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E’ MORTO PINO COLOMBI, IL PRIMO AD AVER RACCONTATO IL PARMA SU UNA RADIO LIBERA
A dicembre del ‘74 era tra i pionieri di Radio Parma: scelto inizialmente come annunciatore della TV con l’inizio delle trasmissioni radiofoniche divenne curatore delle rubriche sportive, con un occhio particolare per i crociati. Una crisi cardiaca irreversibile lo ha stroncato alle 18 di ieri sera nella sua agenzia di assicurazioni in Viale Piacenza. Lo piangono in tanti: ma due nomi su tutti, Pietro Ferraguti, direttore di Teleducato, che venne scoperto proprio da lui, e Tonino Raffa, ex radiocronista di Radio Rai
(gmajo) – Combinazione ha voluto che, al momento di ricevere la ferale notizia, fossi in auto con Gian Carlo Ceci, il suo eterno rivale di sempre. I colleghi hanno sempre giocato su quel dualismo, stuzzicandoli su chi sia stato dei due il primo a raccontare il Parma in diretta per radio. Giuseppe ma per tutti Pino Colombi poco sopportava quella competizione, perché sì, è vero, è importante chi per primo ha fatto la radiocronaca integrale (appunto Ceci, 11.01.1976, Arezzo-Parma), ma non doveva essere dimenticato chi era stato il primo a parlare del Parma su una radio privata (1975, Radio Parma), e ad aver fatto i primi tentativi di diretta dagli stadi (sempre lui, settembre 1975), incluso quello del Parma, per una sorta di Tutto il Calcio minuto per minuto del nostro territorio. Spero che Pino Colombi, da lassù, mi perdonerà se anche adesso, a poche ore dalla sua scomparsa, mentre tento di ricordarlo e tardivamente di rendergli il giusto onore, tiro a mano ancora questa faccenda trita e ritrita della prima radiocronaca, ma lui conosce bene le regole del giornalismo e c’è poco da fare, lui e Gian Carlo – rivali come Ameri e Ciotti, Rivera e Mazzola, Stagno e Orlando – sono famosi per quella disputa, che io una volta fui chiamato ad arbitrare. Era il 10 gennaio del 2011, negli studi di Tv Parma a Bar Sport, in occasione del 35° di quell’Arezzo-Parma.
Continua la lettura all’interno
Allora come oggi non posso che ripetere la mia testimonianza: pochi mesi prima della famosa radiocronaca di Gian Carlo Ceci, Pino Colombi raccontò in diretta, non rammento da quale stadio, se il Tardini o in trasferta, una partita del Parma. Si trattò di pochi spezzoni di una domenica pomeriggio dell’autunno del ‘75: ricordo perfettamente il marchingegno strologato dall’allora elettricista Rolando Bersellini per consentire quella rudimentale trasmissione. Un captatore telefonico a ventosa i microfoni contro il minuscolo altoparlante, il silenzio assoluto nello studio per non creare interferenze. Io ero un bambino, poco più di 11 anni: in quei tempi, come una spugna, assimilavo tutto. Ed ero affascinato anche dalla parte tecnica: certi escamotage di allora li avrei riciclati, magari opportunamente riadattati ai tempi moderni, anche in epoche successive, riuscendo a salvare capre e cavoli di millanta dirette,
non solo sportive. Ma indipendentemente da quei tentativi Pino Colombi già un anno prima della famosa diretta di Arezzo – che ha sempre, onestamente, riconosciuto essere appannaggio del rivale (del resto ci sono le pezze scritte sul giornale) – aveva iniziato a raccontare le vicende del Parma. A dicembre del ‘74 era stato selezionato come primo annunciatore della nascitura Tv Parma: il trio di pionieri dell’emittenza parmigiana – l’editore di Radio Tele Parma Tv Virginio Menozzi, il direttore Carlo Drapkind e il capo tecnico Marco Toni – optarono, però, per partire subito con la radio, rimandando gli esperimenti televisivi in un secondo momento. A Giuseppe Colombi venne affidato il compito, assieme a Lorenzo Cresci e a Giorgio Robuschi, di curare la rubrica sportiva. E, in particolare, Pino si occupava proprio del Parma Calcio: fu dunque lui il primo a raccontarne le gesta su una radio privata. E non una a caso, ma Radio Parma, la prima in Italia. Passato qualche mese Pino assunse la responsabilità della prima redazione sportiva: fu lui (e non il contrario come riteneva, facendolo raccapricciare, persino un graduato giornalista locale) a scoprire Pietro Adrasto Ferraguti, l’attuale direttore di Teleducato, che a quei tempi (nel ‘76, Borgo Guasti di Santa Cecilia) era
un giovane aspirante cronista sportivo appassionato di baseball, come Andrea Ponticelli (oggi redattore della Gazzetta di Parma), mentre Danilo Pietrini lo era di volley. Fu quello il nucleo storico dei primi collaboratori sportivi di Radio Parma. Scelti da Pino Colombi, che aveva persino una sigla che lo definiva “Direttore della redazione sportiva”. In quei tempi il sottoscritto, da jolly, dava loro una mano: ascoltando Tutto il Calcio minuto per minuto, riferiva tempestivamente risultato e marcatori
dagli altri campi. Per qualcuno è la preistoria: ma Pino ci rimaneva male quando vedeva misconosciuto, da quelli che lui definiva parvenu, il suo antico ruolo. Ed è per quello che ho voluto rimarcarlo. Forse tardivamente, perché avrei dovuto scriverlo fin che era in vita. Non adesso che – alle 18 circa del 14 settembre 2012 – è morto per una irreversibile crisi cardiaca, nella sua agenzia assicurativa di Viale Piacenza. Nel mio cassetto dei grandi rammarichi debbo inserire quell’intervista che non gli ho mai fatto, e di cui spesso avevamo parlato, in cui
si sarebbero dovuti ricordare i gloriosi tempi dell’avvio delle radio private. Spero che Pino mi perdoni, del resto come era stato clemente se non sempre a sorvolare, perlomeno prendendosela fino lì, per gli scherzi impertinenti che noi giovinastri gli tiravamo: Pino ha sempre avuto una voce stupenda – sicuramente la più bella di tutti coloro che si sono avvicendati al microfono parlando di sport – però talora si lasciava andare ad espressioni un po’ desuete, diciamo da Filmato Luce. Ma lui, con quella voce stentorea, se lo poteva permettere. Rimarrà negli annali, ad esempio il suo “sfera cuoiata” pronunziato quando di cuoio nella sfera ormai non ce n’era più traccia. Inutile dire che per noi era diventata una hit nelle sue
imitazioni. Così come quando ci si incontrava tra i vari sketch che ripetevamo c’era quel “A te Colorno”… E lui che partiva con il suo tipico “Benissimo d’accordo grazie…” perché aveva sentito solo “Colo” e pensava che il conduttore gli avesse detto “A te Colombi” , mentre doveva intervenire il collega che era a Colorno. Lo sgarro che mi perdonò più a fatica fu quando sul libro “Parma in A” scrissi – a quattro mani con l’allora compagno di avventure Gianni Barone – che furono le “battute sceme” di Pino Colombi ad alleviarci la tensione del battesimo del volo
(quando nell’89 volammo a Elmas per Cagliari-Parma). Quel “battute sceme”, riferite alle barzellette che sapeva così bene raccontare, non lo digerì: ricordo che a Folgaria, pochi mesi dopo, durante il ritiro mi fece una paternale. Ma io con quel termine (oggi sarei stato più chirurgico…) non volevo certo offenderlo e la gratitudine per averci distratto in volo era veritiera. Proprio in occasioni di voli aerei, quelli per seguire il Parma nell’epopea gloriosa all’estero, Pino – sincero ammiratore dei giornalisti nazionali, coi quali soleva intrattenere rapporti – conobbe il radiocronista di Radio Rai Tonino Raffa, con
il quale strinse una affettuosa amicizia. Insieme, ad esempio, andammo a trovare in casa di cura, Corradone Marvasi in occasione di un suo recente “tagliando”. Tonino è rimasto letteralmente di sasso, sconvolto, incredulo, a pezzi, senza parole quando gli abbiamo riferito la tragica notizia. Così come Pietro Ferraguti che al telefono ricordava la vitalità di Pino, il suo essere solare e di compagnia. Un campanello d’allarme il suo cuore lo aveva già fatto suonare tanti anni addietro: da allora Pino si sottoponeva a regolarissimi e rigidi controlli,
ed era stato così anche pochi giorni fa “e li aveva superati alla grande”, secondo quanto ci ha raccontato, addolorato, il direttore di Teleducato. Proprio su quel precedente tante volte avevamo scherzato con Pino, quasi a voler allontanare la minaccia. Nella sua carriera Colombi non ha raccontato il Parma solo per le locali (Radio Parma, Radio Emilia, Onda Emilia, Radio 12 e qualche volta pure Radio Bruno) ma anche per le nazionali: è stato a lungo il corrispondente di RDS (Radio Dimensione Suono) e negli ultimi anni di Radio 24, di cui ci aveva mostrato orgogliosamente la richiesta di accredito stagionale in occasione della partita amichevole ad Orzinuovi, contro il Panionios, l’ultima della fase di preparazione del Parma. Addio Pino: speriamo che ora che non ci sei più, come spesso accade, ti venga riconosciuto il tuo importante ruolo nella storia della radiofonia. So che per te sarebbe il regalo più bello. A te la linea…
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3 commenti:
ciao pino,un altra stilettata al mio vecchio cuore crociato
turella :-((((
Un amore in comune: la Radio.
Uno dei pochi veri professionisti del microfono della nostra città.
Abbiamo iniziato insieme quasi trentotto anni fa: un’eternità.
Da allora, entrambi, non abbiamo mai voluto abbandonare la nostra grande passione: parlare, raccontare ed emozionare gli ascoltatori attraverso l’etere.
Che bello anche quando abbiamo potuto lavorare fianco a fianco nei più prestigiosi stadi d’Europa. A Radio 12 hai raccontato tutti i momenti più prestigiosi del Parma Calcio tra cui anche la mitica finale di Wembley a Londra.
Quanti viaggi insieme, ma anche quante risate!
Ho avuto la fortuna di esserti collega ma anche amico.
Non ho parole per ricordarti e non sono mai stato bravo a farlo, ma ricordo di te oltre la simpatia, la signorilità, l’entusiasmo, la padronanza non comune del linguaggio e anche l’istrionismo (quante volte abbiamo parlato di tua mamma e della tua parentela con i burattinai Ferrari).
Fare i “coccodrilli” (quante volte abbiamo riso di questo!) non è il mio forte. Penso solo che forse Parma, come spesso accade, non ti ha dato quello che meritavi. Uno come te un posto da primo attore lo doveva avere garantito, sempre. Ciao Pinone.
Papa' per me sarai sempre la persona migliore. Sei sempre stato un'amico affidabile e una persona in grado di suscitare entusiasmo e positivita.
Mi manchi molto
Tua figlia
Roberta
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