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“IL MISTER” RINTUZZA IL “PRESIDENTE” MAJO: “I RIGORI DI GENOVA NON SONO UN PRODOTTO INDESIDERATO DEL CALCIO PROPOSITIVO”
“Leonardi – argomenta il giornalista-allenatore di stadiotardini.com, in risposta agli appunti del direttore del quotidiano on line che lo ha ‘ingaggiato’ – ha messo a disposizione di Donadoni una rosa che permette fino a un certo punto di giocarsela in ripartenza, con un atteggiamento meno coraggioso e più attendista, ma costruita per provare a imporsi e giocarsela a viso aperto contro tutti. La concezione dell'ad crociato è sempre stata questa e, anche per tali motivazioni tecnico-tattiche, non si è mai inteso più di tanto con Guidolin e Colomba, appartenenti a due diverse correnti di pensiero...”
(Il Mister) – Caro “Presidente Majo”, erano tre, fondamentalmente, i punti che Lei, pur preservandomi – bontà sua – dall’esonero, mi ha rimarcato nella sua articolessa di ieri a commento di Genoa-Parma e cioè il fatto che a mio dire valesse di più il pareggio di Marassi rispetto a quello con la Fiorentina (anzi, le è sfuggito che a mio dire varrebbe addirittura più del successo sul Chievo), il mio plauso all'atteggiamento non timoroso del Parma (che poco conterebbe, secondo lei) e l'omessa interpretazione tecnico-tattica della causa dei rigori subiti al Luigi Ferraris. Parto da quest'ultimo punto, quello che, secondo me, merita una risposta più stringata. Come ricorderete, nell'analisi di Parma-Fiorentina ho speso un paragrafo per parlare dell'errore di Benalouane nell'applicazione del fuorigioco, la topica che ha portato Rosi a sacrificarsi nel commettere il fallo da rigore costatogli l’espulsione. Quindi, come vedete, se si tratta di spiegare un penalty "spiegabile" non mi tiro indietro...
Continua la lettura all’interno
E lo stesso è accaduto dopo il ko di Napoli avviato dal fallo di Mirante su Pandev. Ma fare altrettanto per i due rigori di Marassi è impossibile, a mio avviso. Non solo perché, lo ribadisco, non ne avrei fischiato nemmeno uno. Ma perché, anche se fossero stati netti, sarebbero scissi da motivazioni tattiche. Un mani di Galloppa su un traversone dalla sinistra che spiegazione può avere? E un eventuale fallo di Lucarelli su Borriello spalle alla porta (e incapace di girarsi, motivo per cui appena avvertito il contatto con il difensore crociato va giù), per giunta al termine di un uno contro uno, come potrebbe essere collocato? Mi dispiace, ma tatticamente non troverei né errori da una parte né meriti dall'altra. Prova ne è che, ribaltando la situazione, non mi sono dilungato in spiegazioni né sul fallo subito da Pabòn contro la Fiorentina, né sul mani di Toni decisivo nel finale. Di tattico non c'è nulla, c'è - al massimo - un errore di gioco.
Più complesso, e decisamente filosofico, rispondere ai primi due appunti. Dunque li accorpo, perché molto affini. Non mi dilungo sul tipo di calcio che preferisco, perché non credo che interessi a nessuno. Cerco piuttosto di basarmi sulla considerazione della materia prima che ha a disposizione Donadoni. Una rosa che, mi dispiace contraddirla, permette fino a un certo punto di giocarsela in ripartenza, con un atteggiamento meno coraggioso e più attendista. Specie quando a venire meno è un giocatore come Biabiany, l'unico con il cambio di passo necessario per accelerare in contropiede (Pabòn al momento non lo considero più di tanto). Leonardi ha costruito una squadra fatta per provare a imporsi e giocarsela a viso aperto contro tutti. La concezione dell'ad crociato è sempre stata questa e, anche per tali motivazioni tecnico-tattiche, non si è mai inteso più di tanto con Guidolin e Colomba, appartenenti a due diverse correnti di pensiero. Quindi, a mio avviso, vedendola dalla prospettiva del tecnico, bisogna ragionare su come far rendere al meglio questo progetto di calcio offensivo. Le barricate, o anche una partita più sparagnina, non si vedranno fino a quando Donadoni sarà in carica. E la quasi totale assenza di interditori di centrocampo (sono rimasti solo Morrone e Acquah, mentre un anno fa si iniziò la stagione con lo stesso Morrone, Valiani, Ze Eduardo, Danilo Pereira, Blasi, Jadid e Nwankwo) orienta ancora di più su questa strada. Certo, questo non significa che si debbano subire le ripartenze altrui come a Napoli. Ma non è un problema di calcio offensivista o difensivista. Il problema è che certe situazioni di squilibrio si creano perché Donadoni è soltanto al 40-50% del proprio lavoro. Quando arriverà a completarlo avremo una squadra offensiva ma non zemaniana, protetta in difesa ma non trapattoniana (volendo sintetizzare). Proprio per questo cerco di evidenziare in ogni approfondimento quei punti sui quali dovrebbe battere maggiormente il tecnico, gli aspetti sui quali si deve lavorare ancora di più per poter assistere al migliore Parma possibile. Per questo ho elogiato l'atteggiamento non timoroso e il controllo delle operazioni di Marassi. Perché erano un sintomo di crescita piuttosto marcato, rispetto soprattutto alle due prove casalinghe con Chievo e Fiorentina (lì il gioco mi ha convinto pochino) ma anche alla controversa partita di Napoli. Ricordate gli elogi della dirigenza in quell'occasione, il plauso a quella prova coraggiosa del Parma? Dopo quel ko mi ero espresso diversamente, perché il Parma di gol ne poteva prendere il doppio e quel controllo del gioco era in gran parte favorito da un Napoli che, dopo essere passato in vantaggio al 3', poteva permettersi di esaltarsi in ripartenza contro una squadra che faceva possesso palla ma non pungeva affatto. Bene, a Genova il Parma ha fatto la partita e lo ha fatto sia quando il punteggio era di 0-0 sia sull'1-0. Per questo ho speso parole d'elogio come non mi era accaduto prima. E, per questo ritengo più importante questo 1-1 rispetto a quello con la Fiorentina. Perché anche lì, la reazione nel finale da lei elogiata, fu frutto di un mezzo regalo altrui, con una Viola già orientata a risparmiare le energie in vista del big-match con la Juventus nel quale, non a caso, gli uomini di Montella hanno fatto un figurone. Dunque qui nasce il mio elogio, che non è un plauso assoluto ma relativo. Ovvero, non credo che a Genova si sia visto il miglior Parma possibile (d'accordissimo con lei, ‘pres’, sulla mancanza di pericolosità dell'attacco, ma diamo tempo al tempo, meno sulle clamorose occasioni altrui - ne conto un paio giuste giuste con un solo tiro in porta in più dei crociati), ma "soltanto" il miglior Parma stagionale. Non saranno arrivati i tre punti, vero. Però sono arrivati segnali importanti (il ritorno di Amauri, Acquah e il possesso palla in mediana) che sono la semina per successi futuri. Per una squadra che in un inizio di stagione (si badi) deve costruire una salvezza e non vincere lo scudetto, un processo di crescita è sempre meglio di qualche vittoria arruffona qua e là. Meglio i primi due mesi di Donadoni la scorsa stagione che i primi quattro o cinque di Di Carlo, tanto per intendersi. E il mister del Parma, proprio per quanto ha fatto l'anno scorso, merita un pizzico di fiducia in più. Basta il finale dello scorso campionato per capire che non siamo di fronte a un avvio di campionato come quello vissuto con Marino.
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IL MISTER / BIABIANY, PICCOLO LEADER E ARMA TATTICA DI DONADONI
10 commenti:
Ragazzi, Stadiotardini sta veramente spiccando il volo: con l'inserimento del Mister infatti Majo ha creato una rubrica di altissima qualità, oltretutto interattiva e gratuita, fruibile da tutti i tifosi del Parma affinché possano approfondire le proprie competenze calcistiche e contribuire così in maniera costruttiva al dibattito pubblico per la crescita della propria squadra; che io sappia siamo di fronte ad un caso unico a livello nazionale. Per questo complimenti e ringraziamenti sinceri ad entrambi, Dino Pàmpari.
questo cambiamento di impostazione tattica rispetto lo scorso anno l'avevo gia' notato,non per niente ho esperesso volutamente un concetto un po esasperato come la "difesa schierata alla zeman" tanto per intenderci,anche l'altra sera nella citta' della lanterna mi si e' accesa una luce :-),5 volte i loro attaccanti soli davanti al portiere,del resto devo ammettere che forse e' l'unica maniera per dare una parvenza di squadra dalla buona personalita' e tutto sommato le partite giocate finora mi fanno ben sperare a parte il secondo tempo di genova dove siamo veramente calati,ripartenze ? era quello che speravo visto l'ingresso di biabiany ma se nessuno ha poi la forza di uscire e supportarti
ti vai a perdere nei meandri della difesa avversaria,il parma non e' una squadra "geneticamente" adatta al contropiede.
Turella
Io credo che i processi di crescita siano roba buona proprio per le squadre che non devono limitarsi a mettere in salvo la pelle. E che le vittorie raccolte in modo anche rocambolesco qua e là siano la materia prima per le squadre che invece puntano esclusivamente a salvarsi. Quindi avrei preferito, proprio perché la nostra missione è quella di conservare la categoria, un Parma vittorioso sotto la Lanterna, magari anche 'immeritatamente', al Parma bloccato sul pari al termine di una partita che a detta di tutti sembra aver tenuto sempre in controllo. I punti non meritati non valgono meno di quelli raccolti al termine di una partita dominata in lungo ed in largo. Questione di praticità. Non ha senso esprimere una netta supremazia territoriale se alla fine della fiera i punti che si raccolgono non corrispondono quasi mai ai nostri meriti.
Detto questo, tra il calcio propositivo di Donadoni e quello un po' più abbottonato di Colomba, preferisco di gran lunga il primo visto che almeno con le grandi, da quando Donadoni è in panchina, non partiamo con la possibilità di incassare una goleada. Ma dovendo e volendo fare un confronto Donadoni-Guidolin, beh ammetto che il calcio, solo apparanemente meno coraggioso, di Guidolin è stato il migliore che io abbia visto negli ultimi quattro anni. Un calcio, che per inciso, ci ha regalato vittorie quasi epiche come quella di Firenze, un 2-3 indimenticabile per il modo in cui il Parma cercò di far sua la partita, e la rimonta in casa col Bologna. Due delle tante circostanze in cui il Parma di Guidolin, alla faccia del calcio propositivo di certi santoni, ha cercato in tutti i modi e con uno spirito a dir poco combattivo di rimettere sui binari giusti partite che stavano sfuggendo al suo controllo. Ed è esattamente quel che manca al Parma di Donadoni: che finisce spesso con lo specchiarsi, in modo veramente stucchevole, nella sua capacità di palleggiare in mediana e di tenere in mano le chiavi del gioco. Peccato che poi ci manchi sempre quel tanto che basta per chiudere le partite. Con Guidolin il Parma non si fermava quasi mai. Se il Parma di Donadoni mi ricorda spesso un temporale estivo, intenso ma breve, che 'rompe la scatole' al sole salvo poi lasciargli di nuovo spazio, quello di Guidolin più di una volta mi è sembrato come un fiume in piena. Magari ci metteva del tempo a gonfiarsi, ma una volta che aveva rotto gli argini travolgeva tutto ciò che gli capitava a tiro. E questo, per quel che può pesare il mio parere, vale molto di più della voglia di attenersi ai canoni estetici 'imposti' o suggeriti dalla dirigenza.
luca,io questo fiume in piena non me lo ricordo con guidolin :-),sara' che hanno fatto le casse di espansione a marano e la parma voladora non si vedra' mai piu'.
mi piacciono le metafore calcistiche perche' ti obbligano a una riflessione,pero' io sono per le leggi della fisica applicabili e tu fai paragoni su eventi che sono successi in un altro spazio e in un altro tempo.coi giocatori attuali sicuramente anche il don avrebbe avuto i suoi problemi,il calcio lo esprimono i calciatori con le loro attitudini piu' o meno buone gli allenatori allenano gli spettatori ..spettano
:-)
Turella
Analisi ancora una volta eccellente. Sottolineo i seguenti punti (che nel mio piccolo ripeto da mesi):
- "Le barricate, o anche una partita più sparagnina, non si vedranno fino a quando Donadoni sarà in carica" Aggiungo io: per fortuna! A differenza di Luca Russo credo che il Parma non debba solo portare a casa la pelle ma possa e debba togliersi delle soddisfazioni ed è per questo che Donadoni è qui
-"Non è un problema di calcio offensivista o difensivista. Il problema è che certe situazioni di squilibrio si creano perché Donadoni è soltanto al 40-50% del proprio lavoro. Quando arriverà a completarlo avremo una squadra offensiva ma non zemaniana, protetta in difesa ma non trapattoniana (volendo sintetizzare)". NB: Esattissimo. Del resto questo è il risultato che Donadoni ottenne lo scorso anno: football propositivo ma non scriteriato. E secondo me è un bellissimo football, personalmente lo preferisco cento volte anche a quello di Guidolin, troppo passivo anche se efficace
- "Ovvero, non credo che a Genova si sia visto il miglior Parma possibile (d'accordissimo con lei, ‘pres’, sulla mancanza di pericolosità dell'attacco, ma diamo tempo al tempo, meno sulle clamorose occasioni altrui - ne conto un paio giuste giuste con un solo tiro in porta in più dei crociati)". NB: anche questo è esattissimo, il Genoa non ha creato affatto molte più occasioni del Parma. Togliamo i due rigori e l'occasione sprecata da Immobile nel secondo tempo e viziata da un chiaro fuorigioco, siamo sostanzialmente a pari
- "Meglio i primi due mesi di Donadoni la scorsa stagione che i primi quattro o cinque di Di Carlo, tanto per intendersi. E il mister del Parma, proprio per quanto ha fatto l'anno scorso, merita un pizzico di fiducia in più. Basta il finale dello scorso campionato per capire che non siamo di fronte a un avvio di campionato come quello vissuto con Marino". NB: Mi spiace per i criticoni, ma è proprio così. Il tempo lo confermerà come già avvenuto lo scorso anno.
Bravo Mister, davvero competente!
A Luca Russo: a volte mi chiedo con che logica si scrivono certe cose e se i fatti, i numeri e i dati contano qualcosa o siamo all'opinione non motivata. Davvero con Guidolin il Parma non si fermava quasi mai e con Donadoni è un fuoco di paglia? Secondo me è quasi (quasi perché la squadra del Don poi si riprese) il contrario. Guidolin di solito parte alla grande e fa un gran girone di andata, poi a gennaio-febbraio cede, anche di brutto. Il suo Parma a metà stagione fece 2 punti in 9 partite! E questo sarebbe non fermarsi mai?
Donadoni invece lo scorso anno mise un paio di mesi per aggiustare le cose (facendo comunque discreti risultati) poi DAVVERO non si fermò mai. Otto vittorie nelle ultime nove gare! Sono convinto che, pur senza eguagliare un simile record,anche quest'anno, dopo l'attuale fase di lavori in corso dovuta ai tanti cambiamenti in rosa, spiccherà il volo. Di certo non si può dire che Guidolin sia un diesel e Donadoni abbia il fiato corto, semmai è proprio il contrario. Numeri, non opinioni
inutile affannarsi a dare giudizi sul parma attuale......intorno alla ottava/decima giornata potremo dare dei giudizi definitivi ...sull allenatore ,sul gioco della squadra,e sui giocatori...anche in basa alla classifica,adesso tutto è giusto e tutto è sbagliato..insomma tutto può essere il contrario di tutto
stiamo provando a crescere per ingranare....io aspetto e poi deciderò se elogiare o criticare
Filippo1968
dissento filippo :-),prima di tutto non mi affanno :-D,certe valutazioni si fanno a priori
e le mie le ho gia' fatte da un po,resta fermo il fatto che i commenti sono sempre sulla partita specifica ci mancherebbe,se avessi delle doti divinatorie sarei miliardario,ne che mi piace essere messo nella schiera di quelli che "io ve l'avevo detto" nel bene e nel male,giudicare alla fine e' compito dei tribunali,per il momento siamo in linea con l'idea che mi ero fatto,apprezzo il fatto che e' da un po di tempo che nessuno qui dento sproloquia
saluti
Turella
I miei erano riferimenti all'andamento delle singole partite e non a quello della stagione nel suo complesso. Con Guidolin in certe partite il Parma dava l'impressione di poter fare dell'avversario esattamente ciò che gli pareva. Pur senza andare in giro a dire di voler praticare del calcio propositivo. Ho già citato le vittoriose gare contro Fiorentina, al Franchi, e Bologna, in casa. Potrei aggiungere le vittorie a domicilio con Napoli e Juventus e i tre punti solo sfiorati col Napoli in casa quando il Parma rischiò sia di perdere che di vincere, tanta era la foga con cui cercò di arrivare al bottino pieno.
Con Donadoni, finora (mettendo in conto la seconda parte dello scorso campionato e le prime partite di questa stagione), non ho mai visto un Parma travolgente per lunghi tratti, ma uno in grado di tenere a distanza l'avversario e capace solo in alcuni casi infliggergli il colpo di grazia. Del resto è lo stesso Donadoni a dire che 'dovremmo essere più cinici in fase di realizzazione'. Per cui se lo sostiene Donadoni va bene e se lo dico io, invece, no?
Non mi pare poi che sia vero che le squadre di Guidolin hanno il fiato corto. La sua Udinese negli ultimi due campionati ha centrato due qualificazioni ai preliminari di Champions. Avendo la meglio su squadre del calibro di Lazio e Napoli. E, guarda il caso, proprio col traguardo in bella vista.
Ah, aggiungo dell'altro: oggi giorno la fortuna di squadre come Napoli e Juventus sta nell'avere a che fare con formazioni, tipo il Parma, che vorrebbero praticare sempre e comunque un gioco offensivo pur non avendo dalla propria mezzi tecnici adeguati. Abbiamo visto che fine ha fatto la Lazio che, come il Parma, al San Paolo ci è andata a giocare a viso aperto. Ormai è un'epidemia. O proponi calcio propositivo o sei il nulla mischiato col niente. Non sarebbe forse meglio rendersi conto dei propri limiti e giocare in un modo che sia compatibile con le proprie doti? Soprattutto, non sarebbe meglio recuperare l'italica abitudine di ricorrere, quando serve è ovvio, al catenaccio? Badate bene che non si tratta di scegliere tra calcio propositivo e catenaccio. Ma solo di studiare le caratteristiche dell'avversario e capire quale dei due modi di giocare può dare risposte migliori. Non amo gli integralisti e nemmeno gli integralismi, non amo in genere chi si lega ad un'idea e la porta avanti sempre e comunque. Darwin diceva che non sopravvive il più forte, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento. Ed è esattamente ciò che vorrei facesse il Parma. Adattarsi. Diversamente ci toccherà vedere delle squadrette, come le due che ora sono in testa alla classifica, contendersi il tricolore.
ciao turella.........sicuramente è come dici tu,dirlo dopo per certi versi non è sicuramente corretto ,ma al momento per quanto mi riguarda in tutte le partite viste, dovrei dire(opinione personale)che il parma presenta parecchie lacune in tutti i reparti a partire dall attacco sterile,ad un centrocampo che non garantisce copertura adeguata alla difesa e non è nemmeno poi così propositivo come si pensava potesse essere ad inizio stagione,ci sono giocatori giovani sì,ma che stanno faticando ad inserirsi.. e a genova nonostante tutti decantino le prestazioni dei vari paletta, lucarelli,zaccardo..(bravi per carità ma.....) ....immobile ha infilato almeno 3 volte una difesa che ha dormito in tutti i suoi effettivi....è BASTATO BUTTARE LA PALLA LUNGA E SI SONO SEMPRE FATTI TAGLIARE FUORI...è grave!senza l imprecisione dell attaccante genoano...forse staremmo raccontando un altra partita ora e non quella dei rigori inventati,insomma io credo che questa mancanza di sicurezza identità e gioco della squadra ,derivi dal fatto che ci siamo rinnovati parecchio e abbiamo perso diversi elemnti di qualità dell anno scorso....dobbiamo quindi pazientare con i nuovi e metabolizzare dei meccanismi che non sono più "PALLA A GIOVINCO"per capirci,quindi avere delle difficoltà adesso è legittimo e comprensibile...solo il tempo può aiutare(o condannare)la squadra.
Siccome vedo un parma al momento non propio esaltante...non ritengo giusto propio per i motivi che ti ho elencato "sparare sulla croce rossa"così.. in modo gratuito(ma ti ripeto VALE PER ME...)ovviamente il giudizio sulla partita per me sarebbe condizionato da queste componenti quindi mi autosospendo (dall alto della mia incompetenza)e intanto leggo ituoi e quelli degli altri che vanno benissimo :-)
ti saluto
Filippo1968
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