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martedì 28 febbraio 2012

BANCAROTTA PARMA A.C., SULLA GAZZETTA DI PARMA NOMI E CIFRE DEGLI 11 CALCIATORI ACCUSATI

Il quotidiano elenca anche i nominativi dei 16 ex dirigenti o procuratori che hanno ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini

gazzetta di parma pagina 7 28 02 2012(gmajo) – Venerdì 24 febbraio 2012, il giorno stesso in cui il procuratore Laguardia aveva annunziato la chiusura delle indagini sul filone calcio del crac Parmalat, Teleducato aveva fatto i nomi di 10 dei 12 calciatori che risultavano indagati e di 4 dei 16 tra ex dirigenti o procuratori che avevano ricevuto il cosiddetto modulo 415 bis con le relative contestazioni. Stamani, martedì 28 febbraio 2012, sulla Gazzetta di Parma cartacea in edicola, a pagina 7, si trova l’elenco completo della squadra di calcio (sono esattamente 11 gli elementi) finita nei guai per le presunte distrazioni di soldi appartenenti alla Parmalat. Ai dieci già menzionati l’altra sera nel servizio televisivo di Ilaria Notari (Asprilla, Crespo, Apolloni, Minotti, Brolin, Chiesa, Veron, Dino Baggio, Stoichkov, e Thuram)confermati” stamani sul giornale, va aggiunto il solo mancante che è quello di Massimo Crippa, autore, secondo le accuse della Procura, della distrazione meno consistente (163.774 dollari) nella “bancarotta fraudolenta patrimoniale”, mentre la più alta (5.647.724) sarebbe quella di Veron, tallonato da Asprilla (4.425.000), più staccati Baggio (2.654.589) e Crespo (2.000.000).
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teleducato notari 24 02 2012L’antenna cittadina aveva poi scelto di fare i nomi di 2 dei 16 dirigenti o assimilati che avrebbero commesso il reato di “bancarotta fraudolenta documentale” in concorso con l'ex patron della Parmalat Calisto Tanzi e il figlio Stefano (presidente pro tempore del Parma AC), e cioè l’allora direttore commerciale Parmalat Domenico Barili (firmatario degli accordi di sponsorizzazione fittizia o di comodo con i giocatori) e l’ex diesse del club Fabrizio Larini. Oggi il quotidiano locale, nel servizio firmato da Davide Barilli, offre anche in questo caso la panoramica completa di tutti gli “avvisati”, tra cui gli ex componenti del cda del Parma Ac (Alessandro Chiesi, Giorgio Scaccaglia, Paolo Tanzi); gli ex sindaci del Parma Ac (Fabio Branchi, Antonio Bevilacqua e Oreste Luciani); Alberto Maurizio Ferraris (ex legale gdp prima pagina dettaglio 28 02 2012rappresentante di Parmalat Asia); Maurizio Bianchi (revisore della società Grant & Thorton). La Procura ha tuttavia ha precisato che «per il reato sopra ascritto non si procede alla contestazione nei confronti di» Ferraris, Bevilacqua, Bianchi, Stefano e Paolo Tanzi, in quanto già giudicati per condotta analoga nell'ambito del processo principale sul crac. Ma indagati di bancarotta fraudolenta per distrazione – oltre al già citato Larini – sono anche Enrico Fedele, ex responsabile dell'area tecnica del Parma tra il giugno '99 amaui affare che puzzae i il dicembre 2001, Mariano Grimaldi (nel 2001 procuratore di Amauri), Stanislao Grimaldi, padre di Mariano, Patrick Edmond Lecourt, amministratore della Harold McKenzie consulting Ltd e della Rothwell management: “stando all'ipotesi accusatoria – scrive Barilli nel secondo pezzo di pagina 7 sulla Gazzetta di Parma, dal significativo titolo: ‘Amauri, un affare che puzza’nell'estate 2001 a seguito di accordi tra i Grimaldi e i due dirigenti (Fedele e Larini) veniva sottoscritto un fittizio contratto tra la Harold McKenzie consulting Ltd e il club parmigiano, con il quale quest'ultimo si impegnava a corrispondere 3,5 milioni di dollari alla società indagati e cifre contestate nella tabella gazzetta di parmarappresentata da Lecourt per la consulenza e l'acquisto di Amauri. Ma come risulta dalle indagini, in realtà il calciatore si era svincolato dal Napoli calcio con decorrenza dal 1 luglio del 2001. Ed era quindi libero di trasferirsi senza alcun pagamento di indennizzo in un altro club”. Il club in questione era il Parma dove avrebbe dovuto arrivare a costo zero, anziché con la distrazione contestata di 2.150.000 dollari. Le indagini chiuse venerdì scorso sono state coordinate dal Pm Paola Dal Monte e condotte dalla Guardia di Finanza e i fatti risalirebbero ai tempi “in cui la squadra ducale collezionava successi tra Coppa Uefa, Coppa Italia e Coppa dei campioni”, come scritto da Barilli nell’articolo della Gazzetta di Parma. Secondo l'accusa Tanzi, Barili e i giocatori avrebbero concorso a distrarre e dissimulare, tra il '92 e 2003, soldi appartenenti alla Parmalat per dieci milioni (esattamente 9 milioni 937 mila euro) attraverso la realizzazione di fittizi contratti di promozione e pubblicità del brand e dei prodotti Parmalat, con correlata emissione di false fatture e il pagamento delle stesse (su ordine di Calisto Tanzi) con fondi provenienti da Parmalat spa in assenza di alcuna reale controprestazione a favore della società. Gabriele Majo

 

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