REDIRECT SU STADIOTARDINI.IT

Stai per essere trasferito su StadioTardini.it spin-off di StadioTardini.com
Se il redirect non dovesse funzionare vai su http://www.stadiotardini.it
e aggiorna i tuoi segnalibri.

Blog Archive



NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

Powered by Blogger.

Blog Archive

venerdì 28 settembre 2012

STAMPA E RIGORI (2) / LEONARDI CHIAMA E LA GAZZETTA DI PARMA RISPONDE: OGGI DUE PAGINE MONOTEMATICHE SUI 5 PENALTY SUBITI DAI CROCIATI

gazza e rigori(gmajo) – “Ho detto che non parlo: giudicate voi e dite”. Così Pietro Leonardi, AD del Parma dopo il ripetuto pressing di Sandrone Piovani al termine di Genoa-Parma, partita che – assente il presidente Tommaso Ghirardi, ma presente il vice Diego Penocchioil Plenipotenziario aveva seguito dalla tribuna vip di Marassi, anziché, come sua abitudine, dalla panchina aggiuntiva. “Giudicate voi e dite”, aveva affermato a caldo il dirigente, risparmiandosi – immagino a fatica – anche qualche successiva uscita personale a freddo. Spesso anche in passato il navigato dirigente, in situazioni analoghe, si era appellato ai media affinché fungessero da strumento di comunicazione delle istanze parmigiane quando vessati dalla classe arbitrale. In questo caso non possiamo dire che sia stata amplificata la voce del Parma dal potente megafono UPI, dal momento che – a parte Ghirardi con la Gazzetta dello Sport e l’istituzionale Donadoni dopo la partita – il club crociato ha preferito imbavagliarsi: tuttavia non si può negare la decisa chiara presa di posizione a sostegno dell’associato bisognoso di aiuto. E così dopo le due paginate di ieri con titolazione un po’ ultrà, oggi ne sono seguite altre due monotematiche sui cinque penalty subiti dai crociati nelle prime cinque uscite.

Continua la lettura all’interno

 

Il più diffuso quotidiano cittadino apre così la prima di sport: “5 rigori in 5 gare come due anni fa: Parma vittima sacrificale”. Nel catenaccio (pardon sottotitolo, termine più propositivo) si legge: “A Marassi un film già visto a Febbraio: anche allora il Genoa pareggiò tra le polemiche”. L’articolo portante della pagina successiva è affidato al moviolista Aldo Tani. Anche qui un titolo ad effetto: “Penalty, triste primato del Parma”. L’occhiello occhieggia così: “La formazione crociata è di gran lunga la più bersagliata dagli arbitri in queste prime giornate di campionato”. Mentre il sottotitolo sancisce: “Cinque in altrettante gare: due indiscutibili con Napoli e Fiorentina, tre (1 Juve e 2 Genoa) inesistenti”. Inesistenti. Ieri la Gazzetta dello Sport non aveva utilizzato lo stesso aggettivo. A proposito di media nazionali: dobbiamo alla GdP una interessante rassegna voti di Guida-Giuda, dalla quale si evince che i nostri partigiani sono stati gli unici a comminargli 4 (per tacere dello 0 di Crociato 63 nelle Pagelle in Dialetto); i quotidiani sportivi, alla unanimità, hanno negato la sufficienza al direttore dell’incontro, per mezzo-voto (5.5) la Gazzetta dello Sport (l’autore era Alessio Da Ronch) e Tuttosport, per un voto intero Stadio-Corriere Dello Sport (5), rappresentato da un “inviato” parmigiano d’adozione, alias l’astro emergente Alberto Rugolotto (collaboratore di Tv Parma). I politici, eccezion fatta per Repubblica (5), hanno invece tutti dato la sufficienza (6): La Stampa, Il Corriere della Sera e il Giornale. Non aveva alcunché da lamentarsi – per rigori et similia sovente è una questione di latitudini, punti di vista, e diversi angoli di veduta – il quotidiano genovese Il Secolo XIX che gli ha attribuito ben 6.5. Io sarò un inguaribile vecchio democristiano, ma preferisco di gran lunga l’imparzialità, l’obiettività e l’equidistanza. E proprio per imparzialità, obiettività ed equidistanza rimarchiamo come, a Vanni Zagnoli, l’ex arbitro Daniele Tombolini abbia sancito: “Il primo rigore non c’era”. Al che uno potrebbe arguire, il secondo sì… Ed in effetti Tombolini dice a Wanny: “Il secondo è un penalty discutibile, ma a mio avviso sì, c’era”. E chiude il discorso così: “Non sta a me dire se questa sia la società più penalizzata, dovrei valutare tutti gli episodi.” La stessa seconda di sport della GdP ospita la consueta rubrica di uno dei decani del giornalismo sportivo nazionale nostrano Italo Cucci: anche in questo caso il titolo è in tema: “Staff arbitrale cieco e smarrito”. L’autorevole pezzo si conclude con una michelangiolesca martellata sul ginocchio di Donadoni: “Ma perché non parli?”, preceduta dalla convinzione che “non serve alzare la voce, ma neanche tacere”. Mi perdonerà il Sommo Maestro, (in questo caso Cucci, l’altro Sommo Maestro mi perdonerà il tradimento…) ma a mio avviso Donadoni, pur tacendo ha parlato (del resto come lo stesso Ghirardi pur non lamentandosi si è lamentato, anche nell’esclusiva che Schianchi è riuscito a strappargli). E appunto lo ha fatto con quei toni soft che forse poco funzionano nel mondo del calcio, ma che servono a distinguersi e a dare una fresca ventata di rinnovamento (vero e non solo millantato). Io ribadisco la mia convinzione: se non sei una delle grandi non serve lamentarsi. Anzi è autolesionistico e controproducente. I pugni sul tavolo sono archeologia calcistica peggio del vituperato calcio all’italiana, del libero e del contropiede. I veri propositivi si comportano come Donadoni. Il fatto, gli è, che a lui riesce naturale. Mentre sforzarsi di esser così, sperando di essere premiati è un po’ diverso. Io ricordo ancora che dopo il Parma-Napoli 1-3 le proteste del Topolino Parma sortirono – ma sarà stata solo una combinazione – un trattamento peggiore nel match successivo. Non so neppure se la strategia di tacere per far parlare gli altri (gli associati sono potenti, sì, ma solo in ambito locale) possa esser funzionale. Ma di sicuro l’impegno non è mancato. Anche se “la voce” la si è concessa solo alla Gazzetta dello Sport. Tornando a Cucci: egli – significativamente – scrive: “L’arbitro sa che se danneggerà la Juventus, il Milan, l’Inter rischierà bastonate mediatiche e processi televisivi; in caso di ingiustizie minori troverà comprensione o disinteresse totale, com'è capitato dopo Genova…”. E il parmigiano Michele Gallerani di Sky – che ha chiuso la conferenza stampa odierna facendo una domanda a Donadoni sulla Ryder Cup di Golf (che la satellitare diffonde in diretta) – non mi è parso così desideroso di approfondire il tema Parma vessato per i rigori, quanto piuttosto approfondire il futuro dell’allenatore in orbita Milan. Stessa scelta “nazionale” della GdS che ha titolato la conversazione Ghirardi-Schianchi: “Milan stai alla larga da Donadoni”, senza alcun accenno alla questione arbitrale, peraltro approfondito punto di partenza della conversazione. Comunque sia, vedendo la tabella proposta dalla GdP, in effetti fa una certa sensazione vedere il Parma con ben tre penalty di s-vantaggio sulle inseguitrici ferme a quota 2 (Atalanta, Fiorentina, Lazio, Milan, Pescara, Sampdoria, Udinese): sarò un inguaribile ingenuo romantico, ma io mi rifiuto di credere alla malafede degli arbitri o che il Parma possa essere antipatico al Palazzo (ergo sbattere i pugni sul tavolo, secondo me, non serve a niente. Ma neanche avvertire che si tengono gli occhi aperti, come letto nella conclusione dell’intervista concessa dal Pres a Schianchi). Ovvio che se al contrario si temono maneggi bisogna avere il coraggio di dirlo fino in fondo (un po’ come Ferrara, Giuliano, non Ciro, anni fa stimolava un suo competitor a dire chiaro e tondo che “Andreotti è mafioso”), senza tanti giri di parole e con prove alla mano. Secondo me una spiegazione tecnico-tattica per cui sia il Parma propositivo di Donadoni, sia quello di Marino sono accomunati dal record delle massime punizioni contro potrebbe anche esserci, anche se il  Mister di stadiotardini.com nella sua risposta di stamani vorrebbe farmi credere di noGabriele Majo

28 commenti:

Roberto M. ha detto...

Mi sembra di essere tornato a due anni quando invece di accorgersi dei problemi della gestione Marino i dirigenti e certa stampa piangevano e davano la colpa agli arbitraggi. Il Parma di allora era stato penalizzato (ricordo ad esempio le partite di Catania e Firenze), ma aveva delle difficoltà evidenti. Anche adesso certe decisioni sono state penalizzanti, però non nascondiamoci dietro questo, il gioco dov'é???

Anonimo ha detto...

Ciao Gabriele, ormai la Gazzetta di Parma si è schierata apertamente in difesa del Parma calcio al punto che già dall'edizione di ieri era lampante il gioco di squadra tra Leonardi e la Redazione: "Preferisco lasciar parlare gli altri" -esclamava il primo- dove per "altri" si intendeva palesemente la seconda. Possiamo perciò dire che la Gazzetta di Parma si sia "venduta" al Parma calcio in quanto l'una è stata "comprata" dall'altro, nella misura in cui esso fa parte dell'Unione Parmense Industriali, e su questo nessuno può eccepire alcunchè. Ecco che allora sorge spontaneo il quesito: se così stanno le cose che differenza passa tra il principale quotidiano locale di Parma e i volantini pubblicitari che intasano le nostre cassette delle poste? Nessuna, ovviamente, e ciò è un vero peccato per la nostra città, che ha perso così uno dei propri patrimoni storici. Un saluto, Dino Pàmpari.

Anonimo ha detto...

Va bene che il direttore è in conflitto di interessi, ma se c'era un'occasione per essere oggettivamente solidali con il Parma per i torti arbitrali ve la siete lasciata sfuggire. Vero che il Genoa avrebbe anche potuto vincere per le tre palle goal lasciate ad Immobile nel primo tempo,il pareggio sul campo è giusto, probabilmente ci sono dodici squadre più forti, con piazze più importanti (per Sky) alle spalle ma due rigori regalati non devono passare sotto silenzio o liquidati con ironia...almeno se siete tifosi del Parma così come si direbbe dall'assiduità e dall'aampiezza (spesso a scapito della sintesi) delle articolesse dedicate.Dev'essere terribile amare una squadra e godere dei suoi insuccessi per antipatie recondite (magari pure motivate), rivolgersi ai tifosi e portate avanti una lotta parallela....capisco meno a quei "Tafazzi" che si accodano a questi atteggiamenti senza motivi concreti...snobbismo?invidie personali? solidarietà corporativa?escluderei l'incompetenza... anche se è la prima cosa che viene in mente...Vi leggo sempre con attenzione ma non per questo sono "daccordo a prescindere".Con simpatia Angioldo

Gabriele Majo ha detto...

Caro Angioldo,
il fatto che tu scriva, nella premessa, che il direttore di stadiotardini.com è in palese conflitto di interessi è uno spiacevole effetto delle diffamazioni ghirardiane e leonardiane nei suoi confronti. Perché Gabriele Majo, dai tempi di Ceresini Ernesto, Pedraneschi, Pastorello, Stefano Tanzi e compagnia briscola, per il suo modo di non far sconti a nessuno ha sempre avuto problemi, di concessione accrediti, di consegne tessere stampa, di rapporti che prima o poi racconterò. Cosa che non ho fatto prima perché è spiacevole fare un uso personale del mezzo. Ma di prendere merda in faccia mi sono rotto i coglioni. Scusa il francesismo. Anche perché non ho (ma toh...) un lavoro da tre anni e mi stanno girando i coglioni per le continue pressioni che vengono esercitate affinché non mi sia concesso spazio altrove. Ovviamente fuori di qui.
Quindi IO NON HO ALCUN CONFLITTO DI INTERESSI SIA BEN CHIARO. Perché mi sono rotto le scatole di vedere oltraggiata la mia professionalità, il mio invidiabile ed invidiato distacco ed equilibrio.
Chiarito questo, caro Angioldo, non è affatto da Tafazzi cercare di trovare motivazioni meno puerili dell'inutile piagnisteo da altri amplificato. E proprio poiché da altri amplificato è inutile che ci accodiamo pure noi. In nome della par condicio ho ospitato scritti di cui potevo condividere fino lì i contenuti come quelli elegiaci di Luca Savarese in Carmina Parma o quelli del Mister, che apprezza il calcio propositivo sicuramente più del sottoscritto e che non ritiene (lui) che i tanti rigori che accomunano la gestione Donadoni a quella del suo predecessore Marino possano essere un frutto indesiderato di quel tipo di spregiudicato atteggiamento tattico. E pure io, nella mia articolessa che va a discapito della sintesi ho espresso a chiare lettere il mio disappunto per il comportamento di Guida-Giuda, dal quale potrei anche essere querelato per questo calembour. Questi sono fatti. Il resto aria fritta come le presunte antipatie personali, le quali non armano la mia mano, nonostante la diffamazione ghirardiana e leonardiane riesca a far breccia perfino in una persona che mi conosce personalmente come te, e che reputavo potesse non essere condizionata da tali pensieri.
Io non porto avanti nessuna lotta parallela: e per il bene del Parma se penso che la propositività sia una cagata pazzesca lo scrivo chiaro e tondo. Specie se è lo specchio sul campo della ubris dei gestori.
Non mi pare poi di ravvisare alcun tipo di solidarietà corporativa, dal momento che in tanti miei colleghi a parte Angella di teleducato e Antonino di parmasera non mi hanno certo appoggiato pubblicamente prendendo una chiara posizione. (Ovviamente a aprte le istituzioni giornalistiche). Gli altri, per timori di qualcuno, solo in via privata si sono fatti vivi. Ma va bene lo stesso. Non si scomodino.
Grazie se ci continui a leggere, ma ri vedi il tuo pregiudizio. Perché Majo è lo stesso dell'epoca di Ceresini Fulvio, Tanzi Stefano, Pedraneschi Giorgio, Pastorello Fulvio. Il quale per il suo modo di essere ha perso nella vita grandi occasioni di arricchirsi (risibile accusa mossa da Ghirardi per coprire il comportamento indegno tenuto dalla sua società in sede di mancato rinnovo contrattuale, da me legittimamente contestato con una azione legale che nulla centra col mio attuale lavoro (se così vogliamo chiamarlo, senza dimenticare che far lucro è oggetto sociale suo in quanto imprenditore. Io faccio, o farei, un altro mestiere. Che amo sopra ogni cosa).
Gmajo

Anonimo ha detto...

Grazie Angioldo per l'attestato di stima assolutamente ricambiata. La mia è semplicemente una questione di principio, tutto qui. Ciao, Dino Pàmpari.

Anonimo ha detto...

Caro Majo ora sta proprio esagerando... A partire da questo titolo (ma ce ne sono mille altri in passato) lei accusa spudoratamente la gazza -o quotidiano confindustriale come lo chiama con malcelato disprezzo- di servilismo. Ma mi scusi: se un giornale di Parma non fa due pagine sul fatto che la squadra cittadina ha subito 5 rigori contro in altrettante partite (di cui 2, probabilmente 3 inesistenti) chi lo deve fare? Le tv sportive nazionali tacciono e i quotidiani idem. Non mi sembra servilismo questo!
E intanto continua a marciare sulla diffamazione ghirardiana e leonardiana per farsi pubblicità. Su quella però poi i documenti non li pubblica e allora i suoi lettori devono fare atto di fede per credere a lei piuttosto che al Presidente. Io che sono un avvocato sarei davvero molto curioso. Perchè in fondo guardi che Ghirardi le ha detto che LUI non voleva rispondere alle sue domande, mica che lei è scomunicato o bandito da tutto. E francamente se uno mi facesse causa darebbe fastidio anche a me rispondere alle sue domande.
Cordialmente.
Raffo Ferraro

Pericle Ferrari ha detto...

Non capisco perche' se la GdP fa due pagine sui rigori, cosa giornalisticamente correttissima e motivatissima, bisogna dire che ha obbedito a una idea di Leonardi. I giornali di tutt'Italia fanno servizi sui torti arbitrali delle squadre amate dai loro lettori senza che si debba far intendere subdolamente che li realizzino su input di questo o quel presidente. Sono proprio queste titolazioni, questi accostamenti indebiti, queste insinuazioni mal dimostrate che rafforzano l'idea del conflitto di interessi citato da Angioldo. Tra il non criticare mai e il mettere zizzania sempre dovrebbe esserci una via di mezzo...

Alfredo Zappavigna ha detto...

Voglio veramente stare al di fuori della querelle Majo/Parma Calcio ma non dire apertamente che a Genova si e' calcata la mano con rigori a pioggia contro i crociati mi sembra troppo.
Caro Majo non pensa che se i rigori li avesse subito qualche quarto di nobilta' calcistica i soloni delle varie tv nazionali, i giornalisti dei quotidiani sportivi nazionali sempre proni di fronte ai potenti non avrebbero scatenato una guerra mediatica contro arbitri e compagnia cantante?
Diciamocelo francamente: la nobile stampa sportiva italiana e' ridotta proprio male per usare un francesismo mascherato. E a tutti loro in tema di francesismi userei il vocabolo del generale napoleonico:"Merde!!!"
Ad ogni modo una volta che la vedro' difendere a spada tratta le giuste rivendicazioni dei crociati, le offriro' un caffe'( in tempi di spending review purtroppo non posso permettermi altro)
Forza Parma

Gabriele Majo ha detto...

Gentile Raffo Ferraro. Io non sto affatto esagerando. E' che mi sono rotto le palle di esser fatto passare per quello che non sono, dopo oltre 30 anni di vita dedicata al Parma Calcio. Quindi non permetto di essere infangato da nessuno.
Io, nel rispetto della deontologia, posso proporre tutti i titoli ad effetto che ne ho voglia. E se questi fanno così effetto è perché c'è una evidente anomalia - nel mondo dell'informazione di questa città - che fa passare per strano quello che dovrebbe essere normale. E comunque sia - non per ripetermi - ma se andate a chiedere a Stefano Tanzi, Giorgio Pedraneschi e a Pastorello, ma anche a Scala di Majo vi dirà che era/é un rompicoglioni. Quindi con buona pace di Ghirardi, Leonardi, Lei, Pericle Ferrari e compagnia cantante la sacrosanta causa di lavoro che ho intentato al Parma FC non c'entra un beneamato cazzo con lo svolgimento della mia attività giornalistica. E non mi va di tornare più su questo argomento perché di inchiostro se n'è speso anche troppo. E non certo per mia volontà che in due anni e mezzo che gestisco questo sito non ho mai tirato fuori la storia prima della "diffamazione" di Ghirardi della scorsa settimana.
Sulla quale non sto marciando e della quale avrei fatto volentieri a meno, perché non ho bisogna di pubblicità. Se mi consente sono 30 anni che lavoro a Parma e non ho bisogno di questi mezzucci per farmi conoscere. Da Radio Parma dove sono andato nel 75 quando avevo 11 anni, da Onda Emilia dove conducevo un programma radiofonico di successo, da Mediaset Sport dove ho lavorato per alcune estati, come stagionale, diciamo così, ai principali quotidiani cittadini, per tacere di radio locali e nazionali e tv. No, mi creda: della sparate di Ghirardi non avevo proprio bisogno. Però visto che mi ha creato un danno di immagine sulla mia professionalità e sulla mia credibilità, costruita, ripeto, in 30 anni di duro e onesto lavoro, non faccio sconti nel difendermi. Proprio perché poi c'è gente che crede alle palle, alle cazzate assurde che sono state dette su di me. Tipo che ho fatto una causa per arricchirmi. E' una vergogna autentica! Oltre il danno la beffa.
Comunque non mi piacciono i processi mediatici e questa storia non sono stato io a metterla in piazza. Un giorno racconterò, prove alla mano, quello che è successo. Perché io non ho certo nulla da nascondere e la coscienza pulita e netta. Mi posso guardare orgoglioso allo specchio, senza dovermi spaventare.
E se lei è un avvocato dovrebbe rispettare la giustizia senza star qui a esser curioso di vedere chissà quali atti.
E poi Ghirardi, oltre ad accusarmi in maniera vergognosa che io voglio arricchirmi alle spalle del Parma (poi se qualche losco figuro da lui aizzato mi dà un cartone perché sono un nemico del Parma, come la mettiamo?) io che non faccio l'imprenditore come lui, che per oggetto sociale deve inseguire il profitto, e che viaggio - e sono orgogliosissimo di questo - con una fiat tipo del 1988, perché non posso permettermi altro, non ha detto. come lei asserisce in modo fallace, solo che non intendeva rispondere alle mie domande. Mi ha intimato di non fargliene. Che è cosa ben diversa. Perché lui ha diritto di non rispondere, ma non può chiedermi di non farle, dandomi la patente di nemico del Parma. Lui? A me? Che ho dedicato tutta la vita al Parma? Ma non scherziamo, valà! Per tacere di come sia comodo rispondere alle domande dei giornalisti amici!
Gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Gentile Pericle ferrari,
cosa sia giornalisticamente corretto sarebbe bene lo giudicasse l'ordine dei giornalisti. Quello che è evidente ai miei occhi è la evidente comune rinunzia nell'esercitare un benché minimo DOVERE (e non solo diritto) di cronaca.
Mi vien da ridere a pensare che vengo ad essere accusato io, su un modesto blog che colleziona duemila lettori tra fedeli e infedeli, di conflitto di interesse, quando, appunto, altri mezzi con tiratura ben superiore hanno conflitti ben più reali!
Posto che ognuno si sceglie la linea editoriale che vuole, io ho solo espresso un dato di fatto: la richiesta del Parma di aiuto e la discesa in campo della GdP con tutte le sue forze, per due rigori, che, a detta di giornalisti neutrali, non sono neppure così inventati come sono stati pitturati senza ombra di alcun dubbio dalla GdP. E cosa vorrebbe (e spesso ottiene) dai giornalisti Leonardi io lo so bene! Per me non è educativo affatto dedicare quattro pagine in due giorni ai rigori presunti fasulli subiti. E lo scrivo. Perché lo penso. E non si è certo amici del Parma, o ne si fa il bene ad accondiscendere così. Mi richiamo a Schianchi e Boni: quando il Saltimbanco disse che era sicurissimo che il fuorigioco di Napoli c'era, Schianchi gli ha detto - giustamente - di non dire balle o di aizzare le folle. Perché non era provato. Bene: lo stesso dovrebbe valere ancor di più per chi di mestiere fa il giornalista e non il buffone!
La titolazione non fa alcun accostamento indebito. Nell'articolo è provato quello che (anche off the record) spesso ripete (ordina) ai
giornalisti Leonardi: di scrivere noi dei rigori. Ma che lo dicesse lui ! Se lui lo dice io gli do un titolone e gli riporto video e trascrizione. Ma è comodo riempirsi la bocca con il fair play e poi far sì che siano i giornalisti a scrivere. Se lui dichiara che è un furto quello di genova io lo scrivo virgolettandoglielo e dandogli tutto lo spazio che vuole. Ma non pretenda che lo dica io e intanto tace. Troppo comodo il giochino.
Anche se debbo correggere Dino, perché la frase rivolta ai giornalisti era solo quella da me riportata, quella citata da lui, invece, era relativa alla squadra avversaria.
Io non metto zizzania, infine: io riporto dei fatti. Sostenuti da tesi anche troppo argomentate.
Sulla stronzata del conflitto di interessi ho già abbondantemente risposto prima, quindi se ha pazienza di tornare indietro il ragionamento vale anche per lei. A me conflitto di interesse?Dailà siamo seri!
Gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Caro Zappavigna,
la ringrazio perché se ne sta fuori dalla querelle, nella quale, peraltro, ribadisco, sono stato trascinato per i capelli da Ghirardi, con la sua diffamazione della scorsa settimana, giacché io, come non sono mai stato mosso da alcun tipo di rancore, dente avvelenato o che, nelle mie composizioni - ripeto per l'ennesima volta, perché ho troppo rispetto per il lavoro da giornalista che amo - mai mi ero servito in precedenza di questo sito per parlare dell'argomento privato della causa di lavoro che sono stato costretto ad avanzare per il comportamento da me ritenuto altamente scorretto sotto il profilo prima di tutto personale e poi a mio dire legale.
Però la devo smentire: su questo sito dell'argomento rigori ho parlato sia io che alcuni dei miei columnist. E la stessa espressione rigori a pioggia l'ha usata il nostro Luca Savarese, autore di Carmina Parma, (il quale se scrive qui è perché il suo direttore - che sono io, il nemico del Parma a detta di Ghirardi - lo ospita volentieri) che evidentemente l'ha condizionata.
Se poi leggesse togliendosi gli occhiali della prevenzione di titoli a favore del Parma ne troverebbe talmente tanti che dovrebbe rovinarsi nel pagarmi dei caffè. E visto che siamo in tema di spending review non voglio infierire.
Comunque sia: per la esperienza che mi sono fatto stracciarsi le vesti per i rigori o per gli arbitraggi, a una squadra come il Parma non serve a niente. Perché se servisse a qualcosa darei anch'io il mio modesto contributo perché il Parma penso di amarlo se non di più ma almeno come Ghirardi e Leonardi. Ma per me questo piagnisteo è addirittura controproducente: spero di essere smentito nella gara con il Milan, ma ricordo ancora dopo le lamentele a reti unificate di Ghirardi e Leonardi dopo Parma-Napoli 1-3 come la direzione successiva fu particolarmente nociva.
Quindi, ricapitolando: per me lamentarsi non serve, anzi fa male.
Però detto questo, se lei avesse letto con attenzione l'articolessa, avrebbe potuto cogliere le espressioni forti ladrocinio e robe del genere, oltre al calembour assai rischioso "Guida-Giuda".
Ciò non toglie che il mio dovere-diritto di giornalista mi inviti a segnalare l'esagerazione dei colleghi della GdP con le troppe pagine dedicate alla questione rigori. Chiaro, al popolino farà anche piacere, così come ai loro partner, ma per me è una smodata e diseducativa esagerazione.
Lei tira a mano la stampa nazionale pronta a difendere le grandi e giustamente si indigna. e fa bene. Ma allora noi nel nostro piccolo rinunciamo a 'ste piazzate (che peraltro al palazzo o all'aia manco arrivano, dato che stiamo parlando di organi potenti, ma solo in ambito locale, quelli nazionali non ci hanno neanche cagato, mi scusi l'espressone, perché Sky, col parmigiano Gallerani, ha parlato del contratto di Donadoni e lo stesso ha titolato la Gazzetta dello sport, malgrado schianchi si fosse prodigato di dedicare gran parte dell'incipit alla questione arbitrale) se ci dà fastidio quando le fanno gli altri! E poi un conto se a strillare sono le grandi, un conto se sono le piccole, tra le quali rientriamo pure noi del Parma.
Non può dire che la stampa nazionale è ridotta male perché appoggia le grandi e poi non censurare quella locale quando è esageratamente tifosa. Il compito dei giornalisti dovrebbe essere un altro. Almeno a me avevano insegnato così. Sarò proprio fuori moda...
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

Ma che risposta è che Majo "se lei è un avvocato dovrebbe rispettare la giustizia senza star qui a esser curioso di vedere chissà quali atti"?
Le uniche notizie che ci è dato sapere da quanto lei riporta è che il suo ricorso è stato accolto in un punto e rigettato in tre dal "giudice con la chitarra che gliele ha suonate". A questo punto lei continua a parlare di diffamazione ma pretende che i suoi lettori facciano atto di fede nei suoi confronti non consentendo loro di sapere come stanno le cose. In questo modo, privandoli della possibilità di conoscere e formarsi un'opinione, non otterrà altro che uno scontro tra tifoserie: quelli a cui a pelle lei sta più simpatico e quelli che si schierano a priori dalla parte di Ghirardi. Ma nessuna delle due fazioni lo potrà fare a ragion veduta.
Cordialmente.
Raffo Ferraro

Anonimo ha detto...

Proprio perchè ti conosco personalmente ho cercato di interpretare il tuo "disagio" a trattare del Parma perchè faccio fatica a capire dove finisce il giornalista e comincia l'ex dipendente in causa (sacrosanta ci mancherebbe), dove finisce il tifoso e dove comincia il "bastian contrario, in quel senso va interpretata la mia definizione di "conflitto d'interesse", dispiace che tu non voglia cogliere negli amichevoli segnali di dissenso un messaggio di comprensione per la tua situazione di dicotomia umorale tra cuore e portafoglio. Mi piacerebbe poter intervenire con libertà di dissenso senza provocare rancori, ma se preferisci avere un piccolio esercito di legionari "tafazziani" sempre e comunque al tuo fianco in ogni occasione continua pure così se invece come penso vorrai suscitare curiosità ed interesse con temi curiosi ed "alternativi" come immagino sia tua attenzione, accetta il dissenso ironico, educato, qualche punzecchiatura ..senza francesismi ed accetta le mie scuse se ho toccato qualche nervo scoperto...ovviamente tutto questo vale anche per i tuoi "pretoriani", capisco che certi personaggi di rilievo del Parma non brillano per simpatia...ma attaccarli sulla competenza (Leonardi) e sulla discrezionalità gestionale(Ghirardi) appare (per ora) alquanto azzardato...il tifo contro ci stà ( e si capisce che è contro questa proprietà e dirigenza)ma le reazioni stizzite scomposte e se vuoi maleducate sono una conseguenza altrettanto preventivabile.
Io sono sempre per una riappacificazione ma mi rendo conto che ormai la vertenza appare insanabile. un abbraccio Angioldo

Gabriele Majo ha detto...

La risposta, gentile avvocato Raffo Ferraro, è che i processi si dovrebbero celebrare in un'aula di tribunale, non da Bruno Vespa o su stadiotardini.com . E lei da avvocato dovrebbe saperlo bene, anziché essere curioso che io stia qui a pubblicarli.
Poi gli atti non li pubblicherò di certo, ma offrirò, quando avrò il tempo di farlo, una precisa ricostruzione dei fatti.
Confermo che il giudice con la chitarra che me le ha suonate - tra l'altro oltre all'hobby della musica ha anche quello del pallone - ha accolto solo un punto sui 4 su cui verteva il ricorso preparato dallo studio giuslavorista cui mi ero rivolto.
Attenzione bene, però, a non confondere le fattispecie: perché quando io parlo di diffamazione subita da Ghirardi mi riferisco solo e unicamente alla sua performance della scorsa settimana. Per la quale mi ritengo diffamato. E per la quale sono stato diffamato a parere degli organi istituzionali che sono intervenuti a mio sostegno e cioè l'Ordine dei Giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa e l'Associazione Stampa Emilia Romagna. Non mi riferisco certo alla normalissima vertenza di lavoro da me avanzata poiché ritenevo (e ritengo tuttora) di esser stato leso nei miei diritti di lavoratore e soprattutto per il comportamento morale riservato a chi si è speso senza risparmio e con amore per la società Parma FC. Vertenza che non c'entra nulla con la mia attuale attività di giornalista. E la diffamazione consiste proprio in questo: nel goffo tentativo di delegittimare una voce fuori dal coro accusandola di essere in malafede poiché in causa. Non solo: è altamente offensivo che Ghirardi asserisca in pubblico che io la causa (di lavoro) l'abbia intentata per arricchirmi alle spalle del Parma. Perché dovrebbe sapere perfettamente che l'ho fatta per ottenere giustizia per un comportamento che a me è parso altamente scorretto e non certo per i soldi, ché io non ne sono affamato, né faccio l'imprenditore, come lui, che ha nel profitto il primo obiettivo della propria azione. Io faccio il giornalista, amo questa professione, e la rispetto fino in fondo. Così come quando ho fatto il responsabile della comunicazione del Parma FC ho speso tutto me stesso, senza risparmio di forze, energie, orari, per svolgere al meglio quanto richiestomi.
Al di là della rappresentazione fatta da Mezzadri su Pramzanbblog (io sul ring con Ghirardi) a me non interessa che ci sia chi mi dà ragione e chi torto. Io vorrei, visto che penso di avere una onestà intellettuale cristallina, che mi venisse riconosciuto questo. Mentre la diffamazione di Ghirardi ha ingenerato sospetti e dubbi nei lettori (del resto tra presidente di una società di calcio e giornalista il tifoso chi sceglierà mai?): e la credibilità è l'unico bene prezioso che mi è rimasto. Ecco perché mi difendo a spada tratta, rivendicando con orgoglio i miei trascorsi di giornalista scomodo sempre e comunque. Perché non ero certo in causa con Ernesto Ceresini (il quale nel 1987 sbottò così: "Che domande del cavolo che fa lei!" quando gli avevo fatto presente che la città era contro per via dell'esonero di Zeman); né tanto meno con Pastorello e Pedraneschi (il primo mi chiamò più volte negli uffici minacciandomi di non darmi la tessera giornalistica, poiché critico sulla campagna acquisti che per me era troppo filo-interessi Parmalat); e neppure con Stefano Tanzi, che pochi mesi prima del crac, visto che osai fargli una domanda a Bar Sport su una certa frase di Sacchi poi mi minacciò (al ristorante I Pifferi) dicendomi: "Lei faccia pure così ma dipende dove vuol arrivare". Ebbene io pochi mesi dopo arrivai all'ufficio stampa del Parma Calcio... Potrei aggiungere Scala, che ai campetti di Via Zarotto, sempre negli anni 90, negandomi un'intervista, si giustificò dicendo che io "faccio dell'ironia e del sarcasmo". Aneddoti del genere ce ne sono a bizzeffe. E ce ne saranno anche dopo l'era Ghirardi e Leonardi. Se sarò ancora vivo. Saluti
Gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Caro Angioldo,
io non ho alcun disagio a trattare col Parma ed è alquanto singolare che dopo tre anni abbondanti dai fatti Ghirardi, che tra l'altro erroneamente si riteneva pure il vincitore della disputa legale, se ne sia fuori solo l'altro giorno. E anche la stessa sentenza è stata pronunziata ad Aprile, non l'altro ieri. Per cui è evidente che la causa non c'entra niente. E' solo un goffo modo di delegittimare il giornalista nell'esercizio delle sue funzioni. Del resto non che sia molto meglio la terra bruciata che mi è stata creata attorno. Ma, nonostante tutto, tiro innanz.
Io non ho disagio a trattare del Parma perché sono 30 anni che non faccio altro. E' la mia materia. Lo conosco come le mie tasche e ho avuto la fortuna di esserne dipendente. Non dovresti far fatica a trovare il confine tra l'ex dipendente e il giornalista, perché chi scrive è quest'ultimo. Lo ripeto per l'ennesima volta: non ho mai pensato una volta alla mia causa quando ho composto qualche pezzo su stadiotardini.com Se ravviso dei comportamenti che non ritengo consoni (e Dio sa quanti assist mi servano!) lo scrivo mantenendo sempre distacco, equilibrio, serenità di giudizio, tutta materia che ho nel mio DNA e per formazione, quale giornalista "di una volta". Né voglio essere tifoso quando scrivo: perché è quello l'errore capitale che compiono, a mio avviso, i miei colleghi. Io, fin dai tempi delle radiocronache, a costo di apparire frigido, rispetto ai primi urlatori, cercavo di fondare i miei giudizi non sul tifo, ma sull'obiettività, sull'imparzialità. Per capirci il mio modello è Tutto il calcio minuto per minuto. Non Crudeli. E manco Sky o Mediaset premium. Qui scrive il giornalista. E come tale vorrei esser rispettato e non infangato con insulsi sospetti. Avanzati ad arte, ripeto, per delegittimarmi agli occhi dei tifosi. CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

(PROSEGUE)
Io non ho alcuna dicotomia umorale tra cuore e portafoglio. Anche perché quel che ho sempre fatto nella mia vita l'ho fatto col cuore. Mai col portafoglio. Mi bastava aver da vivere. Non mi sono mai voluto arricchire (e per questo mi offende altamente l'affermazione di Ghirardi. Sarà un suo pensiero quello di far dei soldi. Non certo il mio. Ed è infamante affermarlo. Che poi c'è gente che magari ci crede e mi dà pure un cazzotto per quello! Arricchirmi io. Alle spalle del Parma. No, caro Angioldo, più ci penso e più mi incazzo. Perché con tutto quello che ho passato sentirmi sputare addosso anche questo oltraggio è veramente troppo. Eppure quella stessa sera - alla faccia dell'imbarazzo - ero a scattargli le foto a Tommaso a Sala Baganza. Potevo anche farne a meno, no? Sono stato tre-quattro giorni senza scrivere perché stavo male, dopo quello che era successo. Ma non ho fatto mancare il mio contributo (modesto) di fotografo amatoriale. Anche se era lui il celebrato. Così come quando il giudice con la chitarra ha suonato la sua sentenza (per me piuttosto dolente), pur essendo piuttosto scombussolato per gli effetti non certo sperati, dopo poche ore, come se nulla fosse ero già in conferenza stampa a fare il mio lavoro di giornalista. Senza condizionamenti. Altro che conflitto di interessi. A me non interessa aver falange dalla mia (anche perché spesso leggo spropositi), mi interessa esser capito per quello che sono. Una persona onesta. Non in malafede come pensa Leonardi o un nemico del Parma come pensa Ghirardi.
Il dissenso ironico educato (ma anche maleducato) l'ho sempre accettato - magari rispondendo - anche perché mi piace esercitare l'arte oratoria. Mi dispiace quando vengo infangato. Quando non si hanno argomenti che non la scorrettezza per controbattere. Io avanzerò delle tesi non sempre condivisibili, ma sono sempre scritte in buona fede e soprattutto motivate. Anche troppo, come rimarchi tu. Non ho chiodi fissi, né nemici. Sono una persona solare, onesta e pulita. Appassionata. E che continua ad esserlo nonostante tutto.
Né ho mai attaccato - come asserisci tu - Leonardi per la competenza (ho spesso, anzi, appoggiato sue operazioni quando le ho ritenute virtuose, e non ho mai criticato il mercato, sul quale lo ritengo uno specialista. Ma sulla comunicazione e altri temi, sui quali penso di aver competenza per dirlo, esprimo i miei dubbi), né Ghirardi per la sua discrezionalità gestionale. Poi se a me piace di più il calcio di Colomba e Guidolin, rispetto a quello "propositivo" saranno problemi miei, no? O perlomeno vorrei poter essere libero di scrivere che al San Paolo funziona meglio una squadra speculativa che non una propositiva, senza che a costoro vengano dei travasi di bile. Perché mi pare anche abbastanza ridicolo che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata quella...
Tifo contro, infine, a parte mia non c'è mai stato. E, da giornalista, vorrei anche non averne fatto a favore. Ma mi rendo conto di sì. Peccato che chi è prevenuto non se ne accorge.
Buonanotte
Gmajo

Luca Russo ha detto...

Non capisco come si possano indirizzare certe accuse al Direttore di questo sito. Non lo capisco sul serio.

A ME pare che sia Ghirardi a poter beneficiare di una schiera di fedeli, decisamente nutrita, che sarebbero pronti anche a seguirlo all'inferno perché in fondo, è il parere ricorrente tra certi tifosi del Parma, è lui che ci ha tolto dai guai e per questo tutti gli dovremmo essere grati in eterno. O mi sbaglio? Punto di vista rispettabilissimo che io comunque non condivido. Ok, hai preso in carico le sorti del nostro Parma. Ma questo non può esonerarti a vita dal ricevere critiche che, visto soprattutto il modo in cui in passato il sig. Ghirardi gestiva il club, pure mi sembrano legittime. E poi non scordiamoci che ok ci avrà anche risparmiati dal pericolo fallimento, ma con lui siamo finiti in B dopo diverse partecipazioni consecutive alla massima serie. Insomma, bravo per averci salvato la pelle. Ma tirando le somme avevamo fatto molto meglio col commissario Bondi ed il presidente Angiolini, 'responsabili' di una salvezza insperata e di una semifinale Uefa nello stesso anno.

Al contrario A ME non sembra che Majo faccia la bava per avere al suo seguito un esercito di sudditi che pendono dalle sue labbra indipendentemente dai contenuti che diffonde attraverso le sue articolesse. Io per primo spesso non mi allineo alle sue considerazioni senza che questo limiti la mia presenza o residenza sulle pagine di questo blog. Ed il fatto che Majo si presti spesso al 'contraddittorio' non depone certo a favore della tesi per cui il Direttore sia poco sensibile ad accogliere pensieri e idee differenti da quelli della linea editoriale. Uno che vuole gonfiare lo 'share' cerca di dar ragione a tutti e torto a nessuno. Esercizio in cui Majo non mi pare sia una cima. E aggiungo: per fortuna!

Peraltro fino a prova contrario è stato Ghirardi ad asserire che il sig. Majo non dovrà più rivolgergli domande, operando in questo modo un distinguo tra giornalisti amici e meno amici, e non Majo a selezionare i suoi lettori sulla base dei commenti che esprimono. Questo dovrebbe bastarci e bastarvi per capire chi è il carnefice e chi la vittima di questa brutta e triste storia.

Mi fa rabbia, sì rabbia!, vedere che l'atto diffamatorio di un individuo, nella fattispecie Ghirardi, possa infangare la reputazione e la credibilità di un professionista come Majo. Di cui si può dire tutto tranne che manchi di imparzialità e buona fede. Pagherei di tasca mia per trovarne di giornalisti così su Mediaset e Sky. Ma mi rendo conto che al popolino del calcio, quello di oggi almeno, piacciono di più gli urlatori, quelli che tra una grande ed una piccola scelgono sistematicamente di schierarsi dalla parte del più forte. E non perchè ne siano tifosi, ma perché glielo impone la linea editoriale. E allora non lamentiamoci se un Pizzul o un Cerqueti oggi tirano davvero pochissimo, se non addirittura zero.

A proposito: chi vi scrive non è nemico del Parma (ci sono chilometri di strada ferrata e nottate passate in treno a dimostrarlo), né la mia occasionale collaborazione col sito mi ha influenzato nell'esternare in questi termini il mio punto di vista. Precisarlo mi sembra necessario visto che negli ultimi giorni basta davvero poco per essere tacciati di malafede.

Anonimo ha detto...

Sia chiaro che nessuno dubita dell'onestà intellettuale della professionalità e del diritto di critica di Majo, e non mi pare sia necessario (almeno in questo contesto) il dualismo con Ghirardi (fanno due mestieri differenti).Difficile far finta di non vedere alcune punzecchiature "tormentoni" tipo quello di Colomba...
Uno spunto di riflessione: non sempre chi ti critica è il nemico e...viceversa
Se poi (risultati a parte che nel calcio sono fondamentali) si preferisce il calcio di Guidolin e Colomba a quello di Donadoni credo che chi allo stadio ci va per divertimento , pagando di tasca sua un biglietto la pensi diversamente da chi ci va per lavoro....diciamo che il calcio di Guidolin e Colomba è più facile da raccontare.....spiegare i movimenti della manovra d'attacco di Montella risulta più complesso vero?
Ancora la storia della retrocessione?? Ghirardi commise errori di inesperienza e di entusiasmo (affare Lucarelli), prese un allenatore emergente in seguito rivelatosi in gamba,ma non pronto per gestire una squadra-collage con molti giocatori in prestito, con scarse motivazioni, alcuni a fine carriera ed alcune determinanti partite finite male (una per tutte quella a S.Siro con l'Inter)...cmq acqua passata o meglio debito saldato....guardiamo avanti. Angioldo

Anonimo ha detto...

Buondì Gabriele, voglio farti i miei complimenti più sinceri perchè in queste risposte hai dimostrato in maniera cristallina la tua onestà intellettuale e la tua integerrima professionalità che sono state chiaramente infangate dall'intervento diffamatorio di Ghirardi il quale inoltre, altro fatto gravissimo, ha cercato di negarti un fondamentale ed inalienabile diritto professionale, intimandoti in tono minaccioso di non rivolgergli più domande in futuro. Su ciò la Gazzetta di Parma/TV Parma non hanno obiettato alcunchè e a tale colpevole silenzio c'è stata la loro spropositata difesa nei confronti del Parma attraverso una linea editoriale evidentemente radiocomandata da Leonardi e questo comportamento, in termini psicologici, è perfettamente descritto in letteratura come "Sindrome di Stoccolma". Tutto ciò è a mio parere assolutamente umiliante non solo per i tuoi colleghi di via Mantova ma soprattutto per la città intera, di cui mi considero orgogliosamente originario, che ha visto così trasformare il proprio quotidiano, che è sempre stato uno dei motivi di orgoglio della propria storia, in una pubblicazione a carattere pubblicitario in difesa del padrone di turno. È per questo che ho deciso di scherarmi apertamente a tuo fianco e di abbandonare definitivamente il forum della GdP dove intervenivo dietro il nick "parmigianoreggiano". Cordialmente, Dino Pàmpari già "Parmigiano". PS Allo stimato Angioldo chiederei cortesemente di sviluppare meglio il concetto di "tafazziano", che ho colto come un attacco indiretto nei miei contronti: se per "tafazziano" egli intende "fantozziano" respingo al mittente con forza tale sparata, ricordandogli che per esporsi pubblicamente firmandosi con Nome e Cognome (cosa che egli continua a non fare) è necessario quel coraggio che al personaggio di Paolo Villaggio mancava in maniera inequivocabile.

Gabriele Majo ha detto...

Caro Angioldo,
non è vero che nessuno dubita della onestà intellettuale di Gabriele Majo, dal momento che tu stesso, non più tardi di ieri sera - evidentemente condizionato dalla diffamazione ghirardiana nei miei confronti - avevi parlato di conflitto di interessi. Peraltro poi giustificandoti arrampicandoti sugli specchi per spiegare il presunto conflitto tra l'ex dipendente e il giornalista. Ne dubita anche CHINA65, che a propria volta, come te, mi conosce, sia pure superficialmente, essendoci visti qualche volta. Non mi era passato inosservato il dubbio che si era insinuato in lui dopo l'uscita presidenziale dell'altro giorno ("non so se parla il giornalista tifoso o un rancoroso defenestrato"). E' proprio questo il punto: Ghirardi e Leonardi cercano di demolire la legittima e misurata critica - posta nel pieno rispetto della deontologia professionale - del cronista, distruggendone alla base la sua credibilità (cioè insinuando che io mi esprima in un certo modo perché ho il dente avvelenato per la causa). ed è proprio questo il punto su cui mi difendo strenuamente con tutte le mie forze per ottenere il rispetto della mia cristallina onestà intellettuale. Appunto messa in dubbio anche da lettori che ritengo illuminati come te o come China 65, se non altro perché vi conosco anche di persona e non siete solo degli sconosciuti nick name. E se Ghirardi è riuscito ad insinuare il dubbio in voi chissà in quanti altri. Ecco perché non è assolutamente vero come scrivi in premessa, che nessuno mette in dubbio la mia onestà intellettuale. Perché è proprio la mia onestà intellettuale che è stata infangata. e se mi consenti per uno che di mestiere fa il giornalista è il massimo affronto. Soprattutto per uno come il sottoscritto che interpreta il ruolo in modo integralista.
Che non vada fatto il dualismo con Ghirardi hai ragione: ed è lo stesso concetto che ho espresso io ieri affermando che non mi piaceva la sintesi giornalistica della vignetta di pramzanblog che mi vedeva su un ring con Ghirardi. Ma sia anche chiaro che non sono stato io a voler salire su quel ring, sul quale mi ha trascinato Ghirardi, per colpire sotto la cintura come ha fatto. Perché io con tutto il cuore, anche se mi considera un nemico, gli auguro di trovare sempre avversari strenui, ma altrettanto leali, come il sottoscritto. E magari se ce li ha alle dipendenze di tenerseli stretti.
CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

PROSEGUE
E qui passo - non a caso - a Colomba. Ho più volte specificato che la mia critica al suo esonero non era di natura tecnica, ma comportamentale. O meglio: per me non c'erano le classiche ragioni tecniche che comportassero il suo allontanamento. La differenza tra Pozzo e Ghirardi è stata che in circostanze analoghe il patron dell'Udinese - e più di una volta - ha salvato il "don" nonostante dimissioni, ripensamenti e cose varie. Ghirardi, invece, ha cacciato Colomba con circostanze descritte in modo assai significativo dallo stesso presidente in un collegamento telefonico a Bar Sport. Gabriele Majo, prima ancora che un giornalista è un essere umano. Una persona. E la condotta morale viene prima di tutto. E la mancanza di riconoscenza è un peccato capitale. E io, che mi sento un Grillo Parlante, lo dico. A costo di essere sì vilmente schiacciato. Non me ne frega niente se Donadoni ha poi raggiunto risultati migliori di quelli di Colomba. Non è questo l'ambito della discussione. Io contesto tempi, modi, motivazioni dell'esonero di una persona onesta, che ha salvato il Parma dalla probabilissima retrocessione, frutto indesiderato del progetto calcio propositivo sì miseramente fallito con Marino. Colomba che Ghirardi e Leonardi sapevano perfettamente non essere Mourinho. E che stava viaggiando alla normale media punti prevista. Con ciò non significa che Colomba non abbia fatto errori. Il più madornale, a mio avviso, la pessima gestione di Crespo. In ciò, però, in solido con Ghirardi e Leonardi. Perché un simbolo del genere non andava tenuto solo come uomo immagine. E se come calciatore c'erano dubbi più o meno fondati, non gli andava rinnovato il contratto. Come - sia pure impopolare fin che si vuole - avrebbero allora dovuto lasciar a casa Colomba dopo le sette partite vinte, se nella loro testa era un traghettatore.
Bene: queste sono mie convinzioni più o meno opinabili o discutibili, ma che credo facciano parte della normale dialettica su una squadra di calcio. Concetti posti sempre con educazione, magari con ironia, ma certo senza sbracare come purtroppo fanno altri. Io rivendico non solo il diritto di poterlo dire, ma anche il dovere. E questo diritto/dovere mi è negato da chi insinua al tifoso che io lo dica per malafede o perché ho intentato una causa di lavoro.
CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

PROSEGUE
Specifico anche, caro Angioldo, che la presunta difficoltà a spiegare le manovre di gioco di Montella rispetto a quelle di Guidolin o Colomba (peraltro costoro assai diversi tra loro) non mi tange, poiché non mi vado certo ad inerpicare in complesse spiegazioni tecniche. Anche se seguo attivamente il calcio da più di 25 anni mi considero tuttora un cronista di cronaca, attento a molteplici aspetti. E infatti pongo le mie considerazioni non solo parlando di campo, anzi spesso il contorno è quello che risalta di più nei miei servizi. Preciso anche che se insisto nella difesa del gioco all'italiana, chiamiamolo così, è perché la sbornia collettiva per il calcio propositivo ha già fatto danni in abbondanza in passato, e ce ne siamo saltati fuori grazie ad una diversa idea di gioco. Con il pronto soccorso di Colomba, poi trattato come sappiamo. La mia espressione di ieri "preferisco il calcio di Guidolin e Colomba" era una evidente iperbole che perseguo per cercare di rintuzzare i tanti innamorati (direi pure un po' interessati) del calcio propositivo. Gli stessi che se vinciamo rubacchiando godono poi come dei ricci. E dunque lo ammettessero! E lo stesso Ghirardi, alla fin fine, quando ha definito Abramovic un collega, ha pur ammesso che quel che conta è il risultato. E allora basta masturbazioni mentali sul gioco. Che poi il concetto di gioco mi pare davvero difficile da spiegare. E venendo a Genova: il Parma avrà fatto sì gioco e avrà sì pareggiato per colpa di Guida-Giuda, ma se di occasioni gol ne avesse costruito/concretato di più il problema non si sarebbe certo posto. E dunque anziché invocare ed ottenere paginate intiere per parlare di rigori, rimbambendo il lettore con degli alibi, si fosse più propositivi nel migliorare i propri difetti.
Comunque se appunto i tormentoni come Colomba e Guidolin sono all'origine dei travasi di bile del duo al comando, sono molto preoccupato. Ho già detto che una proprietà/dirigenza forte dovrebbe essere impermeabile alle critiche di una mosca (o zanzara o ape) come me.
Poi giro a Ghirardi e Leonardi lo spunto di riflessione che hai suggerito: "non sempre chi ti critica è il nemico e...viceversa"
CONTINUA

Gabriele Majo ha detto...

PROSEGUE
Tra le cause elencate per la ignominiosa retrocessione - evitata, e lo dico con orgoglio, quando al comando c'era gente che col calcio non ci azzeccava nulla come Bondi & C. in amministrazione straordinaria, senza soldi da sperperare - c'era anche la totale palese assenza di una critica costruttiva. E non lo dico io, ma Sandro Piovani. A parte che io non ho parlato di retrocessione nei miei interventi di questi giorni. Ma "debito saldato" è un po' troppo semplicistico: quella macchia resta indelebile, sebbene sia poi seguita l'immediata promozione.
L'errore, poi, a proposito di Di Carlo, fu, a mio avviso, quello di affidare ad un tecnico un po' (un po' tanto) rozzo nell'approccio uno spogliatoio zeppo di teste calde, che erano state ammaliate, incantate, e ammansite da un signore come Ranieri. Non mi pare, tra l'altro, sia stato fatto molto per trattenerlo o per prevenire la Juve blindandolo, giacché si parla di irrisorie cifre. Non c'entra se i giocatori erano di proprietà, in prestito o quant'altro. Appunto come dimostra la saggia gestione delle scarsissime risorse in amministrazione straordinaria. Lucarelli lo ha voluto prendere Ghirardi in prima persona, sconsigliato assai da Berta, che agli occhi di chi non ha il coraggio di voler centrare il bersaglio grosso era diventato il parafulmine.
Sono d'accordo, guardiamo avanti. Ma gli errori del passato dovrebbero aiutare a non ripeterli in futuro. Secondo me, però, c'è una perseveranza diabolica. E proprio per il bene che voglio al Parma continuerà a rimarcarlo rendendomi oltremodo antipatico al manovratore e alla sua claque.
Ciao Gmajo
(FINE)

Gabriele Majo ha detto...

E ora volentieri ringrazio i miei sostenitori Luca Russo e Parmigiano. Già, Dino Pampari è il nostro "Parmigiano" il quale, accogliendo - unico - il mio invito a spogliarsi dai nick e identificarsi ha deciso di firmarsi per esteso con le sue generalità. A riprova della sua serietà. E' una persona, esattamente come il sottoscritto, che ha il coraggio delle proprie azioni ed è orgoglioso di assumersi la paternità delle proprie affermazioni.
Detto questo gli spiego che Tafazzi era un personaggio televisivo inventato dalla Gialappa il quale era solito percuotersi i genitali. Insomma la raffigurazione del concetto di darsi martellate sulle palle. Tafazzi col rag. Fantozzi, dunque, non c'entra niente.
Ciao
Gmajo

Anonimo ha detto...

Grazie a te Gabriele per l'attestato di stima e per il chiarimento sul termine usato da Angioldo, che chiarisce il concetto da lui espresso nel suo intervento. Un saluto ad entrambi, Dino Pampari.

Ermete Bottazzi ha detto...

arbitri e rigori, per me, sono alibi e basta

Anonimo ha detto...

Personalmente desidero esprimere la mia più totale avversione alla teoria per cui il doppiopesismo dirigenziale accomoda la veicolazione del rigorismo genoano. Tatticamente parlando.

Un saluto,
Fackundo Bortolomutti

drums ha detto...

Scusa se ti scrivo questa lunga lettera ,ma non ho il tempo di essere sintetico.
Mark Twain