REDIRECT SU STADIOTARDINI.IT

Stai per essere trasferito su StadioTardini.it spin-off di StadioTardini.com
Se il redirect non dovesse funzionare vai su http://www.stadiotardini.it
e aggiorna i tuoi segnalibri.

Blog Archive



NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

Powered by Blogger.

Blog Archive

sabato 18 dicembre 2010

MARIO TARDINI PARLA DI NONNO ENNIO

Rievocata dal nipote la figura del donatore dello Stadio alla Città, durante le celebrazioni del 97° compleanno del Parma

mario tardini 22DOCUMENTO – Ecco la traccia del discorso, fatto oggi, sabato 18 dicembre 2010, da Mario Tardini – presente con la sorella Maria Grazia (non ha potuto esserci, invece, l’altro fratello, Ennio Alberto), durante le celebrazioni per il 97° anniversario di fondazione del Parma FC, a cura di Settore Crociato. Una rievocazione documentata della figura del nonno, Ennio Tardini, che donò in tempi remoti la struttura sportiva alla città: “Purtroppo nessuno di noi ha avuto la possibilità di conoscerlo personalmente essendo prematuramente scomparso nel 1923 a soli 44 anni: pertanto il ricordo della sua figura ci è stata tramandato nei racconti della nonna Graziella, di nostro padre Armando, di nostra zia Ennia e dei tanti articoli che hanno parlato di Lui e delle sue idee.”

LEGGI, ALL’INTERNO IL RICORDO DI ENNIO TARDINI SCRITTO DAL NIPOTE MARIO

mario tardini 11“Il ricordo della figura del Nonno Ennio ci è stata tramandato nei racconti della nonna Graziella, di nostro padre Armando, di nostra zia Ennia e dei tanti articoli che hanno parlato di Lui e delle sue idee perché purtroppo nessuno di noi ha avuto la possibilità di conoscerlo personalmente essendo prematuramente scomparso nel 1923 a soli 44 anni.

Ennio Tardini nacque a Parma il 5 settembre 1879 da Icilio Tardini e da Caterina Del Bono. Dopo la laurea in legge conseguita nel 1902 all’Università di Parma si dedicò per breve tempo alla libera professione. Di sentimenti e principi schiettamente liberali fu il Direttore del settimanale “Scintilla”, organo dei liberali parmensi. Durante lo sciopero agrario del 1903 fu chiamato a ricoprire la carica di Segretario Generale dell’Associazione Agraria Parmense facendosi subito ben volere dagli agricoltori che videro in lui un capo intelligente ed autorevole. Nel 1913 assunse la direzione della Archimmagine-29-DSC_2583Banca Agraria, da lui stesso creata, dando vita ad iniziative economiche e sociali quali i magazzini generali e i magazzini frigoriferi in viale Piacenza (1921) dove oggi ha sede il Grand Hotel Baglioni, opera avveniristica per l’epoca e in grado di dare grande impulso all’attività economica cittadina. Fu Consigliere comunale, Direttore della Palestra Umberto I nell’oltre torrente di cui fu l’ideatore. Fu Consigliere prima e Presidente poi del Parma Foot Ball Club (1921) “e subito seppe e volle dare al sodalizio sportivo una impronta nuova, assicurare ad essa un avvenire. E ideò, concepì ed attuò il grandioso progetto del nuovo campo Sportivo … nel castelletto in Suburbio Vittorio Emanuele…”.

mario tardini 33La prima pietra dello Stadio, su progetto dell’Architetto Ettore Leoni, fu posata alle 14.30 del 31 dicembre del 1922 (anche se non tutte le fonti concordano su questa data) e l’evento risulta immortalato da una fotografia di Marcello Pisseri; mai il Nonno Ennio schivo e concreto si sottrasse a quello scatto. La morte a soli 44 anni gli tolse la soddisfazione di assistere al battesimo dello Stadio che avvenne all’inizio del campionato 1925-1926 in cui il Parma Foot Ball Club militava in serie A. Lasciò sua moglie Graziella Amandini e i suoi figli Armando ed Ennia Caterina.

In epoca fascista lo Stadio fu intitolato a Walter Branchi, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale l’amministrazione Comunale re-intitolò lo Stadio al Nonno Ennio.

Archimmagine-42-DSC_2623Desidero leggervi un estratto di un articolo pubblicato dopo la sua morte dal “Parma Foot Ball Club” bollettino organo ufficiale della società sportiva che ne descrive succintamente la figura come uomo di sport.

“… Si affollano i ricordi, disordinatamente, di una vita breve vissuta da Lui nello studio appassionato, nel lavoro intenso, nelle amarezze immeritate: ebbe in ricambio la gratitudine, specialmente degli umili che furono fatti segno, allorché le asperità della vita nessuno risparmiano, dell’attenzione benefica del Suo gran cuore. Poté dire a se stesso d’aver compiuto sulla terra, giovane ancora, gran parte del compito che, come cittadino fra i migliori, come professionista fra i più valenti a Lui incombeva: il destino con ferocia crudele non volle che adempisse il suo compito più nobile, più santo: quello di padre. Per passione innata dedicò, nell’adolescenza, la migliore attività Sua all’educazione fisica, alla cultura morale dei giovani: furono per Lui, che ebbe facile e chiaro l’intuito di tutto ciò che era bene e bello, due termini indissolubili di un binomio. Così lo vedemmo con i giovani di quel tempo, uomini oggi in alto nella scala dei valori sociali, nelle palestre e nei ricreatori ove i figli del popolo andavano a reinvigorire le membra e a formarsi una coscienza di cittadino sotto la sferza della Sua parola ammonitrice ed incitatrice. E fu pel ricordo di questo passato, a cui egli sentiva legati gli anni più gioiosi della Sua vita, che fu accettato con speranza di riuscita, l’incarico di offrire a Lui, a nome di un gruppo di Soci, la Presidenza del Parma F.B.C in un momento pel sodalizio cittadino reso difficile più dalla volontà degli uomini che dalla forza di eventi. Il pensiero di rivivere fra la gioventù gli anni trascorsi ed ormai lontani; la certezza di poter compiere ancora un po’ di quel bene morale e materiale che egli dispensava quasi inconsapevolmente perché cosa in Lui e per Lui naturale; il proposito di essere l’iniziatore di un’opera che avrebbe dotato la città di un campo sportivo quale era richiesto dal decoro di Parma e dalle esigenze moderne dell’educazione fisica, vinsero in Lui le ultime riluttanze ed accettò l’offerta confidando che con fede e volontà, incrollabili in Lui l’una e l’altra una volta radicate, sarebbe riuscito laddove altri o avevano avuto timore di cimentarsi o, cimentatisi, avevano fallito. E lo vedemmo, ammirandolo e seguendolo, dedicare parte del Suo prezioso tempo, forse quale desiderato riposo di altre cure a Lui addossate, all’attuazione pratica dell’opera che, grado grado si intensificava nel tempo e nei modi da Lui ideati; lo vedemmo fra i nostri giuocatori a premiarli delle vittorie riportate, od incitarli per duri e decisivi cimenti; lo vedemmo in una parola vivere la vita del nostro Club. Il bel gioco del calcio aveva fatto un appassionato di più: da questa passione, immancabilmente, ineluttabilmente, avrebbe tratto alimento la rinascita rigogliosa della vita sportiva cittadina. ….”

Da la Pasqua del P.F.B.C numero unico del 1-2 aprile 1923

“Il nuovo campo sportivo avrà dunque il campo del foot ball di misura internazionale, una pista di cemento per velocipedi e motocicli, una pista pel podismo, un campo per il tennis, una larga palestra per gli esercizi atletici ed una sede degna finalmente delle tradizioni di Parma sportiva. Opera grande, opera degna dei maggiori centri sportivi d’Italia. Parma si appresterà dunque lietamente a festeggiare l’inaugurazione di questo tempio sportivo, opera dovuta alla volontà incrollabile dell’avv. Tardini ed al valido concorso di enti e di Istituzioni cittadine.” Mario Tardini

(relazione al 97° compleanno del Parma FC – 18.12.2010. Sala Stampa Stadio Tardini)

Foto di Franco Saccò (Archimmagine)

0 commenti: