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sabato 22 settembre 2012

“IL DIVERSAMENTE DEMOCRATICO GHIRARDI DOVREBBE SCUSARSI CON L’INTERA CITTA’ DI PARMA CHE HA OFFESO IN UNO DEI SUOI VALORI PIU’ ALTI, LA LIBERTA’ DI STAMPA”

In un articolo pubblicato da Parmasera.it il “cronista di guerra” Cristiano Antonino solidarizza con il direttore di stadiotardini.com definito dal presidente: “un nemico del Parma”

parma sera cristiano antonino(di Cristiano Antonino, da Parmasera.it) –   Se c’è una cosa che comincia a sembrare chiara, a questo punto, è la seguente: dalla sortita avuta in sala stampa al Tardini , l’immagine del presidente Ghirardi ne esce a pezzi. Non che prima fosse eccellente, ma diciamo che ci poteva stare dentro. Sono innumerevoli gli attestati di stima dei calciofili parmigiani verso il cronista locale, mentre poco gentili i commenti che abbiamo potuto registrare e riservati al “diversamente democratico” presidente, che già paga lo scotto della non parmigianità. Un corale "ubi majo minor cessat", parrebbe di capire, rivolto al Presidente colpito come preannunciato sul finire del 2012 dalla Maledizione dei Majo. Tant’è, alle molte attestazioni di stima di gente comune e colleghi dell’informazione locale (cui si aggiunge modestamente la nostra) va registrata la presa di posizione di Giovanni Rossi (Segretario generale Federazione Nazionale della Stampa)…

Continua la lettura all’interno

…che dice: “Il Presidente del Parma FC, Tommaso Ghirardi, deve ancora imparare come ci si comporta nei rapporto con il mondo dell’informazione e con i lavoratori. E’ nel suo pieno diritto non rispondere ad una domanda nel corso di una conferenza stampa, ma non può aggredire verbalmente chi gliela fa. E non può farlo tanto più motivando tale atteggiamento con il fatto che il giornalista che ha di fronte ha rivendicato quelli che ritiene i suoi diritti in sede legale. Né può permettersi di diffondere notizie non corrette su quanto accaduto in giudizio, peraltro avvenuto in prima istanza. Tanto più non avendo ancora ottemperato ad una parte della sentenza che prevedeva il pagamento di differenze retributive a favore del collega. Esprimo solidarietà al collega Gabriele Majo, già addetto stampa del Parma Calcio, che deve confrontarsi con l’arroganza di chi, come il Presidente del Parma FC, ritiene, evidentemente, di poter mancare di rispetto ai suoi interlocutori.”

A questa uscita, che già di per sé è un vero pugno nelle regioni intime, si aggiungono le posizioni di Gerardo Bombonato e di Serena Bersani, rispettivamente Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna e Presidentessa dell’Associazione Stampa dell’Emilia Romagna, che in una dichiarazione congiunta usano platealmente l’espressione “ violenta aggressione”, inaudita a Parma nel 2012. “Il presidente Ghirardi – asseriscono i due  – può non rispondere a una domanda, non può invece additare un singolo giornalista come nemico del Parma Calcio per avere intentato una causa di lavoro contro quella società, per la quale aveva a lungo lavorato come addetto stampa. Posto che la vicenda giudiziaria non è ancora giunta a sentenza definitiva, nulla ha essa a che vedere con il lavoro attualmente svolto dal collega come libero professionista e direttore di una testata giornalistica on line regolarmente registrata. In quanto tale, Majo ha esercitato i propri legittimi diritti di cronaca e di critica e non per questo può essere messo pubblicamente alla gogna e diffamato.
L’Ordine e il sindacato dei giornalisti respingono al mittente atteggiamenti arroganti di chi vuole intimidire la categoria mostrando i muscoli con i colleghi non graditi per motivi del tutto estranei all’obiettivo primario, che è quello di informare”.

Per quanto riguarda noi? Mettiamola cosi: le foto che abbiamo postato a correlazione del servizio sono prese dall’ Emilia devastata dal Sisma. Majo ce lo siamo trovati al fianco inaspettatamente nel bel mezzo di un servizio che riguardava forse San Felice sul Panaro (erano giorni convulsi in cui mangiavi un panino in un paese e bevevi il caffé in quello successivo), al seguito del canoista Antonio Rossi. Era li, silenzioso (che nel suo caso prelude l’apocalisse) ad osservare, riprendere, documentare. Sempre con la sua inguardabile macchinetta fotografica, che taluni ipotizzano avere una memory card da 4 Tera. Faceva il suo lavoro, come ogni giorno. Solo che lui lo vedi sbucare fuori da case diroccate nelle quali altri entrerebbero col cavolo. E magari non la mena tanto in giro. Se il Tommaso di Carpenedolo ci leggesse gli diremmo che c’è una molto seria possibilità che si debba vergognare, e scusare certo  con il Giornalista Gabriele Majo, ma ancora di più con l’intera città di Parma, che ha offeso in uno dei suoi valori più alti: la libertà di pensiero.

(di Cristiano Antonino, da parmasera.it)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Gabriele,
come in molti hanno osservato sicuramente covava un rancore che alla fine è esploso in modo del tutto inopportuno e fuori luogo, ma la cosa che più mi rattrista è la confusione, da cui la conseguente equazione, tra una causa di lavoro contro questa società e il Parma calcio inteso come squadra.

Febbredacalcio