REDIRECT SU STADIOTARDINI.IT

Stai per essere trasferito su StadioTardini.it spin-off di StadioTardini.com
Se il redirect non dovesse funzionare vai su http://www.stadiotardini.it
e aggiorna i tuoi segnalibri.

Blog Archive



NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

Powered by Blogger.

Blog Archive

giovedì 25 ottobre 2012

CON DONADONI E LEONARDI IL PARMA DI GHIRARDI “NON VUOLE SBARCARE IL LUNARIO”

Tra utopie e buoni propositi la voglia di lasciar una impronta positiva nel calcio italiano

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Le parole pronunziate ieri da Pietro Leonardi, verso la conclusione del rito profano delle nozze a tre con Roberto Donadoni e Tommaso Ghirardi, non possono che ringalluzzire i tifosi crociati, i quali, con questa triade nei rispettivi posti di comando, possono dunque ora legittimamente sognare, anche nel breve periodo, una nuova grandeur della propria squadra del cuore, se è stato loro garantito: “Non vogliamo star qui a sbarcare il lunario, abbiamo degli obiettivi e vogliamo raggiungerli”. Va da sé che gli obiettivi che maggiormente interessano i tifosi sono quelli di classifica, poiché anche qui, come in tutte le latitudini, a tutti piacerebbe vincer sempre e perdere mai. Se poi si era a lungo pasteggiato a caviale, tra viaggi in Europa e posizioni da podio o poco più giù, diventa capibile come i commensali non vedano l’ora di tornar a tavola a consumar le stesse portate, specie dopo la dieta degli ultimi campionati. Ma gli obiettivi che il Parma di Ghirardi-Leonardi-Donadoni si sono posti non sono solo di classifica, ma direi pure di “rivoluzione morale” del calcio, con tanto di buoni propositi dell’ex mangia-allenatori “Tom” che in passato si era notevolmente fagocitato di tecnici esonerati e che ora si augura di non farlo più, ergendosi a modello per i suoi colleghi presidenti dalla cacciata facile, come ingerire un caffè la mattina (definizione dell’AD Leonardi).

Continua la lettura all’interno

 

Il progetto sia pure lodevole a me, sinceramente, pare un po’ utopico – del resto come quello del calcio propositivo – perché, come si suol dire, di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno. E’ vero che l’idea del rinnovo di Donadoni è maturata dopo la peggior partita stagionale, culmine di un inizio ben al di sotto delle aspettative, ma non so – e di cuore mi auguro di non doverlo verificare mai – cosa potrebbe realmente accadere se in gioco ci fosse il bene più importante, vale a dire il mantenimento della categoria, nel punto cruciale del campionato. Marino, ad esempio, è stato esonerato – assai obtorto collo – da Leonardi quando proprio non se ne poteva più fare a meno di farlo, cioè quando la stagione pareva compromessa dopo il patatrac interno con il Bari. Ecco, quindi, l’importanza – rimarcata ieri sempre dall’AD – di arrivare il prima possibile a quota 40, spartiacque tra l’inferno e il paradiso. Quota 40, così fondamentale in questi ultimi campionati in cui il livellamento – lasciamo perder se vero l’alto o verso il basso – ha alzato la competitività per cui il campionato dell’Europa, della tranquillità e della retrocessione viene giocato da circa 15 su 20 delle iscritte alla serie A. Ma quel “non voler sbarcare il lunario” la dice tutta sulle ambizioni del top manager e del top mister che affiancano a Parma l’imprenditore nativo di Carpenedolo. A ben guardare quella che Piovani ha definito la “squadra del presidente” nel suo pezzo di oggi per la Gazzetta di Parma, è in effetti di taglia superiore a quella che potrebbe permettersi una semplice provinciale che si barcamena in zona rossa. Perché in effetti più Leonardi che Donadoni (il quale si sta costruendo qui a Parma, come allenatore, lasciamo perdere l’illustre passato da calciatore che è un po’ la sua wild card) sono da grande club: con loro ai posti di comando sarebbe indecente piazzarsi nella parte destra della classifica. Ma al di là dei sogni si tratta di esser realisti e notare come in serie A sia difficile – al di là della programmazione e degli investimenti (anche perché come ha giustamente sottolineato ieri Ghirardi sono talmente tante le variabili indipendenti dall’imprenditore) – marciare con il ritmo che ci si è posti a tavolino, o “stupire” (desiderio sbandierato un anno fa dall’AD quando non si accontentava dell’aurea mediocrità colombiana) su tutti i campi. Se il tentativo di calcio propositivo sbandierato fino alla sosta (cioè dopo il brutto stop ai piè dell’Etna) dovesse esser contaminato da un po’ più di ragion di stato, io non ne sarei che felice. E per questo avevo salutato con gioia la novità riferita a Calcio & Calcio dall’oracolo Schianchi di un Donadoni particolarmente attento allo schieramento avversario (il tridente della Sampdoria) da arrivare persino a mutare il proprio assetto difensivo a tre (da sempre impiegato da quando è a Parma, eccezion fatta lo scorso anno nel secondo tempo di Cagliari-Parma). A onor del vero – come ha rimarcato il lettore, poco ortodosso, di stadiotardini.com Pericle Ferrarri – questa è appunto una interpretazione di Schianchi, il quale, però, caro Pericle, è ben informato, dal momento che ha confessato sul piccolo schermo i suoi contatti con l’AD pre-trasmissione. Io ritengo che la concausa indicata da Schianchi per la mutazione a quattro della difesa anti-Samp fosse dovuta anche ad altre ragioni, e cioè l’assenza dello squalificato Lucarelli (sommata a quella di Benalouane). Ciò non toglie che una maggiore attenzione agli avversari sommata alla propositività sia un compromesso, ergo un segno di equilibrio. Lo stesso equilibrio che Donadoni ha cercato di instillare a piè mani ai suoi compagni di viaggio: è stato bello ieri sentir Ghirardi ammettere come nella sua politica di approccio agli arbitri l’educato stile donadoniano lo abbia contagiato. E meno male! Io ricordo ancora quando spediva Berta a urlare “vergogna” nello spogliatoio degli arbitri, poiché quella era la classica condotta nelle serie inferiori. Indubbiamente un alto segnale di crescita. Del resto come il desiderio – confessato a Jonathan Belletti di Radio Bruno : “Vorrei cancellare il mio passato, mi piacerebbe non aver mai esonerato nessuno”. In effetti che proprio dal club del mangia-allenatori pentito Ghirardi parta il messaggio alla serie A di aver pazienza con i tecnici quando le cose vanno male non è male, anche se poi dovranno esser i fatti a confermare nella buona e nella cattiva sorte le promesse matrimoniali. Gabriele Majo

5 commenti:

Pericle Ferrari ha detto...

Vede Majo che, pur dissentendo, alla fine si ricorda del sottoscritto tanto da citarlo nei suoi commenti? :)

Gabriele Majo ha detto...

Io, da buon pastore (mi si perdoni la bestemmia) seguo sempre le mie pecorelle. Specie quelle nere... (si sa mai che riesca a portarle sulla retta via)
Cordialmente
Gmajo

Luca Russo ha detto...

Se è vero che abbiamo degli obiettivi e vogliamo raggiungerli, bussiamo alla porta del Partizan e mettiamogli sul piatto un bel gruzzoletto di soldi per comprare Lazar Markovic. E' del 1994, qualche big europea gli ha già messo gli occhi addosso. Dicono che sia il nuovo Jovetic. Chissà. Se abbiamo da parte qualcosa da spendere (e ho il sospetto che sia così), andiamo a prenderci 'sto ragazzino. Anche se è un'impresa proibitiva per un club come il Parma. Ma potremmo almeno provarci.

Anonimo ha detto...

ce ne sono almeno 14 meglio di markovic in serie b

e almeno 16 meglio di bobadilla

MASSIMO MAURO

Anonimo ha detto...

una cosa è certa stabilire obiettivi al giorno d oggi....con questa società che ..fà quello che può con le risorse economiche che ha....con questo livellamento in serie a che io dico verso il basso e che rende la lotta per la salvezza ancor più dura..........dichiarare ogni anno di voler raggiungere O MEGLIO PROVARE A STUPIRE....diventa cmq impegnativo....diciamo che sarebbe meglio crescere un passettino alla volta ogni anno..mettere un mattoncino in più grazie ad un patrimonio giocatori più alto qualitativamente....insomma il sistema udinese ci ha messo una ventina d anni circa a diventare quello che è
filippo1968