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venerdì 17 febbraio 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO I VELENI DI PARMA-JUVENTUS / CONTE ANDREBBE DEFERITO PER “DICHIARAZIONI LESIVE DELLA REPUTAZIONE DEGLI ARBITRI E DEGLI AVVERSARI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI LEALTA’, CORRETTEZZA E PROBITA’”

“Se venisse applicata la par condicio tanto invocata (magari anche giustamente nei fatti, ma non certo nella forma) dal Capellone, egli dovrebbe essere punito per la portata delle sue parole. Pesanti come macigni”.

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Il tardivo pentimento di Antonio Conte di oggi, venerdì 17 febbraio 2012, Giornata Mondiale del Gatto, non sposta di una virgola il pensiero maturato dal sottoscritto dopo i tumulti post Parma-Juventus e la sua improvvida esternazione in sala stampa con gli strali pesantemente indirizzati verso la classe arbitrale, che hanno anche colpito il tesserato del Parma Sebastian Giovinco, accusato dal Capellone di essere svenuto sul campo (alla sola vista di Barzagli): per me l’allenatore della Juventus andrebbe deferito – e sono sinceramente meravigliato che ancora non sia avvenuto – dalla sempre solerte Procura Federale, per violazione dell’articolo 1, avendo egli espresso reiterate e gravi espressioni lesive della reputazione della classe arbitrale e degli avversari, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità. Se venisse applicata la par condicio da lui tanto invocata (magari anche giustamente nei fatti, ma non certo nella forma), egli andrebbe punito per la portata delle sue parole. Pesanti come macigni.

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DSC09970Mi scuso con mi miei fedeli lettori, rimasti a lungo orfani dell’ omelia profana che lo scrivente pronunzia da questo pulpito ogni qualvolta la squadra crociata disputa un incontro di campionato, ma nei giorni scorsi pillole di predica sono apparse qua e là nei vari post che abbiamo pubblicato, avendo preferito dare subito spazio alla stretta attualità, al susseguirsi di diverse notizie e sviluppi del post gara con la Juve, che non fermarci un attimo (un attimo si fa per dire) per mettere in fila quattro parole (quattro si fa per dire) di commento/opinione dopo i fatti e i conte ci ripesa stadiotardini commisfatti. Ciò ci consente di avere almeno uno sguardo di insieme, anche con l’inaspettato ravvedimento di Conte, il quale, almeno, ha avuto il buon senso a posteriori di rendersi conto di averla fatta fuori dal vaso nei confronti di Giovinco. Che qui abbiamo rimarcato essere un calciatore tesserato dal Parma, il quale tuttavia vede il proprio cartellino equamente suddiviso tra i due club contendenti mercoledì sera. Non so se questo dettaglio possa o meno essere stato determinante nella conversione di Conte, al quale, forse, i suoi superiori, hanno fatto notare come nel giro di LEONARDI, GIOVINCO E LA JUVEpochi mesi potrebbe accadere che la Formica passi di casacca e dunque ai suoi ordini. Perché, quindi, creare delle inutili turbolenze? Magari Conte si è rimangiato lo “svenuto” proprio per questo motivo. Ma altrettanto non mi era parsa signorile la nota della spesa delle manchevolezze dell’arbitro Mazzoleni da lui elencate in conferenza stampa mercoledì sera, per tacere dell’esternazione da ultima delle provinciali (forse manco al Bari poteva leonardi le canta alla juveandar bene una uscita così, immaginarsi essendo al servizio della Real Casa…) contro la classe arbitrale timorosa, a suo dire, di concedere massime punizioni ai bianconeri, che ne hanno avuti a favore meno che le retrocedende… Ma dov’è il procuratore federale? Quello stesso che un anno fa si era distinto per aver deferito (e poi c’è stata anche la condanna per una iniqua ammissione di morrone romeocolpa per la ragion di stato, al fine di limitare i danni) Stefano Morrone, reo di aver detto in televisione, a Bar Sport, che l’arbitro Romeo gli aveva dato del capitano di merda? Morrone, per aver incidentalmente rivelato un episodio grave e raccapricciante ad una tv locale è stato multato (e il Parma pure per responsabilità oggettiva), mentre il Signor Conte la dovrebbe passare liscia per avere parlato in maniera volontaria e deliberata, davanti ai microfoni della Tv satellitare e poi in sala stampa accusando pesantemente avversari e sistemi? E dovrebbe farla franca persino la Juventus, la quale ha emesso persino un comunicato di sostegno ai teoremi imagedel proprio focoso allenatore? Non andrebbe punita anche la Juve sempre per il principio della responsabilità oggettiva? Vuole la par condicio (giustamente) Conte? Ebbene si paghi anche lui la sua multa così come la pagò il per me incolpevole Morrone, costretto per limitare i danni, a rimangiarsi quanto aveva riferito alla Bertini circa la frase dell’oxfordiano Romeo. Venga deferito il imagesignor Conte. E con lui la Juventus. Così come anno fa venne deferito e poi condannato l’allora presidente del Parma FC Guido Angiolini, quando tirò a mano – probabilmente con ancora maggiori ragioni di Contela faccenda dell’omicidio in guanti bianchi che veniva perpetrato ai danni della società all’epoca in amministrazione straordinaria. (Prima del derby di Bologna avevamo pubblicato una nostra commovente intervista allo stesso imageAngiolini, apprezzata da diversi nostri lettori, che può essere riletta cliccando qui). Tra l’altro i capi d’accusa che ho menzionato sia nel tema che nello svolgimento sono copiati e riadattati proprio dal rinvio a giudizio (sportivo) dell’ex braccio destro di Bondi. Come ho avuto modo di chiosare nel servizio dedicato al pentimento del Capellone, egli, quella sera, oltre in base all’istinto e alla inc…atura, potrebbe avere agito seguendo una tattica alla Mourinho (o alla Leonardi) per nascondere, col polverone alzato, tutte le magagne della sua povera Juve, i cui attaccanti hanno segnato la miseria di 15 reti. Ne parlavo con lo juventinologo di Mediaset Sport Gianni Balzarini, il quale, onestamente, oltre ad ammettere di essere gobbo, mi faceva notare come le azioni più pericolose mercoledì sera fossero toccate a difensori e centrocampisti, ma non certo agli attaccanti in casacca lilla. Insomma la Juve ha evidenti problemi di concretezza, per i quali non hanno colpa né gli arbitri né quel cascatore (secondo il Capellone) di Giovinco, E qui iniziamo a pensare alle cose nostre, perché gli altri saranno poi cavolacci dei bianconeri: il primo tempo mi ha fatto letteralmente raccapricciare e temere. Verso la fine della prima frazione sul monitor di Sky era apparsa l’indicazione del possesso palla, che vedeva in quel momento i leoni bianconeri avere tenuto un possesso palla di circa 14 minuti contro gli 8 circa dei timidi crociati, ben ancorati dietro, quello sì, a difesa del proprio fortino, con un Pavarini che ha già fruttato direi tutti i punti (che non sono pochi) dell’era Donadoni. Ha ragione Leonardi a dire che non ci si può dimenticare dei due anni e mezzo di Mirante, e il fatto che questi sia più giovane rispetto al Matusalemme bresciano (il quale peraltro mi pare decisamente superiore a quello pur bravo dell’anno della promozione), però adesso merita di giocare Pavarini, e in ogni caso sarà bravo lui, Leonardi, a fargli rialzare le quotazioni di mercato, qualora fosse necessario per cederlo. Ma se l’idea è quella di tenerlo al Parma, giacché il futuro è suo, che problemi ci sono se se ne sta un po’ in panchina? In quel primo tempo, in cui i gobbi ci hanno preso a sportellate, se fossimo finiti sotto di due gol non potevamo dir nulla. E tutto ciò con buona pace dei propositi di pro positività promulgati da Donadoni alla vigilia (come ho già avuto modo di scrivere potrebbe essersi trattato di uno sprone a mezzo stampa, più che una presuntuosa dichiarazione di intenti, come poteva sembrare stando in superficie). Lo stesso allenatore, all’intervallo, avrebbe ribadito chiaramente ai suoi che non gli bastava il sapersi difender bene, grazie al suo stellone, al palo e a Pavarèn, serviva qualcosa in più: ed in effetti nella ripresa abbiamo assistito ad una positiva metamorfosi (succedeva anche ai tempi di Colomba, in cui si notava una certa alternanza di rendimento tra i due tempi) per cui “Les emotifs anonymes" (consiglio a tutti la visione della pellicola di Jean Pierre Améris, che ho visto in lingua francese con sottotitoli in italiano martedì scorso al D’Azeglio) si sono trasformati, finalmente in più gagliardi competitor degli zebrati. A proposito di “propositività”, Leonardi che vanta il copyright su questo vocabolo e similari, dovrebbe chiedere i diritti a Giovanni Scaramuzzino, il radiocronista di Radio Rai, che l’altra sera ne ha un po’ abusato… Fossi entrato prima in cabina con lui, e me ne fossi accorto prima, li avrei contati, così come al liceo contavo i “Va bene” del professor Toschi… Rispetto alla partita non disputata il 31 gennaio il Mister ha schierato Biabiany sull’out destro (secondo il controspionaggio quella volta era destinato in panca) di fatto accontentandomi in tutto per tutto. Ricorderete, infatti, che nel precedente sermone mi ero dichiarato contento solo al 50% per la sua conversione al 3 5 2, mancava, appunto, Biabiany. Paolo Grossi, nelle sue pagelle aveva fatto chiaramente capire che non lo aveva convinto (concetto che ha ribadito oggi anche nella conferenza stampa di Modesto), io, invece, sto dalla parte di Scaramuzzino, il quale nel commento che ha concesso a caldo in esclusiva a stadiotardini.com, aveva rimarcato la buona prestazione di sacrificio del francese. E se sono dalla parte di Scaramuzzino non è perché questi sia un gigante nonostante il cognome faccia pensare a qualcosa di piccolo e gracile, quanto perché l’ho proprio vista come lui. Sarà stato il punto di osservazione... Tra l’altro ospitato nella calda cabina di Radio Rai ho potuto sentire l’unica battuta che il professionale collega della radio di stato si è concesso, fuori onda (in diretta in quel mentre c’era Bisantis dagli Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo), quando ha visto sul monitor l’arbitro“cazziare” Giovinco dopo il penalty che non gli ha concesso: “Pensa se arbitravo io…”, visto che quel lungagnone sarà più alto di Mazzoleni almeno 10 centimetri, e già questi sembrava un corazziere al cospetto della Formica… Siamo all’epilogo del predicozzo: ma ci stanno ancora almeno un paio di argomenti. Grande, Leonardi, con la sua uscita, ieri sera al Parma Club Fidenza del mitico Baroni (che brutto non ci fosse neanche un giocatore, del resto come non ce n’erano al 30° del CCPC verso Natale) a proposito della sfida con i bianconeri al Torneo di Viareggio (davvero complimenti a Pizzi e a Palmieri, che finalmente si stanno cavando delle belle soddisfazioni), quando ha suggerito alla Juve di scegliere l’arbitro, perché noi porteremo il pallone. L’Ad ha alzato il proprio indice di gradimento anche sulla piazza virtuale di Parmafans.it che di solito gli è un po’ ostile. L’equilibrato moderatore “Indipendenza per il Ducato” ha persino riaperto un topic chiuso qualche tempo fa perché era giusto dare a Pietro quello che è di Pietro. E così tanti detrattori del Plenipotenziario, in questa specifica occasione, lo hanno esaltato, senza neppure turarsi troppo il naso. Più basso l’indice di gradimento del presidente Ghirardi, il quale su Tuttosport aveva detto che le porte del Parma sono sempre aperte per Del Piero, salvo poi, nel rispondere a Michele Angella di Teleducato, nella mix zone dell’Ennio, dopo la sfida, che sono i giornalisti ad insistere, prima con Inzaghi e poi con Del Piero, ma un conto è l’amicizia che lui vanta con loro e un conto che questo significhi che possano giocare nel Parma. Leggendo, però, l’articolo del giornalista Riva (e considerati i precedenti specifici in materia), non mi pare proprio che sia stato il collega subalpino ad estorcergli l’apertura a Del Piero, quanto una sua volontaria affermazione. Che giustamente il cronista ha cavalcato perché faceva notizia, sparandola perfino in prima pagina. Ma se uno la porta, anzi il portone, non lo avesse aperto, difficilmente quella prima pagina avrebbe potuto essere costruita… Gabriele Majo

 

5 commenti:

Luca Russo ha detto...

A distanza di due giorni dalla fine dell'incontro coi gobbi, resto dell'idea che se avessimo azzardato giocate più offensive lungo tutto l'arco della partita avremmo raccolto molto più di un punticino (che comunque fa classifica - siamo a meno dodici dall'agognata quota salvezza - e morale) e ci saremmo tolti la soddisfazione di essere la prima e restare l'unica squadra in grado, quest'anno, di superare i bianconeri. Contro la Juventus, ed in modo particolare la Juventus di questo campionato, giocare una ripresa di quel tipo vuole significare non solo essere in buone condizioni fisiche ma anche che in fondo valiamo qualcosina in più della semplice, ma pur sempre appagante, lotta per non retrocedere. Il guaio è che a volte non sappiamo o non vogliamo osare, ci limitiamo a fare il compitino che ci è stato assegnato, prendiamo l'iniziativa pochissime volte e aspettiamo di essere veramente alla corda prima di cominciare a tirar pugni anche noi. Non è preoccupante che si debba lottare per la salvezza (e non per la Champions), lo è invece rendersi conto che se non esprimiamo tutto il nostro potenziale, osando al di là della forza dell'avversario, non sapremo mai se abbiamo in mano le chiavi di una Lamborghini o di una Fiat Panda a metano. Che poi si tratti dell'una o dell'altra, a me non importa più di tanto. Sarebbe già tanto potersi mettere l'anima in pace ed essere consapevoli del fatto che quello che raccogliamo ricalca esattamente i nostri meriti ed il nostro potenziale.

Anonimo ha detto...

Majo bisognerebbe deferire il tuo cervello se si riuscisse a trovarlo !
Ma va a lavorare

Gabriele Majo ha detto...

Ringrazio di cuore per l'auspicio. Dio lo voglia.

Anonimo ha detto...

ma chi sarebbe questo sig majo uno dei soliti imbecilli

Gabriele Majo ha detto...

Grazie per il signor. Meno per "l'uno dei soliti imbecilli". Almeno fossi stato solo imbecille. "Dei soliti" non mi piace, traspira banalità. Detto questo: le mie opinioni sono opinabili come tutte le opinioni di qualsiasi essere umano, ma almeno hanno il pregio di essere formulate da una persona (qualificata) che ci mette il proprio nome e cognome, e che esplica il proprio pensiero spiegando (direi anche troppo) la propria tesi senza lesinare sui caratteri. Arrivare su un blog per inserire solo delle invettive non serve certo al dialogo e alla crescita, che è lo scopo precipuo di stadiotardini.com (come ha ben compreso Luca Russo, che propone sempre contributi su cui riflettere, e che sarebbe bello potessi annoverare quale "opinionista" del sito). Ieri abbiamo ospitato gli interventi di tale Esigarribia, che va da sé non sia certo un supporter crociato, il quale sulle prime aveva un po' sparato a zero, come sovente avviene in questi casi, ma poi abbiamo visto che ha tentato il dialogo con alcuni nostri lettori di fede opposta rispetto alla sua, e abbiamo gradito. Ecco, il dialogo nel rispetto delle parti: qui ci proponiamo di perseguirlo. Se poi qualcuno ha scambiato questo blog per un lavandino dove vomitare offese e improperi gratuiti ha sbagliato indirizzo. Cordialmente Gmajo