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giovedì 29 marzo 2012

GALLOPPA SPRONA I TIFOSI: “AL TARDINI VORREI SEMPRE UNA BOLGIA TOTALE COME CON LA FIORENTINA”

Parma è una piazza che non mette troppa pressione ai calciatori crociati, e il centrocampista apprezza, però gli piacerebbe che l’Ennio in ogni gara fosse carico come lo era stato nella serata di panolada e fischietti: “Sarà stato un caso, ma quella volta c’era stata la contestazione e poi alla fine ci diedero un rigore. Non so se è stato un caso, perché a Genova, per esempio, ci era stato dato un rigore contro che secondo me era stato fischiato più dalla Curva più che dall’arbitro…”

galloppa conf stampa 29 03 2012(gmajo) – C’è una situazione da migliorare che accomuna i calciatori del Parma e i suoi tifosi: la mancanza di continuità in partita. Capita, infatti, nonostante il prodigarsi delle prediche di Dondonadoni e dei Superiori del convento, che i giocatori crociati si facciano prendere da qualche amnesia di troppo (paradigmatico l’ultimo esempio, i 10’ di black out di Cesena, “fratelli” di tanti altri analoghi, vedi Novara o in casa col Lecce), così come i nostri spettatori non sostengono per l’intera gara i propri beniamini con quella intensità determinante, mostrata, ad esempio nella serata di fischietti e panolada, quando l’Ennio si era trasformato, finora unica volta in stagione, in una autentica bolgia. Se n’è parlato oggi, durante la conferenza stampa al Centro Sportivo di Collecchio di Daniele Galloppa, al quale il collega Michele Angella di Teleducato aveva chiesto se questa piazza soft che preferisce dare una pacca sulla spalla ai giocatori che si vinca o che si perda, anziché contestarli non finisca per condizionare il loro rendimento. Il centrocampista ha chiosato: “A me piacerebbe proprio che alla domenica ci fosse la bolgia totale, come c’era stata con la Fiorentina e poi durante la settimana continuare come adesso a lavorare tranquilli. Noi dovremmo essere più bravi ad entusiasmare i nostri supporter, perché quando sbagliamo partita il tifo si sente meno, ma avere, indipendentemente da tutto, un tifo costante per 90’ potrebbe essere un valore aggiunto. A Genova il rigore ce lo fischiò contro più la Curva che l’arbitro…”

All’interno la trascrizione integrale “Galloppa ai tifosi: Vorrei il Tardini una bolgia totale”

Michele Angella (Teleducato) – Vorrei chiederti la tua valutazione sul rapporto che c’è con i tifosi e con la piazza, perché c’è chi dice che questa squadra avrebbe bisogno di essere un po’ più stimolata magari ogni tanto anche con qualche contestazione, sia pure civile, perché qui, che si vinca o che si perda, vi arriva sempre una pacca sulle spalle da parte dei tifosi: tu sentiresti il bisogno non dico di una contestazione, ma magari di un po’ più di pressione da parte dei tifosi? Oppure vi va bene così, perché quello che succede fuori dal campo non vi tocca?

“No, io credo che le contestazioni non c’entrino niente. Qui, in effetti, c’è il valore aggiunto che è quello di poter lavorare con tranquillità durante la settimana, ma alla domenica noi dovremmo esser bravi a portarli dalla nostra parte: a me, personalmente, piacerebbe che ci fosse proprio una bolgia, come c’è a Genova o come c’è in altri stadi, perché secondo me, alla lunga, qualche punto in più si riesce a raccogliere proprio grazie ad un ambiente carico, come ad esempio lo era stato nella gara con la Fiorentina. Sarà stato un caso, ma quella volta c’era stata la contestazione (panolada contro gli errori arbitrali, al suono dei fischietti nda), e poi alla fine ci diedero un rigore. Non so se è stato un caso, perché a Genova, per esempio, ci è stato fischiato un rigore che secondo me è stato fischiato più dalla Curva più che dall’arbitro. Questo è quello che dico io, perché un po’ ti indirizza il clima della partita, gli umori. A me piacerebbe proprio che alla domenica ci fosse la bolgia totale e poi durante la settimana lavorare tranquilli: sarebbe, secondo me, la linea giusta del calcio”.

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Reputi, dunque, che qui non ci sia un tifo caldo come nelle piazze che avevi menzionato prima?

“Sicuramente c’è, però ho la sensazione che comunque non sia costante: ovviamente dipende anche da noi, perché quando magari sbagliamo partita il tifo si sente meno. Secondo me questo fattore potrebbe essere un valore aggiunto in più: avere un tifo costante per 90’ al di là di tutto, poi, quando fischia l’arbitro, se abbiamo sbagliato o abbiamo fatto male, è giusto prendere i fischi e prendere quello che c’è da prendere. Però, dall’inizio della partita, fino alla fine, l’unità di intenti, secondo me, dovrebbe essere questa: da parte nostra dare il massimo e i cercare di vincere tutte le partite e da parte dei tifosi di tifare dal primo all’ultimo minuto. Tutti. Questo credo che sia il valore aggiunto”.

(Daniele Galloppa, estratto dalla conferenza stampa del 29.03.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – registrazione audio di Jonathan Belletti, trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

 

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Galloppa ha ragione... Però deve essere anche la squadra a trascinare i tifosi. Non può avvenire sempre il contrario. Sappiamo come siamo noi parmigiani... un pò snob, poco inclini ad esaltarci ed allo stesso modo, non troppo severi quando c'è da incazzarsi... allo stadio ci si va anche per passare due-tre ore in compagnia e se la partita non offre spunti si fanno due chiacchiere senza prendersela troppo... Se la squadra lotta, si impegna e da l'idea di crederci (anche oltre le avversità) come è accaduto contro il Napoli, il Tardini sa dare il suo contributo... Se la squadra vivacchia come troppe volte è accaduto quest'anno, i tifosi si siedono proprio come chi scende in campo. E' forse un limite di Parma, ma noi parmigiani siamo così... non ci si può mica fare niente... Davide

Anonimo ha detto...

Galloppa è un bravo ragazzo,e sispera possa tornare ai suoi livelli ...lo stimo ...però trovo di cattivo gusto la solita "chiamata alle armi"ogni volta che la situazione volge al peggio.....mentre quest inverno dopo aver subito un paio di rimonte in casa ai primi fischi...si sono risentiti e basta saluti sotto la curva a fine gara....non si fà cosi,-....invece quando sanno di poter fare i galletti in virtù di una classifica buona, alzano la cresta manco fossero iniesta messi xavi e compagnia bella e si offendono....e ora che "scendano veramente" in campo loro invece direstare negli spogliatoi come a cesena per sperare poi nell appoggio del pubblico ,che cmq bene o male ,nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte ha sempre risposto presente...........questa richiesta è un altro segnale della poca fiducia nei propri mezzi ..oppure della consapevolezza dei mezzi a disposizione... vedetela come volete ma in campo per salvarti o ci vai con la convinzione di lottare o stai a casa...insomma ...le motivazioni ci sarebbero eccome senza bisogno di" stimoli esterni" per "mangiare l erba"ma chiedono a noi di far paura all avversario per primi.....speriamo di salvarci e di voltar pagina su questo campionato che tra allenatori cambiati,polemiche insensate sta scivolando via stancamente..........senza la possibilità di poter far tesoro di niente che possa farci crescere come società e squadra..la cosa che mi rattrista è questa...non abbiamo niente da salvare di questa stagione
filippo1968

Anonimo ha detto...

Galloppa dovrebbe guardare a quello che stanno facendo lui e i suoi compagni. Non meriterebbero neanceh il minimo di tifo che c'è...vogliono una piazza come la Fiorentina? Ok, però devono prepararsi a correre. Non so se avete visto cos'è successo in Tribuna con Della Valle....vogliono questo? Basta chiederlo.

Anonimo ha detto...

Scusate, ho dimenticato la firma nel post precedente: sono il Manno

Gabriele Majo ha detto...

Ciao Manno, forse Ti ha tratto in inganno il mio titolo, tuttavia chiarito dal sottotitolo: Galloppa non intende un tifo come quello del Franchi, ma il tifo del Tardini fatto in occasione del recupero con i Viola, la serata, cioè di fischietti e panolada. Ciao Gmajo

Vladimiro ha detto...

Ha ragione Galloppa. In un'altra piazza certi calciatori svogliati (vedi Bojinov l'anno scorso o Santacroce quest'anno) i tifosi li avrebbero presi a piedi nel sedere. Stessa cosa dicasi per Leonardi: in un'altra piazza dopo aver cacciato Guidolin e dopo aver presentato Marino come il profeta del calcio propositivo non avrebbe più potuto mettere il naso fuori di casa.