolta l’importante non è quello che raccogli alla fine della corsa. L’importante è quello che provi mentre corri. Grazie Italia. Luca Russo
10 commenti:
Premesso che va riconosciuto tutto quanto di positivo la Nazionale ha fatto vedere soprattutto con Inghilterra e Germania, appurato che ha vinto la squadra migliore, con la stessa serenità va rimarcata la scelta sbagliata di Prandelli di affidarsi ai soliti giocatori nonostante tre o quattro fossero affaticati acciaccati ed a rischio infortunio.Non so quali siano state le pressioni anche mediatiche ma soprattutto di club e procuratori a perorare la causa dei rispettivi atleti.Ma contro la Spagna il cui gioco conosciutissimo e causa di grandie dispiego di energia per gli avversari, si dovevano impiegare Diamanti Nocerino DiNatale Balzaretti e gli altri più freschi, spero che faccia tesoro il Mister di questa esperienza. A questo proposito mi sovviene la finale contro il Brasile di Mexico 70 per certi versi analoga e come ebbi a dire la finale del 1982 vinta schierando gli undici atleticamente più affidabili, queste considerazioni le avevo già anticipate dopo la gara con l'Inghilterra ( vedi il mio commento 26 giugno 2012 16:30 ). Avanti con Prandelli , pieno appoggio alla sua necessità di avere più spazio e tempo per gli stages degli azzurri, ma quando sceglie quei 22 che vuole Lui per i tornei finali,li utilizzi tutti ripartendo meglio i carichi di fatica faccia recuperare a pieno gli acciaccati e soprattutto a centrocampo schieri sempre il meglio dal punto di vista atletico.
Angioldo
Beh, adesso. Mi sembra che nella formazione titolare dell'Italia ci siano quasi sempre stati 6 giocatori della Juventus, squadra che non eccelle per pulizia nelle pratiche mediche. Non dimentichi il Russo che nella semifinale Spagna-Portogallo è stata la Spagna ad essere una squadra stanca e sulle gambe. Infine, concordo con il commento dell'utente qui sopra: Prandelli è stato un coniglio, rischiando giocatori ormai alla frutta invece di mettere in campo risorse fresche.
Christian
Io non posso tifare Italia, come faccio ad essere innamorato di una squadra dove il capitano ha versato diversi milioni di euro in una tabaccheria a parma e deve ancora spiegare per cosa, o dove parte dei titolari fra qualche mese saranno alle prese con grosse squalifiche per calcioscommesse.... Onore alla spagna per la lealtà e la bravura, il calcio italiano fa schifo come ha fatto schifo il nostro governo fino all'arrivo del governo tecnico. Chi se ne frega se balotelli piange, pensiamo al pianto dei terremotati e cerchiamo di dare meno risalto a questi ragazzotti milionari che non sanno cosa significhini i sacrifici.
MARCO
ricordo ad anonimo sopre che il villareal è retrocessco per accordo tra granada e altra squadra che non mi sovviene vedere video su youtube tutto il mondo è paese iniziassero a fare l'antidoping in spagna
concordo con Marco. Che non può, immagino, tifare Parma. Come può essere innamorato di una squadra il cui proprietario e foraggiatore per oltre 20 anni ha rubato mandando sul lastrico migliaia di famiglie?
Hai ragione Bertoldo, ma il proprietario di cui parli credo che almeno stia (anche se non potrà mai risarcire i soldi rubati alla brava gente) pagando a caro prezzo gli ultimi anni della sua vita. Mentre questi signori, al massimo saranno squalificati per 2 o 3 anni......
Saluti
MARCO
Ma chi é questo nuovo Gianni Brera che si permette di dire che la Spagna non é superiore all'Italia? ... I danni di Caronte ... é proprio vero che ormai firmano proprio tutti! Almeno Majo lei é un giornalista, non sempre sono d'accordo, ma é un giornalista!
Gentile Gianni,
Lei non solo è omonimo del compianto Maestro di Giornalismo Brera, da Lei menzionato, ma anche di Barone, il radiocronista con il quale venti e rotti anni fa avevo condiviso i primi anni di attività come radiocronista di calcio, in particolare del Parma. In precedenza, infatti, mi ero occupato di cronaca cittadina, quale principale collaboratore del direttore di Radio Parma e Radio Emilia Carlo Drapchind, ma non certo di sport, materia alla quale mi sarei avvicinato solo successivamente. Ebbene: pur ritenendomi giornalisticamente superiore a Gianni Barone, proprio per la mia innata vocazione e soprattutto per la preziosa esperienza maturata fino ad allora, quando mi venne conferito l’incarico di responsabile delle radiocronache del Parma, non ebbi la minima difficoltà a lasciare a lui l’onore di essere la prima firma, cioè il radiocronista principale, accontentandomi di un ruolo di secondo piano, più marginale, proprio poiché ero consapevole che nella materia specifica Gianni fosse più bravo di me. Altri, come spesso avviene, avrebbero sfruttato la posizione di comando per esibirsi in prima persona: io, volendo confezionare un prodotto migliore, preferii affidarmi a lui. In occasione di Euro 2012 più o meno è avvenuta la stessa cosa: non ritenendomi un esperto di calcio internazionale – penso di cavarmela bene soprattutto con il mio consueto pane quotidiano, alias le cose di casa Parma – e avendo notato le qualità di scrittura di Luca Russo, la sua capacità di scegliere argomenti non banali, e le sue idee brillanti quando postava le sue opinioni sulle partite dei crociati nello spazio commenti di stadiotardini.com, ho pensato di offrirgli l’opportunità di raccontare la kermesse che aveva per protagonisti diversi ex gialloblù, da Prandelli a Giovinco (che sarebbe diventato tale in corso d’opera, dopo essere stato all’inizio l’unico nostro portacolori tra i 23). Opportunità che lui ha colto al volo, dimostrando di aver meritato pienamente la fiducia accordatagli, pur non essendo un giornalista professionista. Del resto agli inizi della carriera non lo ero neppure io, e Gianni Barone non lo sarebbe mai diventato, pur meritandolo (ma non rinunziò mai al suo lavoro vero, conditio sine qua non per raggiungere l’ambito tesserino color vinaccia). In questo mestiere, purtroppo, trovano spazio di espressione anche avventurieri con qualità senza dubbio inferiori a quelle del nostro “columnist”, con buona pace per l’Accademia della Crusca e il Devoto Oli: c’è chi è diventato professionista dopo aver fatto il commerciante per mezza vita e chi non lo è diventato mai eppure continua a sfangarla perché porta (anzi promette) ad editori (editori?) ricche commissioni pubblicitarie. Ma perché scandalizzarsi se l’opinione di un appassionato senza tessera – come Luca Russo – appare su un sito come stadiotardini.com (che sarà un miracolo se continuerà ad esistere anche nel prossimo campionato, non avendo padroni), quando, ad esempio, ci sono altri portali web, perfino di squadre di serie A, la cui manovalanza appartiene a strutture esterne al club con tutti i rischi che ne conseguono, specie se nessuno o quasi di loro ha sostenuto
il previsto esame di Stato?
CONTINUA
(PROSEGUE) E’ evidente che Luca Russo, come tutti noi, non sia infallibile, ma tra le suo colpe non c’è certo quella che Lei, signor Gianni, in maniera un po’ superficiale gli attribuisce, per cui si sarebbe permesso di dire che la Spagna non è superiore all’Italia. Luca Russo telepaticamente deve avermi letto nel pensiero: tra i motivi della sconfitta (non certo gli unici) a mio parere andava annoverata la differenza di condizione tra gli spagnoli e gli italiani, specie alla luce dei fatti che il CT aveva preferito dei cavalli zoppi a dei cavalli sani. Aspetto che Luca Russo ha rimarcato nel suo elaborato senza che con questo volesse affermare che gli azzurri fossero più forti degli spagnoli. Pur essendo “patentato” sono stato certo più “cialtrone” io ad affermare, ad inizio Europeo, che il ciclo degli Spagnoli era ormai terminato. Il triplete ha dimostrato che ho sbagliato valutazione e non ho difficoltà ad ammettere serenamente l’errore. Cordialmente Gmajo
Luca non sarà un giornalista, ma ci mette il cuore e tutta la sua professionalità nei suoi articoli, soprattutto non ha la presunzione di definirsi tale, è umile..accetta ogni critica come occasione per migliorarsi..ed ama lo sport..in particolare il calcio ed il parma..più di ogni altra cosa. Se il sign. Gianni pensa di fare di meglio..sono certa che il sign. Majo gli offrirà un'occasione, come ha fatto con Luca. Quello che scrive non è legge..ma il suo punto di vista, che non sempre coincide con quello di altri, ma non è questo lo scopo del giornalismo e del giornalista? accettare e condividere pareri diversi, farsi un'opinione senza per questo criticare chi ci mette il proprio nome? Sono sicura che Luca verrà apprezzato da tanti e criticato da molti..senza per questo perdere la sua passione.
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