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lunedì 13 agosto 2012

NUOVO LUTTO AL “PETITOT”. SE N’E’ ANDATO ANCHE IL SORRISO DI IOLE

Una settimana dopo i funerali di Nello Gualerzi, celebrate le esequie oggi a Ozzano Taro della first lady del Parma Club Arrigo Sacchi, presieduto dal marito Sergio Delendati. E’ stata sepolta nel cimitero a lato della chiesa stipata, come il sagrato, per l’ultimo saluto dei tanti amici, tra cui i paracadutisti (toccante il ricordo tracciato da Paola Fereoli al termine della funzione) e i pilastri dell’Associazione Giuliano Baroni e Giuseppe Barozzi. Una fondazione porterà per sempre il suo nome occupandosi di una adozione a distanza

DSC03601OZZANO TARO – (gmajo) – I tormenti di Iole Federico in Delendati sono terminati venerdì scorso: un calvario scandito dai ritmi del male che non perdona, fatto di lunghe degenze e momenti di speranza. Per sé e per i famigliari, che le sono rimasti accanto fino all’esalazione dell’ultimo respiro in maniera esemplare, come ha rimarcato don Franco Minardi durante l’omelia del rito funebre, svoltosi stamani, lunedì 13 agosto 2012 nella chiesa di Ozzano Taro: il suo amato marito Sergio, presidente del locale Parma Club intitolato ad Arrigo Sacchi, difficile trovare una coppia più coppia della loro; la diletta figlia Luana, che tanto la ricorda con la sua solarità, e i due nipotini Giacomo e Luca; la madre, affettuosamente chiamata “Nonna Soave” che ha affrontato con fede e dignità l’oltraggio più grande che la vita possa riservare: sopravvivere ad un proprio figlio. Eppure lei con la forza del credere in Dio c’è riuscita, recitando quell’antica preghiera in latino che le avevano insegnato da bambina…

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ioleAnche Iole, la first lady del Parma Club Ozzano, era credente, e in quella chiesa oggi stipata sia all’interno che nel sagrato per l’estremo saluto, spesso prestava il suo volto sereno e la sua voce per le Sacre Letture. Due erano, per lei, i riti domenicali, quello sacro al mattino, quello profano del pomeriggio con il suo Parma, del quale, quando stava bene, non perdeva mai una partita. Durante una piccola tregua concessale dall’inesorabile nemico era riuscita a godersi la fase finale dello scorso campionato: ed è bello credere che quelle sette meraviglie donadoniane fossero state volute da Eupalla proprio per lei, come ultima soddisfazione terrena. Me la ricordo seduta in Tribuna Centrale Petitot: i suoi vestiti colorati, il suo profumo, la sua inconfondibile capigliatura, DSC03599il suo sorriso: se non ero io a scattarle una foto era lei, con l’inseparabile Sergio sempre a fianco, a richiedermi il clic. Oppure, allegra, con i piedi sotto la tavola del Casino Petitot prima della partita. Così come mi torna in mente in un altro momento felice, la Disfida dei Salami (tra Parma e Piacenza) 2011 che l’infaticabile Giuliano Baroni organizza tutti gli anni: non c’era, Iole, nella giuria dell’ultima edizione, stava combattendo la sua battaglia a Ferrara, quella che le avrebbe restituito un minimo di speranza, quella che le avrebbe concesso, almeno, di vedere il suo Parma DSC03604trionfare come nei bei tempi andati. Oggi lui, Giuliano Baroni, c’era, a tributarle l’ultimo saluto: minato nel fisico – il bastone è per lui diventato un indispensabile strumento – ma forte nello spirito, nonostante il nemico gli abbia sottratto nel giro di una settimana due colonne, prima Nello Gualerzi (presidente del Parma Club Marco Osio) e poi, appunto, Iole. L’Highlander Baroni non è entrato in chiesa: era già gremita, come diciamo noi sportivi, in ogni ordine di posto. E così ha trovato riparo sotto una pianta d’alto fusto di quelle che cingono la strada verso il sagrato. Un altro DSC03596storico esponente dell’Associazione Petitot, Giuseppe Barozzi, fondatore del Parma Club Traversetolo, accompagnato dalla sua signora, era dapprima entrato, ma poi, visibilmente commosso ha preferito seguire la fase finale all’esterno dell’antica struttura. Non c’erano fisicamente, ma almeno con il pensiero tanti altri amici, che per nostro tramite vogliono esprimere il proprio cordoglio alla famiglia: Ivo Dallabona del Parma Club Collecchio e Lucia Brianti di Fidenza, i quali sono stati raggiunti dalla ferale notizia quando erano già in vacanza. Immaginiamo che abbiano concesso al DSC03597sorriso di Iole, che ci è stato strappato, almeno un minuto di raccoglimento. Non c’era solo il calcio nella vita di Iole: assecondando una passione forte del marito Sergio è sempre stata vicina anche al mondo del paracadutismo. E così a nome degli amici paracadutisti le ha rivolto un commovente ultimo saluto Paola Fereoli. Lo ha letto alla fine della funzione, prima che la salma benedetta venisse trasportata, a piedi, nel vicinissimo cimitero a lato dell’edificio sacro. Ho chiesto a Paola se mi dava quel foglietto sul quale aveva saputo così bene sintetizzare chi era Iole:

in ricordo di iole“Lascio un pensiero a nome degli amici paracadutisti che tanto hanno condiviso con la nostra cara Iole. Dove era Iole c’erano gioia, allegria, festa, abbondanza. Iole portava profumi, colori, canto, serenità. Iole disponibile e generosa; meravigliosa compagnia nelle nostre trasferte; pronta a sfamare chiunque si presentasse al convivio. Carissima Iole, ci lasci un’importante eredità, preziosa in questo tempo: la gioia di vivere. Ne faremo tesoro e vivrai con noi. Grazie di cuore Iole. Ti vogliamo bene. Come il Sole risorgi e ci illumini sempre”.

Grazie ad una fondazione voluta dall’Oratorio di Ozzano Taro, il nome di Iole Federico in Delendati continuerà a vivere per sempre: verrà istituita, a suo nome, una adozione a distanza.

Iole, da dove sei continua a sorriderci e a colore le nostre giornate. Gabriele Majo

 

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1 commenti:

Monica Bertini ha detto...

Ciao Iole, grazie per aver sempre creduto in me! Anche da lassù continuerai a tifare Parma, ne sono certa. Grazie anche per le belle parole che mi hai sempre riservato. Mony