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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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sabato 12 novembre 2011

DIVAGAZIONI / OGGI ALLE ALLE 17.30 INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA DI SACCO’

Il fotoreporter, amico di stadiotardini.com, con i suoi scatti documenta lo stato drammatico in cui versa ancora la chiesa di San Francesco del Prato

MOSTRA SACCO'(gmajo) – L’ultima volta che Franco Saccò (suo malgrado) ci aveva portato fuori tema (o fuori dagli argomenti del nostro virtuale statuto sociale, alias lo stadio Tardini e chi ci gioca dentro) era stato quando un extracomunitario lo aveva malmenato dopo aver suonato il campanello di casa sua, nel pieno centro di Parma, per consumare una vendetta rusticana, picchiandolo selvaggiamente, perché la sera prima si era permesso di allontanare suo fratello (o un suo fratello) dal proprio camper. Quella volta Franco – che è un amico di stadiotardini.com, cui talora presta il proprio aiuto fornendo scatti di qualità indubbiamente superiori a quelli amatoriali che di solito pubblichiamo – ci raccontò della sua drammatica avventura, che per fortuna non ha lasciato strascichi, nonostante i grandi rischi corsi; oggi, invece, ci porta fuori tema perché grazie alle sue istantanee documenta il pietoso stato in cui tuttora versa la chiesa di San Francesco del Prato, un nostrano “capolavoro gotico dimenticato”, come scrive il superdirettore del Superblog pramzàn  Achille Mezzadri, che dà la notizia ai suoi lettori della inaugurazione della mostra “L’Architettura dimenticata”, appunto con fotografie di Franco Saccò, che avverrà oggi pomeriggio, sabato  12 novembre 2011 (alle ore 17.30, così fa in tempo a passarci anche chi al Tardini ha seguito alle 15 l’amichevole benefica dei crociati con l’under 20 del Ghana, ingresso 5 euro interamente devoluti agli alluvionati liguri), al Caffè del Prato in Piazzale San Francesco, con la presentazione di Gloria Bianchino. Le opere in mostra si possono ricevere in cambio di un contributo a favore di Snupi onlus da anni impegnata nel sostegno della ricerca nell’ambito delle nuove patologie intestinali, affiancando l’impegno dell’unità operativa di Gastroenterologia dell’A.O.U. di Parma diretta dal Prof. Gian Luigi de ’Angelis.

All’interno da pramzanblog.com un articolo sulla mostra (che resterà aperta fino al 30 novembre, orario 9-18.30, chiusa la domenica) di Achille Mezzadri ed alcune foto in mostra di Franco Saccò


Da oggi una mostra fotografica per riflettere


SAN FRANCESCO DEL PRATO: L’ARCHITETTURA DIMENTICATA


Alle 17,30 si inaugura al Caffè del Prato l’esposizione di opere del fotografo Franco Saccò per denunciare lo stato di abbandono in cui si trova ancora il capolavoro gotico, nonostante, da molti anni, non ospiti più il carcere cittadino - La mostra ha finalità benefiche: le opere infatti possono essere acquistate e l’incasso è destinato a Snupi, che sostiene i pazienti dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Ospedale, diretta dal professor Gian Luigi de’ Angelis


di ACHILLE MEZZADRI (da Pramzànblog.com)

franco saccòLa premessa è che Franco Saccò, bedoniese, 50 anni, è un ottimo fotografo, con una sensibilità non comune. E chi conosce Archimmagine, il suo atelier di fotografia in via XX settembre, dove oltre a svolgere l’attività professionale di fotografo e grafico pubblicitario, Saccò tiene corsi di fotografia e fotoritocco e organizza esposizioni fotografiche, sa bene che dico la verità. Ma Saccò è anche un pramzàn e come la maggioranza dei concittadini, soffre a vedere le condizioni di abbandono in cui versa, da troppi anni, San Francesco del Prato, un capolavoro gotico dimenticato. Sì, ormai sappiamo che il suo futuro dovrebbe cominciare a diventare un po’ più roseo perché l’Università finalmente ha deciso di “mollare la presa” e la chiesa, chiesatornando alla Diocesi, potrà essere restaurata, prima o poi, e tornare al culto. Prima o poi. Ma intanto è sempre lì, dimenticata e triste. E Saccò che, ripeto, è un buon pramzàn, non ce la faceva più ad essere solo testimone di tale decadenza. Così è entrato in quel capolavoro dimenticato e ha cominciato a scattare foto. Una dopo l’altra, con puntiglio, con la rabbia di documentare una situazione che ha perfino del kafkiano: come è stato possibile abbandonare al destino un capolavoro del genere, che tutto il mondo potrebbe invidiarci? Come il Duomo, come il Battistero, come il Teatro Farnese....

clip_image001[4]I lettori di Pramzanblog (e fortunatamente non solo loro) conoscono bene la storia della chiesa dimenticata. Sanno che era già “quasi” tornata ai frati, sanno che tanti anni fa era stata aperta al pubblico per settimane perché i restauri sembravano imminenti, sanno che poi per qualche cavillo burocratico qualcuno è riuscito a “fermare tutto”, sanno che l’Università ha voluto tenersela stretta per chissà quali progetti, ma probabilmente con idee poco chiare e soprattutto senza soldi, o con pochi. clip_image001[6]Sanno che insomma gli anni sono passati e il declino è davanti agli occhi di tutti, un viale del tramonto che sembra non avere fini. Allora Saccò, dicevo, ha scattato foto dopo foto per denunciare (non primo e spero non ultimo) lo stato drammatico in cui versa ancora San Francesco del Prato. Poi ha fatto di più. Si è cercato un’alleanza, per dare anche un significato tangibile alla sua iniziativa. Si è, diciamo così, “associato” a Snupi, una onlus che sostiene i pazienti dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Ospedale, diretta dal professor Gian Luigi de’ Angelis. E ha progettato di mettere in vendita le sue fotografie per destinare l’introito proprio a Snupi. Unire la denuncia di un tesoro dimenticato a una finalità benefica. Ottima idea.

clip_image001[8]La mostra, che si intitola “San Francesco del Prato - l’architettura dimenticata”, si inaugura oggi, ore 17,30, al Caffè del Prato, alla Casa della musica, proprio di fronte alla chiesa e resterà aperta (tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 9 alle 18,30) fino al 30 novembre. Un lasso di tempo sufficiente, si spera, per invogliare tanti parmigiani a venirla a vedere, a riflettere sullo stato pietoso della chiesa, ad acquistare qualche opera di Saccò sapendo di fare del bene a malati che hanno bisogno. Che questa mostra sia un evento assolutamente importante lo testimonia non soltanto la bravura di Saccò, della quale posso dare garanzia, ma anche il fatto che ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Parma e che la presentazione è affidata a un personaggio chiave della cultura parmigiana, la dottoressa Gloria Bianchino, direttore di Csac (Centro Studi e Archivio della Comuinicazione). Insomma, tanti buoni motivi per sperare fin da oggi, all’inaugurazione, in una presenza “corposa” di parmigiani. Perché San Francesco del Prato è un patrimonio (finora dimenticato) di tutti. E perché non è mai troppo tardi per unirsi a un’iniziativa con finalità benefiche.

Achille Mezzadri (da Pramzànblog.com

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