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venerdì 12 ottobre 2012

“CARMINA PARMA” / DONADONI E I SUOI ‘DONI’ DI SIGNORILITA’: UNA PICCOLA FRASE, UNA GRANDE PERSONA

“Sguardo profondo, amante dell'interiorità prima che di tattiche e giocate, l’attuale tecnico crociato è un Seneca trapiantato nel volubile e voluttuoso futebol del XXI secolo: quando al Cibali ha detto in conferenza stampa che probabilmente non era stato bravo lui a farsi capire dai suoi giocatori sembrava un tratto dal  De tranquillitate animi…

DSC07547(Luca Savarese) – Il calcio del 2012 è un contenitore impazzito di contenuti di varia natura: la fretta ed il pressapochismo, spesso sembrano esserne i più diffusi. Se poi si entra un attimo nell'universo degli allenatori, si scopre che alcuni si scagliano fisicamente contro i propri giocatori, che altri passano come se nulla fosse da una sponda ad un'altra della stessa città, addirittura ce ne sono poi alcuni che sul campo ottengono notevoli risultati ma si lasciano andare a gesti inconsulti come un incrociar di mani in segno di manette. Infine ci sono anche quelli che, non crederesti mai, sono invischiati fin sopra il collo in scommesse e scommessone e scommessine. Sulla panchina crociata, Deo gratias, si sono sempre accomodate persone avvedute ed umanamente a posto, un po’ diverse da quelle di cui sopra. Persone più o meno tranquille: chi allenava prima di tutto l'entusiasmo (Nevio Scala) chi di partita in partita saliva, da scalatore non tanto mascherato, in umiltà, (Francesco Guidolin). Chi siede oggi sulla panca parmense, è un diretto discendente di questa genia, Roberto Donadoni, sguardo profondo, mento volitivo, amante dell'interiorità prima che di tattiche e giocate, un Seneca trapiantato nel volubile e voluttuoso futebol  del XXI secolo.

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donadoni dopo catania parmaQuella frase, un piccolo inciso, che ha detto dopo l'harakiri di Catania, si badi bene a caldo in un momento in cui gli potevamo scappare le peggio parole, frase “se i giocatori non hanno compreso quello che gli ho chiesto di fare probabilmente non sono stato bravo io a farmi capire, cercherò di spiegarmi meglio” oltre ad essere più esauriente di mille conferenze stampa, sembra un passo uscito dal De tranquillitate animi di Seneca. Dialogo dove, il filosofo romano di origine spagnola, invitava a guardare le cose puntando su una profonda relazione con ed in sé stessi. I mister maestri dell'ovvietà avrebbero detto: i miei giocatori hanno sbagliato tutto, i tecnici invece un tantino orgogliosetti se la sarebbero cavata con un altezzosetto: non è nel mio dna di amante del bel calcio vedere una prestazione così deludente, o i più orbi, si sarebbero lasciati andare ad una triste ed improbabile apologia, per la serie in campo abbiamo detto DSC03834la nostra tutto sommato. Roberto con quella semplice frase, ha invece scelto una lectio difficilior, una sorta di sillogismo che non ha riempito di aria fritta i taccuini ma ha provato svuotare se stesso, dicendo che tutto è iniziato da un suo errore, senza puntare il dito su nessuno ma iniziando ad analizzare l'insuccesso catanese partendo da lui. Era molto facile in quel frangente cucire una toppa, lui ha scelto di comprare un vestito nuovo, quello del guardarsi dentro e di rivedere il proprio operato. Esercizio di un'umiltà e di una discrezione disarmanti, quasi insolito in un mondo pallonaro e non solo, dove il cibo che va per la maggiore nelle grandi mense dialettiche, è il sandwich formato mors tua vita mea. Digiunare da una simile alimentazione, per mangiare il frugale pasto del mea culpa, è fare un bagno di salute psicologica, che certo non recupera i tre punti persi ma dona al mister la bellezza DSC03835antica e sempre nuova della responsabilità, il coraggio di metterci per primo e con stile, la faccia. Concordo con quello che disse Andrea Schianchi il 31 agosto: Roberto Donadoni è un allenatore d'altri tempi in un calcio di oggi; verissimo, per spirito, per finezza, per frasi come questa, però, magari, c'è un motivo se è chiamato oggi a guidare questo Parma, forse perché Biabiany e Galloppa, Ninis e Belfodil, assimilino assieme alle lezioni  tattiche, anche piccole dispense dell'ontologia donadoniana e ci mettano dalle prossime tenzoni, la stessa faccia, lo stesso coraggio. Luca Savarese

LE PRECEDENTI PUNTATE DI CARMINA PARMA DI LUCA SAVARESE

CARMINA PARMA / DENTRO GLI ACUTI DI BELFODIL E ROSI: NASCE UN PARMA BELLO E ROSATO

 

“CARMINA PARMA” / LORO AVRANNO SAN GENNARO, MA SE SOTIRIS NINIS CONVOCA I SUOI AMICI DIVINI, SI SALVI CHI PUO’…

 

CARMINA PARMA / “VA BENE CHE ARRIVA L’AUTUNNO, MA VORREMMO VEDERE UN PARMA PIU’ SOLARE, PROPOSITIVO O SPECULATIVO NON IMPORTA, MA CHE TRASMETTA RAGGI, MESSAGGI DI VITA E NON SEGNALI DI MORTE…”

 

“CARMINA PARMA”– IL RIGORE DA SPARVIERO DEL “PACARITO”

 

“CARMINA PARMA” / E’ AUTUNNO: PIOVONO I RIGORI…

 

“CARMINA PARMA” / COM’E’ BELLO TIFARE PARMA IN MEDIOLANUM

 

CARMINA PARMA / “ARENA SINE CALCE”: UN POMERIGGIO DA TREGENDA. E SE POI CI SI METTE ANCHE ‘MALALOUANE’…

3 commenti:

Anonimo ha detto...


Grande pezzo! Mi ha commosso. Ci voleva un elogio così per il mister. Un plauso a Luca Savarese. Gianni71, forza Parma da Lecco

cladia ha detto...

bellissimo articolo complimenti

Anonimo ha detto...

Una splendida foto di una grande persona.
Adalberto