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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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lunedì 9 luglio 2012

IL GHIRO BALNEARE CIRCUMNAVIGA LA SARDEGNA, MA SOGNA L’EUROPA

Sugli scaffali del calciomercato il Parma è alla ricerca di un difensore…

gdp 09 07 2012(gmajo) – Sulla Gazzetta di Parma di stamani il profeta  Sandro Piovani ha riportato l’omelia domenicale pronunciata dal sommo Tommaso Ghirardi a bordo del suo yacht con il quale, nei giorni scorsi, aveva raggiunto la Costa Smeralda là dove i calciatori crociati (con famiglie) hanno iniziato in modo soft la preparazione alla nuova stagione con il pre-ritiro al Geovillage inventato da mister Donadoni e subito sposato dall’intero entourage gialloblù. Dei tifosi pochi eletti, che potevano permettersi il soggiorno, hanno poi scelto di stare vicini ai nostri eroi una volta tanto non in calzoncini su un prato verde ma in slip o costume nel mare blu (o verde smeraldo). Piovanone ci ha informato che la sveglia di ieri dei naviganti (immagino ci fosse pure lui tra i marittimi) è stata di buon’ora, attorno alle 8, anzi prima, perché a quell’ora si sono ritrovati, perché al Ghiro piace svegliarsi presto la mattina, anche per sfruttare al meglio quei pochi attimi di vacanza e di relax che si concede. La chiacchierata con il confidente non deve esser stata lunghissima, tutti intenti a pensare alle rade da scoprire (a scoprire le scoperte – calcisticamente parlando – ci pensa Leonardi, peraltro pure lui in Sardegna con look estivo come da foto che sono arrivate anche a chi è alle prese col caldo prodotto da Scipione, Caronte o Minosse) e a qualche fresca specialità di mare da degustare. Ma i concetti salienti sono sostanzialmente due: il mercato (manca un difensore) e gli obiettivi (pensiamo a salvarci, ma sogniamo l’Europa).

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GHIRO BALNERARETra l’altro nel vangelo (non apocrifo) che ci viene tramandato il dialogo tra lo scriba e il messia è riportato con l’utilizzo di un professionalissimo “Lei”, quando millanta video mostrano l’estrema confidenza tra i due che non solo si danno del tu, ma anche utilizzano affettuosi nomignoli in pubblico, per esempio quel “Tom” con cui gli si rivolge in confidenza il giornalista… Alla domanda di quest’ultimo (“Secondo lei cosa manca a questo Parma?”, Tom(maso) risponde: «Direi niente. Non manca nulla. La squadra è bene equilibrata, è completa in ogni reparto. Forse numericamente ci sarebbe bisogno di un difensore, visto che la stagione è lunga ed è meglio essere coperti. Però mi sembra comunque che ogni reparto sia al completo». A fiuto qualche avvicendamento potrebbe ancora avvenire, ma sono d’accordo col “pres” circa il reparto maggiormente bisognoso di  attenzioni. E da queste colonne lo stiamo dicendo da tempo, imagepoiché non basta la conferma di Paletta per offrire garanzie, dal momento che i suoi abituali partener –specie A. Lucarelli – hanno una primavera (e quasi un’estate…) in più sulle spalle. A centrocampo l’innesto di Parolo è di garanzia, ma forse potrebbe aggiungersi ancora qualcosa (e non so quanto Morrone possa rientrare nei piani, al di là del buon umore suo e della Vecchia Guardia che hanno fatto fare il bagno a Gallerani di Sky – e hanno fatto bene ! – il quale, sempre secondo il racconto di imagequalche giorno fa dell’inviato del principale quotidiano cittadino (unico media parmgiiano presente a Olbia con un proprio stipendiato) è stato abile a salvare attrezzi di lavoro come microfono e cellulare. Indubbiamente l’attacco è stato il reparto oggetto del principale restyling. Piovani ha chiesto a Ghirardi: “Gli investimenti si sono concentrati soprattutto sull'attacco. E’ un modo per dimenticare alla svelta Giovinco?”. E il presidente gli ha risposto: «No, no. Come in tutte le operazioni ci sono delle priorità. E a noi, come filosofia, interessano proprio i giovani di prospettiva. Pietro Leonardi e il suo staff lavorano trecentossessantacinque giorni all’anno per scovare qualche giovane interessante. Quest’anno, ripeto grazie anche agli euro incassati dalle cessioni, siamo partiti con gli acquisti di Belfodil e Pabòn. Però non dimentichiamoci degli altri. Ieri (sabato, ndr) è arrivato Parolo. Poi c'è stato Amauri che ha mantenuto la sua promessa di voler tornare a Parma e questo ci ha inorgoglito e non poco». Gli euro delle cessioni cui fa riferimento Ghirardi, come si evince in un’altra risposta dell’intervista (quella nella quale il maggior azionista del club ha asserito: «La serietà del nostro progetto si legge nei nostri numeri. Abbiamo un ammortamento elevato: significa che abbiamo sempre acquistato giocatori»), sono ovviamente quelli ricavati dalle dismissioni di Giovinco e Borini: nonostante gli evidenti sforzi profusi ritengo che non sia stato re-investito l’intero tesoretto, anche se riconosco che ci sia stata una maggiore propensione rispetto al passato a mettere mano al portafoglio. E a farlo fin dalle prime battute di mercato, senza aspettare il colpo dell’ultimo giorno: lodevole la nuova programmazione, fondamentale dopo che per due anni si è perseguito il progetto tecnico incentrato su Giovinco e che ora deve per forza cambiare su diversi presupposti (e caratteristiche). In attacco il Parma è cambiato ed è cambiato parecchio, con diverse scommesse interessanti: bisognerà vedere se le puntate di Leonardi saranno buone, perché non sempre le scommesse si vincono. Quella di Bojinov, ad esempio, riuscì a metà, anche se da abile navigante qual è quella volta Leonardi riuscì a cadere in piedi, ricavandone, persino, una plusvalenza. Sì certo, i giovani arrivati (mica poi così giovani, però…) sono interessati e tanti stanno già sognando ad occhi aperti per Pabon, memori delle imprese di Asprilla: ma bisognerà vedere se si saprà creare la giusta alchimia tra i diversi protagonisti. Anche Amauri è una incognita: non certo dal punto di vista tecnico, per carità, quanto fisico. Pure da noi, due anni fa, si fece male (infatti fu in campo solo nelle prime gare di Colomba, in tempo, però, per salvarci con gol pesanti): non a caso gli operatori di mercato gialloblù, sia pure a fari spenti, sarebbero alla ricerca di un altro calciatore di garanzia con cui puntellare il reparto. Giorni fa si parlò di Calaiò, oggi sulla GdP leggo di Di Michele, il quale qualche anno fa buggerò Ghirardi che aveva speso il suo nome come fosse già acquisito e poi non se ne fece nulla. Come direbbe il Trap non dire gatto… E una trapattoniana prudenza (direi pure catenaccio) viene utilizzata da Re Tommaso (e a cascata da tutti i suoi sudditi) circa gli obiettivi da perseguire: Michele Angella si turi puri il naso, poiché il da lui poco amato arcaico vocabolo “salvezza” non è stato ancora stato depennato dal vocabolario gialloblù (nonostante la mentalità vincente, da grande squadra e propositiva instillata da mister Donadoni, assieme alla autostima). In risposta a Piovani ecco l’ennesima coperta di Linus con cui Tommaso intende proteggersi: «Ho vissuto una stagione molto positiva. E più che sognare, c'è da essere concreti. Si sa che noi dobbiamo arrivare ad un obiettivo. Poi a quello successivo. Certo, il sogno poi c'è. Inutile negarlo. Per me sarebbe un grandissimo successo riportare il Parma in Europa. Però prima pensiamo ai 40 punti, perché vincere, in Italia, non è mai facile». Insomma: come sintetizziamo nel titolo: ”Il Ghiro balnerare circumnaviga la Sardegna, ma sogna l’Europa… Infine ecco cosa ha risposto al giornalista tifoso Piovani a proposito di tifosi: «Per noi sono importantissimi. E non per l’incasso: si sa che dagli abbonamenti si ricava una percentuale bassa di quanto serve in una stagione. Ma sono importantissimi perché la nostra squadra riesce sempre a dare qualcosa in più con la spinta dei suoi tifosi. Ci sono state delle domeniche vissute a grande intensità, grazie anche al calore del pubblico. L’aspetto economico forse è più importante proprio per i tifosi: sappiamo che siamo in un momento di difficoltà economica generale, ma l’abbonamento consente anche di risparmiare. Abbiamo cercato di mantenere gli stessi prezzi, da alcune stagioni. Capisco tutte le problematiche, ma spero veramente di avere tanti tifosi. Per noi sono un’arma in più». Proprio per i motivi addotti dal Ghiro – il ricavato della campagna abbonamenti incide marginalmente sulla voce entrate – come spesso ha chiosato nello spazio commenti di stadiotardini.com il nostro lettore Indipendenza per il Ducato, meglio sarebbe stato non apportare neppure quei piccoli arrotondamenti che in realtà ci sono stati, e che fanno seguito agli aumenti un po’ più sensibili di un anno fa. Specie in un periodo in cui è difficile fidelizzare al calcio sarebbe stato meglio non solo mantenere gli stessi prezzi, ma anche ribassarli, magari rinunziando all’ingaggio di  un calciatore (di quelli inutili per il progetto tecnico e dunque solo un costo, al di là dell’ingegneria finanziaria). Di solito si cerca di privilegiare i vecchi abbonati con prezzi più abbordabili rispetto a quelli della libera vendita: in quest’epoca in cui c’è la fuga dagli stadi non sarebbe male, invece, cerca di invogliare il l’indispensabile ricambio (sempre più necessario) con prezzi più favorevoli. Cosa che invece non è avvenuta e che contribuisce a far sì che non ci sia una frenetica corsa ai botteghini, indipendentemente dal valore della squadra. Gabriele Majo

(Foto a corredo tratte da fcparma.com e dalla Gazzetta di Parma)

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Levati é il mozzo di bordo?

Gabriele Majo ha detto...

Direi il "maitre".

(Ps: si ricordi di non omettere la firma)

Saluti

Gmajo

Anonimo ha detto...

Mi scusi Majo ma tra Pabon, Belfodil, Parolo, riscatto della metà di Biabiany, Santacroce e Musacci e acquisto Valdes - considerando che gli 11 milioni per Giovinco sono in 3 anni - dalle cifre che si trovano in giro sembra che il tesoretto sia più che stato investito per intero. O sbaglio?
Cordialmente.
Raffo Ferraro

Andrea ha detto...

Chi é Levati?

Gabriele Majo ha detto...

Salve Raffo Ferraro,

così come le entrate anche le uscite sono "rateizzate" attraverso i movimenti di cassa che avvengono in seno alla Lega Serie A, per cui come gli 11 milioni di Giovinco arriveranno spalmati in tre anni così anche le spese del Parma al supermarket saranno dilazionate sostanzialmente in un analogo lasso di tempo.

Detto questo: preciso, come già affermato, di non essere un mercatologo provetto di quelli che conoscono a menadito le cifre del giochini, però agli 11 ml di mezzo Giovinco vanno aggiunti anche i 9 circa di tutto Borini (se non già "contabilizzati" prima). Comunque pur sommando tutte le operazioni da lei menzionate (Parolo, però trattasi - al momento - di prestito) non credo il Parma abbia raggiunto gli 11 ml.

Cordialmente

Gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Salve Andrea,

ho il vago sospetto che stia facendo dello spirito, qualora mi sbagliassi, scusandomi, le dirò che Mirco Levati è il responsabile delle relazioni esterne, presidenziali e istituzionali del Parma Fc. Non a caso è ritratto assieme al presidente Tommaso Ghirardi sul natante di prestigio sul quale ieri è stata fatta la mini-crociera in Costa Smeralda, di cui ha narrato stamani l'inviato della Gazzetta di Parma Sandro Piovani.
Cordialmente

Gmajo

vladimiro ha detto...

A Parma dopo aver abbattuto la vecchia classe politica bisognrebbe tirar giù anche gran parte della classe (?) giornalistica. Per quanto riguarda quella sportiva Majo, mi lasci dire che non se ne può più degli articoli adoranti del tifoso Piovani. Quello di questa mattina, a cui lei giustiamente ha fatto barba e capelli, doveva essere accompagnato da un bollino con la scritta 'vietato ai diabetici'... tanto era lo zucchero utilizzato da chi lo ha scritto. Una domanda: ma il premuroso Piovani, vista l'amicizia e la confidenza che lo lega al presidente, potrà mai riservagli una critica? Oppure come quando il Parma nel 2008 andò in serie B, andava comunque bene così e grazie comunque Tommaso perché sei venuto a Parma? Ma stiamo parlando di un giornalista che scrive per il più importante e diffuso quotidiano di Parma e provincia oppure di un abbonato di curva nord o di un segretario del coordinamento?

Gabriele Majo ha detto...

Salve Vladimiro,

sarà forse perché ormai anch'io sono un po' assuefatto a quello che è il sistema Parma (nell'accezione di sistema dell'informazione parmigiana applicato al calcio), per cui il pezzo di oggi di Sandrone non è che mi abbia fatto inorridire più di tanto, così come il mio servizio di barba e capelli è stato poco più di una spuntatina. In effetti mi faceva sorridere - e per questo l'ho rimarcato - il falso lei della conversazione utilizzato per "forma" sul giornale, quando sanno tutti - anche i sassi, poiché lo vedono pubblicamente in Tv - che i due, non solo in privato, si danno amabilmente del tu e si scambiano effusioni (vedi i baci che abbiamo descritto in occasione di Di Vino Amore, nella serata in cui analogo saluto ci fu tra il Ghiro e Moggi Jr). Ognuno segue la strada che preferisce: io quel tipo di percorso non l'ho mai fatto - neppure quando certe redazioni me lo chiedevano - per cui ho sempre preferito ogni tipo di complicità per esser libero di poter dire quello che penso. Condizione, peraltro, che comporta più svantaggi che vantaggi, ma tant'è... Ma, tornando al pezzo in questione, non ravviso quell'eccesso di glicemico cui accenna Vladimiro: magari è il contesto che può essere discutibile. Se sei in crociera con l'amico giornalista chissà mai quale spunto critico potrà mai venir fuori... Ma ai direttori - oggigiorno - piace così: che un proprio uomo sia in confidenza con il soggetto di turno.
Comunque sia di Piovani, ormai, si sa com'è: sicché il lettore medio sa valutare da solo e trarre giudizio. Del resto è una comodità anche per noi sapere cosa può pensare Ghirardi ascoltando Sandrone. Il fenomeno, però, non è solo circoscritto alla possente circonferenza dei due amici di cui stiamo trattando: intrecci personali o telefonici intercorrono con tanti altri "prediletti", del presidente o direttore, o Ad di turno che diventano più o meno inconsapevoli loro oracoli sulle colonne di giornali e in Tv. Costoro passano per fare il bene del Parma: io ho un'altra idea di quale sia il bene del Parma e di come vada perseguito, ma tant'è...
Il fenomeno, comunque, non è circoscritto alla sola nostra latitudine, in quanto complicità e connivenze sono piuttosto diffuse in tutta la penisola calcistica e non è un caso se certi colleghi sono stati intercettati durante Calciopoli, pur finendo poi il tutto in una bolla di sapone.
Cordialmente Gmajo

Fedele ha detto...

Praticamente Majo sta dando del lecchino a Piovani. Non entro nel merito se sia o non sia vero. Mi chiedo però cosa ne pensa Piovani. Il quale, per la verità, mi sembra che incassi il poco commendevole giudizio senza nessuna acrimonia. Bravo davvero: fossi in lui mi incazzerei come una belva

Gabriele Majo ha detto...

Io non ho dato del lecchino a Piovani, né teoricamente, né praticamente. Anzi, ho "limitato" la portata delle affermazioni di Vladimiro, per me un po' esagerate, ridimensionandole e riportandole, a mio avviso, nel giusto alveo. Poi se Piovani e Ghirardi vanno sul panfilo insieme, si danno del tu, si baciano e così via sono circostanze reali e documentate. Ho anche scritto che questo tipo di "complicità" è ben gradito ai vertici di ogni giornale (così uno arriva ad avere più facilmente delle confidenze) ma che io preferisco il massimo rispetto tra le parti, però ognuno al suo posto. E allora? Per cosa si dovrebbe incazzare come una belva il buon Sandrone?
Saluti gmajo

Anonimo ha detto...

Caro Gabry,

Levati non è semplicemente un modesto maître al Parma, lui è il maître à penser...

Camomilla

Vanni Zagnoli ha detto...

Caro Gabriele, siccome come tanti sono allergico alle critiche, a parte il discorso inter nos che ci siamo fatti, ricordo il contraddittorio con un tuo lettore, la scorsa stagione. Sostenevo l'alto livello delle trasmissioni televisive di Parma, Tvparma e Teleducato. Beh, nell'ultima stagione sono stato ospite in entrambe, più volte, e te lo confermo. Sul folklore di Enrico Boni, sulle provocazioni urlate di Antonio Cervi, sui diverbi con Michele Gallerani, mi sono già espresso. Confermo, invece, il mio giudizio. Gli ospiti telefonici, il taglio di entrambe le tv, pur con differenze. Soprattutto apprezzo le voci dei conduttori, trovo che Michele Angella sia formidabile, come tono di voce, sicurezza, preparazione. Tattica e studio dei temi, grafiche, giochi di parole.
Trovo che Carlo Chiesa lo sai per la voce - non a caso è tornato a Radio Bruno -, la parmigianità. Idem Giuseppe Milano. Adoro Guido Schittone e la sua conoscenza calcistica - io fatico a concentrarmi sulla partita, con mille cose da seguire -, trovo che Monica Bertini abbia grandissima personalità in voce e abbia compiuto passi da gigante, rispetto al debutto a E' Tv Parma, anni fa.
Beh, Michele Gallerani. Non ci siamo simpatici, ma non si lavora a Sky per caso. Voce, conoscenza di tante discipline, di personaggi, bei servizi a Sky - anzi ti invito a raccontare il suo bagno in mare, spinto dai calciatori -. Sandro Piovani è un collega che tu stesso racconti spesso: Gazzetta di Parma, dello sport, tv Parma, Radio Parma. Cucina, calcio, parmigianità.
La tua presenza prima a Tv Parma, ora a Teleducato Parma. Gianfranco Bellè, in comune abbiamo l'attitudine al dato, ai numeri, freddi, magari, ma significativi. Analisi, riflessioni, dissertazioni.
La vox populi di Antonio Cervi, il suo essere controcorrente. A volte è pretestuoso, non amo il suo strepitare, ancor meno quello di Boni, ma, lui sì, è un grandissimo appassionato di calcio.
E dimentico qualcuno, anzi, completa tu.
Mesi fa mi produssi in un elogio di Leonardi, oggi lo faccio dei colleghi, dei media parmigiani.
Torno su Giuseppe Milano, il suo eclettismo, anche nel passato, la sua storia professionale: Rtl 102,5, Tv Parma, Radio Capital, già corrispondente di Repubblica.
Marco Balestrazzi, adoro i suoi pezzi di sport, scrive su La Stampa.
Ah, beh, Andrea Schianchi. Basta sfogliare la Gazzetta per capire chi è Schianchi.
Ecco, per me, reggiano, essere comunque in mezzo a cotanti colleghi è un privilegio. Non scherzo.
Quindi dico Parma capitale dello sport, ma pure del giornalismo televisivo.
Invito te, allora, a completare con una dissertazione sui colleghi della carta stampata.
un saluto a te, ai colleghi e ai lettori. Vanni Zagnoli

Piero Carra ha detto...

zagnboli secondo me dice lo stesso ai giornalisti di bologna, quando va sulle tv di bologna. e ai giornalisti di modena, quando va sulle tv di modena. e alle tv...

Fedele ha detto...

Caro Zagnoli, sono giornalista anch'io. Vorrei essere altrettanto entusiasta di cotanti opinionisti. Ma io di competenza ne vedo poca, e in pochi. Invece Cervi (che non è giornalista) e Boni, saranno anche strepitanti ma sono ruspanti. E a me personalmente non danno fastidio, anche perché vogliono davvero bene al Parma e lo si vede. E spesso le loro opinioni alla lunga si dimostrano corrette

Gabriele Majo ha detto...

Una brevissima chiosa al contributo di Wanny (Zagnoli): non per sputare sul piatto sul quale ho mangiato (in modo parco, senza abbuffarmi, of course) e sul quale conto di nutrirmi ancora, ma non mi trovo d'accordo con l'analisi assai buonista proposta dal collega d'Oltr'Enza (una volta tanto che nessuno gli rinfacciava la sua "reggianità" lo ha fatto lui direttamente, ma tant'è...). Al fine di evitare di ritrovarmi di nuovo severamente bacchettato (come ieri) da Fedele non scenderò nel dettaglio dei singoli, come fatto da VZ, ma farò un'analisi più generale. In entrambi i salotti, a mio modo di vedere, c'è eccessivo timore riverenziale, che spesso sfocia in sudditanza nei confronti dei potenti (del club). Opinionisti anche quotati e con personalità che hanno il timore di rendersi invisi al dirigente di turno mi fa, invero, un poco sorridere. Specie poi vedendo le lamentele per il brodo grasso di costoro.
L'eccessiva "spettacolarizzazione" del prodotto come la schiavitù ai tempi televisivi rendono vano il tentativo di fare un minimo di approfondimento serio. Magari, però, alla gente non ne frega nulla. O forse è più semplice presentarsi così. Boh.
Giusto un anno fa - quando ero appena stato assoldato nella squadra di Tv Parma grazie al fu direttore Gavazzoli - ebbi modo di argomentare su queste colonne che a mio modo di vedere il limite di quel programma era per l'appunto la squadra, nel suo insieme: essendo particolarmente "amalgamata" (pur essendoci la smania dei singoli di mostrarsi i più belli, quelli che ne sanno di più, quelli che più si intendono di pallone) sovente dilaga nella eccessiva familiarità che li porta a fare battute che solo loro capiscono e che dunque escludono il telespettatore.
Io, al contrario di Zagnoli, non vado spesso ospite in altre piazze televisive fuori Parma: però, sinceramente, se lui reputa Parma come la capitale del giornalismo televisivo mi chiedo come siano malmessi altrove...
Cordialmente
Gmajo
(P.S. sul voler bene al Parma del Saltimbanco ho qualche dubbio, caro Fedele, anche se è impagabile la parte che interpreta di quello che è culo e pataja con Leonardi e Ghirardi. Gli altri, invidiosi, ci cascano e fanno scenate di gelosia perché vorrebbero essere loro gratificati di cotanto trattamento...)

Gabriele Majo ha detto...

Già che ci sono un saluto alla mia bionda camomilla che so sempre che mi segue con attenzione e alla fine non cambierà mai il mio addome adiposo per la tartaruga di Bia al di là delle tentazioni nell'aver visto nella fotogallery da Ravadese il Vice Presidente (confermato) in déshabillé. Tra l'altro mi scuso con la stessa Camomilla per essermi inconsapevolmente rivolto (in un precedente commento) a Lei al maschile e non al femminile: ma si era trattato di un "refuso". Mai messo in dubbio la tua evidente bioda femminilità (e men che meno si trattava di un outing inconsapevole. Ancora non ho raggiunto neppure il livello di "metro", dal momento che non curo tantissimo il mio look...
Ciao
Gmajo

Anonimo ha detto...

Gentile Vanni Zagnoli,
l'utente con cui ebbe da dire ero io. Ovviamente io non la penso come lei. Solo Teleducato con Calcio e Calcio è migliorata moltissimo, a dimostrazione che con pochi soldi ma con umiltà e intelligenza si riesce a fare un buon programma con alcuni accorgimenti : riduzione drastica del numero di ospiti, eliminazione di uno tra Schianchi e Nava (bravi ma doppioni), conferma di Boni e maggiore dialogo con i tifosi tramite sms, ospiti in studio e telefonate. Ora Calcio e Calcio è un bel programma, Bar Sport è un'insalata russa che è inguardabile, è una "gazara" che sembra di essere tra le redzore della Ghiaia al sabato mattina. In studio ci sono una decina di opinionisti... troppi! Da anni è sempre la solita squadra: se una squadra vince si conferma, se una squadra perde costantemente si cambia. Milano nella conduzione è l'apoteosi della banalità, la Bertini, bella ragazza, per me va bene a leggere gli sms o il tgparma ma quando si mette a parlare di calcio dice spesso cose scontate e banali. Assurdo volere parlare di sport minori per cinque minuti: così li si redicolizza. Quelli del camper sono patetici e non fanno ridere(grande rispetto per Cavalca che meriterebbe posti migliori perchè è uno che ci sa fare ed è un'ottima persona ma in quel contesto è fuori luogo e sprecato). Poi ci sono Bellè e Piovani che secondo me sono simili. Avete già detto tutto voi prima su Sandro Piovani, non aggiungo altro. Il tifoso juventino Frigeri cosa centra con il Parma? Perchè è li? Su di lei, Vanni Zagnoli, mi imbarazza darle un giudizio: dico solo che di calcio ne sa, ma non è per niente televisivo, è meglio leggerla sulla stampa per chi ancora legge i quotidiani sportivi (io ho smesso, da parecchio!). Ora BarSport è un programma fatto molto ma molto male che va avanti per inerzia con il suo pubblico ormai costituito da gente per lo più anziana che è tradizionalista e guarda solo tvparma. E' invece lodevole come Teleducato con pochissimi soldi abbia confezionato un prodotto di qualità. Uno come Schianchi a tvparma non ce l'hanno (l'intenditore di calcio a BarSport è Piovani o Belle... fate voi!); Boni che fa andare avanti la trasmissione di TD con le sue provocazioni non ce l'ha barsport e ha dei "fake" come Gallerani e Cervi; Angella è meglio di Milano senza dubbio. Poi a Teleducato si dicono anche le cose scomode, cosa che è difficle su tvparma con certi personaggi (vedi commenti sopra). L'idea è che il giornalismo locale di proprietà degli industriali sia grigio, finito, ingessato, e non offra nessun spunto costruttivo, nessuna inchiesta, nessuna presa di posizione e nessuna critica per il bene della città o della squadra quando serve, questo in ogni dove sia nello sport che nella politica. Per me Bar Sport è il "Porta a Porta" delle trasmissioni sportive locali. Zagnoli, sinceramente mi meraviglia molto questo suo apprezzamento verso la stampa locale dato che non trovo alcun riscontro con quella che è la realtà. Io, ad esempio, mi ricordo benissimo i tempi di Berta dove nessuno diceva niente, dove nessuno aveva il coraggio di muovere una critica verso Ghirardi. Ora le cose vanno meglio e ci si dimentica ma questo non è giornalismo.
Infine: se noi guardiamo la tendenza ora la gente per informarsi e discutere del Parma usa facebook e il forum. Escludendo gli anziani, chi è che è interessato a sentire l'opinone di Antonio Cervi, Frigeri o Bellè? Considerate che ora se non c'è interattività con i tifosi a casa e prese di posizione libere da parte del giornalista i programmi sul calcio sono finiti, sono roba da ani 80 e 90.

saluti
IndipendenzaXilDucato.

Anonimo ha detto...

L'inferiorità reggiana di Wanny Zagnoli è emersa ancora una volta.

Camomilla

vanni zagnoli ha detto...

Caro Piero Carra, i miei giudizi sono miei. posso avere tanti difetti ma normalmente non faccio sconti a nessuno. neanche a me. non sono tifoso del Parma, simpatizzo per il Parma e per tante altre squadre che seguo, in particolare della regione. Ho scelto la tribuna di majo, per la mia riflessione, perchè dirlo in tv sarebbe fuori luogo.

A indipendenza dico. mi firmo con nome e cognome, sono ben visibile. cambio la domanda. chi le piace, allora, fra i giornalisti e opinionisti? pensa come lei, sul mio conto, anche Angella. sono opinioni. personalmente trovo che il colore che a me piace tanto funzioni e funzionerebbe anche in tv. se potessi dirlo. sul folklore di Boni, invece, lo trovo ridicolo. Boni è manicheo, insegna calcio, acquisti, giornalismo, tutto. Semmai lezioni di giornalismo le posso dare a lui e a lei, per quanto riguarda il calcio come tattica pure e interpretazione della partita, non è il mio taglio nè il mio forte.
temo peraltro che anche la prossima stagione mi dovrà sopportare, sul catodo parmigiano.
ma d'ora in avanti farò come fanno in tanti. complimenti a tutti, ovunque, indistinti. saluti