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domenica 20 marzo 2011
MARINO: “PREPARIAMO IL BARI CON LA GIUSTA CONCENTRAZIONE”
Il tecnico dalla sala stampa di Marassi: “Non va vanificato quello che è stato fatto oggi”. All’interno la trascrizione di tutta la conferenza
GENOVA – Il Bari nel mirino. Ci sarà in mezzo la pausa del campionato, ma l’allenatore crociato ha già la consapevolezza che sarà di vitale importanza dare continuità alla vittoria odierna sulla Samp, valsa il sorrasso. “Noi – ha detto Marino durante la conferenza stampa – dobbiamo pensare, dopo la sosta, che abbiamo una partita di straordinaria importanza, se vogliamo salvarci prima del tempo, dobbiamo battere domenica il Bari. Non è una passeggiata, perché l’ha dimostrato anche domenica scorsa a Milano e ha fatto questo tipo di campionato perché è stato falcidiato dagli infortuni, perché il Bari ha un buon organico e ha espresso un buon calcio fino ad un certo punto e soprattutto l’anno scorso, perché più o meno i giocatori sono gli stessi, qualcuno è stato sostituito, ma, ripeto, hanno avuto tante assenze per infortunio, la più importante, secondo, me, quella di Barreto. E’ una squadra che ha poche speranze di salvezza e probabilmente gioca con la mente libera: dobbiamo stare molto attenti a prepararla, se non vogliamo vanificare quello che è stato fatto oggi, dobbiamo prepararla bene, con la giusta concentrazione”. All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di Marino
CONFERENZA STAMPA DELL’ALLENATORE PASQUALE MARINO DOPO SAMPDORIA-PARMA
(Sala Stampa Stadio Luigi Ferraris di Genova)
Che spiegazioni vi ha dato l’arbitro sul calcio di rigore?
“Non saprei, sembra che ci sia stato un fallo di mano e i ragazzi mi hanno detto che sembra che sia stato un giocatore della Samp a colpire con una mano in quella mischia. Ma siamo abituati, non è un problema… Per fortuna, per noi, oggi è andata bene, non avendo loro sfruttato il calcio di rigore”.
Al di là dell’episodio: come giudica la prestazione del Parma?
“Mah: credo positiva, perché la squadra ha saputo lottare e ha cercato di concedere poche opportunità agli avversari; abbiamo creato qualcosa anche noi; nel primo tempo un paio di opportunità su calci piazzati, Paletta, Crespo (?!?, nda)e l’azione di Gobbi, qualche ripartenza verso la fine, qualche opportunità verso la fine del primo tempo, qualche occasione è chiaro che l’ha creata. E’ stata una partita molto equilibrata: noi siamo in crescita, lo avevamo dimostrato nell’ultimo periodo, mettiamo un po’ più di cattiveria di praticità, prima, magari, eravamo più leziosi. Adesso badiamo più al sodo”.
Il Parma ha dato dimostrazione di essere più convinto nel secondo tempo…
“Siamo entrati in campo, come era successo 15 giorni fa fuori casa col Chievo, con la voglia di vincere la partita: nel primo tempo c’è stato molto equilibrio, rotto, forse, negli ultimi minuti, quando la Samp ha creato qualche pericolo. Siamo entrati in campo con la convinzione giusta, e si è visto: la squadra ha cercato per lunghi tratti di mantenere il possesso e di essere incisiva negli ultimi metri e siamo stati premiati”.
Le sue scelte erano in chiave mentalità di salvezza? Cioè quella inaspettata di Pisano e Gobbi a centrocampo, con fuori Candreva?
“Io cerco di mettere in campo chi sta bene: li vedo tutti giorni quindi capisco quando puntare su qualcuno. Spero di sbagliare il meno possibile, ma uno cerca di mettere dentro chi sta più in forma. A volte anche non per demerito: là davanti c’era un po’ di affollamento e quindi ho dovuto fare un po’ di scelte e ho preferito queste. Perché Palladino aveva fatto molto bene, e avendo tre giocatori per due posti, Candreva, Giovinco e Palladino, poi c’era il dubbio di tenuta di Amauri con Crespo. Quindi ho fatto scelte di questo tipo, ma non è che gli altri stessero male, e lo ha dimostrato Candreva che poi è entrato in partita subito e poi Pisano che, per come stiamo giocando, oltre al ragazzo che sta facendo molto bene negli allenamenti quando è entrato a Roma per quindici minuti si è disimpegnato bene in quel ruolo, è più naturale nello sviluppo della manovra, essendo un mancino, e infatti è stato in azione non solo nella fase difensiva, ma anche nello sviluppo di gioco da dietro, ha fatto delle buone giocate. Si avvicina molto più a Lucarelli, per caratteristiche. Quindi le scelte sono state dettate da questi motivi”.
L’impressione è che abbiate mollato il fioretto per la sciabola…
“Sì, visto che non ha pagato tanto il fioretto… Non è, però, che uno decide di giocare in una certa maniera, perché per giocare nel campionato di serie A. prima di tutto ci vuole una cattiveria agonistica importante. Probabilmente l’arrivo di Amauri, per caratteristiche, non che gli altri siano inferiori, ci ha consentito qualche soluzione in più che a volte andiamo sul lungo ed accorciamo e andiamo a prendere le respinte, proprio per caratteristiche di giocatori di questo tipo. Siamo meno leziosi e più pratici. Giochiamo più in verticale, rispetto a fare i fraseggi in orizzontale. E’ quello che abbiamo sempre cercato di fare, anche se spesso non ci siamo riusciti”.
Amauri ha impressionato per il suo atteggiamento ad esempio, quando si è girato verso di lei nel finale, chiedendo di farli giocare su di lui…
“Lo dicevamo perché lui è bravo a coprire palla e a farsi fare fallo e a spezzare i ritmi: purtroppo alle volte ci portiamo in certe situazioni e non sappiamo scegliere le giocate, ed è importante giocare su di lui, per questo motivo , e purtroppo qualche volta non accadeva, perdevamo palloni e ci stavano pressando in maniera pericolosa negli ultimi minuti”.
Mister, al tirare delle somme, questi sono più di tre punti: aver vinto a Marassi è più del 60% di salvezza acquisita?
“Noi dobbiamo pensare, dopo la sosta, che abbiamo una partita di straordinaria importanza, se vogliamo salvarci prima del tempo, dobbiamo battere domenica il Bari. Non è una passeggiata, perché l’ha dimostrato anche domenica scorsa a Milano e ha fatto questo tipo di campionato perché è stato falcidiato dagli infortuni, perché il Bari ha un buon organico e ha espresso un buon calcio fino ad un certo punto e soprattutto l’anno scorso, perché più o meno i giocatori sono gli stessi, qualcuno è stato sostituito, ma, ripeto, hanno avuto tante assenze per infortunio, la più importante, secondo, me, quella di Barreto. E’ una squadra che ha poche speranze di salvezza e probabilmente gioca con la mente libera: dobbiamo stare molto attenti a prepararla, se non vogliamo vanificare quello che è stato fatto oggi, dobbiamo prepararla bene, con la giusta concentrazione”.
La sostituzione di Palladino?
“Ha avuto un problema fisico”.
Dalla Samp alla Samp: ne aveva parlato alla vigilia, è stato un buon profeta…
“Ogni tanto ne azzecco una. E’ un anno che sbagliamo… E’ andata bene come all’andata. Eravamo partiti male: avevamo fatto dieci partite, otto punti. Poi nel ritorno ci siamo superati facendo ancora meno, cioè dieci partite sette punti. Avevamo iniziato a vincere con la Sampdoria e poi col Bari avevamo iniziato a fare l’ultimo periodo in maniera positiva: il nostro obiettivo è ripeterci”.
Secondo lei, la classifica va a braccetto, rispetto all’organico a disposizione?
“Credo di no. Ci mancano tanti punti, sia per demeriti o errori nostri, sia per altri motivi. Comunque non la rispecchia. Quando ci sono queste annate, ci sono tanti problemi: è inutile elencarli, ma secondo me ci mancano dei punti che dobbiamo recuperare in fretta”.
E ora, prima del Bari, c’è la pausa durante la quale lei dovrà reinventare il Parma…
“Purtroppo, in effetti, abbiamo qualche problemino di organico, perché Valiani, Giovinco, Dzemaili saranno squalificati; dovremo, poi, valutare le condizioni di Palladino, per cui, effettivamente, qualche problema l’abbiamo, anche se devo dire che noi siamo abituati, volendo, a queste situazioni da un anno a questa parte… Non ci facciamo mancare niente…”
(Registrazione e trascrizione a cura del nostro inviato a Genova Gabriele Majo)
CONFERENZA STAMPA DELL’ALLENATORE PASQUALE MARINO DOPO SAMPDORIA-PARMA
(Sala Stampa Stadio Luigi Ferraris di Genova)
“Non saprei, sembra che ci sia stato un fallo di mano e i ragazzi mi hanno detto che sembra che sia stato un giocatore della Samp a colpire con una mano in quella mischia. Ma siamo abituati, non è un problema… Per fortuna, per noi, oggi è andata bene, non avendo loro sfruttato il calcio di rigore”.
Al di là dell’episodio: come giudica la prestazione del Parma?
“Mah: credo positiva, perché la squadra ha saputo lottare e ha cercato di concedere poche opportunità agli avversari; abbiamo creato qualcosa anche noi; nel primo tempo un paio di opportunità su calci piazzati, Paletta, Crespo (?!?, nda)e l’azione di Gobbi, qualche ripartenza verso la fine, qualche opportunità verso la fine del primo tempo, qualche occasione è chiaro che l’ha creata. E’ stata una partita molto equilibrata: noi siamo in crescita, lo avevamo dimostrato nell’ultimo periodo, mettiamo un po’ più di cattiveria di praticità, prima, magari, eravamo più leziosi. Adesso badiamo più al sodo”.
“Siamo entrati in campo, come era successo 15 giorni fa fuori casa col Chievo, con la voglia di vincere la partita: nel primo tempo c’è stato molto equilibrio, rotto, forse, negli ultimi minuti, quando la Samp ha creato qualche pericolo. Siamo entrati in campo con la convinzione giusta, e si è visto: la squadra ha cercato per lunghi tratti di mantenere il possesso e di essere incisiva negli ultimi metri e siamo stati premiati”.
Le sue scelte erano in chiave mentalità di salvezza? Cioè quella inaspettata di Pisano e Gobbi a centrocampo, con fuori Candreva?
“Io cerco di mettere in campo chi sta bene: li vedo tutti giorni quindi capisco quando puntare su qualcuno. Spero di sbagliare il meno possibile, ma uno cerca di mettere dentro chi sta più in forma. A volte anche non per demerito: là davanti c’era un po’ di affollamento e quindi ho dovuto fare un po’ di scelte e ho preferito queste. Perché Palladino aveva fatto molto bene, e avendo tre giocatori per due posti, Candreva, Giovinco e Palladino, poi c’era il dubbio di tenuta di Amauri con Crespo. Quindi ho fatto scelte di questo tipo, ma non è che gli altri stessero male, e lo ha dimostrato Candreva che poi è entrato in partita subito e poi Pisano che, per come stiamo giocando, oltre al ragazzo che sta facendo molto bene negli allenamenti quando è entrato a Roma per quindici minuti si è disimpegnato bene in quel ruolo, è più naturale nello sviluppo della manovra, essendo un mancino, e infatti è stato in azione non solo nella fase difensiva, ma anche nello sviluppo di gioco da dietro, ha fatto delle buone giocate. Si avvicina molto più a Lucarelli, per caratteristiche. Quindi le scelte sono state dettate da questi motivi”.
“Sì, visto che non ha pagato tanto il fioretto… Non è, però, che uno decide di giocare in una certa maniera, perché per giocare nel campionato di serie A. prima di tutto ci vuole una cattiveria agonistica importante. Probabilmente l’arrivo di Amauri, per caratteristiche, non che gli altri siano inferiori, ci ha consentito qualche soluzione in più che a volte andiamo sul lungo ed accorciamo e andiamo a prendere le respinte, proprio per caratteristiche di giocatori di questo tipo. Siamo meno leziosi e più pratici. Giochiamo più in verticale, rispetto a fare i fraseggi in orizzontale. E’ quello che abbiamo sempre cercato di fare, anche se spesso non ci siamo riusciti”.
“Lo dicevamo perché lui è bravo a coprire palla e a farsi fare fallo e a spezzare i ritmi: purtroppo alle volte ci portiamo in certe situazioni e non sappiamo scegliere le giocate, ed è importante giocare su di lui, per questo motivo , e purtroppo qualche volta non accadeva, perdevamo palloni e ci stavano pressando in maniera pericolosa negli ultimi minuti”.
Mister, al tirare delle somme, questi sono più di tre punti: aver vinto a Marassi è più del 60% di salvezza acquisita?
“Noi dobbiamo pensare, dopo la sosta, che abbiamo una partita di straordinaria importanza, se vogliamo salvarci prima del tempo, dobbiamo battere domenica il Bari. Non è una passeggiata, perché l’ha dimostrato anche domenica scorsa a Milano e ha fatto questo tipo di campionato perché è stato falcidiato dagli infortuni, perché il Bari ha un buon organico e ha espresso un buon calcio fino ad un certo punto e soprattutto l’anno scorso, perché più o meno i giocatori sono gli stessi, qualcuno è stato sostituito, ma, ripeto, hanno avuto tante assenze per infortunio, la più importante, secondo, me, quella di Barreto. E’ una squadra che ha poche speranze di salvezza e probabilmente gioca con la mente libera: dobbiamo stare molto attenti a prepararla, se non vogliamo vanificare quello che è stato fatto oggi, dobbiamo prepararla bene, con la giusta concentrazione”.
“Ha avuto un problema fisico”.
Dalla Samp alla Samp: ne aveva parlato alla vigilia, è stato un buon profeta…
“Ogni tanto ne azzecco una. E’ un anno che sbagliamo… E’ andata bene come all’andata. Eravamo partiti male: avevamo fatto dieci partite, otto punti. Poi nel ritorno ci siamo superati facendo ancora meno, cioè dieci partite sette punti. Avevamo iniziato a vincere con la Sampdoria e poi col Bari avevamo iniziato a fare l’ultimo periodo in maniera positiva: il nostro obiettivo è ripeterci”.
“Credo di no. Ci mancano tanti punti, sia per demeriti o errori nostri, sia per altri motivi. Comunque non la rispecchia. Quando ci sono queste annate, ci sono tanti problemi: è inutile elencarli, ma secondo me ci mancano dei punti che dobbiamo recuperare in fretta”.
E ora, prima del Bari, c’è la pausa durante la quale lei dovrà reinventare il Parma…
“Purtroppo, in effetti, abbiamo qualche problemino di organico, perché Valiani, Giovinco, Dzemaili saranno squalificati; dovremo, poi, valutare le condizioni di Palladino, per cui, effettivamente, qualche problema l’abbiamo, anche se devo dire che noi siamo abituati, volendo, a queste situazioni da un anno a questa parte… Non ci facciamo mancare niente…”
(Registrazione e trascrizione a cura del nostro inviato a Genova Gabriele Majo)
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