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domenica 8 luglio 2012

“I METEORismi” di Lorenzo Fava / ANTONINO D'AGOSTINO, QUEL TALENTO RICERCATO SOLO NELLE SERIE MINORI

image(Lorenzo Fava) – Poche presenze da sei anni a questa parte e un continuo girovagare hanno fatto sì che si perdesse ogni sua traccia: dopo l'esperienza al Parma, il centrocampista ha tentato la sorte anche anche nel campionato rumeno... Ma ora non gli va meglio Antonino, nel primo lustro del nuovo secolo, era il D'Agostino più noto nel mondo del calcio. E non l'attuale centrocampista del Siena, Gaetano, ed ex Udinese, che due anni fa assaporò la maglia della Nazionale, mentre era al centro del più grande tormentone estivo, in procinto di andare alla Juventus (che poi scelse Felipe Melo...). Già Antonino. Nato a Torino l'8 ottobre 1978, di ruolo centrocampista, centrale o di fascia, all'occorrenza anche ala. A Parma arrivò nel mercato di riparazione del gennaio 2009, quando la squadra guidata da mister Francesco Guidolin stava provando a conquistare la promozione per lasciare al più presto il campionato di serie B. Qualche giovane tifoso dalla mente fotografica forse si ricorderà di lui, ma sarebbe eccessivo dire che D'Agostino fece parte integrante di quella promozione…

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Solo 3 presenze. Mai da titolare: un totale 54 minuti in maglia crociata, Guidolin gli concesse solo gli pochi scampoli nella vittoria contro il Mantova (1-0) e nei pareggi di fine stagione, a promozione già acquisita, nella storica trasferta in quel di Cittadella (2-2) e nell'ultima di campionato a Modena contro il Sassuolo (2-2). Antonino una promozione l'aveva già conquistata, nella stagione 2005-2006, quando con 21 presenze e 2 reti diede una mano all'Atalanta a ritrovare la massima serie. Arrivava da un biennio importante in cui si era messo in luce con la maglia del Treviso, guidato da Bepi Pillon; quel Treviso che al termine del 2005 conquistò la prima storica promozione nella massima serie, assegnata d'ufficio al club della Marca e all'Ascoli, dopo che fu sottratta per illecito sportivo a Genoa e Torino. Così l'Atalanta decise di puntare sul sorprendente centrocampista del club trevigiano; tuttavia la sua esperienza durò solo per 9 mesi perché nel mercato estivo del 2006 venne acquistato dal Cagliari: finalmente la serie A. In Sardegna restò, con più bassi che alti, con più panchine e tribune che partite giocate, per due campionati: gli allenatori sardi (Giampaolo, Colomba, di nuovo Giampaolo, Sonetti e Ballardini), che dall'estate 2006 al gennaio 2008 si susseguirono copiosamente a causa del carattere irascibile e mai domo del pres Cellino, schierarono 37 volte in campo Antonino D'Agostino, il quale diede un senso alla sua permanenza isolana siglando un gol. Il primo in serie A. Ma anche l'ultimo nei campionati professionistici italiani. Antonino capì che il Cagliari in quel momento non faceva per lui, ma il suo destino era inevitabilmente segnato da un prematuro declino; in più il Cagliari, fanalino di coda, nel mercato di riparazione varò una rivoluzione che fece sbarcare nel capoluogo sardo l'allenatore Ballardini (che riuscì a salvare incredibilmente la squadra con un autentico miracolo), il portiere Storari e i fantasisti Jeda e Cossu; il centrocampista, vistosi inevitabilmente offuscato, fece ritorno al Treviso, ma le sue sole sei presenze nel campionato di B non lasciarono alcun ricordo (piuttosto, i tifosi delle squadre in cui ha militato si rammentano dei molti acciacchi fisici accusati dall'atleta); quindi, dopo il prestito in Veneto chiuse definitivamente la sua storia con la squadra che lo aveva lanciato - di lì a poco sarebbe fallita – e rientrò all'Atalanta nel 2008-2009: la squadra orobica chiuse 11° nella graduatoria di Serie A e D'Agostino giocò solo una partita, o qualche scampolo di essa. A Parma cercò in mezza stagione un insperato rilancio, ma non fu la piazza giusta. Sfiduciato, D'Agostino lasciò il calcio che conta, cercando maggior sorte nell'Eccellenza sarda con la maglia del Progetto Sant'Elia, quando pochi mesi più tardi il disperato Ascoli lo chiamò per concludere il campionato di cadetteria. Nonostante le sette presenze, non gli fu data l'occasione per restare in rosa e quella di tornare a calcare i campi di una certa importanza fu solo un'illusione. Gli rimase un ultimo disperato tentativo di rilanciarsi, grazie a un'esperienza all'estero: trovò l'ingaggio nel gennaio 2011 nel Gloria Bistrita, in cui militava (e milita tutt'ora) un'ex conoscenza del calcio di casa nostra, il difensore Valentin Nastase, ex Genoa, Palermo, Bologna e Ascoli; il palcoscenico però non fu dei più nobili, ma la Liga 2 del campionato rumeno (la nostra serie B). Anche quella fu un'ennesima esperienza amara per D'Agostino (una rete, ma soltanto 5 insignificanti presenze); l'ex esterno crociato, nel dicembre 2011, è tornato in Sardegna ed è approdato al Selargius, squadra militante nel campionato di serie D. Al suo arrivo il capitano della squadra del Selargius non ha frenato gli entusiasmi: «Si sta allenando con noi da quasi inizio preparazione. È un giocatore fortissimo e molto importante sia in campo che fuori. Per la serie D è sprecato. Ora che è arrivato il transfert, farà finalmente vedere agli altri quello che vale, insieme alla società ha deciso di darci una mano in questo campionato». Nella stagione appena conclusa la squadra sarda, di cui D'Agostino è diventato un punto imprescindibile, ha chiuso undicesima nel girone G del campionato di serie D. Ma alcuni rumors dicono che anche al Selargius la malasorte e i tanti infortuni lo abbiano nuovamente perseguito… Lorenzo Fava



PUNTATE PRECEDENTI DE “I METEORismi” di Lorenzo Fava


1. “METEORismi di Lorenzo Fava”– OYOLA: CHI L’HA (MAI PIU’) VISTO?


2. “METEORismi” di Lorenzo Fava / L’INFELICE ITALIA DI ZICU


3. “METEORismi” di Lorenzo Fava – VIRGILI E QUELLA FUGACE E FATALE APPARIZIONE IN COPPA ITALIA


4. “METEORismi” di Lorenzo Fava / FONTANELLO, MISTERIOSO PACCO POSTALE…

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