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martedì 20 marzo 2012

DONADONI E LA MAGLIETTA BAGNATA (DI SUDORE)

Durante la prima parte della conferenza stampa odierna (e poi anche nella seconda, dopo richiesta di approfondimento da parte di stadiotardini.com) l’allenatore è tornato sul tema da lui già affrontato dopo la gara con il Milan. Egli ha svelato il peccato, ma non i peccatori, anche se lui stesso non vuole che si faccia una caccia ai colpevoli né si peschi nel torpido. Ieri sera a Bar Sport Sandro Sandro Piovani aveva parlato di prima uscita fuori dalle righe del mister (anche se non era d’accordo Bellè e neppure altri opinionisti), sottolineando la contraddizione con Leonardi che poco prima aveva tessuto le lodi (magari pure esagerando un po’…) dei calciatori…

ALL’INTERNO LA TRASCRIZIONE DI “DONADONI E LA MAGLIETTA BAGNATA”


DONADONI E LA MAGLIETTA BAGNATA (DI SUDORE)

“E’ importante giocare bene, ma oltre a questo ci vogliono delle motivazioni feroci: quindi questa capacità di avere questa cattiveria agonistica, questa convinzione, questa determinazione feroce nel voler andare a cercare con ancor più voglia e ancor più grinta anche la fase conclusiva, o riconquistare la palla. Quindi veramente sentirsi addosso questa maglia che alla fine dei 90’ è fradicia di sudore, sentirsi di aver dato tutto sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico. Io credo che non bisogna tralasciare queste caratteristiche che stiamo acquisendo, quella di cercare di giocare a calcio e di fare la partita, ma poi ci vuole anche veramente un ulteriore pizzico in più nella determinazione, che poi fa la differenza…”

Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Furore agonistico che lei ha detto di non aver visto nei suoi giocatori sabato sera: come mai c’è ancora qualcuno che non si è calato in questo…

“Beh: credo che sia un percorso che va fatto. Credo altrettanto che sia uno di quegli obiettivi che ognuno di noi faccia meno a fatica a raggiungere: insomma, impegnarsi e darci dentro e spingere fino all’ultima goccia di sudore credo che sia una di quelle prerogative, di quelle qualità che tu personalmente devi riuscire ad avere e a conquistare. Difficilmente te lo possono insegnare gli altri, e quindi questo è un passaggio che ognuno di noi, facendo un esame in proprio, personale, deve valutare, deve comprendere e quindi incrementare”.

(Tema proseguito nella seconda parte della conferenza stampa. Video amatoriale disponibile cliccando qui)

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Tornando al tema della maglia sudata: lei ha detto il peccato, però non ha svelato i peccatori. E immagino non vorrà farlo neppure adesso…

“No, ma non è una cosa mirata ad un giocatore in particolare, o a due o tre giocatori in particolare. E’ un discorso che è più generale, generalizzato: mi piace vedere un giocatore che dopo due secondi della partita abbia già un certo tipo di atteggiamento e questo lo mantenga fino a quando ne ha le capacità, fisiche e mentali. Semplicemente questo: poi ci sono sette giocatori in panchina che hanno voglia e scalpitano per entrare e quando un allenatore cambia un giocatore pensa che questo veramente possa dare un contributo importante e possa trasformare anche l’andamento della gara. E’ fondamentale che chi parte dall’inizio dia veramente ogni goccia di sudore e di capacità che ha in quel momento per il bene della squadra”.

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Ieri sera, guardando una delle trasmissioni sportive del lunedì dedicate al Parma, c’è stato un nostro collega, noto opinion leader della piazza, molto seguito ed ascoltato, il quale ha ravvisato una sorta di contraddizione tra la sua dichiarazione e quella del direttore Leonardi, che poco prima di lei era salito in sala stampa, sabato sera, elogiando tutti i giocatori. Questo opinionista ha affermato inoltre che quella dell’altra sera è stata la sua prima uscita fuori dalle righe: vuole meglio specificare, se lo desidera, i contorni di quella sua osservazione?

“Io credo che l’errore sia quello di voler cercare in ogni cosa il torpido: non c’è niente di torpido, non c’è niente di particolare, non c’è niente fuori dalle righe. Ci sono solo delle valutazioni che si fanno con grande serenità, con grande convinzione che l’interlocutore che mi sta davanti apprezzi e capisca quello che voglio dire, senza cercare il torpido, senza cercare la polemica, perché non è così. Io quando cerco e voglio trasmettere qualcosa lo faccio perché mi auguro che sia costruttivo e non distruttivo, perché questo non fa bene a nessuno e quindi se qualcuno ha frainteso questo mi dispiace, ma credo di essere stato abbastanza chiaro: se poi in questo si vuole o si cerca di trovare il colpevole, o la persona a cui è mirato un certo tipo di discorso… Difficilmente mi avete sentito in questo periodo elogiare qualcuno in particolar modo, ma cerco di fare sempre un discorso che sia complessivo e globale: questo lo faccio quando le cose vanno bene e quando le cose vanno male, senza puntare mai il dito contro nessuno, perché, ripeto, non è costruttivo e logico”.

(Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 20.03.2012 al Centro Sportivo di Collecchio. Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO AMATORIALE DELLA SECONDA PARTE DELLA CONFERENZA DI DONADONI, CON LE RISPOSTE ALLE DOMANDE POSTE DA STADIOTARDINI.COM

CLICCA QUI PER RILEGGERE LE DICHIARAZIONI SULLA MAGLIA SUDATA RILASCIATE DA MISTER DONADONI DOPO PARMA-MILAN

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