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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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martedì 28 agosto 2012

E A BAR SPORT SI SONO SEDUTI…

Novità più nella forma – con un sontuoso studio stile Sky con monitor touch screen per i conduttori – che nella sostanza. Toni più soft grazie alla riduzione degli opinionisti che riescono a far prevalere il dialogo sull’ululata. Iotti, vice presidente CCPC, a proposito di Amauri, non fa esercizio di diplomazia e non nasconde le sue perplessità per l’attaccante che da tre anni lamenta assortiti problemi fisici. La sinergia con la casa madre Gazzetta sfuma nel finale quando Piovanone svela lo scoop del rinnovo di Paletta, oggetto dell’apertura odierna del quotidiano…
DSC04638(gmajo) – E a Bar Sport si sono seduti. Ce ne guadagna l’immagine professionale di Monica Bertini che – da mezzobusto, anche se non è l’abito che fa il monaco o la suora – può essere più facilmente riconosciuta come giornalista conduttrice o co-conduttrice (decisamente peggio le co-co-conduttrici…) che non nel ruolo meno gratificante di valletta, sia pure avanzata, come poteva apparire prima, quando stava in piedi più vicina alla postazione computer che non al suo partner (in Tv, of course, perché nella vita è sempre felicemente coniugata al calciatore Giovanni La Camera, che nel frattempo si è geograficamente avvicinato, militando nel Pavia) Giuseppe Milano. Certo, Monichina ha ancora a che fare con il pc, ma ora lei, come Milano, è dotata di un modernissimo monitor incassato nel tavolone centrale con tecnologia a schermo tattile, sì da poter interagire con l’interfaccia grafica mediante le dita. A proposito di interazione: “interagire” sembrerebbe essere la parola d’ordine delle due principali tv locali, se su Teleducato Angella ha riciclato il “nostro” Lorenzo Fava nella neonata postazione web, con attenzione ai blog, forum, siti specializzati, social network etc., su Tv Parma i due loghi di Facebook e Twitter, grazie ai quali gli spettatori da casa possono dire la loro, appaiono costantemente in alto sullo schermo  in sovraimpressione, quale pressante invito a partecipare attivamente. Insomma, il 3.0 è sbarcato in Tv…
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image“Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti”, si è lasciato sfuggire, off the record, stamani Pietro Adrasto Ferraguti a colazione, mentre osservava con ammirazione il sontuoso studio in perfetto Sky-style, inaugurato ieri sera, nella foto pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma. In effetti il suo Michele Angella, leader di Calcio & Calcio, deve cercare di fare un po’ le nozze con i fichi secchi per via dell’esiguo budget messogli a disposizione, e la differenza di mezzi profusi, nella forma, si vede proprio tutta. La pubblicità di Banca Monte Parma, che malgrado le traversie continua a sponsorizzare entrambi i salotti (pur essendo sparita dalla maglia gara del Parma), appare avveniristica  o per lo meno attuale, “intagliata” nel tavolo pentagonale, primo elemento filosofico-architettonico del rinnovato studio, se paragonata alla striscia di cartone incollata sul porta-pc della nuova valletta di C & C Roberta Malvezzi, che ha subito mostrato di essere un’aquila. Anche i backdrop pubblicitari sono decisamente più all’avanguardia e non sfigurerebbe, in onda di lì, anche un talk show di portata nazionale. Stiamo parlando di forma, ovviamente, perché i contenuti sono rigidamente rimasti popolar-locali, con la conferma, sostanzialmente in toto, della squadra di opinionisti degli ultimi anni, con Sandro Piovani, che non disdegna di infilarci un po’ di dialetto (del resto è stato l’unico a “sdoganare” il pramzàn sulle pagine rosa della Gazzetta dello Sport), Gian Franco Bellè, perenne icona del programma, Michele Gallerani (un po’ più bromurato del solito), il “dentista” (pubblicista) Stefano Frigeri, per l’occasione affiancati dal caposervizio spettacoli (ed ex vice di Bellè allo Sport negli anni d’oro) della GdP Francesco “Cecchi” Monaco e dal Vice Presidente del CCPC Giorgio Iotti. Verso la conclusione del programma mi ha stupito che questi non abbia fatto esercizio di diplomazia nell’affrontare il delicato argomento Amauri: il “sindaco” di Monticelli Terme, infatti c’è andato giù spiano senza nascondere le sue perplessità sull’acquisto di un calciatore che da tre anni lamenta assortite problematiche di carattere fisico. Posizione non politically correct, ma senza dubbio veritiera e che gli fa onore. E al bando il motto: “a noi va tutto bene”. Quando all’epilogo di gennaio ci fu la sostituzione di direttori da Gavazzoli a Molossi , questi, durante l’intervista che gli feci e che ufficializzò il discusso cambio al vertice , accennò al concetto di “Telegazzetta” peraltro rimodulato in occasioni successive, quando spiegò che Tv Parma avrebbe mantenuto la propria identità. In realtà sotto un unico manico, come era facile attendersi, la Tv ha un po’ dovuto piegarsi alle esigenze del giornale, che rimane, nel 2012, la corazzata di Via Mantova. Un esempio della sinergia lo si è avuto ieri sera quando il buon Sandrone ha fatto a lungo il sornione sfogliando a lungo la margherita (non Portelli) se dare o non dare una importante notizia di mercato, cedendo proprio solo in fondo nello svelare quella che sarebbe stata l’apertura della pagina sportiva di stamani del quotidiano, e cioè il prolungamento fino al 2017 del contratto in essere (sarebbe scaduto nel 2014) tra la società Parma FC e il top-defender Gabriel Paletta. Gallerani, che la sa lunga, ha avuto lo stesso sospetto del sottoscritto: contratto allungato? Gatta ci cova. E via ad elencare la lunga serie di precedenti famosi, da quello del pari ruolo Cannavaro a quello di Mutu, con contratti prolungati propedeutici ad una imminente cessione. Faccio zapping perché a TD, pur non sapendo di questa primizia piovanesca o del quotidiano confindustriale, datosi che il pastone di mercato non è firmato, si è accennato alla posizione di Paletta. Il Saltimbanco Enrico Boni, andando in controtendenza rispetto a coloro che invocavano un botto in entrata (sia pure in attacco) ha replicato auspicando un botto in uscita, appunto quello del difensore italo-argentino. In quella sede io ho esternato un concetto che qui ripeto volentieri: per otto milioni di euro cedere Paletta (tanti ne vuole il Parma, Boni si accontenterebbe anche della metà)  non sarebbe un delitto. In generale. Sarebbe un delitto farlo adesso. Perché io non sono per nulla convinto, come il Variopinto, che Benalouane possa sostituirlo degnamente o addirittura scalzarlo come profetizza il profeta. Io penso che Paletta difficilmente saprà confermarsi ai livelli della passata stagione (arrivare è sempre più semplice che confermarsi) e dunque non sarebbe male – dal punto di vista strettamente economico – monetizzare quanto più possibile prima. Boni sostiene che andrebbe fatto per aver pronto il gruzzolo da reinvestire a gennaio in caso di bisogno. Io penso che un po’ di liquidità al Parma (come un po’ a tutti) faccia sempre bene e che è sbagliato perdere l’attimo fuggente. Però un’operazione del genere l’avrei benedetta due mesi fa, perché se c’è qualcosa di buono fatto da Leonardi c’è l’aver dato l’intera rosa a Donadoni (eccezion fatta per Rosi, il contrappasso in un cognome) prima dell’inizio del ritiro. Come affermato anche dal roseo Schianchi specie in difesa i meccanismi hanno bisogno di essere provati e riprovati: cambiare anche un solo elemento del 3 5 2 può risultare deleterio. Figurarsi se questo elemento è poi il più affidabile del novero, considerando che sia Zaccardo che Lucarelli iniziano ad avere un anno in più. Gabriele Majo

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