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sabato 31 marzo 2012

L’OPINIONE DI MAJO PRIMA DI PARMA-LAZIO: IL TENTATIVO NON CELATO DI NORMALIZZARE UNA PARTITA SPECIALE

Ci sono strategie e strategie…

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Ho abituato il lettore ad esprimere la mia opinione a giochi fatti, quando, cioè, la partita si è già disputata: una volta tanto, invece, mi cimenterò prima, a poche ore dal match. Un po’ per mettermi avanti – complice l’anticipo del sabato difficilmente pubblicherò il mio punto di vista consuntivo la domenica, che una volta tanto vorrei concedermi di meritato riposo e che dunque, salvo imprevisti, troverete a lunedì inoltrato – un po’ perché stavolta tante riflessioni mi sorgono spontanee con il “senno di prima”. Lunedì scorso Pietro Leonardi, durante la conferenza stampa in cui ha comunicato il suo rinnovo fino al 2017 quale amministratore delegato e direttore generale del Parma FC, mi ha pubblicamente detto: Ti piacciono le strategie, peccato per te che qui le facciamo noi”. E questo spiega tante cose... A parte che mi viene facile leggere come “strategica” anche questa sua conferma proprio dopo la gara con il Cesena, se la si legge come un modo per cercare di dare tranquillità e sicurezza all’ambiente sicuramente preoccupato dalle voci che lo davano in partenza per Firenze. Anzi, dopo aver ascoltato il presidente Ghirardi a Bar Sport, mi è perfino venuto il dubbio che sia stato proprio Tommaso a voler forzare la mano, rottosi le scatole al suo arrivo in Lega delle solite domande dei giornalisti sul pressing di Della Valle sul Plenipotenziario, avendo ammesso, durante il collegamento telefonico a Tv Parma, di aver detto ai reporter che il dirigente aveva già firmato da tempo, salvo poi chiamarlo per avvertirlo. E a quel punto, strategicamente, l’AD gli ha detto che era meglio che lui facesse una conferenza stampa, in effetti organizzata in fretta e furia, e tenuta all’ora del tè al Tardini, dopo che il Ghiro (stando sempre alla sua ricostruzione appannaggio dei telespettatori di “Telegazzetta”) gli aveva detto di fare un po’ come ne aveva voglia…

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di marzio donadoniVa anche precisato che la settimana precedente circolava l’indiscrezione secondo cui Leonardi sarebbe stato scocciato per la notizia pubblicata da Gianluca Di Marzio sul suo sito a proposito dell’imminente rinnovo (strano: di solito quest’ultimo ha splendidi rapporti anche con lui, oltre che con Ghirardi. Ricorderete che fu lui ad ufficializzare per primo la scelta di Donadoni, dopo aver spinto fin dall’inizio, senza indugi, quella pista, così abilmente fiutata, come un topolino fiuta, e rosicchia, una punta di Parmigiano), così come altri prossimi a Tommaso argomentavano che sembrava un po’ troppo DSC02156pompata la pista viola. Ad ogni buon conto, però, dopo la fumata nera (il titolo era della Gazzetta dello Sport) nella settimana pre-Cesena (quando, secondo le mie strategie non condivise dal Parma FC sarebbe stato meglio non tirare a mano la questione, essendo vicini al delicato scontro diretto del Manuzzi), in quella pre-Lazio è arrivata la normalizzazione con l’annuncio della firma, che chissà poi se davvero è già stata posta sulla carta, anche se tra Tommaso e Pietro non ci sono problemi di scritture, dal momento che basta la parola o la stretta di mano. E comunque carta cantava già fino al 2014. Strategie. Dal mio osservatorio la partita con il Cesena era stata caricata oltre modo di significati e preoccupazioni. Non aveva forse Mou-Pietro telefonato in diretta a Michelotti, indignato per il suo “dovete vergognarvi” pronunziato a “Pronto chi Parma?” dopo la sconfitta interna con il Milan? Non si poteva, secondo pronto chi parma leonardilui, iniziare una settimana delicata come quella con il Cesena con un opinion maker come Michelotti che alzava il polverone del “vergogna” dal piccolo schermo. Come già ebbi modo di argomentare in quei giorni, il polverone non si sarebbe certo alzato se, “dopo esser sobbalzato sulla seggiola” ascoltandolo Leonardi non avesse alzato la cornetta componendo il numero telefonico di quella trasmissione, lavandino dove spesso vomitano le proprie frustrazioni i tifosi delusi, categoria nella quale bisogna annoverare il buon Miclòt, curiosamente apparso decisamente più soft dopo il pareggio in Romagna, senza dubbio più da stigmatizzare che non come la preannunciata, e tutto sommato onorevole, battuta di arresto con donadoni ritiroIbra & C. La strategia comunicativa di quella settimana sembrava proprio indirizzata ad evidenziare l’importanza della posta in palio alla Fiorita, ennesimo snodo stagionale tra il doversi salvare con qualche sospiro e il puntare a zone più consone al blasone del Parma. La strategia, invece, per la gara successiva quella di stasera con la Lazio, essendo rimasto tutto immutato dietro, salvo esser trascorsa una giornata di campionato in più, è stata quella di non caricare troppo l’ambiente (soprattutto i calciatori un po’ deboli “di testa”) fino ad arrivare al punto di non far andare nemmeno in ritiro la squadra la notte prima dell’esame con la terza in classifica. Scelta che immagino abbia fatto storcere il naso agli appassionati della clausura, tipo il parma serve ritiro Saltimbanco Enrico Boni (suo cavallo a Calcio & Calcio, anche nell’ultima puntata) o anche il più mite Jonathan Belletti di Radio Bruno, che per due martedì di fila ha chiesto a Donadoni se non sarebbe stato il caso persino di anticipare la clausura. Ma il mister, probabilmente indirizzato in questo dal confermato stratega Leonardi, ha preferito al contrario fare l’Olandese e concedere alla truppa di riposare in famiglia (per chi ce l’ha) o a casa propria anziché nelle accoglienti stanze dell’Ora Hotel. Facendo un po’ lo stupido (lo ammetto) potrei arrivare ad argomentare che non serve a nulla erigere il Centro Direzionale che vedrà sorgere a Collecchio, vicino all’attuale Centro Sportivo un edificio distribuito su due livelli e diviso in due parti, la prima che ospiterà gli uffici e i locali di villa ferlaro presentazione nuova sederappresentanza (che lasceranno così il Tardini), e la seconda, appunto, riservata alla componente tecnica, con tanto di meeting room, sala pranzo e 14 stanze dedicate ai giocatori e qualche sweet per i massimi livelli (noblesse oblige). Se Donadoni l’Olandese, altrettanto riconfermato da Ghirardi dopo Cesena nonostante l’incazzatura (quindi, a regola di briscola, se non ce l’aveva col tecnico, se non ce l’aveva con l’AD, e ovviamente non avendocela con se stesso, deduco che fossero i giocatori quelli che gli avevano fatto girare l’apparato genitale), ritiene i ritiri archeologia calcistica a che serve cimentarsi in un un’opera dal costo di circa 6,5 milioni, peraltro interamente finanziati dall’Istituto per il Credito Sportivo che ha concesso un mutuo ventennale a tasso agevolato? Proprio in questi ghirardi genuino sanguigno bar sportgiorni stadiotardini.com ha pubblicato un nuovo aggiornamento sull’avanzamento dei lavori, giacché sono comparsi i plinti su cui poggerà l’intera struttura. Così come, stando al verbo ghirardiano, Donadoni e Leonardi sono i plinti non solo del presente, ma anche del futuro del Parma. Egli, infatti, si fida ciecamente di loro, al punto – pur essendo un generoso che non bada a spese quando si tratta di concedere soggiorni e sog-notti (soprattutto) ai propri calciatori nei momenti di bisogno – da lasciar loro totale libertà sul fare i ritiri o meno. Fino a prova contraria… “Mi fido di AD e tecnico, facciano loro, ma mi conoscete: può darsi che alla prossima sconfitta mi saltino i cinque minuti e li spedisca tutti in ritiro una settimana”. Così tuonò (è il caso di dirlo) lunedì sera a Bar Sport. paolo grossi gdpDunque, al fine di evitare una settimana di passione, prima di Pasqua, i nostri sapranno bene come comportarsi stasera. Come scrive Paolo Grossi sulla Gazzetta di Parma di oggi è una questione di responsabilizzazione: “Come in altre occasioni, anche stavolta Donadoni non ha portato la squadra in ritiro alla vigilia. Un'opera di responsabilizzazione che speriamo dia i frutti sperati”. Va specificato che le precedenti occasioni citate dalla prima firma del principale quotidiano cittadino, erano relative esclusivamente ai turni infrasettimanali: è la prima volta in assoluto, donadoni arbitro giannoccaro invece, per un match calendarizzato per il fine settimana. Il pezzo di Grossi che, come si dice in gergo internettiano mi sento di “quotare” in pieno, si era aperto proprio con la questione mentale: “Spiace sentir dire che il Parma soffre le pressioni e le partite che vengono troppo caricate. Spiace perché tutti speravano di poter vivere un finale di stagione privo di tensioni, senza la necessità di guardarsi indietro per timore che il Lecce, a cui bisognerà far visita il 29 aprile, si avvicini troppo. Purtroppo il tempo delle amichevoli è in estate, e adesso se si hanno 32 punti dopo 29 giornate tutte le partite mettono pressione, che lo si voglia sentir dire o no”. Del resto, non so quanto consapevolmente, lui “ha quotato” me sulla inopportuna majo corsivo giannoccarodesignazione del leccese Giannoccaro, dal momento che i salentini sono in lizza con i crociati per evitare l’ultimo tram per l’inferno (o se preferite per prendere quello per il paradiso, perdonatemi la citazione cinematografica). Ecco che ne pensa Grossi, che ha persino sdoganato sulla Gazza una grossi majo profiliespressione a me molto cara di cui abuso sovente e che avevo utilizzato proprio ieri in un mio corsivo su questo argomento e cioè “cercare del freddo per il letto”: “Donadoni ieri è stato impeccabile come sempre («neanche ricordavo che Giannoccaro fosse di Lecce») ma a Parma una designazione del genere la si descrive come «cercare il freddo per il letto». L'arbitro farà il suo lavoro come sa e come può, ma perché metterlo in una situazione di sottile imbarazzo? C'erano altre nove gare a disposizione. Il Lecce è in lotta con il Parma: fare della dietrologia è meschino, ma visto la mentalità che impera nel calcio italiano, il designatore poteva forse avere mano più felice”. Come ho quotato Grossi – del quale di recente ho ritrovato una vecchia foto (a lato) scattata all’estero nella quale offrivamo i nostri individuabili profili all’obiettivo del fotografo (ma perché chi è meno dotato di noi due, quanto a canappia, non presta mai ascolto alle nostre strategie?) – altrettanto non mi sento di fare con chi ha copia incollato pedissequamente titoli e contenuti proposti dal sito ufficiale fcparma.com, il quale, giustamente, fa comunicazione (e l’opera gli riesce pure bene, vedendone il risultato), mentre noi giornalisti dovremmo fare informazione. Ma spiegatemi che senso ha il titolo: “Donadoni voglio il 110%” (come se di solito volesse il 40%)... Pazienza (si fa per dire) non presenziare alle conferenze stampa e “succhiare” il frutto delle meningi altrui, ma almeno fare lo sforzo di trovare uno spunto diverso, una inquadratura differente... Ma è così difficile? A che servono i 19 siti internet contati da parma.repubblica (che peraltro ne aveva inseriti alcuni che non esercitano la funzione di quotidiano on line e non ci aveva giustamente considerati dal momento che noi lo siamo, ma di natura prettamente sportiva e non generalista come a quelli cui si riferivano) se tutti quanti propongono sempre le medesime cose, con le stesse parole? Ieri la banalissima frase del 110% pronunziata da Donadoni non mi aveva per nulla colpito, al punto che se non apparisse su tutti i resoconti dubiterei che l’avesse davvero affermata. Io, ieri, ho fatto altre scelte, puntando appunto sull’arbitraggio o sul tema attualissimo del ritorno di Mariga (con annesse valutazioni sul centrocampo troppo leggero di Cesena), e mi dispiaceva pure di non aver offerto un terzo titolo su Parma-Lazio ennesimo crocevia per i crociati. Altro che 110%... Del resto se in sala stampa a Collecchio siano sempre i soliti quattro gatti, alla faccia dei 19 quotidiani on line cittadini, il risultato non può che essere questo piattume. Stadiotardini.com, tuttavia, ringrazia, perché se supera abbondantemente nel giorno medio le 2.000 visite (il doppio rispetto ad inizio stagione) è anche grazie al fatto che lo sportivo difficilmente trova altrove di che essere soddisfatto. Un’ultima citazione ai Boys che ieri, sul proprio sito, hanno anticipato la fanzine in distribuzione oggi, che si apre così: “Ogni anno le stesse emozioni…ci siamo rotti i coglioni!”. Lessico a parte penso che anche negli altri settori la pensino esattamente così. Se il turpiloquio è lo slang abituale nei popolari, il presidente Ghirardi, invece lo ha sdoganato anche in Tv: non solo quelle che hanno riproposto, senza “mondarlo” come ha fatto Piovani sulla Gdp cartacea e Balestrazzi in quella on line in un più morigerato “arrabbiato”: il suo “sono incazzato, altro che preoccupato” pronunziato lunedì in via Rosellini a Milano, perfino il garbato e sempre elegante Milano (Giuseppe), durante l’ultimo Bar Sport, in prima serata, a propria volta ha utilizzato il participio passato del verbo incazzare, specificando che se l’aveva usato il presidente allora lo poteva farlo anche lui… Chissà se il Moige è d’accordo… Gabriele Majo

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