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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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lunedì 3 settembre 2012

CARMINA PARMA / DENTRO GLI ACUTI DI BELFODIL E ROSI: NASCE UN PARMA BELLO E ROSATO

Al via su stadiotardini.com una nuova rubrica poetico-sportiva affidata a Luca Savarese

formazione parma-chievo(Luca Savarese) – Non so che felicità nuova, accarezza così lo spirito l'ultimo verso di Giovanni Pascoli nella poesia Il gelsomino notturno dove, si parla di un concepimento dolce e segreto, tra il silenzio e i colori di una campagna. Anche ieri sera nella prima in casa, i ragazzi hanno fatto vedere emozioni importanti, sostanza deliziosa, si può dire anche qui di trovarsi di fronte ad un concepimento? Forse, piuttosto la doppia di ieri è l'ultima prole di Papà Donadoni, specializzato a produrre qualcosa e qualcuno di buono, alla guida dei gialloblù. E' una felicità nuova veder segnare un nuovo, Belfodil che lascia poi spazio ad un altro nuovo e quasi come una staffetta provvidenziale,ecco un altro timbro: per la serie questo Parma è davvero nuovo. Certo la tempra, china sul campo e combattiva, è figlia dell'ultimo Parma, ma vincere la prima casalinga con due acuti di due giocatori nuovi, vuol dire tanto.

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Anzitutto una cosa: il nuovo ben si articola con l'ossatura donadoniana, non restìa ma, aperta alle novità degli interpreti, come dire, chi viene si trova nelle mani un remo che ha una sola direzione, quella di proporre calcio, di non abbassare mai la testa. Così Ishak Belfodil ed Aleandro Rosi, si stanno inserendo al meglio nei meccanismi di squadra, segnali di un'armonia non improvvisa ma, che nasce e cresce quotidianamente, passo dopo passo. Armonici sono anche i nomi, Belfodil ci fa venire in mente qualcosa di bello ed il bello, per dirla con S. Tommaso d'Aquino, è lo splendore del vero; infatti, quel colpo di testa irriverente da centravanti navigato è stato vero, verissimo, così vero da farlo andare ad esultare come un bimbo, per parecchi metri. Stessa rilevanza etimologica per Aleandro: Rosi, ci fa venire in mente le rose, fiore profumatissimo, simbolo della fede di un'altra santa: Rita da Cascia. Un Parma bello e rosato quindi, sicuramente non ancora santo ( c'è ancora tanto da migliorare e da lavorare) ma certamente armonico, volitivo, ruspante e, vincente. Anche il romano dopo il gol da vera punta, va sotto la curva portandosi la maglia in direzione del volto, quasi ad accarezzarsela e a dire che con questa casacca si, quest'anno, è lecito sognare. Non so che felicità nuova diceva Pascoli, intravvediamo una felicità nuova sul manto del Tardini e dintorni…

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