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giovedì 7 luglio 2011
PIOVANI SPIFFERA: DUE NUOVI SOCI PER IL GHIRO
Le due “nuove stampelle” entrerebbero in Eventi Sportivi con una quota di minoranza, probabilmente quella riconducibile a Banca Monte Parma… E non dovrebbero essere “made in Parma”…
(gmajo) – Due nuove stampelle per Ghirardi. No, non necessarie a sorreggerlo in questo periodo di convalescenza per il noto infortunio post-calcetto (strappo al polpaccio destro), quanto, sia moralmente che concretamente, nella sua avventura nel Parma. L’occhiello del pezzo di stamani firmato da Sandro Piovani sulla Gazzetta di Parma – giornalista che vanta ottimi uffici con Tom (come lo chiama lui e solo lui può permetterselo) e dunque fonte attendibilissima e non inquinata – rivela: “due soci di minoranza pronti ad entrare in società”, considerazione che sta alla base del titolo sottostante: “Ghirardi vuole un Parma ancora più forte”. Il catenaccio (inteso in gergo giornalistico e non calcistico, essendo che va di moda il Calcio Franciacorta…) recita invece: “Il Presidente ha ringraziato la famiglia per gli sforzi economici e prepara altre novità”. Il pezzo di Sandrone – ormai ridotto a Sandrino da una ferrea condotta osservante dei corretti stili di vita ed alimentazione consigliati dall’OMS – è, sostanzialmente una riproposizione in differita (neppure troppo leggera, visto che è leggibile nell’edizione del giovedì del quotidiano) dell’intervento telefonico di Ghirardi a Bar Sport Estate di lunedì scorso su Tv Parma, ma impreziosito proprio dalla indiscrezione dei due nuovi innesti societari. Continua all’interno
Piovani – che presenterà domenica sera le nuove casacche del Parma FC nell’happening del trentenne CCPC a Ravadese – ha anticipato di circa una settimana un annuncio che pare già inserito nello scadenziario comunicazionale del Club, appunto l’avvento di due nuovi soci, che, per essere precisi, entreranno nella compagine controllante il club, alias Eventi Sportivi, che detiene il 100% delle quote di Parma FC Spa. Ma chi sarà il soggetto alienante? Chi si priverà del proprio prezioso pacchetto? Leggendo la Gazzetta, come indizio, troviamo: “Ingressi che comunque non cambiano gli equilibri all'interno del club: Ghirardi resterà il socio di maggioranza, senza nessuna variazione delle sue quote”. Sicché il venditore non sarebbe Tommaso, verrebbe da capire nessuno della sua famiglia (la sorella Susanna siede anche in CdA) o dei suoi amici (il VP Penocchio) né l’unico indigeno della compagine Marco Ferrari. Unico indigeno eccezion fatta Banca Monte Parma, naturalmente. Ma era proprio qui dove volevamo arrivare. Senza rischiare l’insider trading, anche perché di insider abbiamo ben poco, a logica il subentro potrebbe avvenire proprio nelle quote attualmente appannaggio dell’istituto di credito, il quale, come noto, dopo le traversie dello scorso anno culminate con le clamorose dimissioni di Alberto Guareschi (tuttora presidente onorario del Parma FC, carica mantenuta fin dall’avvento di Ghirardi & C.), finirà con l’eliminare tutti i rivoli non confacenti con il proprio core business. E la partecipazione di una banca in una società di calcio non rientra certo tra le mission fondamentali o istituzionali. Personalmente, però, non sono così convinto che il Ghiro (e parenti collegati) intenda mantenere in toto la sua quota di partecipazione, che, se non ricordo male (ultimamente ho perso un po’ le tracce dei movimenti interni) è superiore al 70%, che non sia addirittura l’80%. Come aveva già ampiamente spiegato nella classica intervista di fine stagione allo stesso quotidiano – l’interlocutore era il capo servizio sport Paolo Emilio Pacciani – in un articolo, uscito il 18 maggio scorso (che ci siamo presi la briga di chiosare ampiamente su stadiotardini.com, ricavandone un’analisi dal titolo L’imprenditore nel pallone) a Tommaso basterebbe mantenere il pieno controllo della società. In epoca moderna, al contrario di quanto pensi il rag. Rastelli de Il Gioiellino, il pieno controllo di una società lo si ha con il 51% delle quote, non necessariamente con il 100%. Sicché il buon Ghirardi potrebbe tranquillamente alienare un buon 15% abbondante del suo pacchetto in Eventi sportivi, senza intaccare per nulla il suo peso specifico all’interno del club. Questo senza dimenticare che Ghirardi preferirebbe privarsi di pacchetti pari al 5% delle quote, sempre per la finalità di cui sopra, ovvero non avere soci troppo ingombranti con cui avere a che fare. Se è interessante capire chi vende, ancora di più è sapere chi acquista: ma qui brancoliamo nel buio come il Commissario Basettoni, e quello scioperato di Topolino anziché fare il detective se ne sta in vacanza. Le uniche indicazioni che abbiamo risalgono sempre all’intervista dl Presidente a Pep, precedentemente menzionata. Da quelle parole si evince che i nuovi ingressi non dovrebbero essere parmigiani. Rileggiamo cosa disse il Ghiro il 18 maggio: «Circa un mese fa ho incontrato alcuni imprenditori, parmigiani e no, per sottoporre loro la possibilità di entrare nell'azionariato del Parma calcio. Io e la mia famiglia vogliamo mantenere la maggioranza e la guida, ma non ci dispiacerebbe avere come soci degli imprenditori parmigiani. C'è chi ha dimostrato interesse ma purtroppo al momento non c'è ombra di parmigiani e questo non è bello per la città. La sola eccezione encomiabile è Marco Ferrari, unico parmigiano che ha messo soldi investendo in questo progetto». Quindi, salvo sorprese, i due nuovi soggetti, non dovrebbero parlare con la erre, ma più facilmente avere un accetto lombardo. Sempre in quella occasione, a proposito dell’imprenditoria parmigiana – curiosamente proprio sul quotidiano finanziato dalla locale Confindustria – il Pres non era stato tenero: “C'è anche tanta superficialità da parte degli imprenditori parmigiani che ritengono che basti la mia presenza per sostenere la squadra. Invece la città dovrebbe starmi più vicina perché non posso fare i miracoli. Se la società avesse degli introiti maggiori potremmo fare una squadra molto più competitiva... Il sindaco e il presidente della Provincia ci hanno dato il loro supporto ma alla mia famiglia e ai miei pochi soci servirebbe anche un apporto concreto da parte dell'imprenditoria parmigiana… Io non accetto che nei momenti difficili venga a mancare l'appoggio di chi vuole bene al Parma. Io e la mia famiglia abbiamo messo impegno e risorse in una società che stava sparendo e certi attacchi nei momenti di difficoltà sono stupidi e banali. Gli unici che mi hanno sempre sostenuto sono stati i tifosi: il popolo, la gente che paga il biglietto la domenica facendo sacrifici. Non è giusto che siano solo loro, io pretendo che mi stiano vicini anche il mondo imprenditoriale e quello della comunicazione». Io avevo chiosato all’epoca, ritengo superfluo ripetermi ora. Chi fosse interessato a sapere come la pens(av)o può cliccare sul collegamento ipertestuale. Così mi si regala qualche preziosa pagina vista in più e risparmia al lettore qualche riga supplementare di lettura della presente articolessa.
Tornando al pezzo di Piovani di stamani, come dicevo l’autore ci ha riproposto parte dei contenuti del collegamento telefonico ghirardiano a Bar Sport. Martedì scorso, su stadiotardini.com, avevamo effettuato lo stesso esercizio, preferendo titolare, però, su quella che a noi era parsa la vera notizia della serata, e cioè l’immissione da parte dei soci di ben 7,5 milioni di euro nelle sempre bisognose casse sociali (ieri, mentre eravamo a caccia di sponsor per il nostro blog, ci siamo imbattuti in un fornitore felice per avere da poco ricevuto il pagamento per lavori eseguiti circa due anni prima). Un nostro attento lettore, Ken, che pare essere in possesso di Laurea in Economia & Commercio, dopo aver letto la notizia ci aveva scritto tra i commenti: “Non potendo avere a disposizione i bilanci del Parma mi piacerebbe sapere se si tratta di prestito a favore del Parma, oppure di un aumento di capitale”. Ken deve avere pazienza: essendo solo un gossip writer e non un collaboratore delle pagine di economia e finanza del Sole 24 Ore, per quel che ne capisco io, in mancanza di comunicazioni certe ed ufficiali (che immagino non tarderanno ad arrivare, cioè entro una settimana quando saranno presentate le nuove stampelle di cui ha spifferato l’esistenza Piovani stamani sulla Gazzetta) posso solo dire che dovrebbe essersi trattata di una immissione dei singoli soci di Eventi Sportivi o in conto capitale o come finanziamento soci. In ogni caso, però, la controllante avrebbe così rivitalizzato la bisognosa controllata (alias il Parma FC). Se si tratta di ricapitalizzazione o prestito, o, perché no, una soluzione mista, lo sapremo, probabilmente, quando conosceremo chi saranno i due nuovi mister X (lo scorso anno Mister X era di sapore squisitamente calcistico e rispondeva al nome di Marques). Sempre a Ken riferisco che non è vero che i bilanci del Parma non sono disponibili: come ogni bilancio lo si trova in Camera di Commercio, ove noi stessi qualche mese fa ci eravamo recati per commentare in maniera documentata le esternazioni di Ghirardi circa gli scarsi proventi delle sponsorizzazioni del territorio parmigiano. Ovviamente, però, è un po’ presto per conoscere quello chiuso al 30.06.2011. Gabriele Majo
Piovani – che presenterà domenica sera le nuove casacche del Parma FC nell’happening del trentenne CCPC a Ravadese – ha anticipato di circa una settimana un annuncio che pare già inserito nello scadenziario comunicazionale del Club, appunto l’avvento di due nuovi soci, che, per essere precisi, entreranno nella compagine controllante il club, alias Eventi Sportivi, che detiene il 100% delle quote di Parma FC Spa. Ma chi sarà il soggetto alienante? Chi si priverà del proprio prezioso pacchetto? Leggendo la Gazzetta, come indizio, troviamo: “Ingressi che comunque non cambiano gli equilibri all'interno del club: Ghirardi resterà il socio di maggioranza, senza nessuna variazione delle sue quote”. Sicché il venditore non sarebbe Tommaso, verrebbe da capire nessuno della sua famiglia (la sorella Susanna siede anche in CdA) o dei suoi amici (il VP Penocchio) né l’unico indigeno della compagine Marco Ferrari. Unico indigeno eccezion fatta Banca Monte Parma, naturalmente. Ma era proprio qui dove volevamo arrivare. Senza rischiare l’insider trading, anche perché di insider abbiamo ben poco, a logica il subentro potrebbe avvenire proprio nelle quote attualmente appannaggio dell’istituto di credito, il quale, come noto, dopo le traversie dello scorso anno culminate con le clamorose dimissioni di Alberto Guareschi (tuttora presidente onorario del Parma FC, carica mantenuta fin dall’avvento di Ghirardi & C.), finirà con l’eliminare tutti i rivoli non confacenti con il proprio core business. E la partecipazione di una banca in una società di calcio non rientra certo tra le mission fondamentali o istituzionali. Personalmente, però, non sono così convinto che il Ghiro (e parenti collegati) intenda mantenere in toto la sua quota di partecipazione, che, se non ricordo male (ultimamente ho perso un po’ le tracce dei movimenti interni) è superiore al 70%, che non sia addirittura l’80%. 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Se è interessante capire chi vende, ancora di più è sapere chi acquista: ma qui brancoliamo nel buio come il Commissario Basettoni, e quello scioperato di Topolino anziché fare il detective se ne sta in vacanza. Le uniche indicazioni che abbiamo risalgono sempre all’intervista dl Presidente a Pep, precedentemente menzionata. Da quelle parole si evince che i nuovi ingressi non dovrebbero essere parmigiani. Rileggiamo cosa disse il Ghiro il 18 maggio: «Circa un mese fa ho incontrato alcuni imprenditori, parmigiani e no, per sottoporre loro la possibilità di entrare nell'azionariato del Parma calcio. Io e la mia famiglia vogliamo mantenere la maggioranza e la guida, ma non ci dispiacerebbe avere come soci degli imprenditori parmigiani. C'è chi ha dimostrato interesse ma purtroppo al momento non c'è ombra di parmigiani e questo non è bello per la città. La sola eccezione encomiabile è Marco Ferrari, unico parmigiano che ha messo soldi investendo in questo progetto». Quindi, salvo sorprese, i due nuovi soggetti, non dovrebbero parlare con la erre, ma più facilmente avere un accetto lombardo. Sempre in quella occasione, a proposito dell’imprenditoria parmigiana – curiosamente proprio sul quotidiano finanziato dalla locale Confindustria – il Pres non era stato tenero: “C'è anche tanta superficialità da parte degli imprenditori parmigiani che ritengono che basti la mia presenza per sostenere la squadra. Invece la città dovrebbe starmi più vicina perché non posso fare i miracoli. Se la società avesse degli introiti maggiori potremmo fare una squadra molto più competitiva... Il sindaco e il presidente della Provincia ci hanno dato il loro supporto ma alla mia famiglia e ai miei pochi soci servirebbe anche un apporto concreto da parte dell'imprenditoria parmigiana… Io non accetto che nei momenti difficili venga a mancare l'appoggio di chi vuole bene al Parma. Io e la mia famiglia abbiamo messo impegno e risorse in una società che stava sparendo e certi attacchi nei momenti di difficoltà sono stupidi e banali. Gli unici che mi hanno sempre sostenuto sono stati i tifosi: il popolo, la gente che paga il biglietto la domenica facendo sacrifici. Non è giusto che siano solo loro, io pretendo che mi stiano vicini anche il mondo imprenditoriale e quello della comunicazione». Io avevo chiosato all’epoca, ritengo superfluo ripetermi ora. Chi fosse interessato a sapere come la pens(av)o può cliccare sul collegamento ipertestuale. Così mi si regala qualche preziosa pagina vista in più e risparmia al lettore qualche riga supplementare di lettura della presente articolessa.
Tornando al pezzo di Piovani di stamani, come dicevo l’autore ci ha riproposto parte dei contenuti del collegamento telefonico ghirardiano a Bar Sport. Martedì scorso, su stadiotardini.com, avevamo effettuato lo stesso esercizio, preferendo titolare, però, su quella che a noi era parsa la vera notizia della serata, e cioè l’immissione da parte dei soci di ben 7,5 milioni di euro nelle sempre bisognose casse sociali (ieri, mentre eravamo a caccia di sponsor per il nostro blog, ci siamo imbattuti in un fornitore felice per avere da poco ricevuto il pagamento per lavori eseguiti circa due anni prima). Un nostro attento lettore, Ken, che pare essere in possesso di Laurea in Economia & Commercio, dopo aver letto la notizia ci aveva scritto tra i commenti: “Non potendo avere a disposizione i bilanci del Parma mi piacerebbe sapere se si tratta di prestito a favore del Parma, oppure di un aumento di capitale”. Ken deve avere pazienza: essendo solo un gossip writer e non un collaboratore delle pagine di economia e finanza del Sole 24 Ore, per quel che ne capisco io, in mancanza di comunicazioni certe ed ufficiali (che immagino non tarderanno ad arrivare, cioè entro una settimana quando saranno presentate le nuove stampelle di cui ha spifferato l’esistenza Piovani stamani sulla Gazzetta) posso solo dire che dovrebbe essersi trattata di una immissione dei singoli soci di Eventi Sportivi o in conto capitale o come finanziamento soci. In ogni caso, però, la controllante avrebbe così rivitalizzato la bisognosa controllata (alias il Parma FC). Se si tratta di ricapitalizzazione o prestito, o, perché no, una soluzione mista, lo sapremo, probabilmente, quando conosceremo chi saranno i due nuovi mister X (lo scorso anno Mister X era di sapore squisitamente calcistico e rispondeva al nome di Marques). Sempre a Ken riferisco che non è vero che i bilanci del Parma non sono disponibili: come ogni bilancio lo si trova in Camera di Commercio, ove noi stessi qualche mese fa ci eravamo recati per commentare in maniera documentata le esternazioni di Ghirardi circa gli scarsi proventi delle sponsorizzazioni del territorio parmigiano. Ovviamente, però, è un po’ presto per conoscere quello chiuso al 30.06.2011. Gabriele Majo
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1 commenti:
Lo so che sono presso la camera di Commercio solo che non ho tempo di andarli a richiedere e consultare.
In merito ai nuovi azionisti ben vengano se si adoperano con impegno ad un progetto industriale serio insieme a Ghirardi. Entrare nel calcio, ora, è da persone molto coraggiose dato che la gente con la TdT, repressione, scandali calcistici è sempre meno coinvolta e appassionata al calcio e in curva nord quest'anno si starà ben larghi. Questo è un aspetto che la proprietà non può sottovaluare e ci si chiede in che modo Ghirardi e soci riusciranno a ricreare entusiasmo in un contesto in cui il Tardini è sempre più vuoto come tutti gli stadi italiani.
In ogni caso l'ingresso di nuovi soci è da vedere molto positivamente.
KEN
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