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venerdì 2 marzo 2012

POLVERIERA LEGA. GHIRARDI: “NON SONO TRA QUELLI CHE HANNO SFIDUCIATO BERETTA”

“Ognuno è libero di pensare quel che crede. Si parla troppo fuori dalla Lega e poco dentro: alcuni stanno dieci minuti poi se ne vanno, spero che l'incontro duri qualche ora oggi. Il clima non mi sembra buono, speriamo di uscire con sensazioni migliori".

Ghirardi Lega(gmajo) – Polveriera Lega Calcio. Prendendo spunto dalla sfiducia che alcuni presidenti di club hanno indirizzato al presidente pro tempore della Lega Serie A Maurizio Beretta, Tommaso Ghirardi, all’inizio dei lavori odierni dell’Assemblea che deve esprimersi proprio in merito, ha spiegato il suo punto di vista. “Non sono tra quelli che hanno sfiduciato Beretta, né sono d’accordo con loro, ma ognuno è libero di pensare quel che crede”. Anziché una Lega spaccata (come è) il patron crociato la desidererebbe monolitica: “La nostra categoria ha bisogno di unirsi ed affiatarsi”. Forse un’utopia. Ghirardi aggiunge: “Si parla troppo, però, fuori dalla Lega e poco dentro. Alcuni stanno dieci minuti poi se ne vanno, spero che l'incontro duri qualche ora oggi. Il clima non mi sembra buono, speriamo di uscire con sensazioni migliori.Io sono sereno, tranquillo e sono arrivato armato di buoni auspici”. Un tema sempre caldo è la questione arbitrale, ma Tommaso glissa: "Non commento a caldo né a freddo, spero solo in una prosecuzione di campionato più tranquilla".

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Dai colleghi in servizio in via Rosellini è stato chiesto a Ghirardi anche un parere sull’azzurro Giovinco: "Mi è piaciuto in Nazionale, anche se non è stato concreto, ma giocare in azzurro non è mai facile e giocare col 10 da titolare non è semplice".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

buongiorno
per quanto ne capisca poco...juve e milan non volevano sfiduciare beretta...infatti si sono chiamato e chiariti guarda caso i giorno prima di riunirsi e......combinazione??beretta è rimasto al suo posto....indipendentemente da questo che m interessa poco.....è la dimostrazione che la lega rimarrà sempre spaccata fino a quando a comandare non sarà il presidente stesso ma le 2 società precedentemente menzionate che non fanno interessi comuni ma solo quelli propri.......riassumendo dai diritti tv a tutto il resto amangiare vogliono essere solo loro ...il grosso della fetta se lo vogliono spaertire...le briciole alle piccole.
Io se fossi in ghirardi non perderei tempo a parlarene e nemmeno ad andarci a quelle assemblee farsa....memore anche delle minaccie mosse a suo tempo quando per l assegnazione dei i diritti tv minacciarono di non comprare più dalle "piccole"...e fù una vergogna vera....un vero e propio ricatto.
Cellino secondo me è l unico che ha le idee chiare in quella cricca di ... date voi un aggettivo adeguato ......ma è lasciato solo tutti hanno paura di schierarsi contro i "mammasantissima"
filippo 1968

Luca Russo ha detto...

Sarò impopolare e forse anche un pochettino ingenuo nelle mie considerazioni, potrei addirittura apparire come quello che la pensa in un modo che non è compatibile con gli interessi del Parma e di chi, come il nostro club, non è considerato alla stregua delle grandi squadre. Ma è da qualche anno, da quando qualcuno ha messo in giro l'idea di una Superlega tra le (presunte) migliori formazioni d'Europa (il pensiero corre subito al presidente dei nostri prossimi avversari in campionato), che mi piacerebbe vedere i club meno "potenti" fare fronte comune e costituire una propria lega, dando vita ad un campionato tra quelle squadre che non rispondano al nome di Inter, Juventus, Milan, Roma, Napoli e Lazio. E se mi permetto di produrmi in un pensiero (e la sua successiva esposizione) del genere, è perchè sono stanco, per molti versi anche infastidito, dell'atteggiamento di quelle società che, in un modo che io trovo anche un po' ridicolo, si autodefiniscono grandi. In base a cosa poi non si sa tanto bene, visto che (faccio affidamento alla mia memoria che pure mi tradisce di tanto in tanto) uno degli ultimi trofei in ambito internazionale, esclusa la Champions, è stato conquistato, per l'Italia, proprio da quel Parma (con la Uefa del 1999) che oggi viene considerato come un club di seconda fascia, se non addirittura terza. Così, i potenti del calcio nostrano si sentono grandi (o si dipingono come tali)? Bene, presentino agli altri potenti d'Europa la loro idea di Superlega. Vediamo se gli altri la prenderanno in considerazione e come eventualmente decideranno di strutturarla. Certo, così facendo potranno contare su una quantità impressionante - solo ad immaginarla - di ricavi dagli sponsor, dalla gestione dei propri marchi e dalla vendita dei diritti televisivi. Il che farà bene alle casse dei club, non ai tifosi a cui importa, diciamocelo chiaramente, che la propria squadra vada in giro a far belle figure. Ed è proprio in virtù di questo aspetto che io son desideroso di vedere i potenti del nostro calcio dar vita ad una lega con le altre potenze d'Europa. Perchè? Per capire quanto tempo può stare senza vincere un tifoso di Juventus, Milan, Inter o Napoli? Accade anche in Italia che gli appena citati club non vincano per qualche anno; ma in Italia, tra una qualificazione alla Champions ed un probabile trionfo in Coppa Italia, un modo per esultare, e apparire come vincente (anche in assenza di trofei), lo si trova sempre (continua)

Luca Russo ha detto...

(segue dal commento precedente)Diverso sarebbe il discorso nel caso di una Superlega fine a sè stessa, che non offre ulteriori sbocchi rispetto a quello della vittoria finale. Che potrebbe essere un affare per pochi club, sempre che non si vogliano introdurre regole del tipo di quelle adottate dalla NBA, in cui, a giudicar dall'albo d'oro, i primi non saranno sempre i primi se agli ultimi viene concessa la possibilità di avere sul mercato le prime scelte e non le ultime (invece destinate a chi è campione in carica). E la NBA mi aiuta ad esprimere un altro concetto: è più divertente un campionato spalmato su tutti i giorni della settimana o un campionato in cui anche il Cesena, ammesso che operi bene sul campo e in ambito dirigenziale, può ambire al titolo? Non sarebbe nemmeno difficile arrivarci ad un torneo in cui l'accesso alla vittoria finale può essere offerto a tutti. Come? Ispirandosi proprio alla NBA. In cui, come dicevo poc'anzi, chi vince il titolo, avendo già una rosa oggettivamente forte, non può andare sul mercato a prendersi i migliori giocatori usciti dai college (o quelli europei che si sono dichiarati eleggibili) che invece sono lasciati a disposizione delle squadre che hanno chiuso l'ultimo campionato nei bassifondi della classifica. E non è tutto: da quelle parti è stato introdotto, ormai da parecchio tempo, anche il salary cap. Per cui è difficile vedere tanti top players in una sola squadra, ma è molto più probabile che siano equamente divisi tra tutte le compagini (che mediamente ne hanno almeno uno a testa). Questo meccanismo garantisce alla NBA diversi vincitori in diversi anni...o lustri. Ed è l'albo d'oro a dimostrarlo: negli ultimi venti anni il titolo NBA ha cambiato padrone per ben otto volte. In Italia, ad eccezione dei due trionfi delle laziali, solo tre (tra Inter, Milan e Juventus).

Detto questo, mi auguro che in uno slancio di estrema "impopolarità" i piccoli club, un giorno, facciano fronte comune e creino un proprio torneo (magari dandosi regole del tipo di quelle adottate dalla NBA), facendo LORO fuori i grandi potenti del nostro calcio, prima che siano i grandi a far fuori NOI.