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domenica 5 febbraio 2012

CHIEVO-PARMA 1-2 (FINALE) DA TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO IL COMMENTO DI MASSIMO ZENNARO

1 commenti:

Luca Russo ha detto...

E' la prima volta che vedo il Parma andare e restare in vantaggio senza abbassare il proprio baricentro, fatta eccezione per gli ultimi minuti di gara nei quali, onestamente, era anche lecito aspettarsi un Chievo all'arma bianca. Il dato relativo al possesso palla è molto significativo, specie se si considera che eravamo noi quelli a giocare in trasferta: 50% al Chievo, 50% al Parma.

Ed è questo, grosso modo, la vera e bella novità di giornata: un Parma coraggioso, senza paura di vincere, né quella di perdere. E che ha spinto anche quando il risultato avrebbe suggerito di congelare il possesso palla.

Ma non è tutto. Ci sono altri due dati interessanti che pervengono dal Bentegodi: il primo gol nasce dai piedi di Mariga che suggerisce per Giovinco il quale fa una rete che se l'avesse fatta uno a caso tra Di Natale, Lavezzi, Ibrahimovich, i giornali sarebbero usciti in edizione straordinaria un minuto dopo la marcatura. Per la serie: dal mercato qualcosa di buono ci è arrivato. La rete del raddoppio e del definitivo vantaggio arriva dalla Francia...e dall'uomo che più di tutti ha mal digerito il cambio in panchina: Biabiany. Se non fosse stato per lui, non avremmo guadagnato la punizione da cui è scaturita l'autorete di Luciano.

Al netto della mia vista, che dovrebbe ancora essere all'altezza dei dieci decimi di qualche tempo fa, c'è un altro rilievo da fare. Ed è la modifica tattica apportata da Donadoni all'undici di partenza: siamo scesi in campo col 3-5-2 e anche quando Galloppa è uscito per infortunio, il cambio che è stato operato non ha alterato l'assetto di inizio gara.

In difesa abbiamo ballato parecchio, come il Chievo d'altronde. Ma Pavarini con due parate, una per tempo, ha dimostrato un paio di cose a chi aveva ancora qualche dubbio sulla sua professionalità: è in forma strepitosa e a dispetto delle panchine collezionate fino a Dicembre non ha mai smesso di lavorare come se dovesse scendere in campo domenica per domenica.

Insomma, Parma piacevole ma soprattutto convincente. E che a me ha destato un'impressione: quella di un bambino che in bici ci va da tempo, ma con le rotelle. Oggi è come se ne avessimo tolta una, ma non siam caduti, siam rimasti impiedi. Perchè giocare in questo modo contro una squadra rognosa e molto pratica come il Chievo, non è da tutti. Inoltre, andare in vantaggio e restarci senza chiudersi dietro è un inequivocabile segnale di crescita.

Ora non ci resta che abituarci ad una sola rotella...e aspettare che arrivi il momento per togliere anche l'altra.