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lunedì 25 ottobre 2010

COORDINAMENTO SENZA “VITI E BULLONI”

Rimpasto nel Consiglio Direttivo del CCPC: il salsese Ampelio Quassi al posto del dimissionario Paolo Medioli

SAM_4948Rimpasto nel Consiglio Direttivo del Centro Coordinamento Parma Club: al posto del dimissionario Paolo Medioli, (l’ex Presidente era tra i consiglieri eletti alle ultime elezioni, quelle che hanno sancito la promozione dello storico vice Angelo Manfredini allo scranno principale quale suo successore) da alcune settimane a questa parte siede il salsese Ampelio Quassi che era stato il primo dei non eletti in quella tornata elettorale. Egli (nella foto a fianco ritratto ieri in Tribuna Petitot, mentre, in pettorina fosforescente, espletava i suoi compiti di servizio) , infaticabile coordinatore ed anima del Parma Club Salamandra, il 3 agosto scorso aveva dato vita in viale Matteotti a Salsomaggiore Terme, alla serata, allietata dalla musica di Radio Monte Kanate, in onore del Parma FC,

presente con una aliquota di calciatori, nonostante il ritiro di Villa Fiorita fosse ad un tiro di schioppo. Quassi ha già partecipato ad alcune riunioni del Direttivo del CCPC, tra cui l’ultima di giovedì scorso.SAM_2631

Esce così definitivamente di scena Paolo Medioli, (nella foto a fianco mentre legge attentamente un volantino dei Boys al Tardini) che torna ad essere un comune tifoso che si paga l’abbonamento al Parma FC. Nel titolo lo abbiamo simpaticamente ribattezzato “Viti e Bulloni” per via della celebre frase da lui pronunciata circa un anno fa, durante il consiglio che doveva decidere circa l’adesione o meno del Coordinamento al progetto ministeriale Tessera del Tifoso, una delle pagine più contraddittorie dei tifosi organizzati di cosa nostra, inizialmente dichiaratisi contrari, salvo poi tornare sui propri passi dopo aver ospitato il Questore che aveva fugato loro ogni dubbio in merito. Le parole di Medioli uscirono dal “segreto” del consesso sulla stampa, magari anche un po’ enfatizzate e non proprio contestualizzate, anche se il suo ragionamento era ineccepibile: chi non porta allo stadio viti e bulloni – ma il concetto si può estendere a tutto quanto, più o meno giustamente è vietato (vedi i fumogeni costati al Parma una multa dopo l’accensione sotto l’occhio della telecamera di alcuni di essi durante la gara con il Milan) – non ha nulla da temere a sottoscrivere la Tessera. Va da sé che quella frase un po’ poco politica (al contrario dell’accusa che gli è sempre stata mossa di essersi servito dei Club appunto per fini politici) è stata amplificata, se non perfino strumentalizzata, dai suoi detrattori, tra l’altro in un periodo in cui la guerra ideologica sulla card maroniana era piuttosto accesa. (gmajo)

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