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giovedì 28 luglio 2011
GIOVANNI PAOLO BENEDICE L’IDEA “G HANDICAP”
iIntervista esclusiva di stadiotardini.com all’Assessore Bernini, sul settore disabili del Tardini: “Avremmo potuto e dovuto fare di più, ma faccio un appello ai benefattori privati che sponsorizzino box per proteggere i diversamente abili dalle intemperie”
(gmajo) – L’idea “G-HandIcap”, cioè la creazione di G BOX per i diversamente abili, proposta mesi fa da Settore Crociato e rilanciata da stadiotardini.com dopo l’intervista al tifoso in carrozzina Fabio Giarelli, raccoglie la solenne benedizione di Giovanni Paolo Bernini, assessore del Comune di Parma, responsabile della agenzia comunale per i disabili. In una lunga video intervista esclusiva a 360° che ci ha concesso, l’assessore ha ammesso le manchevolezze della municipalità (che avrebbe dovuto creare da tempo un parapetto per proteggere i diversamente abili dalle intemperie), ma ha fatto un preciso appello ai privati: “So che c’è un progetto molto innovativo di box che si stanno collocando all’interno dello Stadio: io faccio un appello ai privati, che sponsorizzano questi box, e agli ideatori di questa iniziativa, chiedendo di allargare questa opportunità ai nostri amici disabili venendo incontro alle loro esigenze giuste e legittime. Loro amano lo sport, seguono la nostra squadra e vogliono frequentare lo stadio Tardini. Credo che basterebbe davvero un segnale di questo tipo per iniziare il campionato di calcio in un modo ancor più appassionante. Se andasse a buon fine credo che ne saremmo tutti molto riconoscenti”. All’interno la trascrizione integrale della video intervista esclusiva di Gabriele Majo all’assessore Bernini
Assessore Giovanni Paolo Bernini, nei giorni scorsi stadiotardini.com ha intervistato Fabio Giarelli, un disabile in carrozzina che frequenta lo stadio Tardini di Parma e con grande garbo ed educazione ha chiesto che si possa fare qualcosa per il settore disabili di quell’impianto che purtroppo non è certo da città modello, così come il Ministro Carfagna definì Parma due anni fa. Cosa si può fare per rendere questo settore più accogliente e degno di una città civile quale è Parma?
“Indubbiamente il ministro Carfagna, ma direi tutti i visitatori che frequentano la nostra città si rendono conto che questa città ha fatto grandi passi avanti per l’accessibilità. Prova ne è che la Commissione Europea ha stabilito che Parma è la città più accessibile in Italia. Accessibile, ovviamente, in funzione alla disabilità. Certo di lavoro ne è stato fatto molto: sui mezzi di trasporto, l’impegno profuso nella costruzione di nuovi edifici, nei parchi pubblici. Cioè siamo molto attenti a disegnare una città, programmandola e costruendola, facendo
nostra la cultura dell’ Universal Design, cioè una cultura che eviti la costruzione di barriere architettoniche, perché le barriere architettoniche sono veramente un ostacolo al godimento di una città per le persone disabili, ma lo sono anche per le persone anziane e per le persone che momentaneamente hanno problemi di mobilità, quindi lo facciamo in funzione di tutti. E con questa cultura abbiamo raggiunto degli ottimi risultati. Certo, si può sempre migliorare: lo stadio, indubbiamente, ha dei limiti, vorrei ricordare, però, che ci sono anche delle cose assolutamente positive. Innanzi tutto allo stadio Tardini di Parma, su ferma volontà della società Parma Calcio, i cittadini disabili, ma anche i loro
accompagnatori non pagano il biglietto: e questo non è un dato scontato, perché in altri stadi, in realtà, l’accompagnatore paga il biglietto regolarmente. E poi il fatto che siano stati collocati in una certa zona non è per una scelta ideologica: è che, giustamente, i Vigili del Fuoco avevano fatto rilevare che la precedente collocazione era assolutamente impropria e, purtroppo, pericolosa, in quanto c’era solo un ascensore. In questo momento la collocazione delle persone disabili all’interno dello stadio direi che ha
sicuramente dei lati positivi: innanzitutto il fatto che sono in prossimità del terreno di gioco; le toilette sono loro dedicate, le vie di fuga garantite; i mezzi di trasporto interni, grazie all’Assistenza Pubblica, garantiti; insomma c’è sicuramente tutta una serie di attenzioni e sensibilità poste, giustamente, nei loro confronti. Rimane, purtroppo – e lo riconosco anch’io – il mancato innalzamento della struttura, della barriera di vetro, che garantisce a loro, in caso di pioggia, una difesa maggiore. Su questo, sicuramente, avremmo potuto e avremmo dovuto fare di
più. L’assessorato competente so che aveva cercato di trovare le risorse per poter innalzare questo parapetto: probabilmente è mancata, non so se la volontà finale, ma comunque qualcosa è mancata. Possiamo recuperare? Io credo di sì. So, ad esempio, che c’è un progetto molto innovativo di box che si stanno collocando all’interno dello Stadio: io faccio un appello ai privati, che sponsorizzano questi box, e agli ideatori di questa iniziativa, chiedendo di allargare questa opportunità, anche in quel settore e in particolare ai nostri amici disabili. Credo che ne saremmo tutti molto riconoscenti”.
In effetti l’idea lanciata da Settore Crociato, che speriamo possa diventare un progetto, è proprio quella che gli imprenditori che acquistano i nuovi G LUX finanzino una copertura o meglio ancora dei box apposta per i diversamente abili. E mi pare di capire che questa proposta ha la sua benedizione…
“Assolutamente sì. Guardate che in questi anni, anch’io, personalmente, proprio nelle politiche a favore dei disabili ho avuto la fortuna – vogliamo chiamarla così? Comunque dicono che la fortuna non arriva mai da sola – e la
possibilità di utilizzare risorse provenienti da privati, da benefattori. Io ho fatto costruire la Casa nel Bosco, che è all’interno del Parco di Marano, luogo dove i bambini disabili e le loro famiglie frequentano i centri estivi: ecco, quella struttura – magnifica, tra l’altro; utilizzatissima; con un parco giochi, la sua piscina, etc. – è stata donata da un benefattore e noi l’abbiamo subito realizzata, in due mesi. E così altre strutture ed altre iniziative sono state realizzate grazie a donazioni. E allora faccio davvero mio l’appello, che anche lei sta rivolgendo
sostanzialmente, perché anche attraverso questo contributo si possa andare incontro alle esigenze – giuste, legittime – di tante persone disabili, che amano lo sport, che seguono la nostra squadra e vogliono frequentare lo stadio Tardini. Credo che basterebbe davvero un segnale di questo tipo per iniziare il campionato di calcio in un modo ancor più appassionante”.
Sono giorni difficili per l’Amministrazione Comunale, ma ci può essere l’impegno – qualora, malauguratamente, non andasse a buon fine il nostro appello – per provvedere comunque in qualche modo a far sì che queste persone non siano più esposte alle intemperie, con tutte le conseguenze che possono derivarne per la loro salute?
“Questo, per me, è auspicabile, ma non dipende direttamente da me. Non voglio adesso scaricare le responsabilità su altri colleghi, chiaramente, però, sono anche
cosciente di quelle che sono le mie responsabilità, ma in questo caso specifico non posso direttamente intervenire con risorse che sono improprie, utilizzandole per servizi a persone disabili e non per strutture, poi soprattutto all’interno di uno stadio. Dunque io sarei, davvero, per spingere sulla prima ipotesi, quella dei box e di una copertura, grazie anche all’intervento di tante donatori, di tanti privati che amano lo sport, che secondo me potrebbero sicuramente, se ascoltano il nostro messaggio, intervenire. In caso contrario, certamente anche attraverso l’impegno del collega assessore ai lavori pubblici, chiederò che questo parapetto venga innalzato, non credo per il 28 di agosto, ma sicuramente per l’inizio dell’autunno”.
Domenica scorsa eravamo in trasferta a Cogollo del Cengio, in provincia di Vicenza, ed è stato proprio lì che abbiamo intervistato il nostro amico Fabio Giarelli, sollevando il problema di cui abbiamo trattato: lì mi ha attratto, sotto ad un segnale di divieto di sosta, per un posto riservato agli invalidi, un cartello con su scritto: “Vuoi il mio posto, prendi il mio handicap”. Come valuta questo tipo di comunicazione? Può essere utile per far capire agli indisciplinati che i posti riservati ai disabili vanno lasciati ai disabili?
“Lo conosco quel cartello, e probabilmente conosco anche il Sindaco di quella cittadina. Sicuramente conosco quel cartello che tre anni fa volevo anch’io portare nella nostra città; poi mi hanno convinto che si poteva evitare, con una maggiore attenzione e anche una maggiore repressione da parte delle forze della Polizia Municipale, unitamente ad una serie di atti amministrativi che poi ho fatto. Però è sicuramente un segnale forte che invita ad avere educazione e rispetto per le persone disabili. Devo dire che è molto migliorata la situazione dell’occupazione di spazi in modo
improprio da parte di persone che non hanno il diritto di farlo. Ma quello che soprattutto ho potuto fare è una cosa che poi è stata presa d’esempio da molte città italiane. Mi spiego meglio. Le persone disabili a Parma possono collocare le proprie autovetture ovviamente negli spazi a loro dedicati, ma nel momento in cui trovano occupato quello spazio, possono, sempre gratuitamente, collocare le proprie auto nel primo spazio blu, cioè quelli a pagamento, ma loro non pagano. Pensate: noi non abbiamo applicato una sentenza del Tribunale di Palermo, che invece sosteneva il contrario. Siamo stati un punto di riferimento a livello nazionale e molti comuni hanno chiesto a noi come abbiamo fatto per questa soluzione. L’abbiamo fatto sicuramente nell’interesse delle persone disabili che non devono continuamente circolare fino a che non trovano uno spazio a loro dedicato, ma soprattutto lo abbiamo fatto per evitare
maggiore inquinamento, perché se una macchina continua a girare in cerca di un posto continua ad inquinare l’atmosfera con un danno per tutti noi. Invece, nel primo posto blu, può parcheggiare gratuitamente. Un’altra cosa, che avete potuto leggere nelle ultime ore sui giornali locali: la persona disabile che passa sotto i varchi monitorati da telecamere – che magari non conoscendo le norme, si è dimenticata di far iscrivere la targa della propria autovettura nel famoso libro bianco del Comune di Parma, con i mezzi che possono accedere sotto i varchi del centro storico – la
multa che si vedrà recapitare (parlo della persona disabile munita di un permesso regolare) verrà tolta, automaticamente, in autotutela, direttamente dal Corpo di Polizia Municipale, che scriverà alla Prefettura di Parma, affinché, appunto, venga archiviata la prima multa. Anche questo per evitare un ulteriore atto burocratico, sostanzialmente un ulteriore impegno da parte della persona disabile, nel momento in cui entra sotto i varchi. Ulteriore iniziativa, sempre in funzione della mobilità delle persone disabili: l’Associazione Nazionale Comuni Italiani ha scelto la città di Parma, insieme alla città di Verona, per sperimentare i nuovi permessi,
anche perché in Italia, in questo momento, ce ne sono di tutti i colori e di tutte le forme. Per cui noi sperimenteremo il nuovo distintivo che verrà applicato sopra l’autovettura, e sarà unico in tutta Italia, ma soprattutto ci sarà uno scambio di informazioni tra i data base delle varie città, al fine di garantire, ad esempio, a un cittadino disabile di Parma, di poter accedere a Verona, a Milano, a Roma sotto i varchi e non prendere le multe, perché se una persona è munita di un permesso è valido a Parma, come è valido a Verona, Milano o Roma, però dobbiamo evitare loro tutta una serie di burocrazie, di passaggi burocratici, che sono fatti di informazioni telefoniche o di vario tipo, col rischio di sbagliare e prendere appunto delle multe. A questo punto, siccome i data base si parleranno tra di loro, ci sarà uno scambio di informazioni e le persone potranno liberamente accedere nelle varie città italiane”.
Qualche tempo fa a Bologna alcuni calciatori vennero pizzicati transitare in auto con permessi da invalidi: certo si è trattata di una situazione imbarazzante. Ma cosa può fare il mondo del calcio a favore dei diversamente validi?
“Il mondo del calcio può fare molto. Io ho avuto un segnale fortissimo durante la Partita del Cuore, (foto sotto di Franco Saccò, Archimmagine) quando lo stadio Tardini davvero applaudiva in quel modo i propri fans, i propri leader, o cantanti e attori che fossero. Il mondo del calcio ha sicuramente un fascino che oggi non ha nemmeno la politica o altre forme di comunicazione. Il mondo del calcio può
produrre sicuramente anche un benefico effetto sulla psicologia delle persone. Quindi invito davvero calciatori e dirigenti sportivi a diffondere la cultura dell’accoglienza, della civiltà e quindi della capacità di accogliere anche le persone diverse, o con difficoltà di ogni genere – con diversità di mobilità, di approccio fisico e mentale – possiamo farcela. Da parte nostra, come Comune di Parma, abbiamo fatto molto in questi anni, tutti ce lo riconoscono. Ce lo riconosce anche la parte politica nostra avversaria, che sono state fatte cose assolutamente utili, per le loro famiglie e per le persone disabili per vivere al meglio e
per cercare anche una propria autonomia il più possibile. E vogliamo continuare a lavorare in questo senso: proprio a Parma si può, secondo me, sperimentare un modo di convivenza tra persone, senza barriere. Sicuramente quelle fisiche, e lì dobbiamo pensarci noi ad abbatterle: è il Comune di Parma che deve fare delle scelte. Per esempio i progettisti che vengono scelti dal Comune di Parma devono attenersi all’abbattimento delle barriere architettoniche, ma soprattutto devono anche fare uno sforzo in più in quella logica dell’Universal Design, proprio per andare incontro a tutte le forme di mobilità e di accessibilità. Ma credo che bisogna fare anche uno sforzo culturale, per abbattere le barriere culturali, perché sono le peggiori: e credo che il mondo del calcio possa fare veramente molto per aiutarci in questo senso”.
(Giovanni Paolo Bernini, Assessore del Comune di Parma, responsabile Agenzia Disabili, 27.07.2011. Video intervista esclusiva e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
(gmajo) – L’idea “G-HandIcap”, cioè la creazione di G BOX per i diversamente abili, proposta mesi fa da Settore Crociato e rilanciata da stadiotardini.com dopo l’intervista al tifoso in carrozzina Fabio Giarelli, raccoglie la solenne benedizione di Giovanni Paolo Bernini, assessore del Comune di Parma, responsabile della agenzia comunale per i disabili. In una lunga video intervista esclusiva a 360° che ci ha concesso, l’assessore ha ammesso le manchevolezze della municipalità (che avrebbe dovuto creare da tempo un parapetto per proteggere i diversamente abili dalle intemperie), ma ha fatto un preciso appello ai privati: “So che c’è un progetto molto innovativo di box che si stanno collocando all’interno dello Stadio: io faccio un appello ai privati, che sponsorizzano questi box, e agli ideatori di questa iniziativa, chiedendo di allargare questa opportunità ai nostri amici disabili venendo incontro alle loro esigenze giuste e legittime. Loro amano lo sport, seguono la nostra squadra e vogliono frequentare lo stadio Tardini. Credo che basterebbe davvero un segnale di questo tipo per iniziare il campionato di calcio in un modo ancor più appassionante. Se andasse a buon fine credo che ne saremmo tutti molto riconoscenti”. All’interno la trascrizione integrale della video intervista esclusiva di Gabriele Majo all’assessore Bernini
“Assolutamente sì. Guardate che in questi anni, anch’io, personalmente, proprio nelle politiche a favore dei disabili ho avuto la fortuna – vogliamo chiamarla così? Comunque dicono che la fortuna non arriva mai da sola – e la
“Questo, per me, è auspicabile, ma non dipende direttamente da me. Non voglio adesso scaricare le responsabilità su altri colleghi, chiaramente, però, sono anche
“Il mondo del calcio può fare molto. Io ho avuto un segnale fortissimo durante la Partita del Cuore, (foto sotto di Franco Saccò, Archimmagine) quando lo stadio Tardini davvero applaudiva in quel modo i propri fans, i propri leader, o cantanti e attori che fossero. Il mondo del calcio ha sicuramente un fascino che oggi non ha nemmeno la politica o altre forme di comunicazione. Il mondo del calcio può
(Giovanni Paolo Bernini, Assessore del Comune di Parma, responsabile Agenzia Disabili, 27.07.2011. Video intervista esclusiva e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
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