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giovedì 14 aprile 2011

PARMA-INTER, VISTA DALLO “STRANO EX” MONTOPOLI

Fu una meteora, ma indimenticabile: lo stagista dell’ufficio stampa cacciato dalla società perché su facebook aveva dato degli stronzi ai giocatori. Ora dirige un seguito portale nerazzurro

SAM_9659(gmajo) – Dopo aver trascorso un quarto d’ora al telefono con lui, per intervistarlo, in vista di Parma-Inter nei panni di “strano ex” devo confessare che la mia opinione personale di Giovanni Montopoli è decisamente migliorata. Certo lui ci aveva messo del suo la scorsa estate quando, in servizio dalla tribuna stampa dell’Ennio non trovò di meglio che formulare questa didascalia: “Tramonto al Tardini con 22 stronzi in campo”, a corredo di una foto amatoriale dell’ingresso in campo dei calciatori di Parma-Shakhtar pubblicata, in tempo reale, sul proprio profilo su facebook… Magari l’avrebbe anche sfangata se i detective di Settore Crociato non avessero rinvenuto questa ed altre sue perle sul social network, denunciando i fatti sul proprio portale. L’allora responsabile della comunicazione crociata Alberto Monguidi, venutolo a sapere fu inflessibile: cartellino rosso per Montopoli, espulso dal club. Ecco perché oggi Montopoli è un ex. Strano fin che lo si vuole, ma pur sempre un ex. E neppure col dente troppo avvelenato. Anzi… Continua all’interno

La sua esperienza in Viale Partigiani d’Italia durò una decina di giorni, forse un paio in più: eppure fece in tempo a conoscere un vero e proprio “pilone” del Tardini, Polonelli, Maurizio Polonelli, pensionato Telecom che ancora oggi, nella tribuna stampa dell’Ennio, assiste i cronisti risolvendo ogni grana di natura telefonica: “Come si chiamava quel signore che girava con lo scatolone con dentro tutti i telefoni?” Mi chiede Montopoli, in conclusione di conversazione, dopo che gli avevo domandato se avesse avuto qualcos’altro da aggiungere. “Ah, Polonelli”, gli rispondo io. “Quando è successo il fattaccio, non so perché, mi è venuta in mente la sua persona. La cosa che mi dispiaceva di più era quello che lui avrebbe potuto pensare di me sapendo quello che era accaduto”. Beh: forse, con gli anni, mi sarò un po’ intenerito, ma solo questo pensiero vale un’indulgenza se non proprio plenaria, almeno parziale. Del resto come la sacrosanta ammissione di colpa, che – gli va riconosciuto – non esitò ad assumersi immediatamente inviando una lettera di scuse al portale di parma.repubblica.it che, come altri media, (inclusa gazzetta.it) aveva ripreso lo scoop di Settore Crociato. “No, non ce l’ho con loro. Non ho mai portato astio per nessuno, né voglio iniziare a 30 anni. Nei loro panni avrei fatto così anch’io. E, da tifoso, leggere quello che avevo scritto avrebbe dato fastidio anche a me. E’ talmente evidente che è stato un mio scivolone che non me la posso prendere con nessuno. Però quando si chiude una porta si apre un portone…” Oggi, infatti, Giovanni Montopoli è passato di grado, essendo nel frattempo divenuto direttore (assieme a Daniele Mari) del portale interista http://www.fcinter1908.it/ , di cui, al tempo dei fatti era solo vice-direttore.
Ecco la trascrizione completa della nostra intervista telefonica a Giovanni Montopoli
Giovanni Montopoli, pur essendosi interrotta prematuramente la sua collaborazione con il Parma, avrà continuato a seguirlo…
“Certo. Seguo il Parma come, per lavoro, seguo, con interesse, tutto il resto serie A, ovviamente quando non gioca l’Inter…”
Quale ex, per il Parma avrà un occhio di riguardo in più rispetto alle altre…
“La mia esperienza a Parma è durata meno di due settimane poco più di dieci giorni: sono troppo pochi per lasciare qualcosa dentro a una persona. E’ stata un’opportunità che ho gettato al vento, ma la considero lo stesso un’esperienza positiva, al di là del mio credo calcistico. Io credo che si possa tifare per una sola squadra , nel mio caso l’Inter, ed eventualmente affezionare ad altre. Ma in dodici giorni è difficile affezionarsi…”
Nel frattempo lei ha fatto carriera, visto che di fcinter1908.it è ora il direttore…
“Non parlerei di promozione: semplicemente il direttore che c’era fino a questa estate, Christian Recalcati, ha lasciato l’incarico, avendo già tanti altri impegni, tra cui quello con Mediaset. E così ha ceduto passo a me e a Daniele Mari che ci occupiamo del sito”.
Non so quanto sia il caso, da Parma, di parlare di brutto momento dell’Inter...
“Non sono giorni felici né per il Parma né per l’Inter, reduce da una settimana in cui sono crollati tutti i sogni che potevano essere cullati. Nessuno si era illuso che si potesse replicare la stagione perfetta dell’anno scorso, ma neppure si poteva credere che nel giro di otto giorni si venisse fuori dalla Champions e si perdesse il derby con il Milan, con conseguente incremento dello svantaggio da 2 a 5 punti. Il Parma è attualmente invischiato nella lotta per non retrocedere: non voglio fare pronostici né niente, ma direi che per la rosa ultacompetitiva che è stata allestita dovrebbero figurare nel lato sinistro della classifica, e non dal lato destro. Per me ha le carte in regola per potersi salvare”.
Le due squadre come arrivano a questo appuntamento?
“L’Inter, da quello che si vede, purtroppo ha il morale a terra, ma cosa più preoccupante è che ci sono dei calciatori decisamente fuori forma visto come è andata sia con lo Schalke04 e col Chievo: oltre al cuore c’era pure la gamba in avaria… Indubbiamente il Parma ha maggiori motivazioni e in più uno stato di forma fisico-atletico migliore. In più ha il vantaggio di giocare in casa, al Tardini, un fortino tradizionalmente ostico per i nostri colori – quindi con il vantaggio di avere i sostenitori dalla sua parte. In più è stata vietata trasferta la trasferta ai tifosi dell’Inter senza tessera del tifoso, esattamente come all’andata a quelli del Parma. Dunque qualche vantaggio il Parma potrebbe averlo, è una gara da tripla, aperta a qualsiasi risultato: certo neppure il più sadico dei registi avrebbe potuto immaginare il 5-2 per lo Schalke04 all’andata… “
L’Inter ha pagato il dopo Mourinho?
“Non solo: l’Inter ha pagato, all’inizio di stagione, la mancanza di una campagna acquisiti adeguata, e in più non ha trovato in Benitez l’uomo sui cui Moratti sperava di puntare. Intendiamoci: Benitez è un ottimo tecnico, ma non ha avuto molta fortuna, e in più ha trovato la rosa talmente spremuta dal suo predecessore, il quale, non solo aveva usato sempre lo stesso modulo, ma anche gli stessi giocatori. C’è stato l’innesto di qualche valido giovane, visto che Benitez aveva dato spazio a Obi, Mariga, Coutinho e Biabiany, poi ceduto alla Sampdoria in cambio di Pazzini. Leonardo ha avuto il grande merito di sollevare il morale e di dare, per alcuni aspetti, quegli input giusti che Benitez non era stato capace di dare. Certo lo ha aiutato anche la campagna acquisti di Gennaio: Pazzini non è cosa da poco; se poi si aggiungono Kharja, Nakatomo e Ranocchia ci si rende conto che più che un mercato invernale di riparazione sembrava un campagna acquisiti estiva…”
A Parma, invece, cosa non ha funzionato?
“Guardi, le dico che il Parma, nelle poche amichevoli estive che avevo seguito, mi aveva fatto una gran bella impressione. Marino era un tecnico che mi piaceva molto: mi spiace che sia stato esonerato, perché è stato sfortunato. Certo da allora pure il Parma si è rinforzato notevolmente: ha un ottimo uomo mercato, Leonardi, che ha allestito una squadra sulla carta invidiabile rispetto alle altre con cui si scontra. Io avrei pronosticato un’ampia salvezza, addirittura mi aspettavo che potesse lottare per la Europa League. In più si è aggiunto Amauri. Insomma i nomi ci sono, e la rosa anche: Colomba saprà fare bene. Riuscirà a tira fuori quello che serve per salvarsi. L’organico è di qualità e la classifica non rispecchia le potenzialità della squadra, ma, nonostante tutto non penso ci saranno problemi di salvezza: basterà fare punti nelle ultimi gare. Vedo delle squadre messe peggio. Nelle partite che ho visto io il Parma è stato sfortunato in alcuni episodi: ci sono state belle gare, specie con la Fiorentina, quando a mio avviso anziché il pari, avrebbe meritato i 3 punti per la gran prova, così come non avrebbe meritato la sconfitta di domenica scorsa con la Lazio e, sempre all’Olimpico, aveva pure dato un’altra prova di carattere con la Roma. Per me Giovinco è straordinario. Da interista dico che sono contento se sabato sera, come pare, non ci sarà Crespo. E’ straordinario non solo per l’estrema professionalità, ma anche come tipologia di attaccante. All’andata ci segnò due gol in pochi minuti. Nonostante l’età rimane il numero uno da evitare. Siamo fortunati perché non ci sarà lui, ma certo non lo faranno rimpiangere Amauri, Giovnico e gli altri eventualmente chiamati in causa. Si vedrà nei 90’ chi meriterà di vincere…”
Il Parma come potrebbe riuscire a compiere l’impresa?
“L’interpretazione migliore della gara è esattamente quelli che ha dato lo Schalke04 a San Siro , oppure lo stesso Milan: cioè tenere la squadra alta, con pressing asfissiante su giocatori che sono scarichi ed aggredire. Dovrebbe essere questa l’arma in più del Parma. Se a centrocampo Leonardo dovesse utilizzare Cambiasso (che ha riposato) e confermare Thiago Motta e Zanetti il Parma potrebbe approfittarne perché sono stanchi e senza gambe. Pressing molto alto ed aggredire: è questa la chiave di gioco per poterli affrontare. L’Inter, invece, può essere pericolosa per i colpi straordinari dei campioni che ha. A Genova, ad esempio fu decisiva una punizione dai 40 metri di Sneijder, in una partita non dominata, in cui il pareggio sarebbe stato il risultato finale più giusto. La differenza, spesse volte, l’hanno fatta i campioni dell’Inter che fortunatamente ha e spero che li faccia vedere”.
Squadra alta e pressing asfissiante: il Parma attuale sarà in grado di proporsi così?
“Credo dì sì: il cambio di allenatore generalmente sortisce effetti positivi. Io credo che il Parma abbia la possibilità di preparare bene la gara, mentre l’Inter è reduce dalla trasferta di Gelsenkirchen. Secondo me il Parma può benissimo attuare questa tattica di gioco, ma poi sarà colomba a dare le consegne. E poi sui calci piazzati il Parma ha sia i difensori che Amauri i quali possono dire la loro. Sarà una gara da tripla: oggi come oggi non riesco a fareun pronostico”.
Tornando alla sua breve esperienza al Parma: se i detective di Settore Crociato non avessero svelato la sua malefatta…
“Loro hanno solo guardato il mio profilo su facebook e riportato un dato di fatto evidente. Io non ce l’ho con nessuno. Fu un errore mio. E la leggerezza pure. Tutto serve nella vita: sono scivoloni che si possono commettere, l’importante è riuscire a risalire in sella. Io sono risalito e ho continuato. Mi sono ripreso, ho fatto nuove esperienze di lavoro e di vita. Non mi sento di condannare nessuno. I tifosi leggono: se fossi stato io a leggere quello che hanno trovato loro avrei provato lo stesso fastidio. Non sono abituato a portare astio verso qualcuno e neppure voglio iniziare a 30 anni ad avere astio per altre persone. Il calcio è uno sport mosso da persone, da degli esseri umani che vivono di passione che possono portare a fare queste cose. Non voglio giustificarmi: non c’è da giustificarsi: è chiaro ed evidente che è stato uno scivolone, che ho commesso una leggerezza. E’ andata così: si è chiusa una porta e si è aperto un portone. Le cose mi vanno bene, non mi posso lamentare…”
E poi, se fosse rimasto al Parma, non avrebbe potuto diventare direttore di un portale dedicato all’Inter, la sua squadra del cuore…
“La mia fortuna è quella di essere riuscito a fare della mia passione la mia professione: non solo per quanto riguarda il sito, ma anche le esperienze in Tv e la collaborazione con Metro. Mi si sono aperti altri scenari e sono riuscito a coniugare passione e professione, pur continuando il mio lavoro di responsabile marketing e comunicazione di una azienda di Bologna. Quella a Parma è stata una esperienza professionalmente molto qualificante, ma non è da meno quello che sto facendo adesso. In fin dei conti si trattava di uno stage con una durata di 3 mesi: quindi non è il caso di recriminare su qualcosa: non sono abituato a piangermi addosso e non lo farò”.
C’è qualcosa che non le ho chiesto che vorrebbe dire?
“Durante questa mia esperienza di 12 giorni al Parma ho conosciuto persone molto in gamba come Simone Mazzanti dell’Ufficio stampa e Mario Robusti dela web tv, bravo ragazzo e, in particolare un signore che non so chi fosse in tribuna stampa che andava in giro con uno scatolone con dentro dei telefoni…”
Polonelli. Maurizio Polonelli, pensionato Telecom che risolve ogni problema di collegamento telefonico ai cronisti….
“Ebbene: quando ho finito la mia esperienza al Parma, curiosamente il mio pensiero è andato a lui: si è sempre dimostrato assai gentile e disponibilissimo nei miei confronti. Proprio pensando a questa persona la cosa che mi è dispiaciuta di più è cosa avrebbe potuto pensare di me se fosse venuto a sapere cosa era successo. Mi è dispiaciuto perché temo che si possa essere fatto un’opinione di me non reale, diversa da quella di chi mi conosce realmente. Sono dispiaciuto per queste tre persone che, in questi pochi giorni, mi hanno dato parecchio…”
Magari li rivedrà sabato sera e avrà occasione di spiegarsi…
Sabato sera sarò a Milano in conduzione. Ci rivedremo la prossima stagione…”
Intervista di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com (14.04.2011)

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Dalla legge di Murphy :
Col tempo, ogni posizione tende a essere occupata da un membro che e'incompetente a svolgere quel lavoro



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