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mercoledì 16 febbraio 2011
MIRANTE E LA QUESTIONE LEADERSHIP
Secondo Paolo Grossi al Parma manca un elemento di personalità che sappia prendere in mano la squadra nelle difficoltà. Il portiere replica: “Dobbiamo essere tutti leader”
(gm) – Paolo Grossi, durante la conferenza stampa di oggi, parlando con Mirante, ha osservato che a suo parere al Parma manca “qualche elemento di carisma, che nei momenti delicati della partita si faccia seguire dagli altri.” Il portiere ha replicato: “A questo punto della stagione, nella situazione in cui ci troviamo, ognuno di noi deve essere leader. Sei in serie A: non puoi prescindere da queste caratteristiche. Non c’è una persona o due in particolare che debbano essere trascinatori. C’è chi, magari, per caratteristiche può essere più agonisticamente pronto, preparato, ma a livello di personalità nessuno può dare il 99%. Tutti devono dare il 100%.” La mia opinione al riguardo è che un leader c’è e si chiama Hernan Crespo, che più di una volta ha preso per mano i suoi compagni: una su tutte la partita con la Fiorentina. Lì pure concretamente, ma in svariate occasioni moralmente. E’ la vera coscienza di questa squadra. Una delle differenze rispetto al Parma della retrocessione è che allora, nello spogliatoio, c’erano sì alcune forti personalità, ma, diciamo così, non propriamente positive. Il gruppo di quest’anno, invece, a detta di tutti, è più sano. A mio parere, quindi i problemi non stanno nella supposta mancanza di leadership.
All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di oggi di Antonio Mirante
TRASCRIZIONE INTEGRALE CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO MIRANTE AL CENTRO SPORTIVO DI COLLECCHIO (16.02.2011)
Gugliemo Trupo (Parma Today) – Domenica arriva il Cesena, una partita più volte definita come una finale, una della serie di tante finali. Come sta il Parma? Come arriva il Parma a questo appuntamento che se non è decisivo poco ci manca?
Antonio Mirante – “Beh: prima di tutto una finale non la è, perché è uno scontro diretto, e gli scontri diretti, in questo momento, sono da considerare tutti fondamentali, anche perché in questa parte della stagione contano veramente il doppio. Il Parma viene da una brutta partita, da una brutta prestazione, quindi c’è voglia di rivalsa. Adesso bisogna soltanto prepararsi al meglio e fare poche chiacchiere.”
Gugliemo Trupo (Parma Today) – Dal punto di vista psicologico, che momento è per voi? Possiamo dire che forse per la prima volta giocate anche un po’ per Marino?
“Noi giochiamo sempre per tutti. Giochiamo per il mister, per la società, per i tifosi e per noi stessi. Giochiamo per il Parma. Sappiamo che quella di domenica è una partita importante, dalla quale tutti si aspettano un riscatto da parte della squadra. C’è poco da parlare: c’è soltanto da prepararsi bene.”
Alberto Rugolotto (Stadio-Corriere dello Sport) – Ieri il direttore Leonardi ha detto che dopo la partita col Milan il Parma è uscito dimensionato e non ridimensionato. Hai capito qual è la differenza? Paradossalmente si può dire che è servito molto essere usciti battuti da San Siro per 4-0, proprio per capire che la salvezza è l’unico obiettivo?
“Beh, comunque sarebbe stato lo stesso anche se fossimo usciti con una vittoria da San Siro. Sappiamo che da Gennaio a questa parte il nostro obiettivo rimane quello: l’abbiamo sempre dichiarato anche se sappiamo di non avere fatto bene in questa fase del campionato. La nostra dimensione è sempre stata quella: di raggiungere i 40 punti il prima possibile. Fortunatamente i risultati domenica sono andati bene, però adesso una mano ce la dobbiamo dare noi. Sperare nei risultati degli altri, a questo punto della stagione, non fa bene. Diciamo che la smossa dobbiamo darcela da soli.”
Paco Misale (Informazione di Parma) – Marino tempo fa disse che dalla trasferta di Napoli in poi il Parma non aveva avuto un’alternanza di risultati, ma che dopo la vittoria con la Juventus questa altalena si è manifestata. Perché una squadra come il Parma, a mio parere con un tasso tecnico superiore a quelle sua fascia, si è infilato in questo tunnel? Perché sta trovando difficoltà ad uscire da questo tunnel?
“Si è infilato in questo tunnel, ma io non lo chiamerei tunnel. Sta lottando per la salvezza perché evidentemente, mentalmente, non siamo stati così bravi come li siamo a livello tecnico. Anche la partita di sabato lo dimostra perché mentalmente abbiamo sbagliato. Quindi io penso che se c’è qualcosa da migliorare è soltanto in quello. Sappiamo i nostri valori, sappiamo che mentalmente possiamo e bisogna dare di più, quindi io penso che sia soltanto quello il ritocco da fare.”
Paco Misale (Informazione di Parma) – Avete parlato alla ripresa degli allenamenti di quello che non ha funzionato a San Siro? Cosa vi ha detto il mister?
“Noi analizziamo sempre le partite. Non c’era molto da dire, sinceramente. Ognuno sa, quando gioca in serie A, come si comporta. Non c’è bisogno di leggere i giornali, con tutto il rispetto; non c’è bisogno di rivedere la partita, a volte, ma all’allenatore serve, ma uno dal campo si rende conto quando ha fatto bene o quando ha fatto male. Se si è una persona razionale ed ambiziosa, credo che analizzarsi, farsi un esame di coscienza dopo ogni partita, faccia sempre bene. A volte non c’è neanche bisogno di analizzare certi errori, perché quando si gioca a questo livelli già lo si sa quando si è sbagliato.”
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – A questo proposito: tu rianalizzando i quattro gol col Milan, come ti sei giudicato? Perché a me è riuscito difficile farlo, anche dopo parlando coi colleghi. Non mi sembra che ti si possa imputare granché. Vorrei sapere la tua valutazione e quella del tuo preparatore…
“No, non è una questione specifica per il dopo Milan. Io analizzo ogni lunedì, dopo la partita. Quest’anno ho la fortuna di avere un preparatore molto pignolo e molto preparato (Catello Senatore, nda), che anche magari dove da fuori non sembra essere un mio errore, ma magari c’è un errore di partenza. Essere ambiziosi vuole anche dire mettersi sotto esame. Io mi metto sotto esame, come penso che lo facciano tutti, per analizzare le proprie azioni. Rivedere un’azione e vederci un errore dentro a volte fa riflettere, quindi fa migliorare. Nella fattispecie della partita con il Milan, al di là della bravura degli avversari, io credo che forse nel quarto gol ho anticipato un po’ troppo il tuffo; sul primo gol sono stato un po’ sfortunato, perché la palla è stata rimpallata. Però venire qua ed analizzare gli errori… Lo so quando sbaglio e quando faccio bene, quindi… Più che altro mi preme sottolineare che la squadra è una squadra viva; non c’è nessun tipo di problema a livello difensivo, nonostante i quattro gol presi.”
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Dal tuo punto di osservazione sei l’unico a vedere la squadra, per questo vorrei sottoporti questa mia sensazione, sulla base che sono tanti anni che seguo il Parma. Secondo me, quest’anno, manca un po’ di leadership, un po’ di carisma, qualche giocatore che nei momenti delicati della partita si faccia seguire dagli altri. E non è che debba essere per forza il capitano, perché tu lo sai meglio di me, poiché pur essendo giovane hai già frequentato degli spogliatoi, il leader si fa scegliere, non viene scelto. Non so in che modo si possa supplire a questa carenza. Secondo te è così, e se sì come se ne viene fuori?
“A questo punto della stagione e pure per la situazione in cui ci troviamo, ognuno di noi deve essere leader qui dentro. Sappiamo, e lo abbiamo anche dimostrato varie volte che ce l’abbiamo nelle corde: quindi nei momenti difficili va tirata fuori anche questa caratteristica. Non c’è bisogno di una persona particolare o due. Siamo un gruppo di 25 giocatori: chi va in campo deve essere per forza un leader, che comunque la competizione con le altre squadre è alta. Sei in serie A: non puoi prescindere da queste caratteristiche. Non c’è una persona o due in particolare che debbano essere trascinatori. C’è chi, magari, per caratteristiche può essere più agonisticamente pronto, preparato, ma comunque a livello di personalità nessuno può dare il 99%. Tutti devono dare il 100%.”
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Oggi il Parma ha in fondo solo quattro punti in meno di quelli che aveva l’anno scorso a questa altezza del campionato. Quindi, probabilmente, si sta esagerando un po’ con le preoccupazioni, visto che l’anno scorso il Parma si era salvato in carrozza. La differenza può essere che il Parma, l’anno scorso, a questo punto della stagione aveva già dimostrato delle cose che il Parma di quest’anno non ha ancora dimostrato?
“Beh, comunque c’è da considerare che quest’anno abbiamo cambiato impostazione di gioco; abbiamo una identità nuova, diversa da quella dell’anno scorso. Cercare la manovra porta ad avere più rischi, ma se guardiamo i dati delle partite il Parma è una squadra che tiene molto la palla, che gira molto il gioco, che nella metà campo avversaria tiene molto la palla, quindi sono tutti fattori da considerare. Ovviamente va considerato l’atto pratico che noi abbiamo qualcosa in meno rispetto all’anno scorso a livello di punti. Però a me non piace fare paragoni con l’anno scorso, quando magari c’erano altre situazioni: si arrivava da una promozione, c’era entusiasmo; non credo che ci sia un paragone da fare con l’anno scorso. Io penso soltanto che noi adesso dobbiamo metterci con la testa sotto e lavorare e dimostrare che non siamo quelli di sabato. Sappiamo, come ho detto prima, che è nelle nostre corde e possiamo farlo; ma fare paragoni con l’anno scorso… Ormai siamo quasi nell’ultima parte della stagione, mancano 14 partite; fare paragoni con l’anno scorso è un po’ tardi sinceramente.”
Gabriele Majo (stadiotardini.com) – Chiedo scusa se di nuovo torno sul discorso degli errori, ma l’altra sera, alla Domenica Sportiva, Adriano Bacconi, nella sua rubrica, ha analizzato soprattutto i primi due gol presi dal Parma, ravvisando qualche errore difensivo e tirandoti un po’ a mano in entrambe queste segnature. Ci tengo a precisare che le altre persone presenti nello studio erano molto perplesse sulla valutazione fatta da questo esperto…
Antonio Mirante – “Gli esperti sono loro, quindi sono loro gli addetti ai lavori. Io, sinceramente, so quando sbaglio. Ognuno di noi sa quando sbaglia. Io aspetto molto da me stesso in ogni partita, ma questo deve essere in ognuno di noi. Io non ci sto a perdere 4-0 e a prendere 4 gol, come non ci stanno i miei compagni. Quello che viene detto alla Domenica Sportiva ci deve riguardare poco, perché noi la partita la guardiamo da un’altra prospettiva, e sappiamo quando possiamo fare di più. Gli errori che vengono analizzati nelle trasmissioni, sinceramente, ci riguardano poco, anche perché quando una cosa è palese la si sa, poi quando analizziamo con l’allenatore situazioni che ad un primo impatto non sembrano errori e poi magari li sono, diventa tutta un’altra storia. Se mi si parla di errore, io posso anche dire che in occasione del secondo gol c’è stata una giocata fantastica tra Cassano e Gattuso: quindi bisogna considerare anche la bravura dell’avversario.”
(Conferenza Stampa di Antonio Mirante al Centro Sportivo di Collecchio del 16.02.2011. Video registrazione e trascrizione di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di oggi di Antonio Mirante
TRASCRIZIONE INTEGRALE CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO MIRANTE AL CENTRO SPORTIVO DI COLLECCHIO (16.02.2011)
Antonio Mirante – “Beh: prima di tutto una finale non la è, perché è uno scontro diretto, e gli scontri diretti, in questo momento, sono da considerare tutti fondamentali, anche perché in questa parte della stagione contano veramente il doppio. Il Parma viene da una brutta partita, da una brutta prestazione, quindi c’è voglia di rivalsa. Adesso bisogna soltanto prepararsi al meglio e fare poche chiacchiere.”
Gugliemo Trupo (Parma Today) – Dal punto di vista psicologico, che momento è per voi? Possiamo dire che forse per la prima volta giocate anche un po’ per Marino?
“Noi giochiamo sempre per tutti. Giochiamo per il mister, per la società, per i tifosi e per noi stessi. Giochiamo per il Parma. Sappiamo che quella di domenica è una partita importante, dalla quale tutti si aspettano un riscatto da parte della squadra. C’è poco da parlare: c’è soltanto da prepararsi bene.”
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“Si è infilato in questo tunnel, ma io non lo chiamerei tunnel. Sta lottando per la salvezza perché evidentemente, mentalmente, non siamo stati così bravi come li siamo a livello tecnico. Anche la partita di sabato lo dimostra perché mentalmente abbiamo sbagliato. Quindi io penso che se c’è qualcosa da migliorare è soltanto in quello. Sappiamo i nostri valori, sappiamo che mentalmente possiamo e bisogna dare di più, quindi io penso che sia soltanto quello il ritocco da fare.”
“Noi analizziamo sempre le partite. Non c’era molto da dire, sinceramente. Ognuno sa, quando gioca in serie A, come si comporta. Non c’è bisogno di leggere i giornali, con tutto il rispetto; non c’è bisogno di rivedere la partita, a volte, ma all’allenatore serve, ma uno dal campo si rende conto quando ha fatto bene o quando ha fatto male. Se si è una persona razionale ed ambiziosa, credo che analizzarsi, farsi un esame di coscienza dopo ogni partita, faccia sempre bene. A volte non c’è neanche bisogno di analizzare certi errori, perché quando si gioca a questo livelli già lo si sa quando si è sbagliato.”
“No, non è una questione specifica per il dopo Milan. Io analizzo ogni lunedì, dopo la partita. Quest’anno ho la fortuna di avere un preparatore molto pignolo e molto preparato (Catello Senatore, nda), che anche magari dove da fuori non sembra essere un mio errore, ma magari c’è un errore di partenza. Essere ambiziosi vuole anche dire mettersi sotto esame. Io mi metto sotto esame, come penso che lo facciano tutti, per analizzare le proprie azioni. Rivedere un’azione e vederci un errore dentro a volte fa riflettere, quindi fa migliorare. Nella fattispecie della partita con il Milan, al di là della bravura degli avversari, io credo che forse nel quarto gol ho anticipato un po’ troppo il tuffo; sul primo gol sono stato un po’ sfortunato, perché la palla è stata rimpallata. Però venire qua ed analizzare gli errori… Lo so quando sbaglio e quando faccio bene, quindi… Più che altro mi preme sottolineare che la squadra è una squadra viva; non c’è nessun tipo di problema a livello difensivo, nonostante i quattro gol presi.”
“A questo punto della stagione e pure per la situazione in cui ci troviamo, ognuno di noi deve essere leader qui dentro. Sappiamo, e lo abbiamo anche dimostrato varie volte che ce l’abbiamo nelle corde: quindi nei momenti difficili va tirata fuori anche questa caratteristica. Non c’è bisogno di una persona particolare o due. Siamo un gruppo di 25 giocatori: chi va in campo deve essere per forza un leader, che comunque la competizione con le altre squadre è alta. Sei in serie A: non puoi prescindere da queste caratteristiche. Non c’è una persona o due in particolare che debbano essere trascinatori. C’è chi, magari, per caratteristiche può essere più agonisticamente pronto, preparato, ma comunque a livello di personalità nessuno può dare il 99%. Tutti devono dare il 100%.”
“Beh, comunque c’è da considerare che quest’anno abbiamo cambiato impostazione di gioco; abbiamo una identità nuova, diversa da quella dell’anno scorso. Cercare la manovra porta ad avere più rischi, ma se guardiamo i dati delle partite il Parma è una squadra che tiene molto la palla, che gira molto il gioco, che nella metà campo avversaria tiene molto la palla, quindi sono tutti fattori da considerare. Ovviamente va considerato l’atto pratico che noi abbiamo qualcosa in meno rispetto all’anno scorso a livello di punti. Però a me non piace fare paragoni con l’anno scorso, quando magari c’erano altre situazioni: si arrivava da una promozione, c’era entusiasmo; non credo che ci sia un paragone da fare con l’anno scorso. Io penso soltanto che noi adesso dobbiamo metterci con la testa sotto e lavorare e dimostrare che non siamo quelli di sabato. Sappiamo, come ho detto prima, che è nelle nostre corde e possiamo farlo; ma fare paragoni con l’anno scorso… Ormai siamo quasi nell’ultima parte della stagione, mancano 14 partite; fare paragoni con l’anno scorso è un po’ tardi sinceramente.”
Antonio Mirante – “Gli esperti sono loro, quindi sono loro gli addetti ai lavori. Io, sinceramente, so quando sbaglio. Ognuno di noi sa quando sbaglia. Io aspetto molto da me stesso in ogni partita, ma questo deve essere in ognuno di noi. Io non ci sto a perdere 4-0 e a prendere 4 gol, come non ci stanno i miei compagni. Quello che viene detto alla Domenica Sportiva ci deve riguardare poco, perché noi la partita la guardiamo da un’altra prospettiva, e sappiamo quando possiamo fare di più. Gli errori che vengono analizzati nelle trasmissioni, sinceramente, ci riguardano poco, anche perché quando una cosa è palese la si sa, poi quando analizziamo con l’allenatore situazioni che ad un primo impatto non sembrano errori e poi magari li sono, diventa tutta un’altra storia. Se mi si parla di errore, io posso anche dire che in occasione del secondo gol c’è stata una giocata fantastica tra Cassano e Gattuso: quindi bisogna considerare anche la bravura dell’avversario.”
(Conferenza Stampa di Antonio Mirante al Centro Sportivo di Collecchio del 16.02.2011. Video registrazione e trascrizione di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
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