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SE IO FOSSI STATO IN PRANDELLI NELLA FINALE AVREI PUNTATO SU CAVALLI SANI E NON ZOPPI. E SULLA QUESTIONE DELLE POLEMICHE PER IL FIGLIO CONVOCATO AVREI EVITATO DI SERVIRE OGGI IL PIATTO FREDDO…
Le congratulazioni del Ghiro via Sms
(gmajo) – Quale uno dei tanti Commissari Tecnici della Nazionale mi permetto di dire all’Unico scelto e confermato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio dopo il secondo posto ad Euro 2012 che al suo posto nella finalissima contro gli spagnoli avrei evitato di puntare su cavalli zoppi (tipo Chiellini & C.) per puntare su quelli sani (un apposito elenco lo ha formulato oggi Angioldo, nella pagina dei commenti al pezzo azzurro a caldo di Luca Russo, peraltro dimenticandosi lo juventino Giovinco, che da quando è passato in bianconero, al contrario delle sue previsioni, non ha più giocato neppure un minuto della kermesse). E’ inconcepibile, infatti, che una squadra debba rimanere in dieci, e finire la gara (i tempi regolamentari, non i supplementari!) con almeno con altri tre in condizioni imperfette o con i crampi. Se già gli Spagnoli erano invincibili di per sé (e io debbo cospargermi il capo di cenere poiché avevo battezzato per terminato il loro ciclo), immaginarsi aggiungendo l’handicap per noi e il vantaggio per loro dell’uomo in più. Il primo ad iniziare a perdere la finale è stato proprio il CT con queste sue scelte, che per me non erano “obbligate” da condizionamenti verso questo o quel club, quanto da personali convinzioni dello stesso Prandelli, peraltro non parso in questa avventura spesso coerente con se stesso. Nella conferenza di oggi ci ha fatto capire che forse è stato anche un bene non aver vinto, poiché ancora il movimento Italia non era pronto al successo. O meglio: se ci fosse stata la vittoria, come al solito, passata la festa, gabbato lo Santo. Così, invece, c’è lo spazio per riflessioni collettive e correttivi da apportare per il futuro. Quello che meno mi è piaciuto, però, è stato il piatto freddo servito dal buonista Claudio Cesare a proposito delle polemiche che avevano accompagnato la sua (discutibile) scelta di convocare il figlio Niccolò…
Continua la lettura all’interno
Nella lunga conferenza d’addio (durata oltre un’ora) di oggi a Cracovia (stasera tutta la comitiva sarà ricevuta in Quirinale dal tifosissimo presidente della Repubblica Napolitano), Cesare Prandelli si è cavato dagli scarpini quei sassolini che si erano formati ad inizio kermesse, allorquando prima di tutti Repubblica (con il fondino “Una convocazione di troppo” a firma di Fabrizio Bocca), e poi a cascata diversi altri (quorum ego, sia pure senza stracciarmi eccessivamente le vesti) criticammo il suo “nepotismo”. In quei giorni come oggi l’illustre genitore ha difeso a spada tratta la sua stirpe definendola un “professionista”. Ma mio buon Cesare, come scrisse un nostro lettore un mese fa, quanti ottimi professionisti possono vantare gli stessi numeri di suo figlio, eppure sono a spasso, senza aver l’opportunità di cimentarsi non solo in una competizione come l’Europeo, ma neppure in un club di serie A, B o Lega Pro? Se il suo Niccolò fosse stato convocato da Donadoni o Lippi prima che da lei, e poi lei lo avesse confermato sarebbe stato diverso, ma una chiamata diretta da padre a figlio sa di tappo. Specie perché le referenze ricordano come il suo discendente abbia sempre lavorato (ad alti livelli) con lei o per chi è suo dichiarato amico come il presidente del Parma FC Tommaso Ghirardi, quello che le ha inviato un sms per congratularsi per il prestigioso titolo di vice-campione d’Europa, scusandosi per non aver potuto essere presente all’atto finale, alias la sconfitta per 4-0 per mano degli invincibili spagnoli, quelli da lei aiutati con le sue scelte per lo meno opinabili a proposito di cavalli zoppi e sani su cui puntare. Lei ha ricordato oggi i recuperi prodigiosi di cui il preparatore di famiglia sarebbe stato uno degli artefici: beh, si è avuta la conferma che in materia di scienza i miracoli sono impossibili. Chiellini docet. E anche la pattuglia di chi a fine gara non riusciva a stare in piedi. “Accetto sempre la critica sportiva, ma non accetto attacchi personali per la presenza di mio figlio qui. Mi hanno ferito umanamente, in modo profondo. Non ci sono rimasto male, di più". Queste le parole pronunziate dal commissario tecnico che stasera potrebbe essere nominato Cavaliere (pur non avendo certo scelto i cavalli giusti). Sarà una questione di punti di vista, ma io non ci ho visto alcun attacco personale: solo una critica sacrosanta, per un comportamento moralmente discutibile. Credo che esista ancora libertà di espressione. "Quando ho fatto le convocazioni, è stata messa in risalto la presenza di mio figlio. E' un professionista, avevamo bisogno di una persona che si integrasse con il mio staff”. Infatti l’unica giustificazione che riconoscemmo all’epoca dei fatti era dettata dal fatto che Niccolò avesse già lavorato con gli altri uomini di Cesare alla Fiorentina. “Sono state fatte cose importanti, come dimostra il recupero degli infortunati”: questa l’ho già chiosata. “Mio figlio non ha fatto le vacanze, domani, martedì, va in ritiro con il Parma". Per la precisione si tratta di un pre-ritiro con tanto di famiglie al seguito. Insomma una piccola vacanza prima di iniziare a ri-lavorare in ritiro. Anzi, perché ad Olbia non ci va anche papà Cesare a riposarsi un po’ dopo le tante fatiche? Lui è di casa e la sua presenza sempre gradita. E poi potrebbe aver l’occasione di stare un altro po’ vicino a Niccolò, che poi durante la stagione capita così di rado… Ma per favore non chiamiamoli attacchi personali… Gabriele Majo
6 commenti:
Il nostro C.T. si è cacciato da solo in una situazione abbastanza complicata. Mettendo da parte gente come Nocerino, Giovinco, Borini e Ogbonna, li ha praticamente fatti 'uscire' mentalmente dall'europeo. Se li avesse utilizzati ieri non so quale contributo, in termini di concentrazione, avrebbero potuto offrirci.
Ma l'aver insistito su un certo gruppo di giocatori, ha messo Prandelli, in vista della finale, di fronte ad un dilemma. Il dilemma era questo: continuo con gli stessi quattordici ormai stanchi, rischiamo di perdere e mi becco le critiche perché non inserito energie fresche in squadra oppure stravolgo la formazione e poi se perdiamo mi accuseranno di aver cambiato troppo in una sola volta?
Diciamocela tutta: ieri Prandelli qualsiasi scelta avesse operato si sarebbe beccato delle critiche. Le ha dovute incassare perché ha insistito con degli elementi arrivati a Kiev senza benzina. Ed ha perso. E le avrebbe incassate ugualmente se avesse perso cambiandone quattro o cinque in una sola volta.
Commissario Tecnico = non sarà un mestiere faticosissimo, ma di certo non è uno dei più semplici in Italia :-)
Ciao Luca,
a parte che anche la gestione di Giovinco da parte di Prandelli mi pare abbastanza opinabile, comunque sia è verissimo che facendo quel mestiere lì qualsiasi scelta lo espone a delle critiche, però, a mio modo di vedere, doveva essere più accorto non tanto sul versante "stanchezza" quanto proprio sull'aspetto guarigioni miracolose.
E poi la scelta sistematica di bruciarsi sempre un cambio con Cassano in campo solo un'ora...
Sfiga ha voluto che Thiago Motta durasse un tempo, ma gli scienziati e professionisti dello staff prandelliano non potevano rendersi conto, più di ogni altro mortale (a parte che la storia del centrocampista in questione è risaputa...) che era un ingresso a rischio?
Lasciamo perdere l'aver messo ai margini qualcuno - che ci sta - però il discorso che faccio è sui cavalli zoppi o sani...
Ciao
Gmajo
E poi dici bene: "il nostro CT si è cacciato da solo in una situazione abbastanza complicata"...
ciao Gabriele e ciao Luca,
avete ragione tutti e due anche se l'utilizzo continuo degli stessi uomini, per giunta in precarie condizioni di forma, nonché la demotivazione di quelli mai utilizzati che in effetti non so cosa avrebbero potuto dare ieri sera buttati nella mischia, non è stato a mio avviso l'errore più grosso commesso dal c.t.
L'errore maggiore è stato quello di volersela giocare a viso aperto
( complici la partita d'esordio del girone e la splendida partita con la Germania ) e pensare che improvvisamente eravamo diventati una squadra fortissima.
Pensare di sfidare i tricampeones con una tattica di gioco nella quale, loro sì, sono maestri, possesso palla, dominio a centrocampo, strette triangolazioni e una manovra corale che conoscono a memoria è stato un azzardo pagato a caro prezzo.
Probabilmente anche con un atteggiamento più accorto, cercando di sfruttare qualche contropiede e con uomini più freschi avremmo perso lo stesso, ma forse in modo meno umiliante.
Febbredacalcio
Trovo piuttosto condivisibile la tua opinione Gabriele e la integrerei se posso con qualche spunto di carattere tecnico , giusto per aggiungere un altro simil CTt alla già nutrita schiera.
Non si capiscono effettivamente alcune scelte portate aventi fino alla fine da Prandelli, e se forse era giusto continuare con Balotelli una volta sbloccato, non capisco come si sia potuto concedere SEMPRE un cambio dopo 50-60 minuti con Cassano in debito di ossigeno oltre che di idee.
A mio parere un altro problema tattico si è evidenziato anche se mascherato fino alla finale nella scelta di Pirlo e De Rossi, se è vero che Prandelli gioca a rombo, entrambi sono il vertice basso dello stesso e quindi non sovrapponibili.
In finale oltre che come dicevi tu a fare giocare cavalli zoppi, vista la brillante figura fatta nella prima gara, non era meglio schierarsi con un 3-5-2 dove i due esterni di centrocampo potevano essere Maggio adattissimo e Balzaretti (o Giaccherini)? Davanti magari Balotelli e uno tra Diamanti e Giovinco, e poi magari nel secondo tempo quando i ritmi calano Cassano.
Vorrei pure capire nelle scelte del CT cosa pensasse potesse dare Motta (un bradipo dall'inizio del torneo)in più per cercare di recuperare rispetto ad un Nocerino molto più dinamico ed incursore.
E' andata così, onore alla Spagna per la grandissima squadra e onore all'Italia per il bellissimo europeo,per quanto riguarda Prandelli in ottica mondiale, come ha detto lui stesso oggi, dovrà decidere se è uno dei vecchi di questo Paese o se ha la volontà e il coraggio di fare anche scelte impopolari comunque vada.
Io credo che se avesse vinto coi giocatori che ha mandato in campo non avrebbe avuto critiche, e anche se avesse vinto stravolgendo la squadra non avrebbe avuto critiche. Ma però non dimentichiamo che la vittoria con la Germania è figlia del suo persistere su Cassano e Balotelli, che non ci credevano mica tutti. Poi lo sapevamo che con la Spagna per giocarsela bisognava correre molto, invece non correvano molto. Poi secondo me il primo gol è stato un regalo dello zoppo di sx, che forse non doveva giocare. E via il primo cambio, Cassano gioca da fermo ma ci voleva uno che corre. E via il secondo cambio. Poi Montolivo che deve uscire. Qui le giustificazioni finiscono, perchè sotto di due gol ci voleva qualcuno che potesse inventare qualcosa, non certo un altro zoppo. Ma è meglio perdere la finale che il primo turno. Così è il pallone.
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