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domenica 19 febbraio 2012

ROMA-PARMA 1-0 / DONADONI: “ANCORA CI MANCA LA CONVINZIONE MENTALE”

In diretta a Domenica Sport su Radio Rai il coach ha spiegato: “Ancora non abbiamo quell’atteggiamento di testa che ci fa avere nelle ripartenze la determinazione necessaria. Abbiamo avuto anche un’occasione clamorosa con Okaka davanti al loro portiere che ha fatto un ottimo intervento: però di quelle circostanze potevamo averne altre due o tre…”

(gmajo) – Roberto Donadoni, dopo la prima sconfitta dei crociati durante la sua gestione, mette sul banco degli imputati l’atteggiamento mentale dei suoi calciatori, i quali ancora non avrebbero ancora la convinzione necessaria. Insomma, si tratta di una questione di testa. Di testa che non ti fa funzionare bene il resto del corpo, togliendoti convinzione e lucidità. Ai microfoni di Radio Rai il tecnico, in proposito, si è espresso così: “Abbiamo avuto anche un’occasione clamorosa con Okaka davanti al loro portiere che ha fatto un ottimo intervento: però di quelle circostanze potevamo averne altre due o tre. Ma in sede di ripartenza ci manca ancora il giusto atteggiamento mentale. Non siamo stati così lucidi e bravi da capire che potevamo fargli male”. A proposito del gol dell’ x Borini il new coach ha parlato di disattenzione: “Eravamo partiti bene nei primi 10’, poi abbiamo accettato con un po’ troppa facilità il ritmo della Roma e questo ci ha messo nella condizione di subire il gol e questo è stato l’errore nostro o la cosa che meno mi è piaciuta di oggi…”.

Francesco Repice (Radio Rai) – Roberto Donadoni, da studioso del calcio quale è, ormai molte delle squadre che incontrano la Roma si mettono anche con i due esterni a fare il cinque dietro in fase di copertura per bloccare gli spazi o il fraseggio della squadra di Luis Enrique, ma voi avete preso gol proprio da quella parte…
Roberto Donadoni (Allenatore Parma Fc) – “Sì, ma più su una disattenzione… E’ chiaro che la Roma ha queste caratteristiche e queste qualità: siamo partiti bene nei primi 10’, poi abbiamo accettato con un po’ troppa facilità il ritmo della Roma e questo ci ha messo nella condizione di subire il gol e questo è stato l’errore nostro o la cosa che meno mi è piaciuta di oggi. Nel secondo tempo, poi, c’è stata una risposta diversa: ce la siamo giocata, abbiamo avuto anche noi le nostre occasioni e abbiamo concesso un po’ troppo in fase di ripartenza, con facilità la palla agli avversari, quando invece era il momento per poter far male e questo è un atteggiamento che dobbiamo ancora migliorare. Dobbiamo crescere da questo punto di vista, credendoci un po’ di più, essendo un po’ più convinti dei propri mezzi”.


Francesco Repice (Radio Rai) – Questione di equilibrio: quando si subisce poco si crea altrettanto meno in attacco e quando invece si crea qualcosa in più lì davanti poi si rischia troppo in difesa…


Roberto Donadoni (Allenatore Parma Fc) – “Sì, è chiaro. Poi, dopo, era anche una squadra col baricentro spostato notevolmente davanti e questo ha fatto sì che Mirante si esprimesse in due o tre interventi importanti. Però anche noi abbiamo avuto le nostre chance, però nell’ultimo episodio, nell’ultimo passaggio, quello che poteva essere determinante, non c’era quella convinzione e quella cattiveria necessaria per andare a far male”.


Francesco Repice (Radio Rai) – Al contrario dell’ultima prova, quella che avete fornito contro la Juventus, nel dopo partita, quando c’erano stati molti problemi e molte polemiche, qui Luis Enrique ha svicolato sulla questione del rigore per il tocco di mano di Ferrario nel primo tempo. Lui ha detto: siamo stati in due a non vederlo, evidentemente, io e l’arbitro, se tutto il resto del mondo l’ha visto e io non l’ho visto come l’arbitro, è segno che il lavoro dell’arbitro è molto difficile. Diciamo così: differenza di atteggiamenti…


Roberto Donadoni (Allenatore Parma Fc) – “E’ la dimostrazione che è una persona seria”.


Filippo Corsini (Radio Rai) – Di solito nel calcio la squadra che sbaglia molto sotto porta – in questo caso la Roma – poi viene punita: invece il Parma si è reso quasi mai pericoloso. Lei ha anche detto: “non abbiamo avuto la necessaria cattiveria. Come mai?


Roberto Donadoni (Allenatore Parma Fc) – “Perché non c’è ancora quella convinzione mentale, quell’atteggiamento mentale, che fa tramutare il lavoro partendo anche da dietro, nelle ripartenze, con quella determinazione necessaria. Abbiamo avuto anche un’occasione clamorosa con Okaka davanti al loro portiere che ha fatto un ottimo intervento. Però di quelle circostanze potevamo averne altre due o tre, invece nella ripartenza non siamo stati così lucidi e così bravi nel capire che si poteva veramente fare male…”


(Roberto Donadoni, in diretta su Domenica Sport, Radio Uno Rai, domenica 19.02.2012 dopo Roma-Parma 1-0. Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

prima o poi anche l'alkaseltzer finisce il suo effetto...buona digestione a tutti

giovanni Di Rocco

Fedele ha detto...

Non sono d'accordo sull'alkaseltzer. Donadoni non può alzare il livello tecnico di questa rosa, che è comunque più che discreto nel panorama dell'attuale serie A (come dimostrano alcune partite, purtroppo poche, se il Parma vuole a calcio ci sa giocare). Ma è già intervenuto su una serie di problemi. La squadra oggi sa cambiare modulo, tutta la rosa è coinvolta, le partite vengono lette con le giuste sostituzioni e si cerca almeno con le piccole di vincere anche quando si gioca in trasferta. Rimane il vero problema di questo gruppo, che non esiste solo da quest'anno: manca la personalità, per cui ci sono troppe pause, troppe prestazioni altelenanti e soprattutto c'è una gran paura e una gran rassegnazione quando si affrontano le big a casa loro. Ne escono partite senz'anima come quella di ieri, dove tutti giocano al di sotto delle loro possibilità. Questo è il vero problema e Donadoni lo ha spiegato bene con le sue dichiarazioni. Speriamo che sia in grado di intervenire, non sarà facile.
Ciò detto, paragonare il suo arrivo a un palliativo il cui effetto è in via di esaurimento, tipo alkaseltzer, secondo me è sbagliato. Tra lui e il precedente mister c'è una bella differenza. Se Donadoni saprà lavorare oltre che sulla tattica anche sulla motivazione, finiranno per accorgersene tutti