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sabato 23 ottobre 2010
CASTELDEBOLE, BIONDI: “SFRATTO MOSSA DI AVVICINAMENTO”
La squadra del capoluogo, secondo la prestigiosa firma del Carlino, continuerà regolarmente ad allenarsi nell’attuale centro tecnico
Secondo Stefano Biondi, prestigiosa storica firma del Carlino, tante volte al seguito del Parma dei tempi d’oro in Europa, il Bologna Calcio continuerà ad allenarsi a Casteldebole, malgrado l’ingiunzione di sfratto ricevuta: “Credo che questa mossa – ha detto a stadiotardini.com che lo ha interpellato – sia dovuta più che altro ad una mancanza di comunicazione tra i proprietari della struttura e la nuova proprietà del club felsineo, che dal giorno dell’insediamento, il 7 luglio 2010, non si è mai fatta viva. Mi pare più che altro una mossa per sbloccare questa situazione di stallo, del resto non credo che la cifra tutto sommato esigua, cioè 150.000 euro all’anno possa spaventare la nuova società che fa capo all’imprenditore sardo Sergio Porcedda. Per me è solo un tentativo di ripristinare i contatti.”
Al Centro Tecnico di Casteldebole, dedicato a Niccolò Galli, figlio dell’ex portiere del Parma Giovanni, tragicamente scomparso anni fa, ha anche sede la Società Bologna Football Club 1909 S.p.A., così come tra meno di un anno il Parma dovrebbe trasferire tutti i propri uffici operativi, senza esclusioni, al Centro Sportivo di Collecchio dall’attuale sede allo Stadio Tardini.
Ricordo ancora con un sorriso quando Oreste Cinquini, ex dirigente del Bologna, ai tempi della sua direzione sportiva del Parma (che fu un qualcosa in più rispetto ad una meteora, così come aveva vaticinato Gian Franco Bellè, forse nel pezzo più duro confezionato in anni di onorata carriera, prima di diventarne amico), si rivolse al sottoscritto, a quei tempi in servizio per la Società, dicendo, più o meno: “Se ci sono cronisti non corretti lei li faccia andare via da Casteldebole”, simpatico lapsus freudiano, visto che ovviamente si riferiva a Collecchio.
Casteldebole, prima di essere conosciuto soprattutto in ambito sportivo quale località sede degli allenamenti del Bologna FC (nella foto tratta da quotidiano.net con i tifosi in festa prima dell’ultima promozione in A), era tristemente nota per l’eccidio del 30 ottobre 1944, quando le S.S., che da mesi avevano occupato il borgo, bloccarono i partigiani costringendoli allo scontro in condizioni strategiche disperate: alle spalle il Reno in piena, una batteria antiaerea dalla sponda di Bologna iniziò a sparare, per i soldati tedeschi fu un vero tiro al bersaglio, 19 partigiani contro 200 S.S. I tedeschi diedero luogo ai rastrellamenti per le case e le vie di Casteldebole altri uomini e ragazzi furono uccisi impiccati o fucilati.
Gli abitanti del borgo, donne uomini vecchi e bambini allontanati dalle loro case, scalzi affamati e terrorizzati dovettero lasciare il paese, andarsene controllati a vista dai militari. Le S.S. sparsero di benzina alcune salme di civili da loro uccisi, da qui fu un attimo e tutto il paese prese fuoco, le fiamme divamparono, lasciando dietro di se un città morta. Il 66° anniversario della battaglia e dell’eccidio di Casteldebole sarà celebrato proprio domani, domenica 24 ottobre 2010, con una serie di iniziative a cura del Comitato Provinciale della Resistenza e della Lotta di Liberazione. Clicca qui per scaricare il programma (gmajo)
Al Centro Tecnico di Casteldebole, dedicato a Niccolò Galli, figlio dell’ex portiere del Parma Giovanni, tragicamente scomparso anni fa, ha anche sede la Società Bologna Football Club 1909 S.p.A., così come tra meno di un anno il Parma dovrebbe trasferire tutti i propri uffici operativi, senza esclusioni, al Centro Sportivo di Collecchio dall’attuale sede allo Stadio Tardini.
Ricordo ancora con un sorriso quando Oreste Cinquini, ex dirigente del Bologna, ai tempi della sua direzione sportiva del Parma (che fu un qualcosa in più rispetto ad una meteora, così come aveva vaticinato Gian Franco Bellè, forse nel pezzo più duro confezionato in anni di onorata carriera, prima di diventarne amico), si rivolse al sottoscritto, a quei tempi in servizio per la Società, dicendo, più o meno: “Se ci sono cronisti non corretti lei li faccia andare via da Casteldebole”, simpatico lapsus freudiano, visto che ovviamente si riferiva a Collecchio.
Casteldebole, prima di essere conosciuto soprattutto in ambito sportivo quale località sede degli allenamenti del Bologna FC (nella foto tratta da quotidiano.net con i tifosi in festa prima dell’ultima promozione in A), era tristemente nota per l’eccidio del 30 ottobre 1944, quando le S.S., che da mesi avevano occupato il borgo, bloccarono i partigiani costringendoli allo scontro in condizioni strategiche disperate: alle spalle il Reno in piena, una batteria antiaerea dalla sponda di Bologna iniziò a sparare, per i soldati tedeschi fu un vero tiro al bersaglio, 19 partigiani contro 200 S.S. I tedeschi diedero luogo ai rastrellamenti per le case e le vie di Casteldebole altri uomini e ragazzi furono uccisi impiccati o fucilati.
Gli abitanti del borgo, donne uomini vecchi e bambini allontanati dalle loro case, scalzi affamati e terrorizzati dovettero lasciare il paese, andarsene controllati a vista dai militari. Le S.S. sparsero di benzina alcune salme di civili da loro uccisi, da qui fu un attimo e tutto il paese prese fuoco, le fiamme divamparono, lasciando dietro di se un città morta. Il 66° anniversario della battaglia e dell’eccidio di Casteldebole sarà celebrato proprio domani, domenica 24 ottobre 2010, con una serie di iniziative a cura del Comitato Provinciale della Resistenza e della Lotta di Liberazione. Clicca qui per scaricare il programma (gmajo)
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