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martedì 22 febbraio 2011
MARINO L’HA SFANGATA
Ma l’ennesima “fiducia a tempo” non mi convince. La piazza sappia accettare con maturità la decisione della società che non ha accontentato chi voleva l’esonero
EDITORIALE DI GABRIELE MAJO
E così Marino l’ha sfangata. Per una ragione o per l’altra come dotti medici e sapienti hanno cercato di spiegarci ieri sera dai teleschermi delle Tv private nei consueti salotti del lunedì sera, dove talune opinioni, sia pure per bocche diverse sembravano pronunziate a “reti unificate”. La mia opinione al riguardo è che la Società ha fatto bene. Ha fatto bene a non cedere alle pressioni di piazza, mostrando forza e saldezza. Una chiarezza di intenti, però, che deve andare al di là del concetto di “fiducia a tempo” che traspare nell’interpretazione della Gazzetta di Parma, già anticipata ieri sera dal sito gazzettadiparma.it ed oggi illustrata da Sandro Piovani sulle pagine del quotidiano. (Continua all’interno)
“La sensazione – scrive il giornalista-tifoso – comunque è che carattere, nuovo sistema di gioco e soprattutto risultati debbano essere il compendio a questa scelta. Diversamente il Parma cambierà. Roma potrebbe essere un crocevia importante per Marino.” Io credo che di “crocevia importanti” Marino ne abbia già incontrati in questa stagione: non credo ci fosse il bisogno dell’ennesima prova di appello. Né di condizioni da rispettare a compendio (carattere, nuovo sistema di gioco, etc.): tutte cose già provate e riprovate, con i
risultati (e prestazioni) sotto gli occhi di tutti. Non serve aspettare di tornare a casa da Roma con le ossa rotte (che pare essere il pronostico più probabile, anche se il meno auspicabile) per far fare la valigia a Marino. Di tempo, se lo si voleva cacciare, se ne è perso anche troppo: l’ideale, in questo senso, sarebbe stato dopo la partita di Lecce. Già aspettare dopo la batosta di San Siro sarebbe stato tardi. Immaginarsi adesso. La decisione di confermare il tecnico è un evidente segnale di maturità e di assunzione di responsabilità, se non ha con sé il corollario abituale della provvisorietà, dell’ultimatum o che. Ne sono già stati concessi anche troppi. La piazza, che grande amore ha saputo mostrare nella preparazione alla sfida con il Cesena, ed in gran parte della stessa, non deve prendere quella che Piovani definisce una “scelta impopolare”
come una sfida, o peggio una provocazione. Semplicemente è il frutto della coerenza, di una politica, magari non condivisibile o discutibile, di fare quadrato attorno al poco amato allenatore, che alla fine dei conti potrebbe essere tra i meno peggio in circolazione, stando a quanto dotti medici e sapienti asserivano ieri sera in Tv. Ma posto che sia stata una scelta turandosi il naso, cioè tenersi il meno peggio, in attesa del meglio (sperando nel frattempo che Dio ce la mandi buona…), tiriamo via, almeno, i corollari di ultimatum,
prova d’appello, ultimo crocevia et similaria che hanno già costellato il tortuoso cammino di questa tormentata stagione. Questo non significa accettare supinamente le cose: la gente non è cretina, anche se fior fiore di opinionisti in televisione cercano di sminuire la gravità del disastro, sposando la tesi leonardiana che questa è una stagione andata storta, l’importante è salvarsi. Certo è una stagiona andata storta, o forse nata storta, per via di certi peccati originali, per i quali non è mai troppo tardi assumersi concretamente le proprie responsabilità mettendoci la faccia ammettendolo e non solo. Remiamo tutti dalla stessa parte, mettendoci maturità ed amore. Marino è uno di noi. Sosteniamolo. Ne ha bisogno. Ne abbiamo bisogno. Gabriele Majo
Le foto della conferenza stampa di Marino e della contestazione dopo Parma-Cesena 2-2 sono di Franco Saccò (Archimmagine)
EDITORIALE DI GABRIELE MAJO
Le foto della conferenza stampa di Marino e della contestazione dopo Parma-Cesena 2-2 sono di Franco Saccò (Archimmagine)
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Gabriele Majo,
Marino
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5 commenti:
Mi domando: può un allenatore che conosce già il suo immediato futuro (lontano da Parma) stimolare una squadra che non è riuscito a motivare nei 7 mesi precedenti, oltre a non averle dato un gioco?
La squadra è impaurita e sembra non seguire più Marino. Cambiare è necessario anche solo per tentare di infondere la famosa "scossa".
In ogni caso, basta questa constatazione: tra Cagliari, Lecce, Fiorentina, Cesena (al Tardini) e Brescia (al Rigamonti), avremmo dovuto fare dai 9 agli 11 punti, invece ne abbiamo fatti solo 2. Avremmo avuto circa 34/35 punti, anziché gli attuali 27.
Questo dato spiega tutto, anche considerando che in queste ultime 12 partite affronteremo (in casa e fuori) le prime 8 in classifica...
Gentile Matteo, a parte che esiste la professionalità che dovrebbe indurre il tecnico a dare il meglio di sé fino in ultimo (mi si perdoni il paragone con il "solito" Guidolin: egli ha portato il Parma all'8° posto ben sapendo da tempo che nella stagione successiva non l'avrebbe più guidato, trasmettendo comunque spirito di orgoglio e rivalsa ai suoi uomini) anche un "traghettatore" a termine potrebbe cadere nello stesso problema da Lei evidenziato. E non mi pare ci siano le condizioni ottimali per far decollare un progetto "nuovo" con un "mister" a lunga gittata, posto che ce ne possano essere in giro dei validi. La vera scossa, poi, non ci sarebbe in caso di allontanamento del solo Marino, e ipotizzare altre dismissioni "eccellenti" non mi pare pure oggettivamente possibile. Come scrivevo ieri siamo in un cul de sac, e forse tenersi Marino è solo la migliore delle ipotesi peggiori. Come ho già argomentato mi pare tardi, adesso, per porre rimedi ad una stagione che se è andata male è perché era nata male: con coerenza occorre proseguire. E come piazza dobbiamo cercare di aiutare come possiamo, per il nostro bene. Se la conferma di Marino fosse solo una ulteriore presa di tempo, come qualcuno suppone, sarebbe in realtà un ulteriore perdita di tempo. La decisione di tenerlo, se ci si crede davvero, dovrebbe però avere caratteristiche di fermezza ed essere sostenuta al massimo. L'ennesimo ultimatum ipotizzato dagli organi di stampa è destabilizzante per la posizione dell'allenatore, già debole di natura. Per lo meno, io la penso così. Magari mi sbaglio, però... Cordialmente Gmajo
Ciao Gabriele sono d'accordo con te,oramai è tardi.
Non che reputi Marino un buon allenatore ( se devo giudicare da quest'annata gli toglierei anche il patentino ) ma siamo in caduta libera e un cambio a questo punto potrebbe solo, se è possibile, peggiorare le cose.
Anche perché non è che verrebbe Mourinho ma un altro scarso uguale,con l'aggravante di aver bisogno di tempo per conoscere la squadra,e non è che ce ne rimanga molto di tempo.
Leggo inoltre,strano ma vero,che i giocatori lo difendono.
Bah,che dire ? questo mi lascia veramente senza parole.
L'unico che potrebbe forse fare il miracolo è il buon vecchio Gede, ipotesi che non è stata neanche per sbaglio presa in considerazione.
Sono talmente sconsolata che non ho neanche più la forza di arrabbiarmi. Ho già dato.
Ma dato che il pesce puzza sempre dalla testa,quello che mi lascia maggiormente sbigottita e incredula è il percorso suicida intrapreso dalla società in questo che più che un campionato mi sembra una via crucis.
Dopo l'annuncio odierno dell'ennesimo ritiro e l'ennesimo ultimatum ho l'impresione che Marino non sia il solo a essere in confusione.
Mi sembra in fotocopia la stagione 2007/08.
Non ricorda chi ha detto : “l'esperienza è quella cosa che ti permette di ripetere sempre gli stessi errori”.Infatti.
Non ci resta che la speranza dei mal vestiti...che faccia un buon inverno. Ciao.
Febbredacalcio
Majo, dai suoi scritti sembra che lei come tanti altri è convinto che tutte le difficoltà di questa stagione derivino dal così da lei ribattezzato "peccato orginale", sappiamo tutti a cosa si riferisce, ma non la sfiora mai il dubbio che sia stato Francesco Guidolin a volersene andare o che comunque non gli sia dispiaciuto molto di avere la possibilità di cambiare aria? In fondo è andato a lavorare in un club più forte sia tecnicamente sia finanziaramente e con maggiori prospettive del Parma nonchè in un posto che lui ha più volte sinceramente detto di amare e in cui ha sognato per anni di poter tornare....
Per una volta ci pensi, senza pregiudizi e senza dietrologie: vedrà quanti nuovi orizzonti le si apriranno....
Sempre se il suo pensiero è realmente questo, resta inteso. In caso contario questa riflessione la facciano pure i tanti che sono convinti che Guidolin sia stato cacciato o invitato ad andarsene (aveva ancora un anno di contratto, poteva e doveva restare, se avesse voluto). Inoltre ogni tanto è bene ricordare che Guidolin è andato, con in mano un sostanzioso triennale, ad allenare l'Udinese di Sanchez, Di Natale, Asamoah, Inler, Isla, Zapata, Handanovic, non il Canicattì o il Marsala....
Detto questo, non c'è neppure alcuna garanzia che la permanenza di Guidolin avrebbe sicuramente consentito al Parma di ottenere risultati migliori di quelli ottenuti finora. Forse c'è il forte presentimento, ma la sicurezza no.
Infine, la difesa e la conferma di Marino nonostante la mancanza di risultati è perfettamente e coerentemente in linea con la difesa e la conferma di Guidolin nonostante una per fortuna ancora inedita striscia di due punti in nove partite, quando nove tifosi del Parma su dieci chiedevano la testa dell'allenatore: si ricorda?
Cordialmente
Egregio FreeMind, se parlo di "peccato originale" è perché sono cocciutamente convinto che lo sia. Ma non da oggi, bensì da più di un anno a questa parte, cioè da quando si era capito piuttosto chiaramente cosa sarebbe avvenuto (già a Febbraio il tecnico, in conferenza stampa lanciò precisi e chiari segnali di fumo e in quei giorni, non a caso, venne fuori sulla stampa il nome di Marino). Lo scorso anno a ètv più volte affermai che lasciare andare via Guidolin sarebbe stato masochistico ed un suicidio. All'epoca sul mio carro ci stavano in pochi, perché in tanti, tra tifosi ed addetti ai lavori, si erano fatti contagiare dalla "vulgata" del brutto gioco di Guidolin (o se preferisce poco "propositivo") e che Guidolin non aveva legato con la città (balla clamorosa che certi opinionisti sono riusciti a sparare in Tv, magari gli stessi che ora dicono altrettanto di Marino). Ora sul mio carro si sta stretti, perché sono in tanti a condividere la mia tesi da "Cassandra inascoltata" portata avanti pressoché da solo un anno fa, quando tutti si era già stregati dal "vento nuovo" che sarebbe arrivato. Non è quindi un discorso condito da dietrologie o pregiudizi. E' quello che pensavo allora ed è quello che penso adesso, con i fatti che mi stanno dando ragione. Guidolin avrà anche sognato di tornare ad Udine, ma ciò non toglie che a Parma ci stava da re. Fiutato lo straccio, lui, che non è un coglione, si è trovato una situazione che lo potesse aggradare per il futuro ed ha salutato la compagnia. Ma non avrebbe certo cercato una soluzione se avesse riscontrato la piena fiducia della Società. Evidentemente questa fiducia non l'ha sentita, si è organizzato, e ha professionalmente portato a termine il suo campionato onorandolo fino in fondo con un ottavo posto che rimarrà agli annali. Aveva ancora un anno di contratto, lei dice. Bene, se consensualmente hanno deciso di scioglierlo voleva dire che alla Società andava benone così, no? Se no si sarebbe messa di traverso facendolo restare un anno, onorando il contratto. Secondo me, potrei anche sbagliarmi, ma è la mia sensazione, non c'era feeling e quindi si è arrivati a questa soluzione interrompendo di fatto il progetto in atto. Pensi alla contraddizione: da una parte l'AD si è dichiarato stizzito perché Guidolin era andato via, scompaginando i piani già fatti (inclusa campagna acquisti), dall'altra al telefono con me dice che Guidolin costava troppo, perchè aveva un ingaggio superiore a quello dei calciatori. E non è certo l'unica delle varie contraddizioni di questa triste vicenda. Nessuno di noi ha la controprova su come sarebbe andata questa stagione, anche se ragionevolmente ci sono gli elementi per pensare che non poteva che andare meglio mantenendo il precedente assetto. ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte.
A proposito del non esonero di Guidolin coerente con il non esonero di Marino: mi consenta, ma sono due situazioni ben diverse. Il primo aveva al proprio attivo un numero di punti decisamente superiore, che garantiva una tranquillità di classifica che oggi ci sogniamo. L'esonero del mister della promozione, pur dopo quella serie nera, non sarebbe stato giustificabile. Viceversa l'ostinazione con cui si è difeso Marino fino ad ora non trova riscontro con gli obiettivi raggiunti (pochi punti, delusione sul piano del gioco con relativa contestazione). Ma se lo si è difeso fino adesso bisogna insistere ad oltranza, con coraggio. Altro che fiducia a tempo ed ultimatum, che hanno scandito anche troppo questa annata. Fiducia a tempo ed ultimatum non sono più spendibili. ha prese la storia di "Al lupo Al Lupo?" Ecco perché sarebbe un errore tremendo cacciare Marino dopo la Roma qualora l'infausta tradizione dell'Olimpico venisse perpetuata... Cordialmente Gmajo
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