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domenica 6 febbraio 2011
VI VOGLIAMO COSI’. MA SE FOSSE POSSIBILE MIGLIORARE ANCORA UN PO’…
Alla fine dalla Nord si eleva il coro di gradimento per l’impegno profuso dai calciatori, ma sotto rete gli errori continuano ad essere troppi, e così la classifica si muove solo di poco… - La fotogallery amatoriale di Parma-Fiorentina 1-1
(gmajo) – Stavolta i calciatori non sono stati spronati ad andare a lavorare o a tirare fuori gli attributi, i classici inviti che gli Ultrà sanno partorire quando sono insoddisfatti di loro o i risultati latitano. Evidentemente convinti dalla buona volontà e dall’impegno profusi alla fine si sono accomiatati dai propri beniamini con un “Vi vogliamo così”. Esclamazione ritmata tutta da sottoscrivere, perché stavolta la buona volontà è parsa evidente anche agli occhi dei censori più severi. Nell’uovo, però, rimane un pelo. E pure incarnato. L’idiosincrasia con la rete avversaria, perforata una sola volta da Amauri – e in che maniera! – ma poi non più trovata per gravi errori in sede di conclusione specie di Crespo e Giovinco, i quali si sono divorati in maniera piuttosto sciagurata ed evidente l’occasione di rimettere le cose a posto. L’ultimo arrivato avrebbe anche colto un legno nel finale, mentre il replay della rovesciata spettacolare che aveva fruttato l’iniziale vantaggio non gli è riuscito come nella prima edizione. E così il verdetto finale è 1-1. La classifica è mossa. Sia pure di poco… (Continua all’interno)
Un solo punto anziché gli anelati, o almeno a disposizione, 6 sono poca cosa in questo doppio turno casalingo settimanale nel fortino del Tardini, specie se si considera che sabato sera, per l’anticipo, si andrà a far visita alla capolista a San Siro. Ma il Parma bipolare è capace di tutto, magari anche di compiere l’Impresa, bissando quella a casa Juve nel dì della Befana, che tanto ci aveva illuso; ma anche di andar là a restituire splendore a coloro che continuano a guardare tutti dall’alto, malgrado la leggera flessione, specie di risultati, in cui sono incappati nell’ultimo mese. E così per i Crociati ci sarà il tifo interessato della immediata inseguitrice del Milan, alias il Napoli, ma al di là di far dei piaceri agli altri il Parma deve farlo soprattutto a sé stesso. Perché se è vero che “Vi vogliamo così”,” “così” come oggi, non può bastare, perché non si possono tenere le polveri nell’umidità e fare cilecca (situazione sempre disdicevole) quando invece si ha la chiara possibilità di andare a segno. Di solito, in questi casi, gli allenatori dicono che l’importante è creare occasioni. Per chi, in effetti, di chiare opportunità ne ha tradizionalmente pochine, malgrado possa vantare un bel possesso palla, è già qualcosa sbagliarle, ma quando si sciupa troppo poi arriva il contrappasso della beffa finale (vedesi Lecce). Marino, facendo il computo del mercoledì più la domenica sostiene che qualche punticino manchi in cascina a fronte delle prestazioni erogate. Personalmente sono più soddisfatto della prova festiva che di quella infrasettimanale: con il Lecce i ducali, con il nuovo innesto Amauri hanno avuto entusiasmo e vitalità solo nella prima parte della gara, salvo poi scemare precipitevolissimevolmente in una abulica ripresa; con la Fiorentina, invece, gli stenti sono stati soprattutto all’inizio match, a cagione – conveniamo pienamente con Marino – della tensione effetto indesiderato per gli esiti della precedente gara con i salentini. La spettacolare rete in acrobazia del brasiliano naturalizzato italiano al 14’ ha avuto un effetto toccasana sui nostri: ma non aver saputo offrire di meglio in attacco rimane una colpa, che non vorremmo imputare alla sola sfortuna. Né – aborriamo gli alibi – si vorrà mettere in croce l’arbitro per la concessione del penalty trasformato da D’Agostino al 4’ della ripresa, per il pareggio degli ospiti, in quanto il contatto con Gobbi c’era stato, anche se, in effetti, sono quelle massime punizioni sulle quali spesso i fischietti sorvolano. Magari si tirerà a mano l’uniformità di giudizio, però nel caso specifico l’arbitro non ha fatto qualcosa di scandaloso, sebbene abbia gridato allo scandalo – incitando alla violenza, ohibò – un variopinto radiocronista locale, secondo il quale il signor Gava avrebbe dovuto essere tenuto in assedio dai tifosi fino a mezzanotte. Magari ascoltatevi, se vi fa piacere, il buon Tonino Raffa, equilibrato commentatore di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, e sentite cosa ci ha detto in una intervista esclusiva a proposito dell’equilibrio richiesto ai cronisti della radio di Stato, così diversi dai narratori-tifosi post moderni dell’era delle televisioni a pagamento. Il signor Gava non mi è piaciuto, perché mi ha dato l’idea che la gara – innervositasi oltremodo dopo la trasformazione del discusso penalty – gli potesse sfuggire di mano, ed ha tollerato che i calciatori (nostri inclusi) gli si rivolgessero con un po’ troppa veemenza, ma non mi pareva così tanto colpevole da essere mandato a letto senza cena… Poi si dice che i nostri tifosi sono pretenziosi ed hanno il palato fine: direi che oggi si sono comportati più che egregiamente (come dire un : “Vi vogliamo così” lo rivolgiamo anche a voi, volentieri) e si sono saputi accontentare. Dell’impegno profuso, of course. I Boys hanno contagiato, con la loro genuina voglia di sostenere la squadra, anche gli altri settori ed il risultato è stato piacevole. Cliccando qui potrete vedere il filmato amatoriale con la gioia del Tardini dopo il gol di Amauri. Ma il gruppo ultrà, prima dell’inizio della gara, prendendosi l’onore e l’onere di farsi portavoce della intera comunità, aveva srotolato tre striscioni con su scritto giallo su blu: “Illusioni e arroganza non piacciono alla città. Vogliamo profilo basso e sincerità. Ora basta storie, servono vittorie” . Chi ha occhi per intendere, intenda… (gabriele majo)
VIDEO AMATORIALE – IL TARDINI ESULTA DOPO IL GOL DI AMAURI
(gmajo) – Stavolta i calciatori non sono stati spronati ad andare a lavorare o a tirare fuori gli attributi, i classici inviti che gli Ultrà sanno partorire quando sono insoddisfatti di loro o i risultati latitano. Evidentemente convinti dalla buona volontà e dall’impegno profusi alla fine si sono accomiatati dai propri beniamini con un “Vi vogliamo così”. Esclamazione ritmata tutta da sottoscrivere, perché stavolta la buona volontà è parsa evidente anche agli occhi dei censori più severi. Nell’uovo, però, rimane un pelo. E pure incarnato. L’idiosincrasia con la rete avversaria, perforata una sola volta da Amauri – e in che maniera! – ma poi non più trovata per gravi errori in sede di conclusione specie di Crespo e Giovinco, i quali si sono divorati in maniera piuttosto sciagurata ed evidente l’occasione di rimettere le cose a posto. L’ultimo arrivato avrebbe anche colto un legno nel finale, mentre il replay della rovesciata spettacolare che aveva fruttato l’iniziale vantaggio non gli è riuscito come nella prima edizione. E così il verdetto finale è 1-1. La classifica è mossa. Sia pure di poco… (Continua all’interno)
Un solo punto anziché gli anelati, o almeno a disposizione, 6 sono poca cosa in questo doppio turno casalingo settimanale nel fortino del Tardini, specie se si considera che sabato sera, per l’anticipo, si andrà a far visita alla capolista a San Siro. Ma il Parma bipolare è capace di tutto, magari anche di compiere l’Impresa, bissando quella a casa Juve nel dì della Befana, che tanto ci aveva illuso; ma anche di andar là a restituire splendore a coloro che continuano a guardare tutti dall’alto, malgrado la leggera flessione, specie di risultati, in cui sono incappati nell’ultimo mese. E così per i Crociati ci sarà il tifo interessato della immediata inseguitrice del Milan, alias il Napoli, ma al di là di far dei piaceri agli altri il Parma deve farlo soprattutto a sé stesso. Perché se è vero che “Vi vogliamo così”,” “così” come oggi, non può bastare, perché non si possono tenere le polveri nell’umidità e fare cilecca (situazione sempre disdicevole) quando invece si ha la chiara possibilità di andare a segno. Di solito, in questi casi, gli allenatori dicono che l’importante è creare occasioni. Per chi, in effetti, di chiare opportunità ne ha tradizionalmente pochine, malgrado possa vantare un bel possesso palla, è già qualcosa sbagliarle, ma quando si sciupa troppo poi arriva il contrappasso della beffa finale (vedesi Lecce). Marino, facendo il computo del mercoledì più la domenica sostiene che qualche punticino manchi in cascina a fronte delle prestazioni erogate. Personalmente sono più soddisfatto della prova festiva che di quella infrasettimanale: con il Lecce i ducali, con il nuovo innesto Amauri hanno avuto entusiasmo e vitalità solo nella prima parte della gara, salvo poi scemare precipitevolissimevolmente in una abulica ripresa; con la Fiorentina, invece, gli stenti sono stati soprattutto all’inizio match, a cagione – conveniamo pienamente con Marino – della tensione effetto indesiderato per gli esiti della precedente gara con i salentini. La spettacolare rete in acrobazia del brasiliano naturalizzato italiano al 14’ ha avuto un effetto toccasana sui nostri: ma non aver saputo offrire di meglio in attacco rimane una colpa, che non vorremmo imputare alla sola sfortuna. Né – aborriamo gli alibi – si vorrà mettere in croce l’arbitro per la concessione del penalty trasformato da D’Agostino al 4’ della ripresa, per il pareggio degli ospiti, in quanto il contatto con Gobbi c’era stato, anche se, in effetti, sono quelle massime punizioni sulle quali spesso i fischietti sorvolano. Magari si tirerà a mano l’uniformità di giudizio, però nel caso specifico l’arbitro non ha fatto qualcosa di scandaloso, sebbene abbia gridato allo scandalo – incitando alla violenza, ohibò – un variopinto radiocronista locale, secondo il quale il signor Gava avrebbe dovuto essere tenuto in assedio dai tifosi fino a mezzanotte. Magari ascoltatevi, se vi fa piacere, il buon Tonino Raffa, equilibrato commentatore di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, e sentite cosa ci ha detto in una intervista esclusiva a proposito dell’equilibrio richiesto ai cronisti della radio di Stato, così diversi dai narratori-tifosi post moderni dell’era delle televisioni a pagamento. Il signor Gava non mi è piaciuto, perché mi ha dato l’idea che la gara – innervositasi oltremodo dopo la trasformazione del discusso penalty – gli potesse sfuggire di mano, ed ha tollerato che i calciatori (nostri inclusi) gli si rivolgessero con un po’ troppa veemenza, ma non mi pareva così tanto colpevole da essere mandato a letto senza cena… Poi si dice che i nostri tifosi sono pretenziosi ed hanno il palato fine: direi che oggi si sono comportati più che egregiamente (come dire un : “Vi vogliamo così” lo rivolgiamo anche a voi, volentieri) e si sono saputi accontentare. Dell’impegno profuso, of course. I Boys hanno contagiato, con la loro genuina voglia di sostenere la squadra, anche gli altri settori ed il risultato è stato piacevole. Cliccando qui potrete vedere il filmato amatoriale con la gioia del Tardini dopo il gol di Amauri. Ma il gruppo ultrà, prima dell’inizio della gara, prendendosi l’onore e l’onere di farsi portavoce della intera comunità, aveva srotolato tre striscioni con su scritto giallo su blu: “Illusioni e arroganza non piacciono alla città. Vogliamo profilo basso e sincerità. Ora basta storie, servono vittorie” . Chi ha occhi per intendere, intenda… (gabriele majo)
VIDEO AMATORIALE – IL TARDINI ESULTA DOPO IL GOL DI AMAURI
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