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venerdì 31 agosto 2012

TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO SENZA LE VOCI STORICHE DI LIVIO FORMA E TONINO RAFFA, CUI LA RAI NON HA RINNOVATO IL CONTRATTO DI COLLABORAZIONE

Le forzate defezioni dei due pensionati, aggiunte alla grave scomparsa del mitico Alfredo Provenzali, tolgono quel tocco di romantica magia alla longeva trasmissione radiofonica, che aveva saputo così bene coniugare il presente col passato

tonino raffa(gmajo) – Per chi, come me, ha dentro di sé un fanciullino che non vuol proprio saperne di diventare adulto, sia pure alla soglia dei 50 anni, il colpo è stato duro: non solo la gravissima perdita, poche settimane fa, del mitico Alfredo Provenzali, dapprima inviato e poi conduttore di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, ora, a causa di una sorta di spending review dell’antenna di stato, sono sparite dalla longeva trasmissione di Radio Rai anche le voci storiche di Livio Forma e Tonino Raffa, i due pensionati che fino alla scorsa stagione avevano continuato a raccontare le partite dalle cabine dei campi di serie A e serie B (e pure di Lega Pro, dove Raffa riciclò gli “aretusei)), grazie ad un contratto di collaborazione. Malgrado le pressanti richieste del capo redattore del Giornale Radio Riccardo Cucchi di poterli ancora annoverare nella propria squadra, la direzione generale è stata irremovibile: niente prolungamento per Forma e Raffa, e neppure per Ezio Luzzi, che conduceva un’altra trasmissione dove dava sfoggio della sua vena ironica. Stop ai contratti di collaborazione, e pazienza se ci sono ancora molti amanti del vintage, come me, che possono rimanere delusi.

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provenzali intervista di majo giugno 2012[2]Certo, me ne rendo conto perfettamente che prima o poi il momento di smettere deve pur arrivare, ed è pure bene che  questo momento arrivi prima dell’inevitabile processo di deterioramento di cui chi più e chi meno siamo tutti soggetti, al di là di creme e lifting miracolosi: ma ho ragione di credere che tra i segreti del successo di “Tutto il Calcio” ci fosse proprio questo sapiente mix di voci del passato e del presente, un caleidoscopio che ti proiettava non solo negli stadi facendoti immaginare la partita che non vedevi, ma anche in una sorta di macchina del tempo che ti faceva rivivere la tua gioventù, i tuoi anni migliori, quando il sapore del pallone era un po’ diverso da quello di oggi, genuino e non incellophanato. Perdere in un colpo solo Provenzali, Forma e Raffa sono convinto – con tutto il molto male alla trasmissione, perché rispetto per 15.02 Livio Formagli altri più giovani – che faccia sentendo loro ti ricordavi pure di Ameri, Ciotti e Bortoluzzi. Sarà stato un po’ demodé sentire da Forma “per chi si fosse messo in questo momento ai diffusori” o qualcuna delle poetiche – studiate – perifrasi di Raffa, ma era proprio dalle loro voci “dal passato” che emergevano i valori di una trasmissione che ha saputo mantenere inalterato il suo fascino pur nella decadente epoca delle Satellitari e dello spezzatino e del calcio a pagamento e fazioso. Maestri di equilibrio e di equidistanza. Altro che i moderni cronisti-tifosi… Ricordo, ad esempio, l’estremo rispetto di mister Mimmo Di Carlo ogni qual volta si trovava di fronte il mostro sacro Tonino Raffa, che lo intervistava con quella sua caratteristica, unica, voce. E anche il presidente Tommaso Ghirardi più di una volta si è fermato a chiacchierare con lui ricordando quando, da studente, lo ascoltava per radio.

raffa majoUna affettuosa amicizia, di cui vado orgoglioso, mi lega particolarmente a Tonino Raffa, compagno di viaggio in non so quante trasferte in giro per l’Europa al seguito dei crociati, durante la grandeur (ma anche a Braga, ultima tappa del tour europeo dei crociati): la sua ultima radiocronaca ufficiale prima del pensionamento, non a caso (e in quella designazione ci fu un po’ il mio zampino e la decisiva compiacenza di Cucchi…), era stata proprio allo Stadio Tardini, il cui prato verde era diventato la copertina del libro celebrativo “Clamoroso al Cibali”. Dopo quella radiocronaca del 15.05.2011 (un Parma-Juve, mica roba da niente, con quel signore d’altri tempi di Alfredo Provenzali, che, quasi a concedergli una passerella d'onore per una virtuale standing ovation, aveva stravolto la scaletta rendendo il Tardini il campo principale per la conclusione della trasmissione: "Grazie, ci sono parole che nella vita valgono più di 1.000 radiocronache"), Tonino, per un altro anno ancora, lo scorso, era riuscito a tornare al microfono grazie ad un parma commento forma[2]contratto da collaboratore esterno, stesso escamotage studiato alcuni anni prima per il collega valdostano. Anche Livio Forma, l’anno passato, sovente è stato designato al Tardini, e con estrema cortesia ricordo che si faceva da me intervistare sotto un lampione all’esterno dell’Ennio, prima di incamminarsi verso la stazione e prendere il treno. I loro addii tolgono quel tocco di romantica magia alla longeva trasmissione radiofonica, che aveva saputo così bene coniugare il presente col passato, stregando generazioni e generazioni di radioascoltatori. Gabriele Majo

5 commenti:

Ermete Bottazzi ha detto...

per carità, lunga vita al vintage, ai suoi protagonisti e ai suoi amanti, in questo caso soprattutto.
Però che la Rai, azienda di Stato (proprio per il suo essere azienda di Stato, anche se spesso pessima), non rinnovi il contratto di collaborazione a due giornalisti pensionati è cosa buona e giusta, per le nuove leve del lavoro (ammesso che non prendano stagisti...). A fare il radiocronista ci starebbe bene anche lei, Majo, che già lo ha fatto, ed è ancora un ragazzino. Dentro, almeno.

Gabriele Majo ha detto...

Penso che Raffa mi avrebbe lasciato il posto volentieri, ma in Rai non sono mai riuscito a strappare uno straccio di collaborazione, sicché non potrò mai essere il suo erede. A parte che il suo erede è l'omonimo Boellis...
Grazie per il ragazzino dentro. Fuori le mei se lasema ster...
Comunque se parliamo di collaborazioni giornalistiche io reputo immorale anche le corrispondenze chieste da quotidiani nazionali a stipendiati di quotidiano locali. Difficile trovare spazi vitali. Una ragione in più per cercare di far sopravvivere questa piccola navicella. In mari procellosi...
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

spiace che due voci storiche lascino...soprattutto perché in quel calderone di lottizzazioni che è la rai non erano certo loro a chiudere le porte a giovani o validi professionisti
e intanto continueremo a sorbirci la simpatia di paola ferrari...

vorreinonpagareilcanone

Anonimo ha detto...

sono sinceramente dispiaciuto che forma raffa e luzzi nn collavorinio piu ocn la trasmiiosne anche se devo correggerla . la trasmissione che conduceva luzzi insieme a Ernesto Bassignano ( ho perso il trend ) è stata chiusa ad aprile 2011 in virtù del compimento dei 65 anni da parte di bassignano.
Chi è pensionato nn può condurre trasmissioni in rai si disse
però a luzzi è stato fatto il contratto x cui interveniva come opinionista della serie b.
Tutto cio mentre ogni sera dopo il gr delle 19 andava in onda zapping condotta dal 71 enne Aldo Forbice, il quale alle volte si permetteva di apostrofare in diretta ascoltatori che lo criticavano. l'ultima volta però l'ascoltatore gli ha fatto scrivere dal suo avvocato.
Per bloccare il contratto di forbice, gli han bloccati tutti?
ale

vanni zagnoli ha detto...

ciao Gabriele, preferivo Raffa a Forma, per me non c'è paragone. Livio sbaglia spesso i giocatori, perde il ritmo, non è così brillante. Fra i radiocronisti l'ho sempre trovato anello debole, da tanti anni. Chiaro, resta un mito della radiofonia, tantopiù dalla val d'Aosta. Sono stato vicino a Raffa a un Mantova-Reggina, 4 anni fa, mi colpì perchè accompagnava la voce con il movimento del corpo, quasi. Un esempio che non dimenticherò mai.