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PERTUSI FAVOREVOLE AL CONCERTO “TARDINI 2013”
Abbiamo chiesto al celebre basso, ieri presente al derby, di commentare la proposta lanciata tramite stadiotardini.com dal presidente della Corale Verdi per il centenario del Parma
Innanzitutto una doverosa premessa, che mostra lo spessore dell’uomo. Scenario: auditorium gremito della Corale Verdi, prima del concerto degli auguri per gli ex gialloblù di venerdì scorso. Michele Pertusi sta chiacchierando con alcune vecchie glorie, quando mi nota, mentre mi aggiro con la mia compatta: “Gabriele Majo? Piacere, Michele Pertusi… Andavamo scuola insieme al San Benedetto: anche se tu sei più vecchio di me…” Cerco di riavvolgere velocemente con la mente il videotape della mia gioventù e intanto mi rimprovero: ma come ho potuto dimenticare che frequentavo lo stesso istituto di quello che sarebbe diventato uno dei più grandi cantanti lirici del mondo? Lasciamo perdere, poi, il fatto che, non essendo fisionomista per nulla, non lo avevo subito identificato, tra la folla, sebbene sapessi, quello sì, che di li poco ci avrebbe deliziato con la sua unica voce.
Continua all’interno, anche con la trascrizione integrale della video-intervista esclusiva di Pertusi a stadiotardini.com
“Eri in classe con i gemelli Montali, quelli della pasticceria? Ma non era Don Pasini il tuo insegnante? Quando tu eri in terza io ero in prima…”. In realtà, visto che ci separa solo un anno, io ero in seconda, quando lui era in prima, e il prematuramente scomparso Don Pasini, che era pure il “consigliere scolastico” dei Salesiani (cioè una sorta di preside), in effetti, è stato mio insegnante, come, invece, se non vado a fare confusione, i suoi dovevano essere Don Macchi e Marenzoni. (O Don Macchi lo era dei gemelli Montali? Chissà…). A fine esibizione, forte dei comuni trascorsi, prendo coraggio e gli chiedo se mi concede un’intervista, anche se nel frattempo la memoria
della “compatta” era completamente occupata dalla registrazione del prezioso repertorio proposto in questa imperdibile occasione (e rilanciato in parte sul web da stadiotardini.com). L’appuntamento sarebbe stato per stamani: ma ieri, vedendolo sugli spalti del Tardini, in compagnia del padre Aldo e del figlio Massimiliano, nonché del comune amico Gian Carlo Ceci (mitico primo radiocronista “integrale” del Parma, quasi ex-aequo con Pino Colombi che però prima di lui propose degli spezzoni flash in diretta, negli eroici ed epici anni ’70), decidiamo di
anticipare di alcune ore. Ne guadagna pure la location: la conversazione, infatti, avviene con vista Curva Nord. “Sono bello? Bello è un’altra roba, ma vengo bene?”, chiede Pertusi, mentre maneggio la fedele compatta. “Bravo sicuramente, bello non saprei, lasciamolo giudicare al pubblico …”, gli rispondo appena prima di partire con le domande “vere”, ma a registrazione già in corso. E lui: “Bello non conta, perché mi truccano. Mi mettono delle parrucche, delle barbe finte… Sai ci si trasforma, eh…” Sotto potrete leggere la fedele trascrizione del dialogo, che parte dalla deludente partita appena conclusa per arrivare all’idea che venerdì scorso, tramite stadiotardini.com, aveva lanciato il presidente della Corale Verdi, Andrea Rinaldi, il quale aveva proposto, per il 2013, di “unificare” i festeggiamenti per i 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi con i 100 anni del Parma Calcio, magari con un grande concerto lirico al Tardini. E Michele Pertusi ci ha detto che si può fare… Sotto segue la fedele sbobinata del video visibile cliccando qui. (gabriele majo)
TRASCRIZIONE VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA DI GABRIELE MAJO PER STADIOTARDINI.COM AL CANTANTE LIRICO DI FAMA INTERNAZIONALE MICHELE PERTUSI (Stadio Tardini di Parma, domenica 19.12.2010)
Michele Pertusi, iniziamo dalla partita di quest’oggi: un tuo giudizio. Hanno steccato? Perché c’è stato qualche fischio…
“Beh, va bene, qualche fischio, ma sai è un’atmosfera diversa... Una ‘stecchina’, magari lo è il gol che Crespo si è mangiato, però non diamo troppe colpe a Crespo, che è un grande giocatore, e ha segnato tanti gol. Purtroppo ogni tanto succede: certo se fosse andata dentro quella palla lì si sarebbe potuto pensare di vincere la partita…”
Su stadiotardini.com abbiamo pubblicato alcuni video della tua prestazione dell’altra sera assieme alla Corale Verdi: intanto complimenti soprattutto dal punto di vista umano per la grande umiltà con la quale ti sei presentato al Maestro, che è stata molto apprezzata. Però ci ha scritto qualche lettore chiedendoci che ci azzecca la lirica in un sito, in un blog, che parla di calcio: vogliamo spiegarglielo?
“Forse niente, ma sono stato chiamato come ospite e ho detto di sì, ma sì facciamo… E va bene, no? Può succedere che due realtà si incontrino. Io ho sempre la mia idea, che è quella che i tenori sono i centravanti che fanno gol, qualche volta li sbagliano, ma insomma…”
Del resto li sbaglia anche Crespo…
“Se sbaglia Crespo vuol dire che sbagliano tutti… Poi i baritoni sono i centrocampisti, e i bassi sono i difensori. Quindi c’è una sorta di affinità… Poi il calcio e la lirica, sebbene in maniera diversa, sono sempre trasmissione di emozioni. Quindi qualcosa di simile c’è: soprattutto c’è una affinità a Parma. Quello che viene allo stadio, naturalmente non così numeroso, ma molti che vengono allo stadio vengono anche all’opera a Parma, quindi è un trait d’union, un fil rouge interessante come abbinamento.”
Venerdì sera è nata una proposta, che ha lanciato Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi, tramite stadiotardini.com, cioè quella di festeggiare insieme i 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi con il Centenario della nascita del Parma Calcio, tutto questo nel 2013. La sua proposta sarebbe quella di fare un grande concerto qui, allo Stadio Tardini, prima di una importante partita. Che ne pensi?
“Adesso si fa molta musica negli stadi, anche d’Opera. Hanno fatto tante cose anche a Roma, allo stadio; in America si usano gli stadi per fare musica, quindi non vedo perché no. Io la vedrei una idea interessante, cercando di coinvolgere un pubblico che magari è abituato ad un altro tipo di trasporto, come può essere l’emozione sportiva e portarlo verso un altro tipo di emozione, magari nello stesso ambiente dove si svolge un avvenimento sportivo. Quindi l’idea non è male. Poi, insomma, più gente viene… Se poi solo il 5% delle persone dovessero iniziare non dico a prendere la passione, ma una voglia di curiosità, di sapere cos’è l’Opera, è sicuramente positivo...”
Tu, quindi, daresti la tua adesione per un progetto del genere, qualora riuscisse ad andare avanti?
“Beh, sì… Mi piacerebbe molto: sarebbe una esperienza nuova per me. Quindi io sono aperto a tutto: per mettermi in discussione, senza nessun problema. E poi: un grande uomo dell’800, una grande società, una grande squadra come il Parma, che è sempre stata ad alti livelli, che si celebrano insieme, è sempre bello…”
Pensiamo, però, anche a quelle che potrebbero essere le controindicazioni, i problemi. A noi ha scritto un lettore (“Indipendenza per il ducato”) dicendoci che l’idea è bella, però i cantanti lirici con davanti un microfono, sarebbe un po’ un’offesa per loro… Si riuscirebbe a cantare in uno stadio senza microfono?
“No. In uno stadio no. In uno stadio no, perché ci sono problemi di acustica… Io non ho cantato con il microfono spesso: mi è capitato di fare qualche concerto di musica, diciamo neanche tanto leggera, ma un misto tra musica classica e canzone, e lì si usa il microfono. Sì: ha ragione questo lettore: non è facile cantare col microfono per chi non è abituato ad usarlo, perché ci sono dei ritorni acustici. Bisognerebbe abituarsi: è soprattutto l’intonazione che per noi diventa un po’ più problematica. Bisogna un po’ abituarsi, e bisogna trovare chi fa l’amplificazione, chi veramente fa il lavoro acustico per ricreare l’ambiente, che sappia fare veramente un lavoro analitico, specializzato e molto buono, perché altrimenti diventa difficile riuscire a rendere quello che effettivamente questa musica ti può dare.”
Proviamoci e vediamo cosa succede: del resto tu stesso hai provato a palleggiare davanti al Teatro Regio…
“Sì, mi viene da ridere ancora… Palleggiavamo di testa io ed Alberto Michelotti… Immaginatevi che spettacolo…”
E cosa ti diceva Alberto?
“Läsa li ch’at zi sémpor stè un scarpón. Co fät al bón adésa?” (*) Per fare una risata e una battuta…”
Com’è il tuo rapporto con il Tardini?
“Mah, io al Tardini venivo tanto da ragazzo, poi diciamo che il grande Parma dell’Era Tanzi l’ho visto pochissimo, proprio pochissime partite, perché ero impegnato in giro e difficilmente venivo allo stadio. Io, poi, sono poco amante della confusione: alle volte mi mettevo a casa a vedere la partita in Tv. Insomma sono un tifoso un po’… Una scarpa e una ciabatta…”
Quando sei all’estero mi racconta Gian Carlo Ceci delle tue telefonate per informarti… Poi non so se ascolti la radiolina…
“Si lo chiamo per informarmi dei risultati e poi adesso ho scoperto anche qualche sito internet che fa vedere, vuoi la partita intera, vuoi qualche immagine rubata qua e là, e così, magari, vengo a casa da una prova e mi metto a vedere un po’ il computer… Ci sono anche questi posti, a Parigi, a Londra, nelle città importanti, dove ci sono ristoranti italiani che trasmettono le partite. Naturalmente non tutte, però la più importante della giornata… Loro hanno queste piattaforme satellitari e vedi la partita, magari mangi una pizza o qualcosa, fai una chiacchiera con qualche amico e ti vedi la partita. Insomma, mi piace un po’ seguire le vicende del nostro sport, del nostro calcio…”
Allora, visto che hai detto che più o meno si può fare questo concerto al Tardini, vuoi fare un po’ di prove? Vuoi scaldarti? Vuoi intonare qualcosa, o chiediamo troppo a questo punto?
“Mi hai preso un po’ in contropiede e non mi è venuto in mente niente, però, io sono abbastanza aperto. Magari fare anche una bella scena d’Opera… Poi all’inizio mettono sempre la Marcia Trionfale dell’Aida, magari si potrebbe fare tutta una scena dell’Opera dove c’è il Trionfo. Verdi ha scritto molti momenti ‘di vita’: allora non c’era il calcio, ma l’emozione era sempre la stessa, alla fine, i sentimenti esasperati, come è esasperato l’essere tifoso di una squadra, o seguire un avvenimento sportivo; quindi non sono così lontani i due mondi…”
Lo stesso lettore di cui ti dicevo prima, “Indipendenza per il Ducato”, che aveva presentato il problema del microfono, suggeriva di iniziare ad abituare il pubblico, presentando all’intervallo o prima della partita già qualche aria verdiana di quelle registrate, al posto dell’attuale musica da discoteca…
“Questo discorso era già venuto fuori molti anni fa: adesso non mi ricordo bene in quali circostanze, ma se n’era parlato di portare qualcosa dell’opera anche allo Stadio. Ma poi qualcuno aveva detto: ‘sai non è il pubblico giusto, perché non c’è la voglia dell’ascolto, ma tutti aspettano qualcos’altro, che è l’avvenimento sportivo, quindi potrebbero esserci distrazioni’… Ma perché no? Qualche volta potrebbe anche essere un’idea. Poi vediamo come va a finire. Invece di far sentire una canzone, fai sentire un’aria e la gente, magari, comincia a capire di cosa si tratta. Potrebbe essere un’idea positiva…”
Nel repertorio potrebbe anche esserci qualcosa di giusto per dare la carica ai giocatori? Perché so che ci sono degli allenatori che fanno proprio loro la compilation per quanto riguarda il riscaldamento…
“Beh, Verdi ha scritto molte cose adatte, ad esempio l’Ouverture dei Vespri Siciliani o della Giovanna D’Arco, sono momenti molto intensi; l’Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, la parte finale, che chiamano “La Cavalcata”, è straordinaria. Ci sono dei momenti che danno il senso della situazione, perché poi parlano di battaglie, parlano di momenti molto tesi, e l’avvenimento sportivo è anche un po’ una battaglia. Per cui ci sono molti momenti adatti: soprattutto Verdi, quando doveva finire le scene, con questi pezzi veloci, che in gergo si chiamano ‘cabalette’, ‘Di quella pira’, ad esempio, è famosissima, è una ‘cabaletta’ di Verdi che suscita entusiasmo, e questa potrebbe andare bene… Poi non so se un giocatore, prima di una partita, abbia voglia di ascoltare una cosa del genere, però diciamo che potrebbe andare bene. C’è la musica-terapia, che agisce in qualche modo sul nostro sistema nervoso, quindi un brano musicale potrebbe essere positivo.” (Video intervista di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
(°) Correzione ortografica di Enrico Maletti, www.parmaindialetto.it
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