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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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lunedì 17 dicembre 2012

QUEL PARMA CHE HA LEONEGGIATO CONTRO IL CAGLIARI TORNA A FAR SOGNARE L’AREA EURO…

“Strano che una squadra molto cupa un attimo prima, prenda tanto colore un attimo dopo: che il Parma fosse un po’ Dottor Jekyll ed un po’ Mister Hyde, lo sapevamo, ma che riuscisse in così poco tempo a passare da una parte all’altra, no. Non lo sospettavamo. Ed anche questo, a pensarci bene, è un merito di chi siede in panca…”

DSCN9683(Luca Russo) – Un tempo grigio come lo è spesso il cielo di Londra. E l’altro, il secondo, in cui il Parma ha leoneggiato contro un Cagliari molto più vicino, da ieri sera, al pericolo di retrocedere che alla possibilità, da me pronosticata ad inizio stagione, di scoprirsi regina tra le squadre escluse dal novero delle sette sorelle. Mi riesce difficile comprendere come una formazione che ha in organico gente del calibro di Cossu, Astori, Agazzi, Nainggolan, Thiago Ribeiro, Sau, Pinilla e Ibarbo, possa star lì a marcire in fondo alla classifica, piuttosto che un po’ più su a caccia dell’area Euro. Ma questa è un’altra storia e, per adesso, i problemi, soprattutto di classifica, che attanagliano la formazione sarda, non sono gli stessi di cui soffre il Parma. Che può almeno concedersi il lusso di storcere il naso per la qualità delle proprie prestazioni, invece di denunciare preoccupazioni eccessive per una classifica che, al contrario, di preoccupazioni non è che ce ne dia poi tante. In estate, ma anche solo qualche settimana fa, avremmo firmato col sangue pur di arrivare a Natale con la pretesa di migliorare il nostro gioco e non con la necessità, indifferibile, di sistemare la classifica…

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Chi parla di vittoria nettissima, non ha tutti i torti. E nemmeno tutte le ragioni. Perché di successo cristallino si è trattato, ma solo nel punteggio, che qualcuno, a partire dall’inviato Radio Rai Ugo Russo, ha ritenuto troppo pesante per un Cagliari senza infamia e senza lode. Ma anche senza un’infermeria affollata come quella con cui ha dovuto fare i conti il Parma. Al quale riconosciamo questo merito (che implicitamente è un merito da attribuire a Donadoni), e cioè quello di esser riuscito a portare a casa la pagnotta pur dovendo fare a meno di qualche pedina importante dello scacchiere a disposizione del tecnico, e non solo. Una volta sotto (Dio sa quante gliene abbiamo dette a Pavarini, a cui, nei minuti successivi al gol, non è stato riservato lo stesso trattamento, in termini di critiche, che per topiche simili viene ‘somministrato’ al buon Mirante), la squadra non ha impiegato più di qualche attimo per ricomporsi e riconciliarsi col risultato. Buona sorte o bravura? Non ci è dato saperlo. Né si può affermare con certezza che l’una debba escludere l’altra. La fortuna aiuta gli audaci, e allora è assai probabile che in occasione della zuccata vincente di un Belfodil da Pallone d’Oro (parmigiano s’intende, e sempre che qualcuno abbia l’intenzione di istituirne uno), si sia consumata la fusione delle due doti. Di cui abbiamo perso le tracce da lì alla fine del primo tempo. In cui si è rivisto il Parma di Coppa: difesa impeccabile, tranne che sul pallonetto di Sau, centrocampo lento di pensiero e nell’esecuzione e attacco che, a furia di correre in soccorso di una linea mediana priva di inventiva, finisce per occuparsi di tutto meno che della fase offensiva. Non ho ancora capito quali potenzialità possa esprimere questo Parma, e dubito che siano parenti (fosse anche alla lontana) del calcio propositivo tanto sbandierato da dirigenza e tecnico, ma credo di aver compreso cosa il Parma non deve fare se vuole trovare fissa dimora nella parte sinistra della classifica. E’ il primo tempo, più che il secondo, a suggerircelo. E a mostrarci una squadra che sembra giochi al contrario. Detto di una difesa da bacchettare solo per il vantaggio regalato al Cagliari, è dal centrocampo che pervengono i segnali più inquietanti. Quando è in giornata, la linea mediana disegna calcio per vie orizzontali e solo sporadicamente attacca la profondità come si conviene ad una squadra che vuole dettare il suo gioco più che subire, passivamente, quello degli avversari. Ieri, nel primo atto della gara, il reparto di metà campo è andato molto oltre e ha cominciato sì a verticalizzare, ma all’indietro. Come se non riuscisse ad innestare una marcia che sia diversa dalla retromarcia. Anche l’attacco, per lunghi tratti, non ha reso come ci si aspettava. Per carità, ci sta bene che Belfodil si faccia il mazzo per arpionare un pallone dopo l’altro e che accetti la parte di centroboa arretrato. E pure che torni dietro a dar man forte alla difesa. Ma che sia aiutato (o pretenda di essere aiutato), nella sua partecipazione attiva alle due fasi, dai compagni d’attacco e di centrocampo. I quali, quando l’algerino è in possesso della sfera, dovrebbero almeno fornirgli qualche interessante linea di passaggio o sovrapposizioni più rapide e meno leggibili di quelle che si son viste ieri contro i sardi. L’intervallo ci ha restituito un Parma rigenerato, si suppone e si spera, dai richiami e dalle correzioni di Donadoni. Il vantaggio firmato da Biabiany ha mandato in frantumi l’equilibrio della contesa e sciolto la tensione che impediva alle gambe dei crociati di sguinzagliare tutta la rapidità necessaria per portare in scena il gioco immaginato dal tecnico. Dopo il 2-1, non c’è stata più gara. Il Cagliari, tolta una spettacolare conclusione del talentuoso Nainggolan ed una bella punizione di Conti, non ha mai destato l’impressione di poter rientrare in partita. E saremmo potuti arrivare anche a cinque o sei, ammesso che ce ne fosse stato il bisogno. Strano che una squadra molto cupa un attimo prima, prenda tanto colore un attimo dopo. Che il Parma fosse un po’ Dottor Jekyll ed un po’ Mister Hyde, lo sapevamo. Ma che riuscisse in così poco tempo a passare da una parte all’altra, no. Non lo sospettavamo. Ed anche questo, a pensarci bene, è un merito di chi siede in panca. Luca Russo

1 commenti:

Anonimo ha detto...

O fenomeno, non è che alla prossima che perdiamo poi vieni a sfrantecarci i maroni con il tuo pessimismo?

Sfrantecato