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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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lunedì 27 febbraio 2012

LEONARDI A TV PARMA: “NON CI DEVONO ESSERE GIUDIZI A SECONDA DELLA MAGLIA CHE SI PORTA. SU QUESTO NON ABBASSO LA TESTA: FANNO PRIMA A FARMI FUORI…”

“Dopo la partita con la Juve era successo qualcosa – ha affermato il dirigente in collegamento telefonico a Bar Sport – ma l’unico a pagare è stato Mirante: non va più bene questo. Anche perché si tratta di un giudizio fatto in un secondo momento, non a caldo in partita, ma con calma al tavolo. E questo è inaccettabile, perché Mirante non aveva litigato da solo”. Leonardi ha annunziato che presenterà ricorso avverso il provvedimento nei suoi confronti di inibizione fino al prossimo 5 marzo deciso oggi dal Giudice Sportivo: “Lo faccio non tanto perché mi interessa soffrire dalla panchina piuttosto che dalla tribuna, ma perché lo trovo assolutamente immorale ed ingiusto nei riguardi di me stesso e della mia società: siccome non ritengo di aver offeso nessuno; anzi, al contrario, mi sono adoperato per portare la calma e seguire anche oggi una linea comportamentale eccellente. E poi vedo le facce degli altri che non fanno altro che insultarsi l’uno con l’altro con delle risse... Va cambiato il sistema per cui uno debba parlare male dell’arbitro per avere un risultato migliore: questa è la fine del calcio”.

ALL’INTERNO IL VIDEO AMATORIALE CON LA PRIMA PARTE DEL COLLEGAMENTO TELEFONICO DI PIETRO LEONARDI A BAR SPORT

 

5 commenti:

Parmigiano ha detto...

Egr. Majo, gli sviluppi relativi alla squalifica di Leonardi si inseriscono bene nel dibattito iniziato sull'opportunità del buonismo nel calcio. Sabato abbiamo avuto l'esempio di un grosso errore comunicazionale da parte di Leonardi di cui la sua squalifica è stata la dimostrazione più evidente. Anzichè lasciarsi andare a imprecazioni in presenza di funzionari per poi tacere di fronte alle telecamere egli avrebbe dovuto fare l'esatto opposto. Il suo è stato un autentico autogol. Non bisogna infatti mai lasciarsi sfuggire l'occasione di un'efficace comunicazione: semmai si può discutere sullo stile delle dichiarazioni ma non sul fatto che queste vadano fatte. Mi spiego meglio. Tutti si ricordano la forza comunicazionale di Mourinho nel periodo in cui vinse tutto alla guida dell'Inter: piaccia o no quello era il modo vincente per guidare oggi una squadra. Il ruolo dirigenziale del calcio moderno richiede autocontrollo e grande astuzia: i momenti del dopopartita che precedono le interviste sono i più delicati e bisogna in quegli istanti tacere e non esporsi a prevedibili sanzioni. La partita si gioca infatti di fronte ai giornalisti, che hanno un enorme potere mediatico. Si tratta dunque di rilasciare dichiarazioni efficaci, non offensive ma in difesa della propria squadra specie in occasione di evidenti torti arbitrali subiti, al di lá che si tratti di errori in buona fede o no. Se si cade in un mutismo mediatico non solo ci si espone a giocare la parte della cenerentola che prima o poi subirà lo stesso trattamento ma, come dallo stesso Leonardi ammesso, si finirà per diventare cornuti e mazziati. Cordialmente, Parmigiano. PS Prima di iniziare a commentare su Stadiotardini col nome di Parmigiano firmavo i miei commenti sulla GdP come parmigianoreggiano, cosa che faccio ancora quando intervengo là.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, visto che si postano solamente cose che col calcio giocato non c entrano niente, approfitto di questo post per segnalare la LEZIONE DI TECNICA E STILE che Luca Bucci ha dato ieri sera a TV Parma. Ha spiegato con garbo e competenza ai tromboni che da anni bofonchiano sulle tv private com è la situazione portieri dal parma calcio.
e i soliti tromboni che fino a 1 minuto prima (ci sono le registrazioni, si sa di chi parlo) dall alto della loro competenza tecnica (?) sostenevano che mirante è un portiere scarso , dopo che Bucci ha argomentato le sue tesi , non hanno nemmeno avuto il coraggio di portare avanti le loro opinioni che propinano da settimane. se io sono convinto di una cosa lo dovrei dire anche davanti a chi di quella cosa bene o male e responsabile. invece niente...

ma veramente parma non puo esprimere commentatori piu di livello che non quella compagnia di giro , del saltimbanco o di quel poveraccio che scrive le pagelle in dialetto sulla gazzetta ?
o veramente il calcio giocato non interessa a nessuno?

saluti ale

Gabriele Majo ha detto...

A Parmigiano risponderò un po' più tardi, anche se gli premetto che a me "le furbizie" nel calcio (come nella vita) non piacciono, per cui preferisco un bel buonismo perdente, piuttosto che vincere con l'imbroglio o con l'astuzia, anche se il discorso che lui ha fatto e è un po' più ampio e quindi meritevole di essere un po' più approfondito.
Ad Ale, invece, preannuncio che la lezione di stile di Bucci, avrà un adeguato spazio più tardi su stadiotardini.com, avendo appuntato le varie argomentazioni dell'attuale preparatore dei portieri crociato, ieri sera ospite a Bar Sport.
A proposito dei commentatori da lui tirati in ballo, dirò che "quel poveraccio che scrive le pagelle in dialetto sulla Gazzetta", come lui lo ha definito, è un tifoso e non un opinionista di quelli scritturati dalle Tv private.

Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

giusto Majo ma allora a che pro viene a lui dato uno spazio cosi sulla gazzetta di parma dove , coperta dalla simpatia del dialetto , fa sfoggio settimanale della sua "competenza" calcistica?

non ci sono giornalisti sportivi che sanno il dialetto?
ale

Gabriele Majo ha detto...

Il pramzàn di Piovani, essendo della bassa, è un po' più arioso. Almeno stando al giudizio dell'esperto correttore ortografico delle Pagelle in dialetto, Enrico Maletti.
La storia delle Pagelle in Dialetto è questa: Crociato 63 aveva iniziato anni fa, per gioco, a stilarle per il sito di Settore Crociato. Poi alla Gazzetta di Parma sono piaciute e lo hanno "assoldato". E così dal gioco non dico che sia diventato un lavoro, per lui, o quasi. Fatto sta che non è semplicissimo essere tutte le volte freschi e simpatici, o strologare fuori la battuta giusta. E la vena a lungo andare può esaurirsi. Nonostante tutto, però, continua a tenere botta e a far lettori, nonostante le limitazioni che ha dovuto concordare, non ultima quella di non disturbare con i suoi voti presidente e dirigenti. Poi se è competente o meno non so: siamo tutti competenti o meno. A me Cervi ha detto in Tv che non capisco niente di pallone. Meglio così. Mi sarei offeso se mi avesse detto che non ne capisco di giornalismo... Cordialmente Gmajo