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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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martedì 30 ottobre 2012

CARMINA PARMA / QUANDO LA GIOIA ARRIVA DALLE ORECCHIE…

“Benedette siano le partite alla radio, nell'era dei bordocampisti da ultimo grido, delle urine dei giocatori in Hd: quando sei in giro con la tua ragazza e c'è la partita, ti bastano due auricolari da collegare ad un cellulare ed il gioco è fatto...”

DSC09769(Luca Savarese) – Al liceo mi insegnarono che per comporre un saggio breve non bisogna mai dire “io”, distaccarsi dal personale e buttar giù un resoconto critico ed il più possibile oggettivo delle cose. Visto però che questo vuole essere uno stentato e leggero carmen di commento simpaticamente poetico alle vicende footbolistiche ducali, mi si conceda un'eccezione: per questa volta, dunque, lascio il registro delle precedenti puntate per raccontarvi il mio Parma di ieri pomeriggio, prima (e spero ultima) sfida dell'anno  non seguita davanti alle frequenze Sky. Benedette siano le partite alla radio, nell'era dei bordocampisti da ultimo grido, delle urine dei giocatori in Hd: quando sei in giro con la tua ragazza e c'è la partita, ti bastano due auricolari da collegare ad un cellulare ed il gioco è fatto...

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DSC09752Oggi sarò di carattere personale anche per mettere in risalto la personalità del carattere, apprezzata ieri nei ragazzi. Mi trovo nella virgiliana Mantua e sto per entrare a Palazzo Tè (lo so è domenica, ci sono le partite ma fuori piove a dirotto, sono nel bel mezzo di una due giorni romantica e mi concedo volentieri il tuffo culturale ma, sia ben chiaro, munito di auricolare). Mi chiama mio papà e mi dice che a Quelli che ci sono Nevio Scala e Lorenzo Minotti collegati da casa Scala. Proprio loro, fondamentali apripista della mia fede crociata. Forse non sarà la solita domenica da trasferta sfigata. Entro al museo alle tre e sento con il provvidenziale ed a mio avviso insostituibile Tutto il calcio minuto per minuto che abbiamo appena sbagliato un'occasione con Biabiany: mannaggia penso, se la squadra dimostra un pizzico dell'arte che sto andando a mirare, il Toro ce lo mangiamo... E via una, due, tre stanze ma niente, DSC09775dall'Olimpico nessuna notizia di un bel quadro parmense. Aspetto, respiro, l'orecchio destro tutto per Ugo Russo inviato dalla Mole per la narratio di Torino-Parma di Radio1, l'orecchio sinistro tutto dedito alla mia ragazza che mi introduce ai sontuosi locali dell'onesto ozio estivo di Federico II Gonzaga. Sento attorno a me una centrifuga di saperi e di sapori, la storia e il calcio, le prospettive pittoriche con tanto di rigore dell'aria, e le prospettive dell'area di rigore granata che bramo si riempia da un momento all'altro. Mi accorgo che Federico II Gonzaga era amante DSC09777dei cavalli, mi immagino tra il mistico ed il delirante, che una masnada di undici puledri gialloblù sconfigga il Toro; sarebbe un quadro da parete notevolissimo ma, chissà perché mi viene in mente solo Guernica di Picasso. Non è che questo pensiero futurista mi suggerisca che, per la prima affermazione vittoriosa in trasferta, bisogna attendere ancora e, vuoi vedere che arriverà nel futuro? Paura e desiderio si mescolano insieme, di radiolina e d'arte, oggi va così. Poi mentre ci troviamo nella Loggia di Davide, sento una voce, che viene da Torino: DSC09772Sansone ha portato in vantaggio il Parma. Non mi trattengo, urlo, scatto, inizio a salmodiare gli oremus e gli speriamo che duri. La mia ragazza sobbalza un pochino impaurita che mi fossi sentito male: tutt'altro, non sono mai stato così bene, giulivo mi sembra improvvisamente di intuire tutti i segreti degli stili architettonici di ogni tempo, gongolo. Passa poco e la gioia è ancora auricolare: mi dispiace cari Gonzaga, caro fine genio artistico di Giulio Romano, sopraffino inventor di tutta questa reggia opulenta, ma le notizie che sento arrivare da Torino mi garbano di più delle vostre scoperte; Amauri ha fatto 2 che poi sarebbe 3 dopo la doppia affossa Samp di sette giorni fa. Un momento, forse glielo annullano, ma perchè le camere di un museo son così sicure mentre il futebol non ti lascia tranquillo un secondo? E' gol, è gol, c'è, convalidato e.. sono due. Intanto mentre stiamo per DSC09773arrivare alla Camera dei Giganti, vero teatro di colori e forme e con un simpatico effetto eco, apprendo che c'è gloria anche per uno abituato a dar gloria agli altri con le sue folate, come Aleandro Rosi. Che pomeriggio, ecco chi sono i miei giganti, ecco chi è la mia arte e, già me li vedo, tra Ercole e Polifemo, anche loro, Sansone, Amauri e Rosi con Pavarini che rende piccoli tutti gli avversari quando è chiamato in causa e fuori, dona quella serenità indispensabile per esprimersi così. La mostra continua, la partita finisce che poi si può dire anche così: DSC09897ora mostriamo ciò che abbiamo realizzato a Torino anche contro la Roma dopodomani. Per una volta le mie orecchie, hanno avuto più ragione dei miei occhi: il calcio lo si può ancora ascoltare benissimo, anche se vogliono a tutti i costi farcelo solo vedere. E' bello poterlo vedere certo ma, è anche carino provare ad ascoltarlo. Torno in albergo, fa freddo ma il caldo che ti da una vittoria in trasferta e sentita sulla radiolina del telefonino, in condizioni precarie, sana e lenisce ogni cosa. La Domenica Sportiva manda il servizio che è un po' come un DSC09898biglietto da visita, dice e non dice. Questo Parma lo voglio proprio vedere in faccia. Così oggi appena arrivato a Milano, dopo pranzo, mi vedo la partita registrata, ora si che è più personale. Nel preparare il Carmina scopro che Sansone vuol dire piccolo sole, quello che ci voleva per iniziare a battere, nella prima domenica decisamente fredda, il Toro ed i suoi guerrieri granata, per strizzare l'occhio alla classifica delle cosiddette protagoniste dove, con prestazioni così, possiamo starci benissimo anche noi. Luca Savarese

Foto a corredo: Ugo Russo e l’operatore tecnico della sede Rai di Torino nella cabina di Radio Rai allo Stadio Olimpico (estratto dalla fotogallery amatoriale di stadiotardini.com)

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2 commenti:

Il Plin ha detto...

Complimenti.
Questi articoli hanno l'essenza del tifo per come lo interpreto io.
Anche io talvolta ho fatto degli scritti simili.
Le differenze? Io uso molte meno parole auliche e più giochi di parole ironici.
Ma lo spirito è lo stesso.
Te al museo con le cuffie mi ha ricordato me "alla cresima di mio fratello" in un PArma Empoli 3-1 ultima giornata, decisivo per la salvezza matematica.
Io con le cuffiette, al pranzo coi parenti, (e un mio vaffa plateale al cameriere che mi chiedeva se "ne volevo ancora" in contemporanea con l'annuncio nelle cuffie del gol dell'Empoli...)

Anonimo ha detto...


Grande Luca! Quello che hai raccontato è per me il cuore del calcio! By Valerio