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“I METEORismi” di Lorenzo Fava / LEON, JOLLY NEI CALCI DA FERMO ED ESPERTO DI PROMOZIONI, MA LA SERIE A NON E’ PER LUI…
(Lorenzo Fava) – Il classico talento sudamericano: numeri da maestro, estro a volontà, punizioni a foglia morta. Ma anche molta discontinuità di rendimento, fisico in sovrappeso, ambientamento troppe volte difficoltoso. Questo il ritratto di Julio Cesar Dailey Leon, honduregno di Cortés sbarcato a Parma in pompa magna nell'estate 2008 con l'obiettivo di riportare la squadra crociata nella massima serie, dopo l'infausta retrocessione. Julio Cesar Dailey Leon - per tutti solo Leon -, classe '79, approdava, dopo essersi affermato nel calcio subcontinentale con gli honduregni del Platense e con gli uruguaiani del Deportivo Maldonado; in Italia, agli albori del nuovo millennio, grazie agli osservatori della Reggina che, colpiti dalle peculiari abilità del giovane fantasista, non si facevano scrupoli nell'assicurarselo. Si trattava di una vera e propria scommessa: il calcio di casa nostra, seppur si trattasse di serie B, è un mondo completamente diverso nel quale «i calciatori con queste caratteristiche - si dice spesso - non hanno vita lunga con i difensori che si trovano in Italia». Stupendo chiunque, al termine della stessa stagione 2001-2002 il giovane Leon risultava prezioso per la promozione del club calabro in serie A grazie a 28 presenze e 2 reti.
Continua la lettura all’interno
Nella massima serie Leon, considerata anche la presenza di due grandi interpreti del ruolo del numero 10 come Ciccio Cozza e Shunsuke Nakamura, trovava la metà dello spazio concessogli nella stagione precedente; così, ancora un po' acerbo per i grandi palcoscenici, viene spedito a fare esperienza tra serie B (con Fiorentina, Catanzaro, Avellino) e C1 (Sambenedettese e Teramo). Dopo un lungo peregrinare in giro per l'Italia, si arrivava dunque alla stagione 2006-2007, quella che sembrava certificare la definitiva maturazione del ragazzo; Leon, a 27 anni compiuti, ritenuto pronto per disputare un campionato di A, faceva finalmente ritorno a Reggio Calabria.
Affermatosi come specialista nei calci piazzati, soprattutto nelle punizioni da fermo nelle quali spesso si rendeva insidioso e altrettante volte andava a bersaglio, durante il mercato di gennaio il Genoa, in rampa di lancio per cercare di raggiungere la A, lo scippava dal club amaranto, con un'offerta “di quelle che non si possono rifiutare”. Lillo Foti non rifiutò i 3 milioni offerti per l'intero cartellino e l'honduregno iniziava la sua nuova esperienza in Liguria, dove
conquistava, un'altra volta, la massima serie. Arrivato in A per restarci saldamente, si afferma con i rossoblù di Genova, grazie a una stagione proficua. Dopo le 29 partite, i 4 gol siglati e le numerose punizioni a foglia morta che facevano spaventare i portieri avversari, gli si presentava di fronte un'interessante offerta: quella del Parma, che, dopo una nefasta stagione e societaria e tecnica (con i pasticci di Di Carlo e Cuper), doveva risalire ed espiare le proprie colpe in quel lungo purgatorio che è il campionato cadetto. Leon, intorno al quale il Parma ronzava da almeno un paio di stagioni, accettava dopo un lungo mese di trattative di approdare nel Ducato e di tentare la scalata in A, la terza dopo i due tentativi precedenti andati a buon fine. E tale pronostico si confermava nel giugno 2009, quando il Parma abbandonava prontamente un campionato che decisamente non gli competeva. Milan, Inter, Juve, Fiorentina, Roma, Lazio, Napoli, Sampdoria: eccolo il
profumo della serie A che la squadra del patron Ghirardi cominciava a riassaporare. Addio alle trasferte di Cittadella, Sassuolo, Rimini, Pisa. Proprio contro la squadra toscana, davanti al pubblico del Tardini, in una partita decisiva per le sorti del campionato, quel peperino di Leon giocava di certo la sua miglior partita in crociato: a pochi minuti dal termine, in un match che sembrava destinato a non sbloccarsi, il “latino”, con tanto di nuova acconciatura per l'occasione (clicca sul collegamento
ipertestuale per vedere il video), regalava un preciso assist a tagliare la retroguardia neroazzurra per il neo-entrato Cristiano Lucarelli, il quale mise a tacere tutti i suoi detrattori segnando il gol dell'1 a 0; quindi Julio Cesar Dailey Leon chiudeva i giochi e deliziava tutti gli astanti con una magistrale punizione che andava a spegnersi sotto l'incrocio dei pali. Per l'ennesima volta in carriera si era reso protagonista della promozione del proprio club: nello specifico, in crociato, 32 gare e 6 marcature. Tuttavia dirigenza e staff tecnico, capitanato da mister Guidolin, decidevano che il suo tempo a Parma era già terminato. “Arrivederci e
grazie”. Leon veniva scaricato (in prestito) al glorioso Torino, che, ironia della sorte, a sua volta era retrocesso in quel calderone dal quale il Parma si era appena allontanato. Anche grazie al suo vecchio numero 10, Leon, che non nascondeva l'amarezza e rilasciava in un'intervista parole al vetriolo verso la società di viale Partigiani d'Italia: «In Emilia mi hanno usato e gettato nella spazzatura, mi hanno trattato veramente male dopo che ho contribuito alla promozione, tanto che ho già detto al presidente Cairo che io a Parma non voglio tornare e che spero di non ricevere lo stesso trattamento a Torino. Sono sicuro di no, lui è una persona onesta... Io devo pensare a fare una grande stagione con la maglia granata, solo in questo modo potrò meritarmi la riconferma. Vorrei legarmi definitivamente a una squadra e smetterla di lottare solo per salvezza, in A. Io voglio sempre di più,
voglio l’Europa League. Il Toro è una squadra così importante e ha una società così ambiziosa che può diventare l’ideale per me». Alla faccia di tutti i buoni propositi, l'esperienza granata fu un fiasco totale e Leon alzò velocemente i tacchi e fece le valige: il vil denaro denaro del campionato cinese lo aspettava. Con il club dello Shandong Luneng vinse il campionato 2010-2011 – anche troppo facile – ma perse la nazionale. Poi l'esperienza in Cile, con il
Motagua, giusto per disputare il clausura 2011-2012. Sembrava tutto finito per Leon, alla soglia delle 33 candeline e lontano dal calcio che conta da troppo. Eppure all'inizio della sessione di mercato, tutt'oggi in corso, era stato vicino a tornare in B: prima le voci del terzo ritorno a Reggio Calabria (strada romantica più che percorribile, visto il gradimento dell'atleta), poi la trattativa col Modena, svanita perché sprovvisto del passaporto comunitario. Infine la clamorosa decisione: Messina. La serie D sarà il
prossimo campionato nel quale troveremo l'errabondo honduregno. Forse un talento troppo sprecato per quella categoria: «Spero di dimostrarmi all’altezza e di dare una mano per riportare questa squadra nelle categorie che merita. Mi calerò con umiltà in questa categoria, nella quale non sarà facile affrontare squadre che giocheranno alla morte. Messina è comunque una piazza più importante di tante altre realtà professionistiche». Altro obiettivo dichiarato in sede di presentazione è tornare a vestire la maglia della Selezione Nazionale. Di certo a Parma (e in serie A) non lo rivedremo più... Lorenzo Fava
(Non si sa mai…, nota di Majo)
PUNTATE PRECEDENTI DE “I METEORismi” di Lorenzo Fava
1. “METEORismi di Lorenzo Fava”– OYOLA: CHI L’HA (MAI PIU’) VISTO?
2. “METEORismi” di Lorenzo Fava / L’INFELICE ITALIA DI ZICU
3. “METEORismi” di Lorenzo Fava – VIRGILI E QUELLA FUGACE E FATALE APPARIZIONE IN COPPA ITALIA
4. “METEORismi” di Lorenzo Fava / FONTANELLO, MISTERIOSO PACCO POSTALE…
6. “METEORismi” di Lorenzo Fava / FALSINI E QUEL MANCATO FEELING CON IL PUBBLICO DEL TARDINI
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
2 commenti:
a quando un articolo sulla "meteora" Reynald Pedros???
saluti
Pavel
Ammetto che dovrei documentarmi e non poco per fare un articolo sul francese Reynald Pedros. Militò a Parma alla fine degli anni '90, quando il sottoscritto era ancora un po' troppo piccolo per pensare al calcio, epoca che vide l'Emilia (gialloblù) essere la sede di grandi arrivi: vi sbarcarono i più forti calciatori in circolazione in quel periodo. E non sto qui ad elencarli perché li conoscete meglio di me.
Ti ringrazio per il suggerimento, Pavel, mi hai dato un bello spunto e ci lavorerò sopra; vedrò cosa riesco ad architettare. Per le prossime due settimane, però, ho già in serbo due fumosi fantasisti che giocarono in crociato l'anno della retrocessione...
Saluti.
Lorenzo Fava
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