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L’OPINIONE DI MAJO DOPO CHIEVO-PARMA 1-2: “POSITIVA LA VIRATA, CHE AVEVO AUSPICATO, AL 3 5 2”
“Ma avrei preferito che Biabiany partisse titolare…”
(gmajo) – Quando ancora prestavo (indegnamente) la mia opera per il Parma FC ricordo come ai colleghi giornalisti della carta stampata dava fastidio quando un certo don Francesco Guidolin alla vigilia in conferenza stampa predicava una cosa e poi il giorno dopo, sul campo, ne faceva un’altra. Avevi voglia, poi, far loro capire che era stato per la ragion di stato e non per prenderli per i fondelli… Ho ancora ben vivo il ricordo, per esempio, della stizza di un popolare collega a Trieste, anche se quella bugia del giorno prima del mister avrebbe aiutato a scombiccherare i piani tattici dell’avversario, poi annichilito con una grande vittoria. Memore di questo non starò qui a prendermela con quel Pinocchio di Donadoni, il quale nella conferenza stampa precedente la rifinitura di Chievo-Parma, rispondendo proprio ad una mia domanda, aveva lasciato capire che al Bentegodi non ci sarebbe stata la tanto auspicata (per lo meno dal sottoscritto) virata verso il 3 5 2, che poi, invece, avremmo visto sul campo. Con la rifioritura, fuori stagione, di Giovinco, e la prestazione magistrale lì nel mezzo di Mariga, che ha certificato la bontà delle parole di Sandro Melli quando l’aveva ripresentato il 31 gennaio scorso: “Sembra che Mac non sia mai andato via…”
Continua la lettura all’interno
A proposito della presentazione di Mariga, svicoliamo un attimo dal tema principale per annotare qualche piccola curiosità: intanto quella relativa a Melli nelle funzioni di “Direttore sportivo”, avendo presentato lui il forte centrocampista keniano e qualche giorno prima Ferrario, dal momento che Leonardi era ancora impegnato all’Ata Hotel. Del resto qualche anno fa “Ciccio” aveva sostenuto, superandolo brillantemente, l’esame di abilitazione a DS dopo il relativo corso. Il giorno della presentazione qualcuno, che ora mi riesce difficile nominare, non ricordando bene chi fosse, chiese allo stesso Melli se era vero che era stato lui il scopritore dell’oro nero Mariga. Egli rispose che lui lo aveva osservato e aveva fatto una relazione positiva, ma che i meriti andavano all’allora direttore sportivo. Alias Andrea Berta. Nonostante Carlo Chiesa ieri sera a Pronto chi Parma?, ad un telespettatore che parlava, dopo aver visto un Mariga così, di possibili lucciconi dell’ex braccio destro di Ghirardi (oggi al servizio di Preziosi) se ne sia uscito con un “A beh se adesso andiamo a riesumare anche Berta, allora…”, che personalmente avrei evitato. Avevamo poi rimarcato, in un piccolo inciso, l’assenza di rappresentanti del CCPC alla presentazione di Mariga, del resto come all’ “arrivederci di Crespo”. Prima che qualche mente ancor più perversa della mia possa partorire strane congetture, approfitto del mio abituale sermone del lunedì per specificare che si è trattato di defezioni per cause di forza maggiore: come mi hanno spiegato ieri a tavola (al pranzo insieme dei Coordinamenti di Chievo e Parma, lodevole iniziativa) Manfredini e Bia, il presidente era stato costretto a letto alcuni giorni da un classico male di stagione, e solo ieri era tornato abile ed arruolato, mentre il vice presidente era stato vittima di un infortunio scivolando sul ghiaccio proprio appena prima di accedere alla sala stampa. L’altro vice presidente, Iotti, era impegnato in sede per via dei biglietti e non avrebbe fatto in tempo a raggiungerli. Per il Crespo Day, poi, c’era pure stata la complicanza dell’orario non favorevole. Ma torniamo a botta sul nostro tema principe, la conversione di Donadoni sulla via del 3 5 2. Come ebbi modo di predicare nella mia ultima apparizione a Bar Sport, e prima ancora come scrissi sette giorni fa in sede di opinione settimanale, tale sistema di gioco mi pareva congeniale alle caratteristiche di questa squadra, ben di più del 3 4 3, che il new-coach si ostinava a presentare. Nonostante il recalcitrante Antonio Cervi – il quale da un lato predicava il primato dei giocatori sul sistema di gioco, e dall’alto che i giocatori si devono adeguare al sistema di gioco preferito dall’allenatore – grazie anche all’assistenza dell’illuminato Guido Schittone, riuscii, nella bolgia, a far passare il concetto che il 3 5 2 non solo avrebbe dovuto essere utilizzato contro la Juve (come pare sarebbe stato, anche se non ho avuto il conforto della visione della distinta ufficiale non distribuita), ma appunto sempre. C’è da dire, però, che, a dispetto dell’accezione donadoniana io non avrei rinunziato in partenza (né contro la Juve, come pare sarebbe stato, né come ieri al Bentegodi) a Jonathan Biabiany, preferendolo a Valiani. Dopo la partita ci sarebbe stato chi si sarebbe congratulato in sala stampa per la scelta del tecnico di mandarlo in campo nel finale, come evidente segnale, a quel punto, di voler vincere la partita: beh, ragionando nello stesso modo cosa si può dire, che non avendolo schierato dall’inizio non aveva voglia di vincerla prima? Come per incanto con il tanto da noi auspicato 3 5 2 abbiamo assistito alla rifioritura fuori stagione di Giovinco, tornato ad esprimersi agli stessi livelli dell’era Colomba. Mi conforta sapere che anche il rinomato tattico di Pronto chi Parma? Luca Ampollini abbia sancito che non è casuale questa sua ri-esplosione (tra l’altro su un campo schifosamente accettabile, dal momento che la squadra non è stata ritirata prima della partita, come minacciato in settimana dal Pres) proprio in concomitanza con il suo ritorno al ruolo di seconda punta, alias, specifico io, da nostalgico, nella famosa posizioncina che gli aveva trovato Colomba. Tuttavia siamo solo al 50% del cammino, dal momento che per preservare la totale parte positiva della guida tecnica precedente (coniugata agli indubbi vantaggi delle migliorie apportate dietro e in mezzo dall’attuale) c’è da restaurare in qualche modo anche la posizione di Biabiany, che per me non stonerebbe affatto come esterno di destra del centrocampo a 5. Del resto, essendoci sul versante opposto un laterale di caratteristiche meno offensive, l’equilibrio di squadra sarebbe lo stesso garantito. Giovinco e Biabiany sono i due migliori talenti di questa formazione e non si può prescindere da loro. E non si può prescindere dal farli funzionare al meglio. Diciamo che trovo un po’ contradditorio il passare da un 3 4 3 con Biabiany a un 3 5 2 senza. Diciamo che non trovo “propositiva” questa rinunzia in partenza. E l’inserimento a gara in corso, letto da altri come segnale di propositività, è invece ai miei occhi una sorta di tardiva riparazione all’errore iniziale. La conversione al 3 5 2 è stata favorita dall’ingaggio nel mercato di riparazione di Mac Donald Mariga, elemento che, per lo meno ai nostri livelli, è in grado di fare la differenza. Non a caso ieri il centrocampo del Parma ha letteralmente sovrastato quello degli avversari, i quali saranno stati pure un po’ stanchi dopo l’impresa corsara di Novara di giovedì. Penso che sia la prima volta in stagione (o una delle prime) che questo accade. Ed era proprio ripensando alla caratteristiche di Mac Donand Mariga che alla vigilia chiesi a mister Donadoni se il suo ingaggio avrebbe comportato la virata verso l’anelato 3 5 2. Sabato, però, senza che la fatina dai capelli turchini lo potesse ascoltare, mi rispose così: “Mariga – io l’ho avuto solo per pochi giorni e tra l’altro l’ho avuto in una settimana un po’ particolare a causa delle condizioni climatiche – credo che sia un giocatore che possa giocare in un centrocampo a 4 oltre che a 3: non sono particolarmente preoccupato. Anzi, credo che sia una alternativa valida…”. Io lì per lì avevo capito che Donadoni aveva ben poca voglia di cambiare il suo 3 4 3, sebbene il controspionaggio ci avesse spifferato che contro la Juve era già pronto il 3 5 2, sicché avevo dato per scontato che ci sarebbe stato un ballottaggio tra Mariga e Galloppa. Invece alla fine, con grande intelligenza e direi persino umiltà, il tecnico ha capito che il 3 5 2 era in effetti un vestito che meglio calzava al Parma e dunque l’ha così confezionato per il match coi mussi volanti battuti a domicilio dopo ben 7 anni. Ieri, rispondendo ai giornalisti dopo la gara, Donadoni ha spiegato il perché della sua decisione di un centrocampo più folto con il debutto immediato di Mariga: questa la sua risposta a Piovani in conferenza stampa: “Mah… Avendo visto un po’ anche l’avversario, ho pensato di irrobustire un po’ il centrocampo, di aumentare proprio numericamente la zona nevralgica del campo e direi che c’è stata una buona risposta. Nel primo tempo siamo stati ancora un po’ troppo precipitosi in certe occasioni: dove c’era la possibilità di partire abbiamo giocato un po’ troppo con la palla sui piedi e poco con la profondità e con lo smarcamento. E questo è stato un po’ un nostro difetto, che nel secondo tempo abbiamo un po’ migliorato, e questo ci ha dato la possibilità di arrivare due o tre volte davanti al portiere con occasioni anche importanti. E’ vero che abbiamo vinto grazie ad una autorete, ma credo che il Parma oggi si sia meritato la vittoria sul campo”. Questa, sempre sull’inedito 3 5 2, la risposta in mix zone a Giuseppe Milano, inviato di Tv Parma: “Sono possibilità anche in funzione dell’avversario, le condizioni del terreno di gioco, oggi c’era anche l’inserimento di Mariga che ha fatto un’ottima gara, che era la prima, e poi lui ancora deve imparare a capire determinate cose…”. Ho evidenziato in neretto il comune denominatore delle due risposte: e cioè “guardando l’avversario, in funzione dell’avversario”. Non male considerando che fino ad ora Donadoni, fin da quello che avevamo definito il suo “manifesto iniziale”, aveva sempre dichiarato che preferisce pensare alla sua squadra e non agli avversari. Onestamente questa “presunzione” non mi era mai piaciuta, anche se capisco che possa essere importante nel processo di crescita dell’autostima della squadra (che ne ha bisogno): il sapersi adattare agli avversari, invece, è segnale di umiltà, ma anche di forza. E il “compianto” Francesco Guidolin in questo era un maestro. Aver visto che Donadoni è tornato sui propri passi non solo schierando il 3 5 2, ma anche motivandolo come ha fatto, è un aspetto che mi piace rimarcare perché mi fa ben sperare per il futuro. Per il futuro, infatti, come argomentavo prima, spero che il mister torni a valorizzare Jonathan Biabiany, schierandolo titolare della fascia destra. Il suo ingresso a gara in corso, come anticipavo prima, è stato letto da alcuni opinion maker come un segnale di voler vincere a tutti i costi la partita. Ecco cosa ha detto in proposito lo stesso Donadoni a Milano di Tv Parma: “Non mi piace l’idea di dovermi accontentare mettendo un difensore in più e quindi limitare i danni, perché non mi sembrava che ci fosse la necessità di fare questo. Credo che sia un segnale importante da dare agli stessi giocatori, che si convincano che hanno delle potenzialità, e queste potenzialità le devono esprimere, non pensando all’avversario, ma pensando prima di tutto a loro stessi”. Rimane il discorso che il segnale lo si può dare anche all’inizio, e non solo a gara in corso. Tra l’altro, a gara in corso, è anche successo che si facesse male Galloppa (e un mio malizioso compagno di viaggio sulla corriera del CCPC, mentre tornavamo indietro ha detto che in questo Donadoni è stato fortunato: cattivello, non si dicono queste cose!): per sostituirlo “Regalèr” non ha messo dentro un pari ruolo (in panca c’era Musacci di cui stranamente ora nessuno reclama più il suo utilizzo), bensì Modesto, accentrando Gobbi (molto bene). Proprio l’attuale vicecapoccanoniere del Parma (Modesto) ha sulla coscienza quello scivolone che ha concesso al Chievo di riacciuffare il pari dopo la magia di Giovinco. Ieri sera a Pronto chi Parma? Carlo Chiesa asseriva che quel gol dovrebbe essere mostrato a tutte le scuole calcio, ma io sono più d’accordo con Ubaldo, il quale sostiene che nelle scuole calcio non vanno mostrate magie uniche come quelle, perché ovviamente non sono alla portata di tutti, ma solo di pochi eletti, mentre sarebbe fondamentale, al contrario, insegnare i fondamentali. Per vincere la partita ci ha aiutato Eriberto (che di Luciano aveva 4 anni in meno, sicché è più ingenuo di lui, essendo più giovane e gli si possono perdonare le malefatte…) con il suo autogol. Successo direi meritato, anche perché ogni volta che alzavo gli occhi dal pc vedevo sempre che i nostri erano nella metà campo avversaria, mentre all’andata accadeva che i nostri fossero rinchiusi dai clivensi nella nostra. Io ieri non ho ravvisato il braccino del tennista come altri, ma forse sarà stato perché ero impegnato a caricare in tempo reale i video amatoriali con i collegamenti flash di Massimo Zennaro per Tutto il Calcio Minuto per Minuto: eppure per me ieri il Parma non ha sofferto l’avversario né ha avuto paura di vincere. Condivido appieno quanto scritto seratempo e nottetempo da Luca Russo in proposito nello spazio commenti. Di conseguenza mi pare un po’ esagerato l’appunto di Leonardi, al microfono di Milano: “Nella gestione del vantaggio questa squadra ha ancora troppa paura di vincere e ha ancora troppo timore riverenziale che non ci deve essere. E deve avere più determinazione e più propositività anche quando è in vantaggio”. E più realistica la chiosa di Donadoni alla domanda di Piovani, visto che secondo lui si tratta di misurare quanto è lungo il braccio dell’avversario desideroso di rimontare, rispetto al braccino corto della squadra che è in vantaggio. Credere in se stessi è un’ottima cosa, ma non bisogna esagerare: ricordate i proclami dopo la vittoria sull’Udinese quando sembrava che i nostri potessero sconfiggere il mondo intero? Appena il Parma aveva iniziato a credere troppo in se stesso pagò quella ubris con l’ignominiosa sconfitta di Novara, prodromica alla seguente involuzione con crisi di risultati. E lo stesso era accaduto, durante l’era Marino, dopo il successo di successo a casa Juventus. Dunque calma e gesso…
Gabriele Majo
10 commenti:
Buongiorno, sig.Majo.
Le vengo in soccorso io: il nome del gionarlista che chiese a Melli se fosse lui lo scopritore di Mariga è quello dell'attento e preparato(ma non ai suoi livelli però) Michele Angella di Teleducato.
Saluti.
Avendo finito di leggere la sua "omelia calcistica" le faccio un'osservazione, non prima di dire che mi trovo in tutto e per tutto d'accordo con lei nell'analisi.
Io direi che si potrebbe mediare tra il, purtroppo,limitato(tecnicamente,s'intende) Valiani e il troppo,a mio parere,offensivo Biabiany ad un Jonathan,che a catania mi aveva fatto una buonissima impressione.Che ne pensa?
Inoltre sono veramente contento di Mariga:con pochi allenamenti con la squadra ("e poi lui ancora deve imparare a capire determinate cose") pensate cosa potrà combinare quando si sarà ben inserito nei meccanismi della squadra.Avanti così dunque.Nessuna esaltazione,ma testa bassa e lavorare per correggere i difetti.
Saluti
Ieri ottima vittoria, un altro risultato positivo per Donadoni che numeri alla mano sta facendo molto bene, soprattutto in trasferta anche se il suo Parma non è ancora stato sottoposto ad una gara esterna con una "grande". Il passaggio alla difesa a 3 sta funzionando molto bene, mi è piaciuta anche la soluzione del 3-5-2 con l'ingresso di Mariga che ha dato sostanza al reparto. Sono d'accordo con Majo sull'utilizzo di biabiany perché a mio avviso è un talento dal quale il Parma non può prescindere. Io poi non sono un fan di Valiani, nonostante gli vada dato merito di un grande sacrificio. E pensavo che il brasiliano jonathan fosse stato preso per mettere valiani in panchina. Ma col cambio modulo mi auguro anche io che biabiany faccia l'esterno del centrocampo a 5, nonostante non abbia tante attitudini difensive. Condivido anche l'idea che il passaggio al 3-5-2 sia giovato anche a giovinco che evidentemente si trova meglio in un attacco a 2 (speriamo se ne accorgano marotta e conte cosi magari ce lo lasciano). Ora da tifoso aspetto la sfida delicata con la fiorentina che può essere un test piu "vero" rispetto a quello con la Juve. I viola sono in forma e verranno al tardini a giocarsi la partita e sono curioso di vedere come affronterà la partita il Parma. Prima credo sia giusto concentrarsi sulla partita coi viola e poi pensare alla Juve, match carico di significato e tensione per noi tifosi ma meno rilevante per la squadra pur essendo tutte le partite importanti e in grado di fornire alla causa 3 o 1 punto. Con la fiorentina potremmo capire a che punto si trova questa squadra, se davvero è un pelo sopra alla fascia delle squadre che lottano per la salvezza oppure no.
Tino
buongiorno a tutti
un commento perfetto gabriele complimenti!!....sperando che adesso il cammino della squadra non venga mal interpretato dai tifosi(vista la mancanza di sconfitte)ritengo che ieri abbiamo sì visto una squadra meno timorosa..ma anche fortunata (per carità serve anche la fortuna ogni tanto)senza l "auto gollonzo"di Luciano saremmo qui a commentare l ennesimo pareggio...ma non stiamo a fare gli schizzinosi e prendiamo questi 3 punti senza pretendere troppo...per vedere un gioco più brillante,che possa soddisfare gli esteti del calcio bisognerà secondo me ripassare l anno prossimo...quando il mister "regaler"darà indicazioni su giocatori da acquistare che siano adatti alla causa e al suo modo d intender il calcio....portafoglio di ghirardi permettendo.
Detto ciò ...bisogna sempre risolvere il problema la davanti,e anche in mezzo se con mariga abbiamo trovato(forse....perchè dirlo dopo una sola partita è prematuro..ma la partenza è incoraggiante)maggior solidità e qualche geometria in mezzo al campo...abbiamo perso un byabiani sull esterno...davanti nonostante la prova incoraggiante di giovinco....le polveri sono ancora bagnate ieri avevamo di fronte il chievo che pur essendo squadra solida qualcosa concede...perciò la posizione del "folletto "deve tornare quelòla di Colomba...non mi stancherò di dirlo...bisognava mantenere l assetto offensivo e a metacampo così come eraq stato disegnato dal vecchio tecnico...se il problema era mentale come tutti sostengono(e anch io sono di quell idea)ilk lavoro da fare era un altro ..magari inserire un paio di elementi tra difesa e centrocampo (vedi mariga)e lavorare sull atesta dei giocatori
ciao a tutti
Filippo1968
C'è un altro che non si è analizzato (e secondo me molto importante) nelle parole di Donadoni: il fatto che nelle interviste del dopo-partita abbia ricordato anche chi gioca meno dicendo che ci sarà spazio per tutti. Questo è fondamentale per far si che tutti si sentano parte della squadra e che diano il massimo in allenamento. Cosa che a mio avviso prima non accadeva. Bravo Donadoni.
@Filippo 1968
E' vero che se non ci avesse pensato Luciano, con la sua autorete, a consegnarci la vittoria, ora saremmo qui a discutere dell'ennesimo pareggio dei crociati. Ma, al netto del risultato che comunque in Italia vale molto più della prestazione espressa in campo, c'è da dire che un Parma così deciso in trasferta non lo si era visto mai quest'anno. Vero è che a Napoli si è vinto, ma al termine di una partita in cui la prima idea di Colomba fu quella di uscire illesi dal San Paolo e la seconda ci portò a pungere in ripartenza, cosa peraltro perfettamente riuscita viste le reti di Gobbi e Modesto nate da azioni molto simili al vecchio e caro contropiede. Col Chievo le cose sono andate diversamente: il Parma è andato a Verona per fare la sua partita, per imporre la propria filosofia di gioco. Certo, l'ha fatto guardando un po' anche l'avversario (come candidamente ammesso da Donadoni nel postpartita), ma l'ha fatto. A Novara, per dirne una, eravamo andati in vantaggio quasi casualmente e nella ripresa fummo surclassati dalla reazione dei piemontesi (io ero nel settore ospiti e quando eravamo ancora 0-0 dissi ad un mio vicino di gradone che sentivo nell'aria il gol dei padroni di casa che ne fecero addirittura due), a Verona no. E io ci metterei su una bella firma per vedere il Parma scendere in campo con tanta determinazione e decisione domenica dopo domenica.
ciao luca russo
in linea di massima sono daccordo con te...la mia era una constatazione non una critica...certo è stato un parma maggiormente propositivo rispetto al solito...ma bisogna anche attendere altri test ...talvolta bisognerà essere capaci anche di stringere i denti contro avversari palesemente più forti invece di proporre e andare avanti sempre e per forza....quindi difendo quei 3 punti conquistati a napoli da Colomba.. è stata una vittoria ottenuta con la forza dei nervi ed è bello anche così,come qualcuno ha già fatto notare la fiorentina potrebbe essere il banco di prova definitivo(anche se l organico dei viola è nettamente superiore al nostro)...poi....ieri è stato un parma buono ma....insomma ci accontentiamo di quello che passa il convento..io da sempre ritengo che il problema stà nel valore della rosa e non nell allenatore ...questa striscia positiva che piaccia o no è cmq figlia della classifica serena che colomba aveva lasciato...donadoni stà lavorando in serenità grazie anche a questo fattore...altrimenti non sò se la gente avrebbe accolto favorevolmente i 2 pareggi( anche se esterni di bologna e catania)...prestazioni identiche al parma della precedente gestione...gurada le formazioni e vedrai che non sono molto diferenti dal parma targato Colomba...sia chiaro non voglio difendere colomba o criticare donadoni al quale dò tutto il mio appoggio...dico solo che alcune varianti tattiche apportate da metacampo in sù non mi convincono da giovinco a byabyani...solo questo poi pwer il resto l atteggiamento è quello giusto come dici tu...
ciao
Filippo1968
Ma non risponde più ai commenti sig.Majo?
Saluti.
Pian pianino arrivo, Roger... Non volendo rispondere in "flash" (come in questo caso), ma in modo approfondito, mi servirebbe un attimo di tempo. ma ieri tra il reportage dal Tardini e Crespo a Tv Parma sono stato piuttosto incasinato... Comunque tante volte capita che dai Vostri spunti tragga argomenti per articoli, sicché la risposta appare direttamente in un post... A presto e grazie per l'attenzione e il fattivo contributo. Gmajo
Buonasera Roger, meglio tardi che mai. Anche perché sono stato vittima di un "infortunio" che talora capita anche a qualche nostro lettore. E cioè quello di perdere tutto dal modulo commenti dopo aver scritto un medesimo. Così mi era successo qualche sera fa. Ma poi ero troppo stanco (e pure un po' incavolato per l'inconveniente occorsomi) per rimettermi lì a riformulare la riflessione.
Operazione nella quale mi cimento adesso. Dunque dunque, Lei chiedeva il mio parere a proposito del fatto che Jonathan possa essere una sorta di equo compromesso tra il più difensivo Valiani e il più offensivo Biabiany. Tesi, peraltro, che successivamente avrebbe ripreso anche il lettore Tino in un commento postato qualche ora dopo. Allora: io rimango dell'idea che il titolare della fascia destra del centrocampo fortificato a 5 debba essere Biabiany, il quale, assieme a Giovinco, rappresenta uno dei talenti principali, e dunque uno dei valori principali, della squadra. Con un sistema di gioco decisamente più protetto come è quello attuale, non trovo scandaloso che uno dei due esterni possa essere di caratteristiche maggiormente offensive rispetto al collega sul versante opposto. Del resto, come argomentavo pure nell'articolo trovo contraddittorio da parte del mister passare dall'offensivo 3 4 2 al più prudente 3 5 3 e avere remore nello schierare Biabiany. Personalmente sono dell'idea che Jonathan Biabiany debba essere preferito a Jonathan Cicero, il quale non credo sia di molto più offensivo di Valiani, essendo che è un difensore e non un centrocampista. Magari sarà un po' più tecnico, quello sì, rispetto alla Freccia o Scheggia di Pistoia. Nello spezzone di gara a Catania (dove era terzino destro di una difesa a 4) Jonathan Cicero non mi era certo dispiaciuto, ciò non toglie, però, che a mio modesto avviso il titolare debba essere Biabiany.
Già che ci sono ringrazio anche Filippo per il richiamo alla dichiarazione nel post partita di Verona di Donadoni nella quale aveva ricordato anche chi gioca meno dicendo che ci sarà spazio per tutti. "Questo è fondamentale per far si che tutti si sentano parte della squadra e che diano il massimo in allenamento. Cosa che a mio avviso prima non accadeva. Bravo Donadoni". Io mi permetto solo di chiosare che ai calciatori servono fatti e non parole. Un tecnico può anche predicare: "c'è spazio per tutti", ma poi questo spazio lo deve anche concedere sul serio, se no, poi, alla lunga la si paga. Anche perché se uno si illude e poi si delude è ben peggio. Io ricordo sempre l'esempio di Musacci: alla prima gara di Donadoni tutti i detrattori di Colomba (che per altro lo aveva già fatto debuttare e giocare almeno 2-3 volte) non si risparmiarono nell'evidenziare che questi aveva giocato titolare. Grazie al cavolo: era squalificato Galloppa. Però, si badi bene, a parte i 45' di Bologna, al posto di Morrone corso al capezzale del figlio, Musacci il posto non l'ha più ritrovato, pur non demeritando. Ma perché? Perché ci sono delle gerarchie che giustamente ogni allenatore si fa, in base ai propri convincimenti. Nessuno ha storto il naso perché a Verona al posto di Galloppa, quando è uscito infortunato, Donadoni non ha messo Musacci, bensì Modesto, accentrando Gobbi. Avendo vinto, ovviamente, nessuno ci ha fatto caso. Non fosse stato così la critica e i tifosi lo avrebbero evidenziato. Del resto la stessa mossa che a Colomba era valsa la vittoria di prestigio sull'Udinese (fuori una punta per un centrale difensivo) replicata in occasioni successive non ha avuto fortuna. Insomma: Colomba la sua squadra tipo se l'è costruita in estate, Donadoni ha dovuto fare qualche esperimento in campionato, giungendo sostanzialmente alle stesse conclusioni di chi l'aveva preceduto in materia di gerarchie. Ed è giusto che sia così. Perché anche nei grandi club, dove c'è maggiore qualità che al Parma, ci sono titolari inamovibili e comprimari. Come è giusto che sia anche qui. Cordialmente Gmajo
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