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domenica 20 marzo 2011

PIU’ FORTI DELLA SAMP E DEL “SOLITO” RIGORE

Arriva il primo successo Crociato in trasferta del girone di ritorno. Doria portafortuna di Marino che si gioca la riconferma
SAM_8347GENOVA – Povera Sampdoria: punita dall’unica conclusione nello specchio dei Crociati, tornati dopo lunga assenza al successo (mancava dalla gara interna con il Catania) nonostante abbia finito in dieci per via della “solita” espulsione (stavolta Dzemaili, in zona Cesarini), e pur avendo subito il decimo rigore contro stagionale (perpetuando il proprio record) che l’ex Maccarone (subito dopo sostituito da Cavasin) ha pensato bene di spedire alle stelle, neppure dieci minuti dopo che – nel momento migliore blucerchiato – Zaccardo aveva segnato, grazie al servizio al bacio di Candreva, quello che sarebbe diventato il gol partita. Come volevasi dimostrare quando in settimana a strepitare è una Cenerentola al cospetto di un’altra Cenerentola è vana la speranza di ottenere il positivo effluvio della compensazione arbitrale. Anzi, se possibile ti mettono i bastoni contro, se risulti antipatico. Non credo che il signor Valeri volesse infierire quando ha indicato il dischetto per quello che è parso un rigore piuttosto generoso a vantaggio dei derelitti padroni di casa per via di un fallo di mano di… Volta, che secondo lui indossava quella maglia Crociata che finora ha solo sfiorata… Continua all’interno

SAM_8348Una volta tanto, però, Eupalla ha pensato di sorridere al Parma e di mettere un po’ a posto le cose, dal momento che, per lo meno numericamente, sui penalty risulta essere piuttosto vessato: chissà che polverina magica avrà fatto cadere sul dischetto poi zappato da Maccarone: palla in braccio ai Fedelissimi (che, con uno striscione, hanno ringraziato di tutto i Boys per l’11 Novembre scorso) ed improperi anche dai Tito Cucchiaroni No Tessera, schierati nel rettilineo Nord di Marassi (a lato del doppio settore a castello occupato dai gemelli parmigiani, al livello SAM_8253superiore i tesserati, a quello inferiore gli obiettori): emozionante la coreografia con i colori “comuni” che faceva bella mostra di sé a sublimare ancora una volta i 20 anni di amicizia delle due tifoserie. In campo si direbbe un po’ meno delle due squadre, dal momento che non sono mancati “mischioni” a fatica sedati dall’incerto fischietto proveniente dalla sezione AIA di Roma. Del resto la posta in palio era vitale: considerati i risultati che stavano maturando, forse, un pareggio non sarebbe stato neppure disprezzabile da entrambe le compagini – e Marino, alla vigilia, SAM_8073lo aveva fatto capire – ma in questo momento i genovesi sono in un punto più acuto della malattia rispetto agli emiliani e non è un caso se sono stati loro, alla fine, a rimetterci le penne. Tutte le altre in coda hanno segnato il passo: nella zona alta della lotta per non finire all’inferno importanti i successi dei ducali e del Chievo, che ha beneficiato oggi del “jolly” Bari, così come conterà di fare altrettanto il Parma dopo la sosta del campionato, alla ripresa, quando ospiterà i galletti. Il sorpasso a domicilio ha inguaiato i blucerchiati, che, al di là dell’harakiri societario per le cessioni SAM_8084eccellenti di Pazzini e Cassano (strano che la Confconsumatori non abbia proposto una richiesta di rimborso degli abbonamenti, perché un conto è una stagione lirica con in cartellone due tenori di fama mondiale, ma se poi sul palco salgono due sostituti più limitati…) sembrano soffrire della stessa sindrome depressiva più volte mostrata dai Crociati, con gli stessi limiti (poche conclusioni, poco aggressivi, spesso in ritardo sulla palla) costati tanti punti ai nostri, che stanno proseguendo il cammino della convalescenza. A fine gara Marino ha SAM_8433ricordato che, fino al match con la Sampdoria all’andata il Parma aveva fatto otto punti, peggio nel ritorno, sette. Ma come all’andata, a sorpresa, aveva dato il meglio di sé nella seconda parte, l’auspicio è che possa accadere altrettanto nel secondo troncone del girone di ritorno. Riuscisse ad inanellare un filotto di risultati utili consecutivi (quelli decisivi per la salvezza sembrerebbero essere quelli “programmati” – ma attenzione le partite sono sempre tutte da giocare, anche quelle con l’esito che pare più scontato – delle prossime gare con Bari e Bologna) potrebbe addirittura SAM_8397puntare ad un rinnovo del contratto fino a questo punto non solo improbabile, ma improponibile. L’AD Leonardi potrebbe poi spiegare che non è che ci sia tanto di meglio in circolazione, allo stesso rapporto qualità/prezzo. Ma è prematuro parlarne ora che, come spesso dicono gli addetti ai lavori, non “abbiamo ancora fatto nulla”. Certo esiste l’opzione Gasperini,sia pure un po’ fuori budget, ma potrebbe darsi che la nuova linea possa essere quella di puntare su un tecnico di fascia alta, per evitare troppi patemi. Comunque sia il benefico effetto dell’odierna SAM_8401vittoria, grazie alla pausa, durerà un paio di settimane, anche se forse sarebbe stato meglio, considerato il calendario, battere il chiodo fin che è caldo. Ma la prospettiva di poter lavorare più sereni e lontani dalle solite tensioni dovrebbe facilitare le cose, al di là della prevista penuria di uomini, per via delle consuete squalifiche che penalizzeranno la squadra. Poco male: anche perché i rincalzi meritano chance, specie chi, come Pisano oggi, è stato una piacevole sorpresa. In luogo dello squalificato Alessandro Lucarelli il tecnico lo ha preferito al graduato Paci, e lui lo SAM_8224ha ripagato con una prestazione senza sbavature difensive, ma anzi impreziosita pure con un pericoloso spunto in attacco. Marino ha spiegato che lo aveva visto bene a Roma in quel ruolo lì (alias centrale di sinistra della confermata difesa a 3, nonostante sulla Gazzetta di Parma di stamani Paolo Grossi avesse auspicato la restaurazione della difesa a quattro, per meglio adeguarsi all’assetto offensivo dei padroni di casa) e che quindi meritava una riconferma, considerate anche le sue caratteristiche. Il rientrante Paletta ha giostrato in mezzo, l’altro “marcatore” (scusate SAM_8137il termine un po’ impreciso e retrò) era, sulla destra, Zaccardo, alias il match winner (sigillo numero 3. L’ultimo, altrettanto di pregevole fattura, come ha ricordato lui stesso in mix zone, era stato a Cesena). Il trio era a protezione di Mirante, guadagnatosi la pagnotta con un intervento salva-risultato su bolide del “solito” Dessena. A centrocampo i cursori erano Valiani e Gobbi (di cui si ricorda una pericolosa conclusione), in mezzo Morrone e Dzemaili. Di “raccordo” all’unica punta Amauri (rientrante dopo l’accidente col Chievo, e rimasto dentro per tutta la tenzone) SAM_8209Giovinco e Palladino. Quest’ultimo uscito verso la metà del primo tempo (dentro l’assist man di giornata Candreva), così come poco prima nella Sampdoria aveva dovuto gettare la spugna Guberti rilevato da Macheda. Il mister, spiegando le sue scelte, si è soffermato anche sull’attacco ricordando che nel ruolo di mezze punte sono in tre (Giovinco, Palladino e Candreva, nell’ordine di oggi) per due posti, così come vertice più alto del triangolo, avendo potuto recuperarlo, ha schierato volentieri Amauri, pur non sapendo per quanti minuti avrebbe potuto resistere. I cugini benefattori (6 punti in due match) si sono sacrificati per la nostra salvezza (e i loro problemi, ora, non sono pochi…): adesso si tratta di dare continuità al dono ricevuto, preparando al meglio la gara con il Bari, perché la vittoria è tutt’altro che scontata. Potrebbe essere questo il leit motiv su cui ragionare… Gabriele Majo

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