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giovedì 21 ottobre 2010
AL TARDINI NON SI LAVORA, SE MAGNA…
A fine stagione il trasloco della sede sociale dal Tardini a Collecchio: al posto degli uffici l’allargamento dell’Hospitality e (forse) il Museo del Parma
Una news che riguarda proprio lo Stadio Tardini l’ha fornita personalmente l’Amministratore Delegato del Parma FC Pietro Leonardi (che certi correttori super intelligenti dei pc mutano in Leopardi: io ho appena fatto un “aggiungi”, si sa mai venisse fuori questo refuso involontario…) in diretta televisiva lunedì sera (18 ottobre 2010) a Bar Sport, il salotto del lunedì sera di Tv Parma quando, di sua sponte, ha offerto “una primizia”, subito ripresa dall’attenta Gazzetta di Parma (pare proprio che fosse in servizio quel Paolo Grossi cui recentemente, all’ora di pranzo, erano “fischiate le orecchie”, manco la macchina del tempo lo avesse riportato indietro, ai giorni del Gran Rifiuto di Cristiano Lucarelli alla fascia di capitano per… “colpa sua”) che così ha titolato sul giornale in edicola il giorno dopo: Leonardi a Tv Parma: “Entro un anno la sede a Collecchio”.Il progetto, in realtà, è di vecchia data (il primo socio del Presidente Tommaso Ghirardi nella sua avventura parmigiana, Angelo Medeghini, in una sorta di piano industriale, aveva già programmato questa possibilità, anche per dare un importante seguito all’investimento immobiliare fatto a Collecchio con l’acquisto del Centro Sportivo, che l’Amministrazione Straordinaria, nelle precedenti trattative mai aveva considerato di cedere), ma evidentemente deve avere subito una brusca accelerazione nelle ultime ore, se, massimo in dodici mesi, o addirittura prima (il sempre ben informato sito Settore Crociato ipotizza già a luglio) dipendenti e C. dovranno riempire gli scatoloni con le proprie masserizie per trasferirsi dieci chilometri più a Sud, sull’asse della Via Spezia. Il cambio di residenza della sede sociale non è cosa da poco: Collecchio non è una delegazione o frazione di Parma, è un altro comune. Cioè il Parma Fc non sarà più a Parma…
Alcuni colleghi l’altro giorno, di buon mattino, mi hanno chiamato allarmati: perché Leonardi, con i tempi che corrono, se ne è uscito con questo annuncio? Il portale parmaoggi.it scrive tra l’altro: “Le ipotesi si sprecano, compresi i “facili” allarmismi circa la possibilità che venga costruito un nuovo stadio alla periferia della città, o addirittura a Collecchio.” Ma lo stesso AB (Antonio Boellis) chiarisce, nel medesimo articolo: “In realtà la scelta di Ghirardi, sempre a caccia di imprenditori locali che possano aiutarlo economicamente nella crescita della squadra, è dettata da motivi commerciali. Cioè dalla possibilità di ottenere maggiori ricavi. Come? Ampliando l'area hospitality con la costruzione di nuovi salotti e di una più ampia area ristorazione; oltre alla nascita del tanto atteso “Museo del Parma Calcio” in cui verranno esposti i trofei e molti oggetti che raccontano la storia del club crociato.”
E’ la summa delle ipotesi avanzate dallo stesso Settore Crociato, motore immobile del Museo (di cui ha favorito già la nascita almeno virtuale: www.ilmuseodelparma.it), in due articoli riuniti sotto la cartella “Il progetto sportivo di Ghirardi”: il primo dal titolo: “Il Parma trasloca a Collecchio” ritenuto “uno dei punti nevralgici del progetto sportivo della famiglia Pasotti-Ghirardi”, poiché “lo sviluppo della struttura collecchiese” “interessa anche il sostanzioso impegno con il socio e jersey sponsor Banca Monte Parma” e l’altro dal titolo: “All’Ennio storia e ospitalità”, laddove svelano il segreto che nel ventre del Tardini sarà potenziata l’area hospitality e si avvierà il “percorso museale sulla storia ormai secolare del Parma Calcio, di cui il plastico dello stadio 'Ennio Tardini' costruito da un suo tifoso, Roberto Liberatore, con la collaborazione di due suoi amici, i fratelli Luca e Marco Mariotti, costituisce la prima ideale pietra.” Settore Crociato sublima il tutto nel terzo ed ultimo pezzo, uscito 24 ore dopo rispetto ai primi due, dal titolo “Verso i 97 anni del Parma Calcio: protagonista la sua casa”, appunto il Tardini, sulla cui ricostruzione in miniatura (ma non poi così tanto) stanno alacremente lavorando come formichine da mesi gli gnomi costruttori, che immaginiamo possano essere da queste parti per la gara con la Roma.
La nascita del Museo – vivaddio fosse il regalo del centenario! – sarebbe (il condizionale è d’obbligo perché non sono di facili entusiasmi) da accogliere con piena soddisfazione di tutti, un’opera meritoria, da educazione civica. Ma a tutti dovrebbe esserne garantita la fruizione, anche e soprattutto nel giorno della partita, non solo alle “Upper Class” verso le quali c’è molta attenzione in epoca di calcio moderno. Ne è testimonianza il progetto parallelo di potenziamento delle aree hospitality, per le quali, evidentemente, fioccano le richieste, anche se personalmente mi è capitato di documentare il passaggio dalla “vecchia” area senza vista sul campo, alla “nuova”, il balcone affacciato sul Tardini, dello stesso cliente, secondo il principio dei vasi comunicanti. In sostanza: in una città come la nostra attenta alla moda e alle mode (e perché no ai modi) piace poter cambiare spesso per essere sempre “in” e non “out” ed era facile prevedere che il nuovo ristorante open space con vista sul terreno di giuoco raccogliesse il pieno gradimento di chi ama far bella mostra di sé allo Stadio e lì intessere relazioni d’affari. Cosa si inventeranno i poliedrici commerciali del club per rendere appetitosa la trippa?
Un’ultima considerazione (o è una provocazione?): le partite all’ora di pranzo (tipo Parma-Roma di domenica prossima, anche se il Tardini vanta un vecchio esperimento felicemente battezzato da Crespo 1 alle 13 di qualche anno fa…) sono state inventate apposta per far lavorare i ristoranti (catering) all’interno degli stadi? E pazienza se loro, gli attori (i calciatori) sono costretti a mangiare pasta asciutta a colazione… (Valiani, Gazzetta di Parma del 20.10.2010 : “Non mi piace mangiare pasta alle 9”). (gmajo)
Nell’editoriale di “insediamento”, chiamiamolo così, ho già chiarito che all’interno di questo raccoglitore avremmo inserito qualche volta notizie di nostra primogenitura, ma più spesso spigolature da altri filari, magari chiosate o commentate.
Alcuni colleghi l’altro giorno, di buon mattino, mi hanno chiamato allarmati: perché Leonardi, con i tempi che corrono, se ne è uscito con questo annuncio? Il portale parmaoggi.it scrive tra l’altro: “Le ipotesi si sprecano, compresi i “facili” allarmismi circa la possibilità che venga costruito un nuovo stadio alla periferia della città, o addirittura a Collecchio.” Ma lo stesso AB (Antonio Boellis) chiarisce, nel medesimo articolo: “In realtà la scelta di Ghirardi, sempre a caccia di imprenditori locali che possano aiutarlo economicamente nella crescita della squadra, è dettata da motivi commerciali. Cioè dalla possibilità di ottenere maggiori ricavi. Come? Ampliando l'area hospitality con la costruzione di nuovi salotti e di una più ampia area ristorazione; oltre alla nascita del tanto atteso “Museo del Parma Calcio” in cui verranno esposti i trofei e molti oggetti che raccontano la storia del club crociato.”
E’ la summa delle ipotesi avanzate dallo stesso Settore Crociato, motore immobile del Museo (di cui ha favorito già la nascita almeno virtuale: www.ilmuseodelparma.it), in due articoli riuniti sotto la cartella “Il progetto sportivo di Ghirardi”: il primo dal titolo: “Il Parma trasloca a Collecchio” ritenuto “uno dei punti nevralgici del progetto sportivo della famiglia Pasotti-Ghirardi”, poiché “lo sviluppo della struttura collecchiese” “interessa anche il sostanzioso impegno con il socio e jersey sponsor Banca Monte Parma” e l’altro dal titolo: “All’Ennio storia e ospitalità”, laddove svelano il segreto che nel ventre del Tardini sarà potenziata l’area hospitality e si avvierà il “percorso museale sulla storia ormai secolare del Parma Calcio, di cui il plastico dello stadio 'Ennio Tardini' costruito da un suo tifoso, Roberto Liberatore, con la collaborazione di due suoi amici, i fratelli Luca e Marco Mariotti, costituisce la prima ideale pietra.” Settore Crociato sublima il tutto nel terzo ed ultimo pezzo, uscito 24 ore dopo rispetto ai primi due, dal titolo “Verso i 97 anni del Parma Calcio: protagonista la sua casa”, appunto il Tardini, sulla cui ricostruzione in miniatura (ma non poi così tanto) stanno alacremente lavorando come formichine da mesi gli gnomi costruttori, che immaginiamo possano essere da queste parti per la gara con la Roma.
La nascita del Museo – vivaddio fosse il regalo del centenario! – sarebbe (il condizionale è d’obbligo perché non sono di facili entusiasmi) da accogliere con piena soddisfazione di tutti, un’opera meritoria, da educazione civica. Ma a tutti dovrebbe esserne garantita la fruizione, anche e soprattutto nel giorno della partita, non solo alle “Upper Class” verso le quali c’è molta attenzione in epoca di calcio moderno. Ne è testimonianza il progetto parallelo di potenziamento delle aree hospitality, per le quali, evidentemente, fioccano le richieste, anche se personalmente mi è capitato di documentare il passaggio dalla “vecchia” area senza vista sul campo, alla “nuova”, il balcone affacciato sul Tardini, dello stesso cliente, secondo il principio dei vasi comunicanti. In sostanza: in una città come la nostra attenta alla moda e alle mode (e perché no ai modi) piace poter cambiare spesso per essere sempre “in” e non “out” ed era facile prevedere che il nuovo ristorante open space con vista sul terreno di giuoco raccogliesse il pieno gradimento di chi ama far bella mostra di sé allo Stadio e lì intessere relazioni d’affari. Cosa si inventeranno i poliedrici commerciali del club per rendere appetitosa la trippa?
Un’ultima considerazione (o è una provocazione?): le partite all’ora di pranzo (tipo Parma-Roma di domenica prossima, anche se il Tardini vanta un vecchio esperimento felicemente battezzato da Crespo 1 alle 13 di qualche anno fa…) sono state inventate apposta per far lavorare i ristoranti (catering) all’interno degli stadi? E pazienza se loro, gli attori (i calciatori) sono costretti a mangiare pasta asciutta a colazione… (Valiani, Gazzetta di Parma del 20.10.2010 : “Non mi piace mangiare pasta alle 9”). (gmajo)
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