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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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venerdì 28 settembre 2012

STAMPA E RIGORI (1) / E TOMMASO SI CONFIDA CON SCHIANCHI: “ESSERE BUONI NON SIGNIFICA ESSERE TONTI”

Il top journalist strappa per la Rosea una intervista  esclusiva al presidente del Parma che dice: “Sono due anni che io e i miei tesserati non ci lamentiamo per le decisioni arbitrali. I miei tifosi mi criticano perché vorrebbero che sbattessi i pugni sul tavolo, ma io non derogo da questa linea…”

DSC06361(gmajo) – Tommaso Ghirardi sceglie di parlare. E di farlo con Andrea Schianchi, firma della Gazzetta dello Sport e volto di Calcio & Calcio. E’ con lui che si confida dopo l’ennesima delusione arbitrale. E’ a lui e alla sua testata – la più letta in Italia – che affida il suo messaggio post fattacci di Genova. La titolazione, forse, non è quella gradita, giacché chi ha passato la pagina ha preferito attualizzarla sulla ravvicinata sfida con i rossoneri e sul tema caldo panchina (“Milan, stai alla larga da Donadoni”), risaltando l’annuncio nel sottotitolo “E’ pronto il rinnovo”), ma la parte iniziale dell’intervista è tutta sul tema rigori e dintorni, con il presidente del Parma che cerca di un contegno, accodandosi all’aplomb e alle stesse parole già utilizzate a caldo a Marassi dall’allenatore, unico vocalist gialloblù dopo quello che è stato ritenuto un “ladrocinio”: “Gli occhi ce li abbiamo anche noi”. Tom chiosa: “Essere buoni non significa essere tonti”. E aggiunge: “I miei tifosi mi criticano perché vorrebbero che sbattessi i pugni sul tavolo, ma io non derogo da questa linea”. Bravo Ghirardi, continui così. E glielo dico da amico del Parma…

All’interno la trascrizione dell’intervista di Schianchi a Ghirardi

 

“MILAN, STAI ALLA LARGA DA DONADONI”

Ghirardi, presidente del Parma, blinda il tecnico che piace ai rossoneri: “E’ pronto il rinnovo”

di Andrea Schianchi (dalla Gazzetta dello Sport del 28.09.2012)

Ci sono presidenti che urlano e strepitano, altri che aizzano i tifosi contro le istituzioni e poi ci sono quelli come lui (speriamo la maggioranza) che al massimo, di fronte a due rigori dubbi a sfavore, dice: “Sono molto deluso”. Nessun attacco, toni sempre bassi, “però si sappia che essere buoni non significa essere tonti. Gli occhi ce li abbiamo anche noi”. Chi parla è Tommaso Ghirardi, presidente del Parma. Mercoledì sera a Marassi gli hanno fischiato contro due rigori a dir poco discutibili e gli hanno portato via la vittoria. “La mia delusione dipende da un fatto semplice: sono due anni che io e i miei tesserati non ci lamentiamo per le decisioni arbitrali, un comportamento che è stato apprezzato anche dai vertici della categoria. I miei tifosi mi criticano per questo atteggiamento, vorrebbero che sbattessi i pugni sul tavolo, ma io non derogo da questa linea. Tuttavia, invito la classe arbitrale a pensarci bene prima di concedere certi rigori, che io definirei chirurgici. Se li avessero dati contro Milan, Inter o Juve oggi i media non parlerebbero d’altro. Siccome è capitato al Parma la cosa non fa notizia. Questo non mi piace”.

 

Si è arrabbiato anche Donadoni?

“Lui è un vero signore, ma posso dire che stavolta ha fatto fatica a tacere. Fai tanta fatica, io ci metto pure parecchi soldi, poi succedono certe cose… beh, un po’ di entusiasmo ti va via…”.

 

C’è subito l’occasione per rilanciarsi, domani arriva il Milan al Tardini.

“Grande squadra e grande società, al di là degli ultimi risultati. Io lo ammetto: punto alla vittoria. Secondo me il Parma è pronto per fare l’impresa”.

 

Non sta esagerando?

“Se non pensi in grande non diventerai mai grande”.

 

Quale giocatore toglierebbe ad Allegri?

“Nessuno e tutti. Giochiamo contro una squadra che si chiama Milan, e questo dice tutto”.

 

E il suo Parma su chi punta?

“Sul gruppo, sul gioco, Sono contento della squadra che abbiamo allestito, tanti giovani, qualche uomo d’esperienza e un allenatore che sa guidare la macchina”.

 

Che cosa le piace di Donadoni?

“L’umiltà e la voglia di lavorare. E poi l’eleganza e la signorilità in ogni momento”.

 

Lo sa che molti lo vedono, la prossima stagione, sulla panchina del Milan?

“Io so che stiamo discutendo con lui il prolungamento del contratto. Noi vogliamo Donadoni come punto fermo del nostro progetto, e credo che lui sia d’accordo”.

 

Del vostro progetto fa parte anche la nuova casa, vero?

“A fine ottobre la inaugureremo. Un gioiello, Oltre ai campi più uno da calcetto e agli spogliatoi, anche un ristorante, due sale congressi, tutti gli uffici del Parma Calcio e 40 posti letto per i giocatori. In tutto 2.600 metri quadrati per un investimento di 6 milioni di euro, Questo è il futuro”.

 

Ma mettere denari nel calcio italiano è redditizio?

“Per nulla. Il problema è che la politica deve capire una cosa semplice: il calcio muove soldi e crea posti di lavoro. Le società vanno tutelate e invece il sistema bancario ci è avverso. Perché? Ora, in Italia, contano solo tre o quattro grandi club, ma di questo passo tutto finirà. Tutti i presidenti sono stanchi di questo andazzo. Il mio è un grido di allarme che spero venga raccolto e capito”.

 

Ma il calcio produce anche brutture come lo scandalo scommesse. Come evitarle?

“Nel suo piccolo il Parma cerca di acquistare prima gli uomini e poi i calciatori. Valutiamo, ponderiamo e poi scegliamo. E prendiamo i giovani perché non sono ancora contaminati dall’ambiente…”.

 

Dove può arrivare il Parma?

“L’ambizione è quella di divertire la nostra gente e di stupire gli scettici. Ci possiamo riuscire se dall’esterno non ci spengono l’entusiasmo…”.

 

Frecciatina al Palazzo?

“Per carità, continuo nella linea del ‘non lamento’. Ma gli occhi li tengo ben aperti”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

seeeeeeeee....non parla più da quando c è donadoni,perchè prima ne diceva eccome....ormai è rimasto prigioniero del "personaggio"che si è creato l anno scorso,perchè avrebbe una gran voglia di parlare e gridare
Filippo1968

Anonimo ha detto...

e adesso chi glielo dice a boni,si sara' ingelosato (cit stanlio e d ollio)

Turella