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venerdì 25 febbraio 2011

L’ANSA RICORDA QUANDO IL PARMA GIOCO’ A TRIPOLI

Il 25 agosto 2002 la finale di Supercoppa Italiana, poi vinta dalla Juventus (2-1), venne giocata a casa Gheddafi

gheddafi jr e blatter(ANSA) La Tripoli ''bel suol d'amore'' fu anche, per una sera, un cattivo suolo per il calcio. Era il 25 agosto 2002 quando Juventus e Parma partirono assieme con un charter da Bologna per andarsi a giocare la Supercoppa italiana proprio nella capitale libica, e la partita, vinta dalla Juventus per 2-1, è rimasta negli occhi dei tifosi sopratutto per quella sabbia che si alzava di tanto in tanto ad accompagnare passaggi e tiri dei giocatori. Prima della decisiva doppietta di Del Piero per i bianconeri e del temporaneo pareggio di Di Vaio, nella mattinata che precedette la partita anche un piccolo giallo, come tutto sommato normale per un evento fortemente voluto da un componente della famiglia Gheddafi, per la precisione quel Saadi Gheddafi, figlio del colonnello, che tentò  poi la fortuna come calciatore nella serie A italiana con Perugia, Udinese e Sampdoria. (Continua all’interno)

Qualcosa doveva aver infastidito qualcuno della famiglia, forse il colonnello stesso. Risultato: un'importante agenzia di stampa uscì con la notizia che la partita non si sarebbe più giocata, proprio mentre le squadre erano in partenza. Poi tutto rientrò, e Saadi potè incontrare in tribuna Joseph Blatter in persona, tuttora gran capo del calcio mondiale, e poi Adriano Galliani che era lì come presidente della Lega, mentre il paese era tutto un tripudio per il vicino anniversario, il 33/o, dell'avvento al potere del papà.

Nonostante le condizioni del terreno di gioco, fu comunque partita vera, con due tecnici in panchina col futuro tinto di azzurro: da una parte Marcello Lippi e dall'altra Cesare Prandelli col suo giovane Parma.

Tutto per la gioia di Saadi, grande tifoso della Juventus, con cui si era anche potuto allenare un giorno di febbraio 2002,  poi entrato nel Cda bianconero nell'ottobre dello stesso anno, e infine ingaggiato nel giugno 2003 dal Perugia di Gaucci e Cosmi, dove però  giocherà una sola partita e verrà squalificato per la positività ad un controllo antidoping. Nessuna traccia come calciatore neanche all'Udinese nel 2005 e alla Sampdoria nel 2007, ma nel capoluogo friulano destò invece interesse la dimora presa in affitto: Villa Miotti a Tricesimo, per 13.000 euro al mese.

(Testo e foto da ansa.it)

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